La Bibbia (The Bible: in the Beginning...) è un film del 1966 diretto da John Huston.
Diviso in due parti, il film ripropone i primi 22 capitoli del libro della Genesi, anche se in origine (come testimonia anche il sottotitolo "In the Beginning" (lett. "in principio") il produttore Dino De Laurentiis aveva in mente un'opera che avrebbe dovuto portare sullo schermo l'intera Bibbia (in due capitoli, uno per il Vecchio e uno per il Nuovo Testamento) e che sarebbe stata affidata a diversi registiM. Morandini, John Huston, Il Castoro Cinema, 1996 p. 93.
Trama Dalla Creazione del mondo e degli esseri viventi da parte di Dio, si snodano le vicende dell'umanità, dal sacrificio mancato di Isacco alla storia di Abramo e della distruzione di Sodoma e Gomorra, attraverso il diluvio universale e la torre di Babele.
Prima parte Il film inizia con la Creazione. Dio crea i cieli e la terra, inclusi il primo uomo, Adamo, e la prima donna, Eva. Entrambi vivono nel Giardino dell'Eden finché un serpente non convince Eva a disobbedire a Dio mangiando un frutto dall'Albero della Conoscenza, e a sua volta Eva convince Adamo a fare lo stesso. Dio punisce il Serpente e bandisce Adamo ed Eva dal Giardino. Eva dà alla luce due figli: Caino e Abele. Quando sono più grandi, Caino diventa un contadino e Abele un pastore, ed entrambi compiono regolarmente sacrifici rituali a Dio. Quando Caino offre la sua parte del raccolto e Abele offre un agnello, Dio favorisce il sacrificio dell'agnello. Caino, pieno di gelosia, uccide Abele e fugge. Adamo ed Eva piangono la perdita di entrambi i figli, ma Dio ne dà loro un altro, che chiamano Set. Le generazioni si susseguono e la maggior parte dei discendenti di Caino diventa malvagia.
Dio è scontento della sua creazione e intende distruggerla completamente tramite un diluvio universale. Contatta Noè, discendente di Adamo, e gli ordina di costruire un'Arca per salvare sé stesso e la sua famiglia. Noè obbedisce e, una volta completata l'arca, due coppie di animali e uccelli puri e impuri vengono portati nell'arca. Dopo la chiusura della porta, scoppia un diluvio che inonda la terra. Tutti gli esseri viventi fuori dall'arca muoiono, mentre gli occupanti sopravvivono. Quaranta giorni dopo, mentre la moglie di Noè conta i giorni, l'arca approda sul monte Ararat, dove sbarcano gli animali e gli uccelli. Dio promette quindi a Noè di non distruggere mai più la sua creazione tramite il diluvio. Questo patto è simboleggiato da un arcobaleno.
Seconda parte
La seconda parte inizia con una rappresentazione visiva dei discendenti di Noè e una breve descrizione della storia della Torre di Babele: il re Nemrod sfida Dio ordinando la costruzione di una torre colossale e scagliando una freccia dalla sua cima verso il cielo per colpire Dio, che risponde confondendo il popolo e facendolo parlare lingue diverse, disperdendosi sulla Terra. Il resto del film si concentra sulla storia di Abramo. Dio lo sceglie per diventare padre di una grande nazione, trasferendo la sua famiglia nella terra di Canaan. Abramo desidera un figlio che erediti la sua posizione, ma sua moglie Sara è sterile. Sara offre la sua ancella Agar per generare i figli di Abramo al suo posto. Agar rimane incinta di Ismaele, ma Dio promette ad Abramo che avrà un altro figlio con Sara, che si chiamerà Isacco ed erediterà la posizione di Abramo al posto di Ismaele. Agar e Sara iniziano a provare risentimento reciproco.
