L'Astrea (L'Astrée) è un romanzo pastorale dello scrittore francese Honoré d'Urfé, pubblicato dal 1607 al 1627 in cinque parti, le due ultime per cura del suo segretario Balthazar Baro.

L'Astrea è chiamata a volte "romanzo dei romanzi", in primo luogo per le sue dimensioni, che fanno sì che venga considerata come il primo romanzo fiume della letteratura francese (5 parti, 40 storie, 60 libri, 5.399 pagine), ma anche per il notevole successo che ha avuto in tutta quanta l'Europa (tradotta in un gran numero di lingue e letta in tutte le corti europee). Ancora oggi quest'opera è regolarmente ripubblicata, sia in edizioni integrali, sia in edizioni parziali.

Storia editoriale Fu Margherita di Valois — il cui gusto per le opere pastorali, come l'Aminta di Tasso, lArcadia di Sannazaro o il Pastor Fido di Guarini fu determinante per tutto il secolo — a incoraggiare Honoré d'Urfé a scrivere l'Astrée, la cui composizione proseguì dopo la morte dell’autore, grazie all'intervento di altri.. Le prime tre parti furono pubblicate, per iniziativa dell'autore, a Parigi dagli editori Toussaint du Bray nel 1607 (prima parte), Micard nel 1610 (seconda parte) e nuovamente presso Toussaint du Bray nel 1619 (terza parte).. Ogni parte comprende dodici libri; la quarta parte fu pubblicata parzialmente nel 1624 e successivamente ripudiata da d'Urfé. Dopo la morte di Honoré d'Urfé nel 1625, il suo segretario Balthazar Baro avrebbe completato la quarta parte e realizzato una quinta parte, «assai inferiore ma adatta a concluderne la trama vagabonda e diffusa». Baro affermò di averne solo prodotto un'edizione (La Vraie Astrée, 1627), sebbene l'avesse indubbiamente completata; Baro compose, tuttavia, per intero la quinta parte, che corrisponde al progetto iniziale dell'autore (La Conclusion et dernière partie d'Astrée, 1628), pubblicata a Parigi da François Pommeray.. Secondo lEnciclopedia Larousse, la quinta e la sesta parte sarebbero state composte da Pierre Boitel, signore di Gaubertin, e pubblicate nel 1626 .

Trama La trama principale narra gli amori di due pastorelli, Céladon e Astrée: l'azione si svolge ai tempi antichi dei Galli e dei Druidi, sulle rive del fiume Lignon nell'antica provincia francese del Forez. Attorno a questa trama si aggiungono numerose altre vicende: talora sono flashback (Céladon che racconta la storia del padre Alcippe, Astrée che rievoca la nascita del suo amore per Céladon), a volte sono digressioni che ricordano il destino di altri personaggi (Léonide che racconta la storia di Galathée e Lindamor, la storia di Damone e Madonte, raccontata da Madonte) o il racconto di avventure ancora più lontane (quelle di Eudoxe e Placidie, II, 11 e 12). Altre interruzioni nel flusso narrativo consistono in momenti più riflessivi, in cui si discute dell'amore: l'elogio dell'incostanza da parte di Hylas (I, 8), l'esposizione di Adamas della sua filosofia sulla simpatia delle anime (III, 5), ecc.

Parte prima. Nella Gallia del V secolo d.C., dilaniata da guerre incessanti, la regione del Forez è stata miracolosamente risparmiata. Sulle rive del fiume Lignon, lontano dagli intrighi della corte di Marcilly (governata dalla regina Amasis e dal violento guerriero Polémas), si è insediata una società pastorale di pastori e ninfe. Il pastore Céladon ama la pastorella Astrée, nonostante la rivalità esistente tra le loro due famiglie. Ingannata da una rivale (Sémire) sulla fedeltà del suo amante, Astrée lo allontana; disperato, Céladon si getta nel Lignon e tutti lo credono annegato. In realtà Céladon è stato salvato da tre ninfe: la principessa Galathée (figlia della regina Amasis, e amata da Polémas, che lei non ama) e due sue ancelle, Léonide e Sylvie. Le tre si erano recate sulle rive del Lignon alla ricerca del marito che l'indovino Climanthe aveva predetto a Galatea (in realtà era un falso oracolo inventato da Polémass per sedurre la principessa). Galathée si innamora di Céladon e vuole tenerlo con sé nel palazzo di Isoure. Céladon si ammala e viene curato dal druido Adamas, convocato dalla nipote Léonide (il lungo viaggio di Adamas dà origine a una serie di resoconti retrospettivi nei libri IV-VIII). Adamas, il quale sa da un oracolo che la sua felicità dipende dall'unione di Astrée e Céladon, riesce a far fuggire Céladon dal palazzo di Isoure, travestendolo da ninfa.

