Biografia Di origini toscane, si formò all'Istituto d'arte di Firenze, dove visitava frequentemente i musei cittadini, appassionandosi alle opere del rinascimento copiandone alcune e riproponendole. Sempre a Firenze, partecipò alla seconda Esposizione Internazionale dell'incisione moderna (aprile-maggio 1927) insieme ad altri celebri artisti tra cui Carlo Carrà, Achille Lega, Mimì Quilici Buzzacchi, Ardengo Soffici, Ottone Rosai, Mino Maccari.Luca Mansueto, Il segno e la tecnica: la rivista “Il Selvaggio” e il recupero della grafica nel Novecento, in Valori tattili, nº 7, 2016, pp. 173-207. ISSN 2280-479X

Dopo un lungo soggiorno a Parigi, dove ebbe modo di studiare gli Impressionisti, nel 1929 si trasferì a Monza, chiamatovi da Guido Balsamo Stella, dove fino al 1933 insegnò Arti decorative e Composizione all'Istituto superiore per le industrie artistiche. In quel periodo legò con artisti tra i quali Arturo Martini, Pio Semeghini, Marino Marini, Giacomo Manzù.Carlo Ludovico Ragghianti, Salvadori a Firenze, in Aldo Salvadori - Palazzo Strozzi, Firenze 1979, Catalogo della mostra, Az. Autonoma di Turismo, Firenze, 1979, pp. 15-17

Malgrado la sua riluttanza ad aderire a schieramenti, simpatizzò con il gruppo di Corrente e in particolare con Renato Birolli, sostenendo il diritto degli artisti alla libertà di espressione. Dal 1937 partecipò alle attività della galleria La Cometa, promosse da Corrado Cagli, e con esse percorse numerosi paesi d'Europa informando i colleghi delle tendenze originali italiane, a volte completamente diverse dal clima trionfale celebrato attraverso i canali ufficiali.

Espose in numerose manifestazioni d'Italia ed estere: quasi a ogni Biennale di Venezia, dal 1930 al 1956, e a tutte le Quadriennali romane, tra il 1931 e il 1963, anno nel quale realizzò la decorazione delle navi Cristoforo Colombo, Michelangelo e Raffaello.

Salvadori fu fra i pittori che l'imprenditore Giuseppe Verzocchi contatta per la sua raccolta di opere sul tema del lavoro: realizza così La modella (1949-1950), quadro che, insieme all'Autoritratto, è oggi conservato nella Collezione Verzocchi, presso la Pinacoteca civica di Forlì.

Nel 1941 fu nominato titolare della cattedra di Pittura all'Istituto d'Arte di Venezia, dove insegnò fino al 1944, e all'Accademia di Brera dal 1944 al 1968, anno in cui si ritirò dall'insegnamento per dedicarsi definitivamente all'arte.

Le sue ceneri sono tumulate in una celletta al cimitero maggiore di Milano.

Le sue opere si trovano alla Galleria d'arte moderna di Roma, al Museo Novecento e agli Uffizi di Firenze, ai Musei del Castello Sforzesco di Milano, nelle raccolte civiche di Venezia, Parma, Pisa e in numerose collezioni private in Italia e all'estero.Raffaele Monti (a cura di), Aldo Salvadori - Palazzo Strozzi, Firenze 1979, Catalogo della mostra, Az. Autonoma di Turismo, Firenze, 1979, pp. 15-17

Note

Bibliografia Vittorio Fagone, Luigi Cavallo, Salvadori: dipinti e disegni, Galleria d'arte moderna e contemporanea, Bergamo, 1999 Alberto Crespi, Aldo Salvadori: oli, disegni, pastelli dagli anni trenta ad oggi, Musei civici di Monza, Monza, 2002

Collegamenti esterni

Categoria:Sepolti nel cimitero maggiore di Milano