Il corallo cuscino mediterraneo (Cladocora caespitosa ) è un corallo madreporario endemico del Mediterraneo appartenente alla famiglia Cladocoridae.
Noto per essere l'unico corallo ermatipico biocostruttore del Mediterraneo, è l'unico corallo duro ermatipico (in endosimbiosi con microalghe zooxantelle) capace di creare biocostruzioni coralline nel Mediterraneo.
Il corallo cuscino mediterraneo è una specie nota anche per l'ampia documentazione fossile, è quindi una specie di particolare importanza anche in paleontologia e paleoecologia. Distribuzione e habitat È una specie endemica del mar Mediterraneo. Ci sono state rare segnalazioni di questa specie nell'Atlantico orientale adiacente, lungo Portogallo e Marocco. È comune su fondali rocciosi, da pochi metri fino a 70 metri di profondità (oltre i 15 m è progressivamente meno diffuso, perché ospitando microalghe endosimbionti, le zooxantelle, che necessitano di luce per la fotosintesi, è più abbondante su fondali molto illuminati a basse profondità).
I coralli cuscino mediterranei rivestono una particolare importanza ecologica ed ambientale nel Mare Adriatico settentrionale, in particolare in Slovenia e in Croazia, dove formano biocostruzioni di notevoli dimensioni, soprattutto nelle isole di Prvić e Pag e nel Parco Nazionale di Mljet, all'interno della riserva naturale dell'isola di Mèleda.
Descrizione
Il corallo cuscino è la più grande madrepora del Mediterraneo. Presenta polipi di colore granata chiaro, di circa 5 millimetri di diametro che formano colonie massive più o meno globose a forma di cuscino. Produce depositi di carbonato di calcio con cui forma le teche calcaree in cui vive. Come tutti i coralli appartenenti all'ordine delle sclerattine, ciascun polipo alloggia sul proprio corallite, ossia su una struttura calcarea dura a forma di "coppa" di carbonato di calcio. Il corallo cuscino la madrepora più grande del Mar Mediterraneo, raggiungendo anche i 50 centimetri di diametro. Il tasso di accrescimento di questo corallo è pari a 2,9-5,2 mm l’anno, quindi colonie di 50 cm possono superare i 100-150 anni di età. La forma della colonia varia in funzione dell’intensità luminosa, della profondità e dell’idrodinamismo, passando da cuscinetto compatto a strutture meno dense, più ramificate o incrostanti. La colorazione è giallastra, bruna o verdastra per la presenza di microalghe unicellulari dinoflagellate endosimbionti, le zooxantelle, nelle cellule gastrodermiche.
Riproduzione Le colonie del corallo cuscino mediterraneo si accrescono per gemmazione; la specie si diffonde tramite l'insediamento delle larve planctoniche (planule) sui substrati più adatti alla colonizzazione. Ecologia Il corallo cuscino mediterraneo è una specie bentonica endemica del Mediterraneo, dove colonizza prevalentemente fondi duri poco profondi. Il corallo cuscino mediterraneo vive in preferenza tra blocchi rocciosi detritici con poca vegetazione vicino alla sabbia, a 1–70 m di profondità (oltre i 15 m è progressivamente meno diffuso), ed è in grado di tollerare basse temperature invernali (<10 °C) e bassi valori di salinità.
Il corallo cuscino mediterraneo è l'unico corallo duro mediterraneo ermatipico, cioè che ospita nei propri tessuti microalghe dinoflagellate unicellulari endosimbionti, le zooxantelle, che sono molto importanti per il fabbisogno energetico del corallo e lo aiutano nella calcificazione dell'esoscheletro.
A causa della presenza delle zooxantelle, che richiedono luce abbondante per effettuare la fotosintesi, Il corallo cuscino mediterraneo deve necessariamente crescere in ambienti molto illuminati, per questo motivo non si trovano a profondità maggiori di 70 m e sono molto più grandi ed abbondanti entro i 15 m di profondità.
