Dal suo nome deriva quello del movimento venizelista, protagonista della politica greca dall'inizio del XX secolo alla metà degli anni settanta.
Fu uno dei principali fautori della cosiddetta Megali Idea (Μεγάλη Ἰδέα, lett. "Grande Idea"), ovvero il proposito d'allargare la sovranità della Grecia ai territori dell'odierne Turchia, Bulgaria, Macedonia del Nord ed Albania storicamente abitati da minoranze greche e di spostare la capitale da Atene ad Istanbul, nell'ottica di riallacciare il Paese balcanico ad una continuità simbolica ed ideale con l'Impero romano d'Oriente.
Biografia Eleutherios Venizelos nacque a Mournies, un paesino poco distante dalla Canea (sull'isola di Creta, all'epoca ancora una provincia dell'Impero ottomano), figlio di Kyriakos Venizelos, un ricco mercante che aveva combattuto per l'indipendenza della Grecia, causa per la quale avevano perso la vita pure tre suoi zii, e di Styliani Ploumidaki. La sua famiglia era, per parte di padre, originaria ancestralmente della Laconia, precisamente di Mistra., e della Mania (ambedue nel Peloponneso), da cui i suoi avi erano migrati a Creta sul volgere del XVIII secolo, mentre, per parte di madre, oriunda cretese. Venizelos vantava, inoltre, delle remote origini turche, ebraico-greche ed armene John Van der Kiste, Kings of the Hellenes: The Greek Kings, 1863-1974, Sutton Publishing, 1994, p. 65..
Ministro della Giustizia a Creta
A partire dal 1881 Eleutherios Venizelos studiò legge all'Università di Atene, quindi tornò a Creta dove venne eletto all'assemblea locale nelle file del Partito Liberale. Divenne una figura di spicco durante la rivolta cretese contro l'Impero ottomano, nel 1897, occasione nella quale si mise alla testa di una forza anti-ottomana, nel tentativo di ottenere l'unione alla Grecia. Questo avvenne nel contesto più ampio della Guerra greco-turca.
La sollevazione finì con la concessione a Creta dell'autonomia sotto l'Impero Ottomano. Navi da guerra e truppe britanniche, russe, italiane e austro-ungariche si recarono a Creta per costringere l'esercito turco a lasciare l'isola. Su pressione delle potenze europee, il principe Giorgio di Grecia venne nominato alto commissario dell'isola.
Il 13 dicembre 1898 Giorgio si recò quindi in visita a Chania, dove ricevette un'accoglienza senza precedenti. Il 27 aprile 1899 creò un Comitato Esecutivo, composto dai capi di Creta. Venizelos divenne Ministro della Giustizia e con il resto del comitato, cominciò ad organizzare il nuovo Stato. Le potenze europee aiutarono il principe Giorgio a creare la Gendarmeria Cretese, istituita allo scopo di far rispettare la legge.
Tra il 1900, Venizelos e il principe entrarono in contrasto su numerose questioni di politica interna (come l'intenzione del principe di costruire un palazzo a cui Venizelos era fortemente contrario in quanto avrebbe significato perpetrare l'assetto del Governatorato mentre i Cretesi lo avevano accettato solo come soluzione temporanea, fino a quando non fosse stata trovata una risoluzione definitiva) e sulla questione dellEnosis, l'unione con la Grecia. In una riunione del comitato esecutivo, Venizelos espresse l'opinione che l'isola non fosse in sostanza autonoma, in quanto militarmente occupata dalle forze delle grandi potenze, e che le grandi potenze avevano il loro rappresentante nella persona del principe.
Venizelos si dimise nei primi mesi del 1901, e per i successivi tre anni, lui e i suoi sostenitori condussero un'aspra lotta politica contro il governo dell'alto commissario, portando ad una situazione di stallo politica e amministrativa. Nel marzo del 1905, Venizelos e suoi sostenitori, riuniti nel villaggio di Theriso, sulle colline presso Candia, costituirono un'"Assemblea rivoluzionaria", che chiese riforme politiche e si pronunciò a favore dell'unione di Creta con la Grecia come un unico libero Stato costituzionale in un manifesto. La gendarmeria cretese rimase fedele al principe, ma numerosi deputati aderirono alla rivolta, e nonostante la promulgazione di una legge straordinaria il 18 luglio le forze militari non intervennero contro i ribelli.
