LUnione Sportiva Catanzaro 1929, meglio nota come Catanzaro, è una società calcistica italiana con sede nella città di Catanzaro. Milita in Serie B, la seconda divisione del campionato italiano di calcio.

Se la società originale era stata fondata nel 1927 (sebbene la data sia fatta risalire tradizionalmente al 1929), nel corso della storia il club è stato rifondato integramente nel 2006 e per trasferimento del ramo d'azienda nel 2011, in entrambi i casi per questioni finanziarie che avevano attanagliato il club già nel 1937. I colori ufficiali del Catanzaro sono, fin dalla sua fondazione, il giallo e il rosso, il simbolo è l'aquila imperiale, simbolo della città di Catanzaro, e la squadra disputa le gare casalinghe allo Stadio Nicola Ceravolo, costruito nel 1919, l'impianto sportivo più antico della Calabria.

È stata la prima formazione della Calabria a conquistare la Serie A, nel 1971, come in precedenza fu la prima società calabrese a raggiungere la Serie B, nel 1933. Conta sette stagioni in Serie A, di cui cinque consecutive. I suoi migliori piazzamenti sono il settimo e l'ottavo posto ottenuti rispettivamente nel 1981-1982 e nel 1980-1981. Dalla fondazione a oggi ha vinto 7 campionati:Dove per campionati vinti s'intende conclusi al primo posto, dato che le promozioni complessive della squadra sono in totale 15. 3 di Serie C, 3 di Serie C1 e 1 di IV Serie. A livello nazionale vanta una Supercoppa di Serie C e uno scudetto di IV Serie, e in bacheca si trova anche una Coppa delle Alpi nel 1960 insieme a , , , , , , per la Federazione Italiana e, a livello giovanile, due Trofei Dante Berretti di Serie C nel 1991-1992 e nel 2024-2025. In Coppa Italia vanta inoltre una finale, raggiunta nella stagione 1965-1966, e due semifinali, nel 1978-1979 e nel 1981-1982. Il club figura al 43º posto nella classifica della tradizione sportiva (prima tra le squadre calabresi), al 49º posto nella classifica perpetua della Serie A ed al 32º posto nella classifica perpetua della Serie B.

Storia

L'Unione Sportiva Catanzarese nacque nell’ottobre del 1927 dalla fusione di altre due squadre calcistiche della città: la "Scalfaro" e la "Braccini". Lo stemma della nuova società fu fin dalle origini l'aquila reale, simbolo di Catanzaro. I colori scelti furono il giallo e il rosso.

Per cinque anni militò in serie inferiori, poi fu promossa in Serie B nel 1932-1933. Venne retrocessa dopo due stagioni di Serie B, ma due anni dopo ritornò nella serie cadetta. Qui cominciarono i problemi finanziari della società giallorossa, che rimase inattiva dal 1939 al 1945 a causa della seconda guerra mondiale.

Dopo la fine della guerra, il Catanzaro nella stagione 1952-1953 fu retrocesso in IV Serie. Nel 1958 divenne presidente l'avvocato Nicola Ceravolo. Nei due anni successivi il club fu promosso in Serie B e disputò per la prima volta, vincendolo, un torneo internazionale, la Coppa delle Alpi. Nella stagione 1965-1966 le Aquile, pur essendo una squadra del torneo cadetto, sconfiggendo in semifinale la , approdarono in finale di Coppa Italia contro la , che poi vinse il torneo imponendosi per 2 a 1.

Cinque anni dopo il Catanzaro, allenato da Gianni Seghedoni, venne promosso in Serie A, battendo il nello spareggio giocato a Napoli, grazie a un gol di Angelo Mammì. Fu la prima volta che una squadra calabrese veniva promossa in massima serie. La permanenza nel massimo campionato durò un solo anno, nonostante la storica vittoria contro i futuri campioni d'Italia della Juventus, grazie a un gol di Angelo Mammì. Nell'estate successiva i giallorossi si recarono negli Stati Uniti per disputare alcune amichevoli internazionali contro squadre blasonate, tra cui il di Pelé.

Dopo due anni di cadetteria, divenne allenatore Gianni Di Marzio, che portò il Catanzaro a giocarsi la Serie A nella stagione 1974-1975. Fu acquistato l'attaccante Massimo Palanca, futuro giocatore simbolo dei giallorossi. Questa volta il Catanzaro perse a Terni lo spareggio contro il . Un altro importante giocatore della squadra calabrese di tale periodo fu il difensore Claudio Ranieri, che conquistò il record di presenze in Serie A con la maglia della squadra, diventando in seguito un allenatore noto a livello internazionale (in particolare per aver vinto la Premier League 2015-2016 alla guida del Leicester City).

