Nell'educazione tra pari (in inglese peer education) una persona opportunamente formata (educatore paritario) intraprende attività formative con altre persone sue pari, cioè simili quanto a età, condizione lavorativa, genere sessuale, status, entroterra culturale o esperienze vissute.
L'istruzione tra pari rientra nei metodi di apprendimento "a mediazione sociale", come l'apprendimento cooperativo e l'insegnamento reciproco (peer tutoring).
Come metodo d'intervento nell'ambito della promozione della salute e più in generale nella prevenzione dei comportamenti a rischio, è secondo alcuni autori più correttamente traducibile come "prevenzione tra pari"Croce, Lavanco, Vassura (a cura, 2011), Prevenzione tra pari. Modelli, pratiche e processi di valutazione. FrancoAngeli, Milano.. Queste attività educative mirano a potenziare nei pari le conoscenze, gli atteggiamenti, le competenze che consentono di compiere delle scelte responsabili e maggiormente consapevoli riguardo alla loro salute. La peer education si prefigge dunque di ampliare il ventaglio di azioni di cui una persona dispone e di aiutarla a sviluppare un pensiero critico sui comportamenti che possono ostacolare il suo benessere fisico, psicologico e sociale e una buona qualità della vitaUnited Nations Population Fund & Family Health International (2005). New York - Arlington (VA).
Principi della peer education Gli interventi di peer education fanno leva sul legame tra similarità percepita e influenza socialeTurner, G. & Shepherd, J. (1999). A method in search of a theory: peer education and health promotion. Health Education Research: Theory & Practice. 14(2), 235–47).: sentire una qualche comunanza con un'altra persona o supporre di condividere con lei le stesse problematiche o le stesse esperienze rendono questa persona un interlocutore credibile, di cui ci si può fidare, e ciò accresce la probabilità che il nostro modo di pensare e di agire ne sia influenzatoSloane, B.C. & Zimmer, C.G. (1993). The power of peer health education. Journal of American College Health. 41, pp. 241–45. I pari sarebbero dunque dei modelli per l'acquisizione di conoscenze e competenze di varia natura e per la modifica di comportamenti e atteggiamenti, modelli efficaci in misura equivalente se non superiore ai professionisti del settoreMellanby, A.R., Rees, J. & Tripp, J.H. (2000). Peer-Led and Adult-Led School Health Education: A Critical Review of Available Comparative Research. Health Education Research. 15(5), pp. 533-45..
Nel considerare la parità una possibile spinta al cambiamento e con ciò privilegiando una trasmissione orizzontale del sapere, la peer education si colloca come strategia educativa volta ad attivare un processo naturale di passaggio di conoscenze, emozioni ed esperienze tra i membri di un gruppo; un intervento che mette in moto un ampio processo di comunicazione caratterizzato da un'esperienza profonda e intensa e da un forte atteggiamento di ricerca, autenticità e sintonia tra i soggetti coinvoltiCroce, M. & Gnemmi, A. (2003). Peer education. Adolescenti protagonisti della prevenzione. Franco Angeli, Milano.. Nella peer education, le persone diventano soggetti attivi del loro sviluppo e della loro formazione, non semplici recettori di contenuti, valori ed esperienze trasferiti da un professionista esperto. Questo avviene attraverso il confronto tra punti di vista diversi, lo scambio di idee, l'analisi dei problemi e la ricerca delle possibili soluzioni, in una dinamica tra pari che tuttavia non esclude la possibilità di chiedere collaborazione e supporto agli esperti.
La peer education, inoltre, proprio perché favorisce rispetto reciproco, fiducia e cooperazione tra pari, è da considerarsi anche un sistema di prevenzione verso fenomeni negativi, come il bullismo.
Antecedenti e aree di applicazione Storicamente, la peer education può ricollegarsi al mutuo insegnamentoLandi M. (2004). "Educazione paritaria". In Peer educator. Istruzioni per l'uso, Franco Angeli, Milano, p. 56., di cui riprende e riattualizza alcune strategie e finalità. Tuttavia, i primi progetti moderni di peer education risalgono agli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso con alcune iniziative, soprattutto statunitensi, di promozione della salute, prevenzione della droga, facilitazione dell'inserimento scolasticoParkin, S. & McKeganey, N. (2000). The rise and rise of peer education approaches. Drugs: Education, Prevention and Policy. 7(3): 293-310.. Una più ampia diffusione di interventi che utilizzano i pari inizia dagli anni Settanta, estendendosi gradualmente in tutto il mondo e nei contesti più svariati, quali scuola, ospedali, carceri, comunità terapeutiche, ambienti lavorativi, palestre, centri di aggregazione giovanile etc. In modo parallelo, si è verificato un notevole ampliamento dei campi di applicazione della peer education. Se la prevenzione dell'AIDS o delle altre malattie sessualmente trasmissibili rimane l'ambito elettivo d'intervento, soprattutto nei paesi in via di sviluppoMedley, A., Kennedy, C., O'Reilly, K. & Sweat, M. (2009). Effectiveness of Peer Education Interventions for HIV Prevention in Developing Countries: A Systematic Review and Meta-Analysis. AIDS Education and Prevention. 21(3), 181-206., oggi la peer education si rivolge anche alla prevenzione di altri comportamenti a rischio, cioè comportamenti caratterizzati dal poter compromettere, nell'immediato o a lungo termine, il benessere fisico, psicologico e socialeJessor, Jessor, R. (ed.) (1998). New Perspectives on Adolescent Risk Behavior. Cambridge University Press, New York., quali l'assunzione di droghe o alcool, il consumo di tabacco, la guida spericolata, il bullismo, la violenza, il comportamento alimentare non corretto. L'aspetto preventivo è inoltre variamente accompagnato da quello di promozione della salute e i progetti di peer education comprendono spesso tra i loro obiettivi lo sviluppo di competenze psicosociali come le abilità di comunicazione o l'empatia. Un recente sviluppo (peer education 2.0)Ottolini G. (a cura, 2011), Verso una peer education 2.0?, Ed. Gruppo Abele, Torino. è quello dell'azione con il - e all'interno del - web per una prevenzione on-line sia dei comportamenti a rischio in generale, sia di quelli più specifici legati all'uso di internet.
