Il trattato Adams-Onís, detto anche trattato transcontinentale del 1819Formalmente intitolato Treaty of Amity, Settlement, and Limits Between the United States of America and His Catholic Majesty, anche conosciuto come Transcontinental Treaty of 1819, e, a volte, Florida Purchase Treaty., risolse una disputa territoriale in Nord America tra gli Stati Uniti e la Spagna.
Il trattato fu il risultato di un incremento delle tensioni tra i due stati riguardo diritti territoriali nel nuovo mondo. Oltre a consegnare la Florida agli Stati Uniti, il trattato stabiliva una disputa di confine lungo il Sabine River in Texas e affermava territorio degli Stati Uniti quello compreso tra le Montagne Rocciose e l'Oceano Pacifico in cambio di una somma per i residenti pari a 5.000.000 di dollari, oltreché ogni rinuncia sul Texas ad occidente del Sabine River e delle altre aree spagnole.
Il trattato confinario rimase in vigore fino al 1848 quando, in seguito alla sconfitta messicana nella guerra messico-statunitense, il nuovo confine venne spostato all'incirca ove corre il confine odierno tra i due paesi (una piccola porzione di territorio, comprendente le città di Tucson ed El Paso venne venduto, il 30 dicembre 1853, agli Stati Uniti da parte del Messico nell'affare noto come acquisto Gadsden).
I termini del trattato Il trattato Adams-Onís, altrimenti noto come trattato Transcontinentale o come il trattato della Florida, fu un trattato siglato tra Stati Uniti e Spagna il 22 febbraio 1819 a Washington per regolare le controversie territoriali sorte dopo che, nel 1803, gli Stati Uniti acquisirono il Territorio della Louisiana dalla Francia di Napoleone Bonaparte. Le trattative che portarono alla firma del trattato erano iniziate già dall'anno precedente, nel 1818. In base agli accordi, firmati dal segretario di Stato statunitense John Quincy Adams e dal ministro degli esteri spagnolo Luis de Onís la situazione territoriale doveva considerarsi definitiva tra possedimenti spagnoli nell'America centro-settentrionale e gli Stati Uniti e prevedeva che: La Florida venisse ceduta a titolo gratuito da parte della Spagna agli Stati Uniti; la parte orientale (East Florida) venisse a costituire il territorio del futuro Stato federale nei confini che tuttora persistono; la porzione occidentale (West Florida) venisse a costituire la porzione costiera dello Stato dell'Alabama e del Mississippi. Con ciò era da ritenersi conclusa la disputa territoriale inerente alla costa sul golfo del Messico, a più riprese sollevata dagli Stati Uniti. Gli Stati Uniti non avanzassero ulteriori rivendicazioni territoriali nei confronti dei domini spagnoli d'oltremare. Gli Stati Uniti terminassero ogni fase di ulteriore espansione territoriale verso i possedimenti spagnoli. Gli spagnoli rinunciassero alle pretese di avere il fiume Calcasieu (in spagnolo "Arroyo Hondo", oggi interamente compreso nel territorio dello Stato della Louisiana) come confine del territorio del Texas. In compenso gli Stati Uniti accettavano di porre il confine al fiume Sabine, rinunciando, a loro volta, alle pretese di porre sulle rive del fiume Neches (ancora oggi compreso per intero nel territorio texano) il confine della Louisiana. Il Texas, nonostante l'elevato tasso di immigrazione di cittadini statunitensi, rimanesse spagnolo e non dovesse essere oggetto di trattative ulteriori, neppure economiche (eventuale acquisto da parte degli Stati Uniti). I suoi confini erano stabiliti dal fiume Sabine a Sud – Est e dalla linea di Adams – Onís a Nord. Proprio l'elevata concentrazione di cittadini anglofoni, unita al tentativo del generale Antonio López de Santa Anna (1794 - 1876), presidente della repubblica messicana (dal 1824 "Confederazione degli Stati Uniti del Messico") di accentrare i poteri degli Stati federali della confederazione, nel 1836 costituirà la causa deflagrante della lotta per l'indipendenza texana, che porterà prima all'instaurazione della Repubblica del Texas, indipendente dal 1836 al 1845, in seguito alla sconfitta messicana nella battaglia di San Jacinto, e poi all'ingresso del Texas negli Stati Uniti, con la conseguente guerra messico-statunitense (1846 - 1848), al termine della quale, con la sconfitta messicana e il successivo trattato di Guadalupe Hidalgo (1848), il Messico si vide privato del 48% del proprio territorio nazionale, con la cessione degli attuali Stati dello Utah, della California, del Nevada, dell'Arizona, del Nuovo Messico, e del Colorado, nonché parti degli attuali Kansas, Oklahoma, Nebraska e Wyoming. La Spagna cedesse la parte di costa in suo possesso tra la foce del Sabine River e la città portuale di New Orleans, oggigiorno costituente il litorale dello Stato della Louisiana, in modo da definire esattamente il confine precedentemente vago del Territorio della Louisiana. Il confine settentrionale corresse lungo il 42º parallelo e la Spagna rinunciasse a ogni pretesa sul territorio dell'Oregon, già oggetto di contesa tra Stati Uniti e Gran Bretagna (verrà risolta nel 1846 con il trattato dell'Oregon). La Spagna, in base al trattato di Tordesillas del 1494, che divideva il Nuovo Mondo in due sfere di influenza, la portoghese a est e la spagnola a ovest del 46º meridiano, rivendicava tutta la costa occidentale delle Americhe e tutti i territori compresi tra il 46º meridiano e l'oceano. Inoltre Vasco Núñez de Balboa nel 1513 aveva preso possesso in nome della Spagna di ampi territori tra la Cordigliera delle Ande e il Pacifico e sulle coste occidentali degli