Un anno dopo la squadra fu di nuovo promossa in massima serie. Dopo un solo anno di permanenza in Serie A, il Catanzaro fu nuovamente promosso per stazionare durante i seguenti cinque anni.

Sotto la presidenza di Adriano Merlo, subentrato a Ceravolo nel 1979, la squadra raggiunse due settimi posti consecutivi, nel 1980-1981 e nel 1981-1982.

Nella Coppa Italia 1981-1982 il cammino del Catanzaro si fermò in semifinale, a vantaggio dell'. Nella gara di andata a San Siro vinsero i nerazzurri per 2-1. Nel ritorno al Comunale vinse il Catanzaro per 3-2; ciò non bastò ai calabresi per conquistare la seconda finale della loro storia.

Nella stagione 1982-1983 il Catanzaro totalizzò solamente 13 punti in classifica, retrocedendo così in Serie B dopo cinque anni di militanza in massima serie. Seguì un'altra retrocessione che spedì i calabresi in Serie C. L'anno dopo la squadra tornò in serie cadetta e Pino Albano salì alla presidenza. Seguirono una retrocessione e una promozione che portarono ancora i giallorossi in Serie B nella stagione 1986-1987.

Il Catanzaro terminò il campionato di Serie B 1987-1988 ai vertici della classifica, tuttavia non trovando la promozione in Serie A per un solo punto. Decisivi furono l'errore dal dischetto di Palanca, nella gara casalinga contro la , e il gol di Paolo Monelli nel pareggio al Comunale contro la . L'anno successivo tornò la guida tecnica di Gianni Di Marzio. Il Catanzaro si salvò per pochi punti, ma della stagione si ricorda la tripletta di Palanca ai danni del , nel derby casalingo. Un'altra tripletta del calciatore marchigiano contro l'Udinese valse la salvezza.

L'anno seguente la squadra, guidata da Fausto Silipo, retrocesse in Serie C. Palanca abbandonò il calcio giocato e il Catanzaro, penalizzato di tre punti in classifica, retrocesse in Serie C2, per poi militarci per le successive dodici stagioni.

Nel 1995 divenne presidente Giuseppe Soluri. Nei primi anni 2000 i giallorossi persero per due volte la promozione in Serie C1 ai play off, nel 2000-2001 contro il , e, due anni più tardi, contro l'. Tuttavia, nel 2003 il Catanzaro fu ripescato in terza serie. Il campionato 2003-2004 culminò con la gara di contro il , che davanti a circa ottomila tifosi calabresi, sancì dopo quattordici anni il ritorno in serie cadetta. Seguirono due stagioni fallimentari, e dopo un ripescaggio, la società, presenziata da Claudio Parente, al termine del campionato 2005-2006 non riuscì a iscriversi al campionato successivo.

In estate venne fondato il Football Club Catanzaro S.p.A. che, appellandosi al lodo Petrucci, su iniziativa del neo presidente Giancarlo Pittelli, poté iscriversi in Serie C2. Seguirono cinque stagioni in quarta serie, comprendenti due play off persi consecutivamente. Nel campionato 2010-2011 il Catanzaro, martoriato da problemi economici, terminò il campionato in ultima posizione, tuttavia si salvò a causa del declassamento del Pomezia all'ultimo posto per irregolarità amministrative, dopo aver inanellato una piccola striscia di risultati positivi al termine di un campionato fino a quel momento caratterizzato da sole sconfitte.

Nell'estate del 2011, in seguito al fallimento del sodalizio, l'imprenditore Giuseppe Cosentino fonda il Catanzaro Calcio 2011 s.r.l. acquistando poco tempo dopo il marchio della storica Unione Sportiva Catanzaro, e portandolo, nel giro di un anno, alla promozione in Lega Pro Prima Divisione. Dopo una stagione anonima, l'anno dopo i calabresi vengono eliminati nei play-off validi per la promozione nella serie cadetta.

Alla fine della stagione 2016-2017 la famiglia Cosentino palesa l'intento di disimpegnarsi dalla gestione della società: il 6 luglio 2017 viene quindi ufficializzata la cessione del Catanzaro ad una nuova compagine societaria, della quale l'85% del capitale sociale appartiene alla famiglia Noto. L'ingegnere Floriano Noto viene contestualmente nominato presidente e amministratore unico.