Adolescenti e peer education Sovente, i destinatari della peer education sono gli adolescenti. Ciò è legato al particolare ruolo che il gruppo dei pari gioca in questa fase del ciclo di vita in cui i cambiamenti da gestire sono molti e profondi: è anche grazie al gruppo dei coetanei che l'adolescente afferma la sua identità, delinea spazi di autonomia dalla famiglia e costruisce relazioni affettive al di fuori di essaPalmonari, A. (ed.) (1996). Psicologia dell'adolescenza. Il Mulino, Bologna.. In adolescenza i pari sono spesso gli interlocutori privilegiati cui rivolgersi per cercare informazioni, scambiare consigli, condividere paure ed esperienze, confrontarsi, rappresentando così una potenziale risorsa per superare problemi di sviluppoPietropolli Charmet, G. (1997). Amici, compagni, complici. Franco Angeli, Milano.. La peer education ricalca dunque un processo fisiologico e spontaneo quando considera i pari una leva per l'apprendimento e la crescitaDi Cesare, G. & Giammetta, R. (2011). L'adolescenza come risorsa. Una guida operativa alla peer education. Carocci, Roma.. In essa, la naturale tendenza ad avere influenza sugli altri è organizzata in funzione di un obiettivo educativo: nei progetti di peer education, i giovani imparano l'uno dall'altro, come avviene nella vita di tutti i giorniShiner, M. (1999). Defining peer education. Journal of Adolescence. 22(4), 555-66., imparano da qualcuno che si pone le loro stesse domande e sta affrontando gli stessi problemi, con cui condividono interessi e linguaggio, riti e valori, uno che sa cosa significa essere un adolescente oggi, una persona credibile, di cui ci si può fidarePellai, A., Rinaldin, V. & Tamborini, B. (2002). Educazione tra pari. Manuale teorico-pratico di empowered peer education. Erickson, Trento..
La peer & video education La peer education si basa sul principio che la partecipazione attiva dei giovani nei loro processi decisionali incrementi in modo efficace il raggiungimento non solo degli obiettivi prefissati in quel progetto, ma anche il controllo critico su altri aspetti della vita quotidiana. La media educationRivoltella (2001). Media Education. Carocci, Roma. costituisce il nuovo terreno di sviluppo della peer education, andando così a convergere nella peer & video education, cioè un'attività di progettazione, realizzazione e diffusione da parte di un gruppo di giovani (peer) di prodotti video finalizzati alla prevenzione e destinati ad altri giovaniOttolini, G. (2008). Convegno nazionale Peer & Video Education Adolescenti, prevenzione e comunicazione multimediale. Verbania 13-15 ottobre 2008. I progetti sviluppati in questa direzione hanno aperto la strada alla sperimentazione, nell'ambito della prevenzione dei comportamenti a rischio, del video inteso, innanzitutto, come strumento di lavoro per rendere più efficace la peer education. I risultati hanno evidenziato: il rafforzamento della comunicazione orizzontale tra ragazzi, lo sviluppo di un approccio critico ai media, il consolidamento dell'identità di gruppo attraverso l'esperienza collettiva della progettazione e della produzione di video. La peer education, nell'idea iniziale di scambio emotivo ed esperienziale tra pari, e in quella più innovativa di peer & video education, come applicazione di uno sguardo critico e di co-costruzione di un prodotto multimediale, guarda all'adolescente non solo come una risorsa attiva nella prevenzione ma anche come agente di promozione e animazione sociale.
Il decalogo dei peer Il decalogo dei peerAA.VV. (2004). Animazione Sociale. n° 5, Torino è il prodotto di un modello di riferimento che delinea la peer education sia come un processo di cambiamento intenzionale che utilizza risorse non professionali, sia come approccio partecipativo alla prevenzione.
La peer education è partecipazione. Uno dei punti di forza della peer education è la riattivazione della socializzazione all'interno del gruppo classe. Il peer da solo non trasforma nulla, ma è stimolo stesso della partecipazione: la classe, durante gli interventi, è coinvolta ed esortata nell'elaborazione dei vissuti e delle esperienze. Il peer educator non è un professore. Il peer non è un professore, non è esperto di un sapere scientifico preciso, il suo ruolo è di mediazione ed è per questo che è percepito come parte del gruppo. Non è un esperto di contenuti, ma sa gestire la relazione. La peer education non è delega né manipolazione. La peer education si propone come modello che vede negli adulti una forza propositiva e fondante per il successo degli interventi tra i giovani. Senza di questi, il potenziale della peer education è dimezzato. La peer education rimette in gioco i ruoli. Il senso dell'educazione tra pari risiede proprio nel rendere i ragazzi protagonisti e responsabili, in prima persona, della propria educazione alla salute, in base alla capacità naturale dei ragazzi di comunicare tra loro in maniera efficace. La peer education è sostenuta da una rete. La scuola, l'associazionismo volontario, il servizio sanitario e le istituzioni locali svolgono un ruolo indispensabile per l'attuazione del progetto. La pluralità di competenze necessarie diventa insostenibile se anche solo una di queste istituzioni viene meno. La peer education è ricerca. La peer education è un modello preventivo partecipato, che costituisce la possibilità per gli adolescenti di trovare uno spazio dove parlare di sé e confrontare le proprie esperienze “alla pari”.