Gli uomini di Abramo iniziano a litigare con quelli di suo nipote Lot, e così decidono di separarsi. Lot decide di provare a vivere con la sua famiglia nella città di Sodoma. Abramo riceve la visita di tre angeli, che annunciano la gravidanza di Sara e il piano di Dio di distruggere Sodoma e Gomorra con il fuoco. Abramo intercede per i sodomiti. Due degli angeli vanno a trovare Lot, dicendo a lui e alla sua famiglia di fuggire dalla città e di non voltarsi mai indietro. Poi gli angeli fanno scendere il fuoco, distruggendo la città, e la moglie di Lot si volta indietro e viene trasformata in una statua di sale. Sara finalmente dà alla luce Isacco e Abramo prepara un banchetto per Isacco. Sara, temendo che Ismaele possa uccidere Isacco come Caino fece con Abele, chiede ad Abramo di mandarlo via. Abramo lo esilia insieme a sua madre nel deserto. Con Ismaele in punto di morte, Agar invoca Dio per chiedere aiuto. Poi Dio crea miracolosamente una sorgente dalla sabbia, promettendo che Ismaele sarà padre di una grande nazione e che lui e i suoi discendenti prospereranno.
Dio ordina quindi ad Abramo di uccidere Isacco in sacrificio. Abramo è devastato, ma obbedisce e si dirige verso il monte Moria, da solo con Isacco, per compiere il sacrificio senza rivelare le sue vere intenzioni né a lui né a sua madre. Abramo e Isacco si fermano presso le rovine devastate di Sodoma e Gomorra, dove riflettono sull'ira di Dio. A Moria, mentre Abramo si prepara a sacrificare suo figlio, Dio lo ferma, rivelandogli che si trattava di una prova per vedere se Abramo avrebbe comunque obbedito a Dio, a prescindere da tutto. Invece, Abramo e Isacco sacrificano un ariete rimasto incastrato in alcuni cespugli lì vicino: adesso che il beniamino dell'Onnipotente ha superato la prova di fede, dimostrando grande umiltà, il popolo ebraico può vivere finalmente in pace e Abramo riabbracciare il proprio figlio.
Produzione Sviluppo L'idea del film venne nel 1961 al produttore Dino De Laurentiis durante un suo soggiorno a New York per la presentazione del film Barabba, da lui prodotto ed anch'esso di argomento biblico-religioso. De Laurentiis trovò per caso una Bibbia nella sua camera d'albergo ed, iniziandola a leggere, capì che aveva del potenziale cinematografico: la sua idea iniziale era di realizzare un ciclo di film che abbracciassero l'intero Antico Testamento e furono contattati diversi registi, tra cui Carl Theodor Dreyer, Federico Fellini e Akira Kurosawa, che però rifiutarono perché non interessatiV. Bonicelli, Storia di un’idea, in La Bibbia, Mondadori, 1966, cit., pp. 37-83..
Per coordinare l'imponente lavoro di scrittura, De Laurentiis chiamò due squadre di sceneggiatori, una italiana guidata da Vittorio Bonicelli e Ivo Perilli, che, insieme ad importanti scrittori come Michele Prisco e Mario Soldati, stesero il soggetto, dopo aver esaminato per una ventina di mesi il testo biblico; ed una britannica guidata dal drammaturgo Christopher Fry (già sceneggiatore di Barabba), che fu coadiuvato da un suo assistente, Jonathan Griffin, e da un consulente, il reverendo e poeta William M. Merchant. A causa dell'opposizione di Fry che lo riteneva troppo vasto, il progetto si ridusse al solo Libro della Genesi e fu deciso di realizzare singoli episodi affidati a diversi registi, che avrebbero firmato anche la sceneggiatura di ognuno di essi: a Robert Bresson fu affidato l'episodio della Creazione fino alla Torre di Babele, a Orson Welles la storia di Abramo fino a Giacobbe e a Luchino Visconti l'episodio di Giuseppe.
Tuttavia nel corso del '63 i tre registi si defilarono per disaccordi con il produttore e gli altri sceneggiatori circa la realizzazione del film: la parte di Visconti, scritta insieme alla sceneggiatrice Suso Cecchi D'Amico, fu giudicata troppo lunga, Bresson avanzava pretese stravaganti (pensava ad un'attrice indiana o sarda per il ruolo di Eva e voleva che Adamo parlasse in aramaico) mentre Welles intendeva ridurre l'episodio di Abramo al solo sacrificio di Isacco con un intermezzo (non presente nel testo biblico) di Abramo ed Isacco che attraversano le rovine di Sodoma e riflettono sulle conseguenze della disobbedienza a Dio (scena poi mantenuta nella sceneggiatura finale). Perciò, alla fine di quell'anno, De Laurentiis decise di affidare il film ad un unico regista, John Huston (dichiaratamente ateo ma che abbracciò il progetto con entusiasmo)M. Morandini, John Huston, Il Castoro Cinema, 1996 p. 94, e che la sua narrazione si sarebbe fermata al sacrificio di Isacco: toccò a Christopher Fry il compito di rielaborare e riscrivere tutto il materiale prodotto dai vari sceneggiatori nei due anni precedenti.
