Biografia

Amilcare De Ambris, fratello di dieci anni più giovane di Alceste de Ambris, fu un suo vero seguace ideologico, dato che quando Alceste sfugge all'ennesima cattura e si rifugia a Lugano, rimarrà a Parma incaricato di ricostruire le leghe contadine. Amilcare partecipa in rappresentanza del fratello Alceste, esule in Francia al Congresso Costitutivo dell'Unione Sindacale Italiana (U.S.I.) a Modena il 23-24-25 novembre 1912.

Amilcare De Ambris è il rappresentante della Camera del Lavoro di Mirandola: insieme ai suoi partidari sosteneva la necessità della creazione di un nuovo organismo nazionale che rappresentasse tutte le organizzazioni operaie di tendenza sindacalista rivoluzionaria. Anche Amilcare De Ambris, scrisse sul giornale L'Internazionale, organo della Camera del Lavoro "sindacalista rivoluzionaria" di Parma, poi pubblicato anche a Milano e Bologna; giornale cui collaborò anche il fratello Alceste, e il futuro esponente fascista Michele Bianchi.

Come il fratello, si avvicinò al fascismo sansepolcrista della prima ora, da cui si distaccò, poco dopo. Partecipò con il fratello, alla formazione "Arditi del Popolo" un'organizzazione antifascista nata nell'estate del 1921 da una scissione della sezione romana degli Arditi d'Italia, per iniziativa di un gruppo di iscritti anarchici, con l'obiettivo di opporsi alla violenza delle Camicie Nere.

Negli anni di regime comunque - mentre suo fratello Alceste, ormai fortemente votato all'antifascismo, ripara in Francia dopo aver rifiutato di collaborare al governo fascista - Amilcare è sempre più vicino alla pratica mussoliniana: aderisce definitivamente al fascismo e, nel 1928, sposa Maria Corridoni, sorella del famoso sindacalista rivoluzionario Filippo.

Su raccomandazione di Edmondo Rossoni, iniziò a lavorare per i sindacati fascisti, collaborando attivamente alla politica economico-sociale e sindacale del regime: nel dicembre 1934 fu nominato segretario della Federazione nazionale fascista dei lavoratori delle industrie meccaniche e metallurgiche.

Nel 1938 divenne vicepresidente della Confederazione fascista dei lavoratori dell’industria; tra il 1936 e il 1942 collaborò a diverse riviste sindacali fasciste, come la Rivista del Lavoro. Nel 1939 divenne membro della Camera dei Fasci e delle Corporazioni.

Nel 1943, durante gli scioperi di Milano e Torino del marzo 1943, si distaccò definitivamente dal fascismo.

Dopo la Liberazione proseguì la propria attività sindacale, partecipando nel 1947, insieme a Pulvio Zocchi e Bernardino De Dominicis, al tentativo di ricostituzione dell’USI (Unione Sindacale Italiana) e, nello stesso anno, alla fondazione del Movimento Sindacalista (Mo.Si.) e del suo organo Vita del Lavoro. Nel 1948, dopo la scissione sindacale, aderì alla UILSteven Forti, El peso de la nación: Nicola Bombacci, Paul Marion y Óscar Pérez Solís en la Europa de entreguerras, Universidade de Santiago de Compostela, 2014, p.33-35..

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Sindacalismo fascista Categoria:Consiglieri della Corporazione della Siderurgia e metallurgia