Lilith o Lilit è una figura presente nelle antiche religioni mesopotamiche già dal III millennio a.C. e successivamente acquisita dalla tarda spiritualità ebraica, che potrebbe averla appresa dai babilonesi, assieme ad altri culti e miti, durante l'esilio babilonese.
Nella religione mesopotamica Lilith è il demone femminile associato alla tempesta, ritenuto portatore di disgrazia, malattia e morte. La figura di Lilith appare inizialmente in un insieme di demoni e spiriti legati al vento e alla tempesta, come è il caso nella religiosità sumerica di Lilitu, circa nel 3000 a.C..
Dal VI secolo d.C. in poi il demone Lilith è citato nella letteratura rabbinica e su coppe magiche ebraiche. Nell'immaginario popolare ebraico è temuta come demone notturno capace di portare danno ai bambini di sesso maschile e caratterizzata dagli aspetti della femminilità considerati negativi: adulterio, stregoneria e lussuria.
Nel folklore ebraico del Medioevo Lilith diventa la prima compagna di Adamo, creata assieme a lui prima di Eva. La creazione di Eva, è raccontata in dettaglio nel secondo capitolo della Genesi, ma già nel primo si afferma che Dio creò l'umanità "maschio e femmina" e ciò ha lasciato spazio ai cabalisti medievali per elaborare il racconto di una prima moglie di Adamo e darle caratteri anche demoniaciLooking for Lilith - Cercando Lilith . Lilith sarebbe stata in perenne contrasto col marito, perché rifiutava di obbedirgli e infine sarebbe scappata dal Paradiso terrestre e avrebbe preferito vivere con i demoni piuttosto che tornare con Adamo.. La prima fonte di questa nuova figura è un racconto di carattere satirico inserito nell'Alfabeto di Ben Sira, un'opera che alcuni studiosi datano nell'VIII secolo d.C.Siegmund Hurwitz, Lilith, die erste Eva: eine Studie uber dunkle Aspekte des Wieblichen, Zurigo, Daimon Verlag, 1980, 1993. Trad. inglese Lilith, the First Eve: Historical and Psychological Aspects of the Dark Feminine, translated by Gela Jacobson. Einsiedeln, Switzerland, Daimon Verlag, 1992 ISBN 3-85630-545-9., ma spesso è considerata del X.
La figura di Lilith ha un ulteriore sviluppo nel XIX e XX secolo. Alla fine dell'Ottocento, in parallelo alla crescente emancipazione femminile nel mondo occidentale, la figura di Lilith diventa il simbolo del femminile che non si assoggetta al maschile. Lilith, poi, viene associata al concetto della Grande Madre«Nel concetto di Grande Madre entra anche Lilith» (Roberto Sicuteri, Lilith la Luna Nera, ed. Astrolabio, 1980, cfr. Simona Zannoni, Lilith. L'ombra del femminile, Youcanprint, 2018. Cfr. anche Vanda Druetta, Il sogno del femminile, il femminile del sogno, pag. 128, FrancoAngeli, 2001)..
Il suo corrispettivo astrologico è un presunto satellite della Terra, ritenuto compagno della Luna, in seguito identificato con la Luna Nera, che corrisponde al secondo fuoco dell'orbita lunare, essendo l'altro occupato dalla Terra, oppure secondo altri all'apogeo della suddetta orbita, cioè il punto di questa più lontano dalla Terra.
Etimologia L'origine del nome Lilith deriverebbe dalle parole accadiche līlītu e lilû che significano letteralmente demone/demone femminile.
La radice lil- viene condivisa anche dalla parola ebraica lilit (לילית), presente in Isaia 34:14, che indicherebbe un gufo, un barbagianni o un demone femminile.
Origini mesopotamiche Vi sono almeno tre tradizioni precedenti a cui la figura della Lilith ebraica può richiamarsi: una legata ad un demone di desolazione e di appassimento associata al vento e da cui anche il nome "lilith", una legata ad un demone di distruzione e morte, e infine la più nobile in origine Ishtar od Astarte, Dea Madre del culto della femminilità, che gli ebrei stessi adorarono all'inizio della loro storia, come è testimoniato nella Bibbia.