Biocostruzioni La presenza delle microalghe zooxantelle endosimbionti consente ai coralli di dare origine a grandi biocostruzioni, cioè vasti ambienti duri tridimensionali costituiti da carbonato di calcio ed edificati dall'attività di deposizione di carbonato di calcio da parte degli organismi biocostruttori. Spesso le biocostruzioni marine sono ambienti estremamente complessi e ricchi di biodiversità. Mentre nei mari tropicali ci sono moltissime specie di coralli costruttori ermatipici (in simbiosi con le zooxantelle) che danno origine alle famose barriere coralline, nel Mediterraneo l'unico corallo costruttore ermatipico è proprio il corallo cuscino mediterraneo.
Oggi è raro vedere grandi biocostruzioni di corallo cuscino mediterraneo, ma in alcune zone del Mediterraneo, in particolare in Croazia, la madrepora cuscino assume un ruolo simile a quello dei coralli tropicali: grazie ad un esoscheletro duro di carbonato di calcio e all'endosimbiosi con zooxantelle (proprio come i coralli delle barriere coralline tropicali) sviluppa biocostruzioni coralline di grande valenza ecologica. Nel Mediterraneo la madrepora cuscino è uno dei principali organismi biocostruttori.
Le colonie di corallo cuscino mediterraneo si possono fondere in banchi di parecchi metri di larghezza, sono quindi in grado di edificare notevoli biocostruzioni. La presenza delle zooxantelle limita la diffusione di questo corallo alla fascia fotica superficiale, dove la luce, necessaria alle zooxantelle per la fotosintesi, è molto presente. Le formazioni a corallo cuscino mediterraneo infatti raggiungono le massime estensioni non oltre i 25–30 m di profondità, in acque poco agitate, a basso idrodinamismo.Le biocostruzioni coralline a corallo cuscino mediterraneo di maggiori dimensioni oggi si trovano nel Mare Adriatico, soprattutto in Croazia, nelle isole di Prvić e Pag, ma quella più monumentale è nel Parco Nazionale di Mljet, all'interno della riserva naturale dell'isola di Mèleda, a una profondità compresa tra 5 e 15 metri, dove l'area è coperta da centinaia di colonie, vi sono banchi di notevoli dimensioni, estesi per diversi metri quadri. Si tratta di uno dei pochi casi di biocostruzione corallina del Mar Mediterraneo. Non è un caso, perché nell'ambiente marino del Parco Nazionale di Mljet si riproducono le condizioni ambientali ottimali per il corallo cuscino mediterraneo: alti apporti sedimentari di acque dolci (nutrienti e carbonati), torbidità e temperature più calde. Ogni singola colonia è sede di una notevole biodiversità. L’importanza ecologica e l’interesse scientifico delle biocostruzioni a corallo cuscino mediterraneo è legato all’elevata biodiversità e alle associazioni bentoniche, che comprendono caratteristici popolamenti di alghe calcaree, poriferi incrostanti, cnidari, policheti e ascidie. Crostacei, echinodermi e piccoli pesci bentonici trovano riparo tra fessure, cavità e anfratti nella biocostruzione. Diverse specie di crostacei e pesci di interesse commerciale dipendono dalle biocostruzioni a corallo cuscino mediterraneo per la loro alimentazione e riproduzione.
Conservazione
La Lista rossa IUCN classifica il corallo cuscino mediterraneo come specie in pericolo di estinzione (Endangered).
Le formazioni a corallo cuscino mediterraneo sono minacciate da molti fattori, come gli ancoraggi delle imbarcazioni, che danneggiano irrimediabilmente le colonie, il cambiamento climatico, in particolare il riscaldamento globale, con l’innalzamento della temperatura dell’acqua oltre i 29 °C che causa lo sbiancamento dei coralli associato all’espulsione dalla colonia delle alghe simbionti, le mucillagini, la competizione con alghe invasive come l’alga alloctona invasiva Caulerpa racemosa, che ricopre rapidamente le colonie causando il soffocamento dei polipi e predatori invasivi come il mollusco gasteropode Coralliophila meyendorffi e l'anellide polichete Hermodice carunculata.
