Voghera (Vughera in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Pavia in Lombardia.
È un centro vinicolo e industriale dell'Oltrepò Pavese e rappresenta un importante nodo ferroviario e stradale dell'Italia nord-occidentale.
Geografia fisica Territorio
Il territorio di Voghera è situato nella parte sud-occidentale della Lombardia, a sud del fiume Po. Sorge sulle rive del torrente Staffora nel lembo iniziale della Pianura padana, a pochi chilometri dall'inizio della prima fascia collinare appenninica.
La casa comunale è situata a 96 metri sul livello del mare. Le quote dei punti più basso e più alto del territorio comunale sono rispettivamente 71 e 125 m s.l.m.
La città è lambita a nord dal 45º parallelo, che è segnalato da un cartellone che sovrasta le due carreggiate dell'autostrada A21 Torino-Piacenza, nei pressi di Voghera; nonché dal 9º meridiano est.
Il rischio sismico risulta relativamente basso e l'ultima scossa significativa per la città è avvenuta nel 2013: Voghera è stata infatti classificata come «zona 3» («sismicità bassa»).
Clima
Secondo la classificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", 2685 GG.
Voghera presenta un clima temperato caldo, stabilmente umido, con estate molto calda (classificazione Köppen-Geiger Cfa) tipico della pianura Padana: le estati sono molto calde e caratterizzate dal fenomeno dell'afa mentre invece gli inverni sono spesso freddi. Durante il semestre invernale possono presentarsi alcuni giorni di nebbia, anche se il fenomeno è meno frequente rispetto al passato. Stando alla media calcolata nel trentennio 1961-1990, il mese più freddo (gennaio) registra una temperatura media di 0,3 °C, mentre quello più caldo (luglio) +23,1 °C. Le precipitazioni medie annue si aggirano tra i 650 e i 700 mm, con picco in autunno. Il 27 giugno 2019 la stazione meteo di Voghera Ponte Rosso registra una temperatura massima anomala di 39,8 °C.
Storia
I primi insediamenti sul territorio ora occupato da Voghera risalgono al Neolitico e sono dovuti, probabilmente, al clima mite e alla presenza di corsi d'acqua. L'antica Voghera viene riconosciuta nella romana Iria, erede di un precedente villaggio abitato da popolazioni iberiche, celtiche e da Liguri Iriati (da cui ebbe origine il toponimo). Nel corso degli anni è probabile che l'insediamento venne ripetutamente devastato dal passaggio di vari eserciti, tra i quali quelli di Magno Massimo (387 d.C.), di Attila (452), dei Burgundi e dei Rugi (fine IV secolo), e più volte ricostruito.
Alla fine del VI secolo Iria ritorna ad essere un villaggio, un “vicus” per l'appunto, ed è in questo periodo che il nome si modifica, dando origine a quello attuale: “Vicus Iriae” poi volgarizzato in “Vicus Eira” e quindi “Viqueria”. L'unica citazione di Voghera nei secoli bui risale al monaco Giona di Bobbio: egli narra che il monaco bobbiese Meroveo, mandato dall'abate di Bobbio Sant'Attala a Tortona, scoprì un tempio ancora officiato da pagani in fitte boscaglie presso Vicus Iriae. Il borgo medioevale viene edificato sui resti dell'antica colonia romana. Alcuni storici non concordano sull'identificazione di Voghera con l'antica città di Iria ma sostengono che quest'ultima si identifichi con il vicino abitato di Castelnuovo Scrivia il quale in età romana godeva di maggiore importanza rispetto a Voghera che allora era un semplice vicus.
Durante il VII e l'VIII secolo il nucleo urbano, a causa dei benefici della vicinanza della capitale longobarda (Pavia), si sviluppa sul vecchio “castrum” e vede sorgere le prime opere di fortificazione. La sua principale fonte di irrigazione è data dal torrente Staffora (da “stat foras”, così denominato per il suo continuo straripare o più probabilmente dal longobardo "staffil", cippo di confine, per la sua sorgente sul monte Chiappo, cippo di confine tra varie regioni) e dalla sua derivazione, il canale Lagozzo che serve ad alimentare i nove mulini presenti nel borgo.