attuali Stati Uniti. Attorno al 1780, per riaffermare i propri diritti, la Spagna entrò in attrito con la Russia che allora occupava l'Alaska ("Atto di sovranità") e la Gran Bretagna, che aveva occupato il Canada (prima e seconda Convenzione di Nootka, nella Columbia Britannica odierna, rispettivamente del 1790 e del 1793), dove la Gran Bretagna riconosceva alla Spagna la possibilità di installare presidi militari e commerciali nella coste canadesi sul Pacifico. In séguito al trattato di Adams - Onís tutte le rivendicazioni già spagnole al di sopra del 42º parallelo furono rilevate dagli Stati Uniti, specialmente quelle concernenti il territorio dell'Oregon. Gli Stati Uniti cessassero ogni azione di pirateria navale contro la Spagna. Gli Stati Uniti si facessero carico delle rivendicazioni economiche dei cittadini anglofoni della West Florida contro la Spagna, per un massimale pari a cinque milioni di dollari del tempo (circa 235 milioni di dollari del 2009). Le merci spagnole godessero di esenzioni doganali nei porti della Florida. Rimanesse in vigore il trattato di Pinckney, siglato dalle parti nel 1795. La Linea di Adams-Onís divenisse il confine definitivo tra le due parti: dal golfo del Messico, risalendo il Sabine River, fino a incrociare il 32º parallelo. Di qui, lungo il Red River fino a incrociare il 100º meridiano. All'incrocio di questo con il fiume Arkansas, per proseguire lungo il 42º parallelo fino all'Oceano Pacifico. La Spagna ratificasse il trattato con cui la Francia aveva ceduto la Louisiana agli Stati Uniti (la Louisiana era stata ceduta dalla Spagna stessa alla Francia, nel 1800, con il trattato di San Ildefonso, ma i confini dell'area ceduta non erano precisi, soprattutto nella zona occupata dagli attuali stati dell'Idaho, del Montana, del Missouri, cosicché la Spagna non aveva riconosciuto la cessione del territorio dalla Francia agli Stati Uniti). L'area dichiarata sotto la sovranità statunitense era quella non considerata fino a quel momento dalla Spagna (il territorio compreso tra New Orleans, Saint Louis, la foce del Sabine River e la riva occidentale del Mississippi), bensì quella che gli Stati Uniti consideravano acquisita dalla Francia, compresa tra la città di Regina (attuale Canada al confine con il Montana, le propaggini orientali delle Montagne Rocciose, il corso del Rio Grande e il confine dei territori del Kentucky e del Tennessee). Per la Spagna l'accettazione di questi confini implicava la perdita della quasi totalità della sua colonia di Coahuila y Tejas.
La provvisorietà del confine Gli Stati Uniti, fin dalla loro indipendenza, nel 1783, avevano cercato di espandersi verso il Pacifico e verso i Caraibi. La Florida fu il loro primo obiettivo, ma, in prospettiva, tutto il territorio della California era incluso nei loro obiettivi. La Spagna, per trent'anni, rifiutò ogni accordo economico per l'acquisto della Florida e delle isole di Quivasso (attuali Key West). Ma il dissesto economico patito con la guerriglia in séguito all'occupazione napoleonica (1808 – 1813) e la ricerca di un confine stabile per il Messico fecero considerare alla corte spagnola l'opportunità di un accordo. Inoltre la guerriglia incessante patita in Florida, tra le paludi, a causa degli indiani Seminole era fonte di ulteriori esborsi economici, oltreché di attriti con gli Stati Uniti. Infatti i Seminole, a più riprese, invasero lo Stato americano di confine della Georgia, il che provocò la risposta del generale (e futuro presidente statunitense) Andrew Jackson che – per rappresaglia – invase nel 1818 la Florida spagnola.
La fiacca risposta spagnola all'invasione da parte del potente vicino non offrì il casus belli cercato segretamente da Jackson, anche perché la Gran Bretagna rifiutò di aiutare la Spagna a ricacciare gli statunitensi in quella che passò alla storia come la Prima Guerra contro i Seminole durata dal 1814 al 1818, (le Guerre Seminole furono complessivamente tre e durarono fino al 1858 quando l'esercito statunitense, con metodi molto brutali, annientò questa tribù e ne deportò i superstiti in Oklahoma, lungo quello che divenne noto come "Il sentiero delle lacrime". La Spagna era in forte difficoltà a mantenere il proprio impero coloniale in rivolta. Inoltre molti cittadini anglofoni si erano stabiliti dalla Georgia e dalla Virginia in Florida, ove avevano impiantato il sistema di produzione tipico dell'economia schiavista (che venne legalizzato anche in Florida con l'adesione al trattato del Missouri del 1821).
Come accadrà per la rivolta texana del 1836 anche nel caso della Florida del 1818 i cittadini anglofoni creavano tensioni con le autorità spagnole in quanto non accettavano l'abolizione della schiavitù decretata dal governo di Madrid, invocando all'unisono l'annessione del territorio spagnolo agli Stati Uniti. A ciò si aggiungevano i Seminole che accoglievano gli schiavi fuggiti dalle piantagioni di Florida e Georgia, dando loro ospitalità. Ospitalità era garantita anche ai fuorilegge degli stati americani limitrofi. Durante la spedizione punitiva organizzata da Jackson venne devastata una larga fetta di territorio della Florida e vennero catturati molti forti spagnoli in totale spregio delle convenzioni internazionali, dal momento che la Spagna non aveva dichiarato l'apertura delle ostilità. Molti ministri del presidente James Monroe invocarono il deferimento di Jackson alla corte marziale, Adams intravide nell'opera del generale un modo per trattare con la Spagna da un versante di forza.