Dopo il mancato accordo con la Columbia Pictures, De Laurentiis ottenne un prestito da una banca svizzera per finanziare il film e, solo a riprese ultimate, subentrò la 20th Century-Fox.Tullio Kezich e Alessandra Levantesi, Dino De Laurentiis, la vita e i film, Milano, Feltrinelli, 2001.
Cast Ava Gardner, che aveva appena terminato le riprese del film La notte dell'iguana (1964) sempre diretto da Huston, era riluttante ad accettare la parte di Sara e fu infine convinta dal regista. Sul set, la Gardner conobbe George C. Scott (l'interprete di Abramo), con cui iniziò una breve e tormentata relazione amorosa, che spesso culminò in violente liti durante le riprese.
Per il ruolo di Eva venne scelta inizialmente l'attrice italiana Nicoletta Rangoni Machiavelli ma Huston insistette per avere Ulla Bergryd, una studentessa universitaria svedese scoperta per caso da una sua assistente e alla sua prima esperienza cinematografica.
Inizialmente Huston considerò Alec Guinness (che non era disponibile) e Charlie Chaplin (che rifiutò) per la parte di Noè, finché non decise di interpretarla lui stesso.
Un'allora sconosciuto Franco Nero venne scelto per il ruolo di Abele da Huston in persona dopo un provino in cui volle vederlo svestito.
Riprese Le riprese iniziarono l'11 maggio 1964 e terminarono alla fine dell'anno successivoCfr. Diario di lavorazione, in La Bibbia, Mondadori, 1966, pag. 174. , per una durata complessiva di circa ventiquattro mesi.
Una delle sequenze più impegnative, dispendiose e lunghe da realizzare fu quella dell'Arca di Noè, di cui furono costruite cinque riproduzioni. La più grande, che si trovava negli studi di Dinocittà, era lunga circa 60 metri, larga 19,5 metri e alta circa 15 metri; fu usata per la scena dell'ingresso degli animali nell'Arca, che necessitò di 40 giorni di riprese. La riproduzione degli interni dell'Arca, che era uno dei "set interni più grandi mai progettati e costruiti", era lunga più di 45 metri e alta circa 17 metri e aveva "tre ponti, divisi in cento recinti" e una rampa che correva "tutto intorno all'arca dall'alto verso il basso". La terza riproduzione era un'arca "scheletro", costruita per le scene raffiguranti Noè e i suoi figli che costruiscono l'Arca. La quarta riproduzione fu usata per le sequenze dell'inondazione e la quinta riproduzione era una miniatura per le sequenze del diluvio. Il costo di costruzione delle cinque riproduzioni fu di oltre 1 milione di dollari. La loro costruzione richiese mesi e furono impiegati più di 500 operai. Gli animali provenivano da due circhi in Germania e giunsero a Roma in treno sotto la supervisione di Angelo Lombardi, conduttore televisivo ed esperto assunto come consulente per il film. Gli animali, circa 1.800 esemplari, furono poi sistemati in un comprensorio di 300 ettari intorno a Dinocittà, dove per quattro mesi domatori esperti li addestrarono per le riprese.L'avventurosa storia del cinema italiano. Da La dolce vita a C'era una volta il West. Volume terzo, a cura di Franca Faldini e Goffredo Fofi, Edizioni Cineteca di Bologna, 2021.
Soltanto l'intero segmento riguardante l'Arca di Noè ebbe un budget totale di 3 milioni di dollari.
Location Le scene iniziali della Creazione furono filmate in varie location sparse per il mondo (Galapagos, Islanda e Costa Rica) dal fotografo austriaco Ernst Haas e da due suoi assistenti.
Nel novembre 1964 la troupe si spostò per due mesi presso Il Cairo (Egitto) per girare le sequenze desertiche della battaglia di Siddim (Genesi ) e parte di quelle riguardanti la Torre di Babele (Genesi ): per la breve scena della battaglia furono impiegate 5.000 comparse, 2.000 cammelli e un intero battaglione dell'esercito egiziano.