Il 30 maggio 2018 la società, che già utilizzava il logo storico dal 2011, annuncia il ritorno della vecchia denominazione "Unione Sportiva Catanzaro", con l'aggiunta finale di "1929".

Nella stagione 2022-2023, dopo aver condotto un campionato senza sconfitte fino a metà febbraio, la squadra vince il girone C di Serie C con cinque giornate d'anticipo, guadagnandosi così il ritorno in Serie B dopo diciassette anni e stabilendo una serie di record per la Serie C, fra cui quello di punti ottenuti, gol fatti, differenza reti, gol segnati da un calciatore (nello specifico il catanzarese Pietro Iemmello) in una sola stagione della terza serie italiana. La stagione si chiude con la vittoria della Supercoppa Serie C, primo trofeo nazionale per il club giallorosso.

Nel campionato di Serie B 2023-2024 il Catanzaro, da neopromosso, conclude al 5º posto, ottenendo la partecipazione ai Play Off, venendo eliminato soltanto in semifinale dalla Cremonese. L'anno seguente, 2024-25, la compagine calabrese conferma quanto di buono mostrato nelle precedenti due stagioni, giungendo 6º in campionato e ottenendo nuovamente l'accesso ai Play Off. Per il secondo anno consecutivo il percorso dei giallorossi agli spareggi si conclude in semifinale, questa volta per mano dello Spezia. Nella stagione 2025-2026 il Catanzaro affida la guida tecnica a mister Alberto Aquilani. Dopo un inizio complicato, con solo 6 punti conquistati nelle prime 8 partite, la squadra calabrese cambia marcia e centra nuovamente il 5° posto. Ai play off, dopo aver eliminato l'Avellino e il ben più quotato Palermo, il Catanzaro si arrende al Monza dopo aver perso 0-2 nella gara di andata del Ceravolo. Nella gara di ritorno i Giallorossi sfiorano una clamorosa rimonta vincendo al Brianteo per 0-2, ma i lombardi volano in Serie A per miglior piazzamento in classifica.

Cronistoria

Cronistoria essenziale dell'Unione Sportiva Catanzaro 1929Ottobre 1927 - Fondazione dellUnione Sportiva Catanzarese. 1927-1928 - La squadra si ritira dalla Terza Divisione calabro-lucana a campionato in corso (1ª stagione agonistica). 1928-1929 - 3º nel girone catanzarese della Terza Divisione calabrese. 1929 - Cambia denominazione in Unione Sportiva Fascista Catanzarese. 1929-1930 - 2º nella Terza Divisione calabro-lucana. La FIGC la promuove d'ufficio fino alla Prima Divisione.

1932-1933 - 1º nel girone I della Prima Divisione. 2º nel girone finale A. Promosso d'ufficio in Serie B. 1933-1934 - 7º nel girone A della Serie B (1ª partecipazione). 1934-1935 - 11º nel girone B della Serie B. Retrocesso in Serie C. 1935-1936 - 1º nel girone D della Serie C. Promosso in Serie B. Sedicesimi di finale di Coppa Italia (1ª partecipazione). 1936-1937 - 15º in Serie B. Retrocesso in Serie C. 1937 - A causa di difficoltà economiche rinuncia alla Coppa Italia e la FIGC scioglie la squadra; il club ripartirà poi dal campionato regionale di Prima Divisione con la ex squadra riserve. 1938-1939 - 1º nella Prima Divisione Calabria.

1939-1945 - Attività sospesa per cause belliche. 1945 - La società rinasce con la denominazione Unione Sportiva Catanzaro e viene ammessa in Serie C per risarcimento antifascista. 1945-1946 - 2º nel girone F della Lega Naz. Centro-Sud di Serie C. Promosso d'ufficio in Serie B. 1946-1947 - 16º nel girone C della Serie B. Retrocesso in Serie C. 1947-1948 - 2º nel girone B della Lega Interreg. Sud di Serie C.

1951-1952 - 8º nel girone D della Serie C. Retrocesso in IV Serie. 1952-1953 - 1º nel girone H della IV Serie. Promosso in Serie C. Vince lo Scudetto di IV Serie (1º titolo).

1954-1955 - 3º in Serie C. 1958-1959 - 1º nel girone B della Serie C. Promosso in Serie B.