Il 15 agosto, l'Assemblea cretese votò a favore delle proposte di Venizelos, e le grandi potenze negoziarono un accordo, in base al quale il principe Giorgio si sarebbe dovuto dimettere e avrebbe dovuto essere promulgata una nuova costituzione. Nel 1906 alle elezioni il principe Giorgio ottenne la maggioranza, con 38.127 voti, contro i 33.279 di Venizelos, ma nel settembre del 1906 venne sostituito dall'ex primo ministro greco Alexandros Zaimīs e lasciò l'isola. Funzionari greci sostituirono gli italiani nella organizzazione della gendarmeria, e fu iniziato il ritiro delle truppe straniere dall'isola, lasciando Creta de facto sotto il controllo greco.
Primo ministro greco Nel 1910, ad Atene, il parlamento venne sciolto a causa di una crisi politica. Venizelos si recò nella capitale e attraverso le elezioni dell'8 agosto 1910, lui e i suoi uomini vennero eletti membri del parlamento. In quel periodo venne fondato il suo partito, chiamato "Komma Fileleftheron" (Partito dei Liberali). Il 2 ottobre 1910, Venizelos formò un governo e iniziò la riorganizzazione delle questioni economiche, politiche e nazionali del paese.
Il 20 maggio 1911, fu completata una revisione della Costituzione che si concentrava su: il rafforzamento della libertà individuali, l'introduzione di misure per facilitare il lavoro legislativo del Parlamento, l'istruzione elementare obbligatoria, la tutela giuridica contro espropriazione forzata, il diritto di invitare personale straniero ad intraprendere missioni finalizzate alla riorganizzazione dell'amministrazione e delle forze armate (gettando così le basi alle missioni francesi ed inglesi che modernizzeranno le forze armate elleniche in previsione delle Guerre Balcaniche), la restaurazione del Consiglio di Stato e la semplificazione delle procedure per eventuali future modifiche della Costituzione.
L'obiettivo del programma di riforme era quello di consolidare la sicurezza pubblica e lo Stato di diritto, nonché sviluppare e aumentare il potenziale produttivo del paese. In questo contesto, il pianificato da tempo ma mai istituito "ottavo" Ministero, il Ministero dell'Economia Nazionale, assunse un ruolo di primo piano. Questo ministero, al momento della sua creazione nel 1911, era diretto da Emmanuel Benakis, un ricco mercante greco dall'Egitto amico di Venizelos. Tra il 1911 e il 1912 furono promulgate una serie di leggi che miravano ad avviare la legislazione del lavoro in Grecia. Specifiche misure vietavano il lavoro minorile e il turno di notte per le donne, regolavano le ore lavorative settimanali e la vacanza di Domenica, ed infine istituivano le organizzazioni sindacali. Furono anche varate misure per il miglioramento della gestione, della giustizia e della sicurezza e per l'insediamento di contadini senza terra nella Tessaglia.
Le Guerre Balcaniche
La Lega Balcanica
Al termine della guerra italo-turca del 1911 (durante la quale l'impero ottomano aveva dovuto cedere al Regno d'Italia la Cirenaica, la Tripolitania, Rodi ed il Dodecanneso), gli stati balcanici compresero la necessità di un'alleanza per affrontare la Turchia. Questo si tradusse, dopo pressioni diplomatiche russe, nella firma di un accordo segreto bilaterale e di un'alleanza difensiva fra Serbia e Bulgaria il 13 marzo; successivamente si passò ad un'alleanza militare il 12 maggio. La Grecia, non volendo essere esclusa da un'alleanza anti-turca e da un'eventuale spartizione territoriale, avviò le trattative con la Bulgaria che portarono alla firma di un'alleanza difensiva con il trattato greco-bulgaro firmato a Sofia il 29 maggio 1912.