Mitologia sumero-accadica Lilith venne identificata con ki-sikil-lil-la4, che appare nella storia "l'albero huluppu" i cui protagonisti sono Inanna e GilgamešIl racconto appare anche all'interno della XII tavola dell'Epopea_di_Gilgamesh, tavola che è considerata di altra fonte ed esterna all'epopea vera e propria, incongruente ma allegata solamente perché racconta episodi relativi all'eroe. vedi Andrew George, The epic of Gilgamesh, Penguin books, 1999, ISBN 0-14-044721-0.
Inanna trova un albero huluppu sulle sponde dell'Eufrate che è sradicato dall'erosione dell'acqua, lo prende con sé per piantarlo nel suo giardino con l'intenzione di utilizzarne la legna per fare il proprio trono ed il proprio letto. Ma dopo dieci anni, quando l'albero è cresciuto, non può essere utilizzato.
Inanna, la giovane dea che ama sorridere, a questo punto piange a dirotto ma non risolve la situazione. Chiama in aiuto il fratello Utu che però non l'aiuterà così si rivolge a Gilgameš, eroe nascente, che dotato di una forza prodigiosa colpisce il serpente tra le radici, l'uccello Anzû fugge quindi con i suoi piccoli verso le montagne e così Lilith, verso i luoghi selvatici.
L'identificazione di ki-sikil-lil-la4 con Lilith è stata però contestata. Il termine sumero può essere tradotto come "vergine dell'aria" o "luogo puro dell'aria", o "luogo puro dello spirito" e non pare collegato con l'accadico lilu. Inoltre i segni cuneiformi con cui il termine accadico e quello sumerico sono scritti diversamente.
Rilievo Burney
Il passaggio di Gilgameš citato sopra è stato anche utilizzato per associare Lilith al Rilievo Burney, una terracotta paleobabilonese che raffigura una divinità nuda dotata di ali, con artigli al posto dei piedi e affiancata da due gufi. Il rilievo venne acquistato dal British Museum di Londra e un rilievo simile e circa dello stesso periodo è conservato al Louvre di Parigi. Secondo molti studiosi, però, il rilievo rappresenterebbe la dea sumera Ereškigal o Inanna, o sarebbe un falso.
Mitologia babilonese Nella mitologia babilonese si delineano tre classi di spiriti maligniThompson, Campbell. Diablos y Espíritus Malignos de Babilonia.. Luzac and Company, 1903.:
Diavoli - hanno la stessa natura degli dei e producono tempeste e malattie. Fantasmi - anime di defunti che vagano sulla terra senza trovare pace. Demoni - esseri per metà umani e per metà divini.
Lilu, Lilitu e Ardat Lili formano una terna di demoni, la mitologia mesopotamica è spesso formata da terne divine, Lilu è il demone maschile, Lilitu quello femminile e Ardat Lili la giovane figlia. Di Lilitu il Thompson dice che è il demonio che l'uomo crea sul letto durante il sonno.
L'amuleto ("Lilith Prophylactic") ritrovato ad Arslan Tash (Museo Nazionale di Aleppo), datato al VII secolo a.C. indica una creatura simile a una sfinge e una donna lupo nell'atto di divorare un bambino, con un'iscrizione fonetica indicante la sfinge come Lili.
L'associazione di Lilith con un gufo o una civetta si spiega con il fatto che i due uccelli sono rapaci che si nutrono di uccellini indifesi.
Le altre componenti del mito
Nell'ebraismo Etimologia L'accadico Līlītu e l'ebraico לילית (lilith)Il termine significa notturna. Cfr. Dizionario online Ebreo-Inglese sono aggettivi femminili che derivano dalla radice linguistica proto-semitica <L-Y-L> "notte" con l'aggiunta della nisba t a significare "della notte", "notturna". Traducono letteralmente un "essere femminile della notte/demone"Archibald Henry Sayce, Hibbert Lectures on Babylonian Religion, 1887.C. Fossey, "La Magie Assyrienne", The American Journal of Semitic Languages and Literatures, Vol. 19, No. 3 (Apr. 1903), pp. 184-187., anche se le iscrizioni cuneiformi in cui compaiono i termini Līlīt e Līlītu (come pure in Ebraico) si riferirono in seguito agli spiriti aerei che apportano malattie. La stessa radice, che non esige letteralmente uniformità di concetti, in ebraico e nell'arabo Layla/Leyla, Lela o Lel significa "sera, notte".