Nel 774 i Franchi di Carlo Magno travolsero dopo due secoli di regno i Longobardi, costituendo l'Impero carolingio.
Il re Berengario I assegnò la giurisdizione su Voghera al vescovo di Tortona, staccandola da quella di BobbioGiuseppe Antonio Bottazzi Le antichità di Tortona e suo agro, Ed. Salvatore Rossi, Alessandria, 1808, anche se entrambe facevano parte della marca Obertenga (Liguria orientale).Tuttavia, a partire dalla metà del X secolo, il monastero benedettino femminile di Santa Maria del Senatore di Pavia ottenne vasti beni a Voghera, tanto che anche le acque dello Staffora, i suoi ponti e i percorsi stradali passarono sotto il controllo della badessa, che pure aveva realizzato, nell'XI secolo, un castello a Voghera. Ciò provocò un lunga diattriba tra le autorità diocesane tortonesi e il monastero femminile, che nel XII secolo, in contrapposizione al presule tortonese, fondò la chiesa di Sant'Ilario.
È in questo periodo che il borgo di Viqueria, oltre a divenire un centro di intensi scambi commerciali, sede di mercati settimanali e di almeno due fiere annuali, vede accrescere la sua importanza come luogo di transito e di sosta per i pellegrini diretti in Terra santa e a Roma. Ne sono prova la presenza di molti ospedali, di ricoveri per viandanti e la morte di San Bovo, avvenuta nel 986 di ritorno da un pellegrinaggio a Roma. Per Voghera transitava la via del sale lombarda controllata dai Malaspina, percorsa da colonne di muli che partendo da Pavia percorrendo la valle Staffora raggiungevano Genova attraverso il passo del Giovà e il monte Antola.
Nel 1164 Voghera fu definitivamente assoggettata, per diploma di Federico Barbarossa, alla giurisdizione del comune di Pavia. Sempre nel corso del XII secolo il monastero femminile di Santa Maria Teodote di Pavia ottenne il controllo di vaste possessioni terriere a Voghera e nei suoi dintorni.
Sotto il regno di Arrigo VI (figlio del Barbarossa) il borgo si emancipa dal potere vescovile, aumentando così la sua autonomia. Comprova un'ulteriore possibilità di autonomia il documento pergamenaceo dato in Pavia il 26 giugno 1271 (conservato presso l'Archivio storico del comune di Voghera), dal quale risulta che il comune di Pavia ha venduto alla comunità di Voghera il diritto di eleggersi il podestà (ed i consoli di giustizia), con decorrenza dal 1º gennaio 1272, con riserva di riscattare tale diritto.
Dal 1358 Voghera passa sotto il dominio dei Visconti; fa eccezione il periodo maggio 1363-luglio 1364, nel quale viene occupata dal marchese di Monferrato. Nel 1361 i Visconti fortificano il borgo, circondandolo di mura e fossato e dando inizio alla costruzione del castello, con imposizione ai comuni di Casteggio, Broni, Casei, Montebello Della Battaglia, Rovescala, Nazzano, Oliva, Pietra, Fortunago, Montalto, Mondondone, Santa Giuletta, Gerola e Sale di contribuire all'esecuzione di quelle opere.
Infeudata nel 1436 da Filippo Maria Visconti alla famiglia Dal Verme conti di Bobbio e di Voghera, e poi dal 1516 marchesato di Bobbio; essa rimane terra del Ducato di Milano anche con gli Sforza e con Filippo II re di Spagna (1598). Nel 1660 Voghera divenne un marchesato per la famiglia Dal Pozzo della Cisterna (dal 1670 principi di Cisterna d'Asti).F. Guasco, Dizionario Feudale degli antichi Stati sardi e della Lombardia (dall'epoca carolingia ai nostri tempi 774-1909), Pinerolo 1911, pp. 594-595, 1832, 2023. Con il decadere della sovranità spagnola passa sotto quella austriaca fino al 1743 quando, in forza del trattato di Worms (1743), entra a far parte del Regno di Sardegna, sotto Carlo Emanuele III, che eleva nel 1748 Voghera a capoluogo della provincia vogherese comprendente parte dell'Oltrepò e il Siccomario, provincia che resterà tale dal 1748 fino al 1859.