Durante gli eventi di mortalità delle estati del 1997 e del 1999 nel Mar Ligure, un totale del 50% delle colonie di corallo cuscino mediterraneo morì a causa di necrosi tissutale, non provocata da eventi di sbiancamento.
Recenti studi hanno evidenziato anche come la presenza di microplastiche e altri inquinanti possono danneggiare le colonie di questo corallo.
Effetti del cambiamento climatico e del riscaldamento globale
Il rischio maggiore per la loro sopravvivenza sembra essere rappresentato dal riscaldamento globale. Ci sono stati anni particolarmente caldi che hanno portato alle estesi eventi di mortalità di massa di esemplari di questa specie.
In particolare il riscaldamento delle acque a causa dei cambiamenti climatici causa il fenomeno dello sbiancamento dei coralli, fenomeno, molto studiato nei coralli costruttori delle barriere coralline tropicali, in cui i coralli, a seguito di stress ambientali, espellono le microalghe zooxantelle che vivono endosimbionti nei loro tessuti, responsabili del loro colore e del nutrimento tramite la fotosintesi. Quando la temperatura dell'acqua si mantiene per tanto tempo sopra i 28-29 °C, il corallo cuscino mediterraneo espelle le proprie zooxantelle come risposta allo stress termico.
Inoltre, la tendenza al riscaldamento del mare ha portato anche ad un aumento delle malattie e all’acidificazione delle acque marine che interagisce con la deposizione del carbonato di calcio e quindi con la calcificazione degli esoscheletri di questi coralli.
Negli ultimi decenni, le popolazioni mediterranee di corallo cuscino mediterraneo hanno subìto ripetuti eventi di mortalità di massa innescati da ondate di calore dovute al riscaldamento globale.
Questa sensibilità del corallo cuscino mediterraneo ai cambiamenti climatici fa sì che questo corallo sia un importante bioindicatore ambientale dei cambiamenti climatici.
Programmi di conservazione Considerata la grande importanza ecologica di questa specie e l'alta sensibilità alle pressioni antropiche e ai cambiamenti delle condizioni ambientali, la conservazione del corallo cuscino mediterraneo è una delle priorità per gli ecologi marini. La specie è ancora relativamente diffusa ma occorre monitorare attentamente le popolazioni mediterranee.
Il declino delle popolazioni di questo corallo ha portato alla classificazione della specie come “specie in pericolo” nella Lista Rossa IUCN, sottolineando l’urgenza di monitorare la presenza, l'abbondanza e lo stato di salute le popolazioni di corallo cuscino mediterraneo per supportare gli sforzi di conservazione.
Negli ultimi anni i progetti di monitoraggio, conservazione e restauro ecologico delle biocostruzioni a corallo cuscino mediterraneo nel Mediterraneo sono sempre più numerosi e coinvolgono un numero sempre maggiore di ecologi marini, proprio in considerazione dell'importanza ecologica e ambientale di questa specie di corallo negli ecosistemi marini costieri mediterranei.
Paleontologia Il corallo cuscino mediterraneo è un corallo molto noto come fossile, a partire dalle fasi calde del Pleistocene superiore. La documentazione fossile prosegue ininterrotta fino ai giorni nostri.
La grandissima documentazione fossile del corallo cuscino mediterraneo fa sì che questo corallo ambia anche una grande importanza paleontologica, paleoecologica e paleoclimatica, oltre che biologica ed ecologica. Testimone del cambiamento climatico nel Mediterraneo In Mediterraneo la presenza di barriere coralline di ambiente tropicale è attestata da reperti fossili fino al Miocene recente, più precisamente al Messiniano, compreso tra 7,2 e 5,3 milioni di anni fa.Il Messiniano è un periodo cruciale per l'intero Mediterraneo, in quanto si colloca qui, intorno a 5,9 milioni di anni fa, la cosiddetta crisi di salinità del Messiniano durante la quale il Mediterraneo prosciugò quasi interamente depositando enormi strati di sali di origine evaporitica dello spessore di circa 3 km. Una crisi così profonda per il bacino mediterraneo portò alla cancellazione di interi ecosistemi e di gran parte della biodiversità che popolava il mare di allora.