Cladocora è un genere di coralli, l'unico della famiglia Cladocoridae , appartenente all'ordine Scleractinia.

A questo gruppo appartengono 5 specie, tra cui Cladocora caespitosa, conosciuta come corallo cuscino mediterraneo e nota per essere l'unico corallo biocostruttore ermatipico (provvisto di zooxantelle endosimbionti) del Mediterraneo.

Tassonomia In passato il genere Cladocora fu attribuito alle famiglie Caryophylliidae e Faviidae; oggi, in accordo con il World Register of Marine Species, è l'unico genere esistente appartenente alla famiglia Cladocoridae, e comprende le seguenti specie: Cladocora arbuscula () Cladocora caespitosa () - Corallo cuscino mediterraneo Cladocora debilis Cladocora fissipara () Cladocora pacifica

Distribuzione e habitat Il genere Cladocora presenta un'ampia distribuzione geografica.

Cladocora arbuscula è presente nell'Atlantico occidentale tropicale: Florida, Golfo del Messico, Bahamas e Caraibi; segnalazioni più sparse in Sud America, Africa sud-occidentale, Mediterraneo e Pacifico orientale.

Cladocora caespitosa è una specie endemica del mar Mediterraneo, è sicuramente la specie più comune e più conosciuta e anche quella maggiormente studiata per via della sua grande valenza ecologica di specie biocostruttrice; ci sono state rare segnalazioni di questa specie nell'Atlantico orientale adiacente, lungo Portogallo e Marocco.

Cladocora debilis ha un'ampia distribuzione atlantica su entrambe le sponde dell'Atlantico, alcune fonti riportano anche il Pacifico orientale; è presente anche nel Mediterraneo; soprattutto nel settore occidentale: Algeria, Tunisia, Monaco, Marsiglia e Golfo di Napoli. Nel 2002 è stata inoltre trovata sull'isola di Lastovo, in Croazia, prima conferma certa della specie nell'Adriatico.

Cladocora fissipara è presente nell'Atlantico orientale tropicale, nelle coste dell'Africa occidentale.

Cladocora pacifica è presente nel Pacifico tropicale orientale, soprattutto Galápagos, Isola del Cocco e altre isole oceaniche della regione.

Descrizione

Le specie del genere Cladocora sono coralli coloniali con uno scheletro calcareo. Formano colonie ramificate, cespugliose o irregolari, composte da numerosi coralliti tubolari o cilindrici. I coralliti presentano pareti costate, setti disposti radialmente e piccoli lobi paliformi. Al centro del calice si trova una columella papillosa. La forma e le dimensioni delle colonie variano a seconda della specie.

Ecologia Le specie del genere Cladocora occupano ambienti marini diversi, dai fondali costieri poco profondi ad ambienti più profondi. Alcune specie, come Cladocora caespitosa e Cladocora arbuscula, vivono prevalentemente nella zona fotica e proprio come i coralli costruttori delle barriere coralline tropicali sono coralli ermatipici, ospitano cioè nei propri tessuti microalghe dinoflagellate endosimbionti, le zooxantelle, che contribuiscono al fabbisogno energetico dei polipi attraverso la fotosintesi. Altre, come Cladocora debilis, sono coralli aermatipici, sono cioè privi di zooxantelle e possono colonizzare anche ambienti più profondi o scarsamente illuminati.

Particolare importanza ecologica riveste Cladocora caespitosa, uno dei principali organismi biocostruttori del Mar Mediterraneo, ed unico corallo duro ermatipico biocostruttore presente nel Mediterraneo. La specie vive sia su substrati rocciosi sia su fondali mobili e può svilupparsi in condizioni molto diverse di profondità e idrodinamismo. Le colonie possono crescere isolate oppure aggregarsi e fondersi, formando estese biocostruzioni che, nei casi più sviluppati, assumono caratteristiche simili a quelle di piccole barriere coralline. Queste strutture aumentano notevolmente la complessità tridimensionale e l'eterogeneità del fondale, creando cavità, interstizi e superfici utilizzabili da numerosi organismi. Grazie alla deposizione dello scheletro calcareo e alla capacità di formare strutture persistenti nel tempo, Cladocora caespitosa agisce come una vera e propria specie ingegnere dell'ecosistema, contribuendo alla formazione di habitat biogenici e al mantenimento della biodiversità bentonica mediterranea.

La minaccia più importante è però il cambiamento climatico. Temperature marine mantenute per periodi prolungati sopra circa 28-29 °C provocano stress termico e possono indurre lo sbiancamento (bleaching), durante il quale il corallo perde le zooxantelle, compromettendo il proprio apporto energetico. Le ondate di calore marine hanno già causato ripetuti episodi di sbiancamento e mortalità di massa nel Mediterraneo. Per la sua particolare sensibilità alle variazioni ambientali, la specie è considerata anche un importante bioindicatore del cambiamento climatico.

Un altro tipo di pressione sulle popolazioni di Cladocora caespitosa è l'intensificarsi dei fenomeni di mucillagini, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici, che impattano negativamente su questo corallo minacciandone la salute.

Il declino delle popolazioni di questo corallo ha portato alla classificazione della specie come “specie in pericolo” nella Lista Rossa IUCN.

A causa dei sempre più frequenti fenomeni di pressione ambientale e a causa della sua importanza ecologica per gli ambienti costieri mediterranei, sono sempre più diffusi programmi di monitoraggio, conservazione e restauro delle popolazioni di Cladocora caespitosa e delle relative biocostruzioni, finalizzati a valutarne distribuzione, abbondanza e stato di salute.

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Scleractinia Categoria:Taxa classificati da Christian Gottfried Ehrenberg Categoria:Taxa descritti nel 1834