Nella Bibbia ebraica Il nome Lilith compare una sola volta nella Bibbia, in un elenco di animali notturni che il Libro di Isaia () introduce descrivendo la desolazione di Edom.
Ebraico (ISO 259): pagšu ṣiyyim et-ʾiyyim w-saʿir ʿal-rēʿhu yiqra ʾakšam hirgiʿah lilit u-maṣʾah lah manoḫ
L'edizione della CEI del 1974 traduce "lilit" con "civette":
e poi continua:
Questo sembra ricalcare i passi del racconto dell'albero huluppu (Lilith). Il libro di Isaia è datato al VII secolo a.C., e la presenza di ebrei a Babilonia coinciderebbe con i già attestati riferimenti al Līlītu nella demonologia babilonese. Schrader (Jahrbuch für Protestantische Theologie, 1. 128) e Levy (ZDMG 9. 470, 484) ipotizzano che Lilith fosse una divinità della notte, nota anche agli esuli ebrei in Babilonia.
Blair dimostra che tutte le otto creature, che sono menzionate, sono animali naturali.Judit M. Blair, De-Demonising the Old Testament - An Investigation of Azazel, Lilith, Deber, Qeteb and Reshef in the Hebrew Bible. Forschungen zum Alten Testament, 2 Reihe, Mohr Siebeck 2009 ISBN 3-16-150131-4
Si tenga presente che la posizione dei testi biblici a proposito delle divinità pagane è sempre molto negativa. Nel brano vengono accomunati cinque animali o esseri (gatto, civetta, serpente, iena, satiro) di cui almeno tre, il gatto, la civetta e il serpente, erano ampiamente venerati nelle precedenti religioni pagane e non possedevano a quel tempo alcuna connotazione negativa.
Manoscritti di Qumran Nei manoscritti non biblici di Qumran sono presenti passi che hanno molte similitudini con le proprietà attribuite a Lilith. Un riferimento è nella "Canzone per un sapiente"(4Q510-511), e un'allusione trovata da A. Baumgarten nel "La seduttrice" (4Q184).Il primo riferimento a Lilith nella Canzone appare al 4Q510, frammento 1:
Collegato al Libro di Isaia:
Questo testo liturgico tenta di prendere le distanze dalla presenza di entità soprannaturali malefiche e allo stesso tempo dimostra familiarità con Lilith. Diversamente dal testo biblico, questo passaggio non ha funzioni socio-politiche in nessun programma. Serve da Esorcismo (4Q560) e Canzone dei Demoni Dispersi (11Q11), a tal punto da essere compresa in alcuni incantesimi. Comparabile al rilievo dell'Arslan Tash, usato per "aiuto nella protezione dei fedeli contro il potere degli spiriti." Il testo è così, per una comunità "profondamente coinvolto nel regno della demonologia", un inno esorcistico.
Un altro testo scoperto a Qumran, di solito associato al Libro dei Proverbi, si appropria del mito di Lilith nella sua descrizione di una donna pericolosa e attraente- la Seduttrice (4Q184). L'antico poema, risalente al I secolo ma plausibilmente molto più vecchio, descrive una donna infida e avverte continuamente il lettore dei pericoli di un incontro con lei. Di solito la donna descritta nel testo è eguagliata a una "strana donna" dei Proverbi 2 e 5, e per una buona ragione; il parallelo è immediatamente riconoscibile:
Tuttavia, ciò che quest'associazione non considera sono le ulteriori descrizioni della "Seduttrice" del Qumran che non possono essere associate alla "strana donna" dei Proverbi; ad esempio, le corna e le ali: "una moltitudine di peccati è nelle sue ali". La donna illustrata nei Proverbi è probabilmente una prostituta, o almeno una sua rappresentazione, e una di quelle con le quali la comunità del testo aveva familiarità. La "Seduttrice" del testo del Qumran, diversamente, non può aver rappresentato una minaccia sociale esistente date le caratteristiche ascetiche della comunità in questione. Diversamente, il testo del Qumran utilizza l'immagine dei Proverbi per presentare una minaccia più ampia e soprannaturale, la minaccia del demone Lilith.
Nella letteratura post-biblica Il racconto biblico della creazione del genere umano sottolinea la parità e la consustanzialità dell'uomo e della donna. Nel primo capitolo della Genesi, infatti, si afferma sinteticamente, ma significativamente: