Biografia Infanzia e studi Luigi Giussani nacque e trascorse la sua infanzia nella cittadina di Desio, a pochi chilometri da Milano. Maggiore di cinque fratelli, ricevette la prima introduzione alla fede cattolica dalla madre Angelina Gelosa, operaia tessile; il padre Beniamino, disegnatore e intagliatore, era socialista.. A dieci anni, anche su sollecitazione del suo maestro elementare e per la stima che la famiglia provava per la Chiesa, Giussani decise di diventare prete..

Il 2 ottobre 1933 entrò nel seminario diocesano San Pietro Martire di Seveso dove frequentò i primi quattro anni di ginnasio. Nel 1937 si trasferì a Venegono Inferiore, nella sede principale del seminario dove frequentò l'ultimo anno di ginnasio, i tre anni del liceo e dove svolse i successivi studi di teologia.. Ebbe come docenti, fra gli altri, Giovanni Colombo (poi cardinale e arcivescovo di Milano), i teologi Gaetano Corti, Carlo Colombo (in seguito vescovo ausiliare di Milano) e Carlo Figini. In quella sede conobbe i compagni di studio Enrico Manfredini e Giacomo Biffi che divennero in seguito entrambi arcivescovi di Bologna... In questi anni si interessò di Giacomo Leopardi e delle chiese ortodosse..

Dopo aver conseguito il baccalaureato il 4 novembre del 1943, il 26 maggio 1945 Giussani, non ancora ventitreenne, ricevette l'ordinazione sacerdotale dal cardinale Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano. Celebrò la prima Messa il 31 maggio nel suo paese natale.. Il 18 settembre 1945 ottenne la licenza in sacra teologia. Dopo l'ordinazione, con l'inizio dell'anno scolastico 1945-1946, rimase nel seminario di Venegono e presso la sede ginnasiale di Seveso come insegnante e si specializzò nello studio della teologia orientale (specie sugli slavofili), della teologia protestante statunitense e della motivazione razionale dell'adesione alla Chiesa.. Nel frattempo iniziò a prestare il servizio sacerdotale, soprattutto come confessore, presso la parrocchia dei Santi Nazaro e Celso alla Barona, quartiere popolare della periferia sud di Milano. In quel periodo il giovane sacerdote fu colpito da broncopolmonite e fu costretto al ricovero in ospedale. La malattia, degenerata in pleurite, ebbe conseguenze permanenti sulla funzionalità di un polmone, con problemi che si trascinarono per tutta la vita.. I problemi di salute costrinsero Giussani a rallentare l'attività e gli studi per almeno tre anni, con la necessità di frequenti periodi di convalescenza presso strutture gestite da ordini religiosi o dalla Diocesi di Milano, come la Casa San Francesco a Varigotti, località sulla Riviera ligure che divenne in seguito importante nella storia del movimento di Gioventù Studentesca.

Nel 1950, superati i problemi di salute, Giussani riprese l'insegnamento e il servizio parrocchiale durante il fine settimana presso la chiesa dei Santi Silvestro e Martino a Milano. Confessando incontrò per la prima volta alcuni studenti del Liceo classico Giovanni Berchet e altre scuole milanesi, cogliendo il loro disagio per ciò che sentivano a lezione contro la Chiesa e la fede cattolica. Nel frattempo continuò gli studi, interessandosi in particolare alla teologia ortodossa, al protestantesimo e all'ecumenismo a cui dedicò alcuni scritti..René Roux, Prefazione in . Nel 1954 ottenne il dottorato in teologia magna cum laude con una tesi su Il senso cristiano dell'uomo secondo Reinhold Niebuhr, dedicata a uno dei più importanti teologi riformati statunitensi del XX secolo.

Nel 1951 iniziò a insegnare religione in uno degli istituti privati milanesi più antichi e prestigiosi, la scuola di ragioneria Cavalli e Conti, mentre proseguì a insegnare lingua greca e teologia dogmatica nei corsi seminaristici e teologia orientale nei corsi avanzati a Venegono fino al 1954.

Gioventù Studentesca

Frequentando i giovani in confessionale, a scuola e anche occasionalmente in treno durante i suoi spostamenti dal seminario verso Milano, Giussani rimase colpito dalla loro ignoranza in tema di religione, che sfociava in scetticismo e atteggiamenti derisori. Maturò così in lui il desiderio di prendere iniziativa nei confronti degli studenti liceali, nell'urgenza che potesse essere approfondita nei giovani la propria coscienza cristiana nella realtà quotidiana di ciascuno, quindi anche nella scuola.