Seconda parte. Céladon vive solitario nella foresta; consumato dal suo amore per Astrée, le costruisce un tempio. Una lettera consegnata da Céladon al pastore Sylvandre, attira al rifugio di Céladon Astrée e i suoi amici, i quali scoprono il tempio eretto in onore di Astrée dove si trovano le "Tavole dell'Amore" (Libro V). Il mattino dopo Céladon sorprende Astrée addormentata vicino alla sua grotta e le lascia una lettera; ma lo stile ambiguo della lettera rafforzare in Astrée la convinzione che Céladon sia morto. Astrée costruisce un altare per Céladon dove vengono officiati riti funerari. Nel frattempo, il druido Adamas, determinato a riunire Céladon e Astrée, convince Céladon a tornare dai pastori travestito da Alexis (la figlia di Adamas, all'epoca studentessa in un monastero druidico). I libri XI e XII presentano poi storie sulla corte dell'imperatore Valentiniano: seguiamo due bellissime principesse, Eudossia e Placidia, nelle loro avventure attraverso il mondo mediterraneo. La seconda parte si conclude con l'attesa del ritorno della "bellissima Alexis" dai pastori.

Terza parte. Colpita dalla somiglianza di Alexis con Céladon, Astrée fa amicizia con la giovane donna. La "Festa del Vischio" offre ad Adamas e Alexis l'opportunità di soggiornare con Astrée. Pur mantenendo segreta la sua vera identità, Céladon-Alexis condivide una tenera intimità con l'amata Astrée. Il Libro XII — che contiene la "storia di Childéric, di Silviane e di Andrimarte" — cambia il corso degli eventi con l'irrompere della minaccia militare su Marcilly (una minaccia che esploderà con le macchinazioni di Polémas nella successiva Quarta parte).

Quarta parte. Alleato del re di Borgogna (Gondebaud), Polémas lancia un attacco militare a Marcilly. Su richiesta della regina Amasis, Adamas organizza la difesa di Marcilly e riesce a smascherare Climanthe, un agente di Polémas che si suiciderà. Polémass rapisce Astrée, che, per gioco aveva indossato gli abiti di Alexis; Céladon, ancora travestito da fanciulla, si precipita all'inseguimento, ma diventa a sua volta ostaggio di Polémas. Utilizzati come scudi umani durante un assalto a Marcilly, i due giovani vengono liberati all'ultimo minuto da Sémire, che tradisce Polémas per espiare il male che aveva loro causato. Comunque, nel corso della guerra, il perfetto amante Céladon riesce a rivelarsi anche degno cavaliere: «così, secondo la moda della fine del Cinquecento e la galanteria della Corte di Enrico IV, il d'Urfé offre il suo sognato ritratto di amante e di coraggioso»..

Quinta parte. La guerra viene conclusa con un duello finale tra Lindamor (l'amante di Galathée) e Polémas (che viene ucciso). La quinta parte è incentrata sull'amore. "La fontana dell'amor verace" rivela a chi la contempla il volto della propria amata. Questa fonte incantata è custodita da leoni e unicorni che uccidono chiunque vi si avvicini; le bestie potranno essere allontanate solo dal sacrificio di due amanti perfetti. Astrée decide quindi di immolarsi. Si reca alla Fontana in compagnia di Diane, un'altra pastorella che soffre per un amore non corrisposto, mentre Céladon e Silvandre (innamorato di Diane) vi si recano separatamente. La "Fontana dell'amor verace" assicura la giovinetta della fede di lui. Dopo una lunga e prolissa narrazione, dove sono intrecciati altri amori e avventure, appare Amore che permette il ricongiungimento di tutti gli amanti e, dopo un ultimo colpo di scena riguardante l'identità di Silvandre (è Pâris, il figlio del druido Adamas che tutti gli oracoli avevano destinato a Diane), Astrée concede il suo amore a Céladon. Tutto si conclude con le varie nozze, compresa quella fra il volubile Hylas e la volubile Stelle.

Ambientazione dell'opera L'Astrea è ambientata nel Forez, regione francese situata a nord di Saint-Étienne, evocata in modo molto elogiativo nell'incipit del libro:

L'evidente fierezza dell'autore deriva probabilmente dal fatto che egli stesso abitò a lungo nella regione descritta, presso il castello rinascimentale della Bastia d'Urfé, costruito da suo nonno Claude d'Urfé. Inoltre, ed è per questo che il libro perdura attraverso i secoli fin dalla sua redazione, il teatro delle azioni narrate è sempre presente nel Forez e, avendo conservato gli stessi nomi, i luoghi e gli itinerari sono particolarmente propizi all'evocazione del romanzo. Ad esempio, il Lignon, presente ancor oggi in un luogo importante dell'opera di Honoré d'Urfé, è descritto dall'autore nel modo seguente:

L'Astrea ha talmente segnato lo spirito di questa regione, che il Forez è detto anche "Paese di Astrea".

Personaggi Céladonpastorello innamorato di Astrée; chiamato anche Orithie, Lucinde e Alexis Astréepastorella innamorata di Céladon Phillisamica fedele di Astrée Galathéeninfa innamorata di Céladon Léonideninfa Sylvie ninfa Amasismadre di Galatée, regina del Forez Alcippepadre di Céladon Amaryllismadre di Céladon Alcépadre di Astrée Hypolitemadre di Astrée Pimandrepadre di Galatée Clidamaninnamorato di Sylvie Dianeamica di Astrée Adamasdruido, zio di Léonide Pârisfiglio di Adamas Alexisfiglia di Adamas Guyemantscavaliere, fratello di Aristandre Sylvandrepastore saggio, innamorato di Diane Aminthepastorella che Astrée crede sia amata da Céladon Gondebautre di Borgogna Climanthepersonaggio astuto, raggira Galatée Polémasinnamorato di Galatée Bellindemadre di Diane Ligdamoninnamorato di Sylvie Hylasamante incostante di Stelle, ironico ma molto colto Stelleamante incostante di Hylas

Critica Per Carlo Cordié, L'Astrea mostra la persistenza dell'idealizzazione della vita — che era stata propria del Rinascimento — nel secolo XVII; la delicatezza delle visioni di natura e la pittura dei sentimenti umani fissate nellArcadia del Sannazaro si uniscono alla galanteria e al vagheggiamento della società francese. L'Astrea, famosissima in tutto il secolo XVII, appare lontana ora dal nostro gusto, ma interessano lo studioso il profilarsi dell'ideale prezioso e mondano, e una viva passione per la ricerca psicologica, la quale - pur attraverso la finzione pastorale - influì sullo spirito e la letteratura del Gran secolo.

Interessante è anche la riflessione sulla "politica" dell'Età dell'Oro. Nella figura di Adamas — il druido consigliere della regina Amasis che si oppone alla violenza di Polémas — D'Urfé rivisita una fantasticheria sulle origini galliche che permeava tutto il XVI secolo; quando Adamas spiega che i Franchi sono antichi Galli, propone una ricerca delle origini che esclude (attraverso una sorta di gallicanesimo) i Romani dalla tradizione e dal patrimonio culturale (la Translatio studii).

Edizioni

In lingua originale

Traduzioni in italiano

Adattamenti Fumetto L'Astrée d'Honoré D'Urfé, l'histoire d'Astrée et de Céladon, fumetto di Patrick Ballet (disegni) e Louis Bouchet (adattamento), 2002

Film Gli amori di Astrea e Céladon, film del 2007 diretto da Éric Rohmer

Opere liriche Astrée et Céladon o Astrée, opera lirica in 5 atti, musica di Pascal Collasse su libretto di Jean de La Fontaine, rappresentata il 25 novembre 1692 Astrea placata, componimento drammatico, musica di Gian Francesco de Majo, libretto di Pietro Metastasio, rappresentata il 29 giugno 1760 a Napoli

Note

Bibliografia

Voci correlate Honoré d'Urfé, l'autore Astrea (divinità), l'eroina Celadon, l'eroe

Altri progetti (in francese)

Collegamenti esterni

Edizione critica elettronica della prima parte de L'Astrea Edizione in linea delle cinque parti de L'Astrea più la sesta parte apocrifa del romanzo

Categoria:Romanzi di autori francesi Categoria:Forez Categoria:Romanzi ambientati in Francia