L'8 giugno 1770, con Patente Reale 112 – reg. 43 –, il Re di Sardegna, riordinando amministrativamente lo Stato, eleva Voghera da borgo a città. Con l'occupazione francese (1796) Voghera, come capoluogo di circondario, appartiene prima al dipartimento di Marengo e poi a quello di Genova. Il 22 giugno 1815, a seguito della restaurazione sabauda, ritorna al Piemonte e riacquista il rango di capoluogo di Provincia.
Il XIX secolo, anche a seguito del grande aumento demografico, vede necessaria ed urgente la stesura di un piano regolatore (1835), la progettazione di opere di abbellimento e di ornato che permettono l'ampliamento, il rinnovamento e l'ammodernamento della città. Pertanto vengono abbattute le mura (1821-1830) sul cui tracciato si costruisce l'attuale circonvallazione interna. Nel 1858 viene inaugurata la stazione ferroviaria. L'anno successivo, al termine della seconda guerra di indipendenza, Voghera, insieme con le limitrofe province di Lomellina e di Bobbio, entra a far parte, come circondario, della nuova Provincia di Pavia.
La città, a causa della sua posizione all'incrocio tra le direttrici Milano-Genova e Torino-Bologna, è duramente colpita dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale. Voghera è anche un importante centro della Resistenza al nazifascismo e al termine del conflitto tre vogheresi, caduti per la libertà, vengono insigniti della medaglia d'oro al valor militare. Al referendum istituzionale del 1946 in città trionfa la Repubblica col 70,4% dei voti, contro solo il 29,5% per la monarchia.
Nel secondo dopoguerra Voghera vive un nuovo sviluppo architettonico e demografico, si rinnova e si arricchisce di grandi opere strutturali e viarie. Il 31 maggio 1962 la stazione cittadina è teatro di un grave incidente ferroviario nel quale perdono la vita 63 persone.
Nel corso del secondo Novecento il nome della città è diventato noto in tutta Italia grazie alla locuzione arbasiniana "casalinga di Voghera".
Simboli
Il Comune di Voghera, secondo la ricostruzione del conte Antonio Cavagna Sangiuliani, al tempo della dieta di Roncaglia, mostrando fedeltà all'imperatore Federico Barbarossa e avendone ospitato le truppe durante l'assedio di Tortona, assunse a proprio stemma l'aquila imperiale in campo dorato con fasce bianche e nere e, secondo altre fonti anche rosse, con l'iscrizione: Signo Sacrati Imperii Durabit Viqueria tempore longo si sciet vivere cauta ("Sotto il simbolo del Sacro Impero Voghera durerà a lungo, se saprà vivere con cautela"). Lo storico stemma venne riconosciuto con il decreto del capo del governo del 27 settembre 1938 e vi furono apportate delle modifiche:
al di sopra del capo dell'Impero fu riprodotto, come prevista da una legge, il capo del Littorio; secondo lo storico Fabrizio Bernini le bande nere e bianche rappresentano l'insegna antica della classe nobile, mentre il colore rosso sta a significare il popolo, i primi raffigurati al di sopra di questi ultimi; queste fasce in origine erano rettilinee, ma assunsero la forma convessa nelle raffigurazioni del tardo Cinquecento, quando il disegno dei blasoni prevedeva che fossero arcuate per rendere una sorta di tridimensionalità dello scudo; è presente una scritta bianca su sfondo blu nella zona sottostante lo scudo la scritta abbreviata in Signo Sacrati Imperii Durabit Viqueria ("Sotto il simbolo del Sacro Impero Voghera durerà"); lo scudo è sormontato da una corona marchionale e circondato da un ramo di alloro legato con uno di quercia tramite un nastro tricolore.
Il gonfalone è un drappo di bianco.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Duomo (Collegiata di San Lorenzo, XVII secolo)