I pianificatori serbo-bulgari attribuivano scarsa importanza al contributo che la Grecia poteva dare all'invasione terrestre della Macedonia, vista anche la pessima prova fornita dall'esercito ellenico nella guerra greco-turca del 1897; di fondamentale importanza era invece la marina militare greca, la sola forza navale in grado di stabilire il controllo del mar Egeo e di imporre il blocco ai porti ottomani, impedendo al nemico di trasportare rinforzi e rifornimenti via mare dai territori asiatici dell'Impero: era questo il motivo principale per cui la Grecia era stata inclusa nella Lega..
Prima guerra balcanica
Grazie alla prudenza di Venizelos nel disporre l'esercito e la marina, la nazione si trovò ben preparata allo scoppio delle ostilità, e fu così possibile avanzare militarmente ed annettere velocemente i territori di Epiro, Macedonia e le Isole egee settentrionali. Ci furono molte discussioni tra Venizelos e il Principe Costantino I, circa l'avanzata dell'esercito e quali città dovessero essere liberate per prime. Questo fu il primo conflitto tra Venizelos e Costantino, che divenne Re dopo l'assassinio del padre, avvenuto nel 1913.
Ciononostante questa guerra mostrò gli enormi passi in avanti compiuti dagli ellenici e dalle loro forze armate dalla sconfitta ad opera dei Turchi nel 1897, anche grazie al contributo di una missione militare francese invitata nel paese nel 1911, potendo adesso contare sulla linea ferroviaria Atene-Larissa per gli spostamenti, su un esercito di soldati delle forze regolari e della guardia nazionale e delle forze di riserva., armati prevalentemente con i fucili austroungarici Mannlicher-Schönauer e con circa 160 pezzi d'artiglieria principalmente cannoni francesi da montagna Schneider 76 mm Modèle 1909, su una potente e moderna marina e persino su un primo nucleo di aviazione formato da quattro biplani terrestri Farman ed in seguito da altri velivoli (anche idrovolanti) che avrebbero rinforzato le linee greche. Particolarmente significative furono le vittorie greche di Sarantaporo, Giannitsa e Bizani oltre che il dominio sul Mar Egeo stabilito attraverso gli scontri di Elli e di Lemno dalla flotta ellenica, capeggiata dalla moderna ammiraglia Georgios Averof, importata dall'Italia ed entrata in servizio nel 1911.
Con il Trattato di Londra alla fine della Prima Guerra Balcanica la Grecia ottenne l'annessione anche di Creta.
Seconda guerra balcanica
Sebbene la guerra si fosse conclusa con la vittoria della lega balcanica, i dissensi fra gli Stati della lega sfociarono in ulteriori tensioni causate dalla spartizione della Macedonia. Tali tensioni portarono alla seconda guerra balcanica, che vide la Bulgaria contrapporsi a Serbia e Grecia, successivamente appoggiate da impero ottomano e Romania che si concluse con il Trattato di Bucarest con cui alla Grecia vennero assegnate definitivamente Salonicco, la regione dell'Epiro, una buona parte della Macedonia (fino a Bitola) e Cavala.
Il successivo conflitto tra Costantino e Venizelos ebbe luogo durante la prima guerra mondiale.
La Prima guerra mondiale e lo "Scisma Nazionale" Allorché scoppiò la Grande guerra, il re Costantino I di Grecia si trovava nella difficile posizione di dover scegliere in quale campo fare entrare il proprio Paese. Nonostante la sua stretta parentela con le famiglie reali britannica e russaAttraverso le parentele del padre, il suo predecessore Giorgio I, egli era cugino germano del re Giorgio V del Regno Unito e dello zar Nicola II., è all'Impero tedesco che Costantino si sentiva maggiormente vicino. Il re degli Elleni aveva in effetti ricevuto una parte della propria formazione militare a Berlino ed era sposato con una sorella cadetta del kaiser Guglielmo II.