Nell'ottobre del 1953 Giussani iniziò a partecipare alla Consulta di Gioventù Studentesca, iniziativa dell'Azione Cattolica fondata dal laico consacrato Giancarlo Brasca alla fine della guerra su un'idea di Luigi Gedda, al tempo guida della Gioventù Italiana di Azione Cattolica (GIAC).. Lo scopo della Gioventù Studentesca (GS) originale era quello di creare una realtà non limitata alla pura educazione religiosa dei giovani, ma che si estendesse a tutti gli aspetti della vita dello studente, all'educazione culturale, fisica, morale e sociale. Strumento principale era il «raggio», incontro svolto non a livello parrocchiale la domenica com'era la norma all'interno dell'Azione Cattolica, ma nell'ambiente quotidiano, in questo caso quello scolastico. L'esperienza della Gioventù Studentesca terminò di fatto all'inizio degli anni cinquanta, anche se rimase attiva la componente femminile in alcune sezioni a Milano e nella diocesi. Giussani fu nominato vice-assistente della Gioventù Femminile di Azione Cattolica con l'incarico di rilanciare l'azione della Gioventù Studentesca femminile. Con il suo intervento furono costituiti «raggi» studenteschi in alcuni istituti scolastici e promosse attività per studenti come cineforum, conferenze, corsi per maturandi e attività di carità. Secondo Giussani la mancanza di una presenza visibile dei cattolici nella scuola e negli altri ambienti di vita era dovuta alla scarsa «coscienza cristiana» dei giovani cresciuti nell'Azione Cattolica.. Infine Giussani fu nominato assistente di Gioventù Studentesca, il movimento studentesco cui si unificò l'attività femminile e quella maschile, risultando il primo movimento cattolico italiano in cui fu superata la separazione fra sessi tipica dell'Azione Cattolica e di altre organizzazioni.

Forte delle prime esperienze maturate con gli studenti di Azione Cattolica e in GS, nel 1954, trentaduenne, Giussani lasciò l'insegnamento in seminario per quello nelle scuole superiori statali. La sfida, per Giussani, era che la fede trovasse spazio nella vita dei giovani degli anni cinquanta, anche nell'ambito scolastico. Il tentativo di Giussani iniziò con la presa di coscienza che i vecchi metodi dell'attivismo cattolico non colmavano l'ignoranza sul cristianesimo che egli avvertiva nei giovani, con la necessità quindi di un metodo pedagogico rinnovato.Maria Bocci, Grandi figure del cattolicesimo milanese del Novecento, in . Pur rimanendo nell'alveo dell'Azione Cattolica, l'impronta che Giussani volle dare a GS e alla sua attività di insegnante era volta a rispondere all'allontanamento dei giovani dalla vita cristiana, in ambiti dove la secolarizzazione dilagava.

Ottenuto il permesso dai superiori, nell'anno scolastico 1954-55 Giussani iniziò a insegnare religione cattolica al Liceo classico Giovanni Berchet di Milano, dove rimase per oltre un decennio. Negli anni successivi insegnò anche in altre scuole milanesi.. In quel periodo guidò la vita della Gioventù Studentesca milanese dalla sede di via Statuto dove si tenevano i «raggi» a cui partecipavano alunni non solo del Berchet, ma anche di altri istituti della città. Le trasformazioni sociali del dopoguerra, con Milano cuore industriale d'Italia, mettevano in crisi i modelli educativi e pastorali tradizionali della presenza della Chiesa nella società civile. In questo contesto si sviluppò la proposta e il tentativo di don Giussani: «mostrare la pertinenza della fede alle esigenze della vita»..

Negli anni successivi, pur rimanendo nell'alveo del ramo giovanile dell'Azione Cattolica diocesana, GS ebbe una crescita numerica e di presenza importante, anche fuori Milano. Nel 1959 Giussani chiese e ottenne dall'arcivescovo Montini un aiuto nella guida del movimento: gli fu affiancato il giovane sacerdote don Vanni Padovani.. In quel periodo nacquero e si svilupparono anche iniziative di carattere educativo e pubblico nei principali ambiti d'azione del movimento: la cultura, la carità e la missione.. Furono organizzati incontri e convegni, nacque la rivista Milano Studenti. La «caritativa» divenne centrale nel percorso educativo di GS. In particolare, dalla fine degli anni cinquanta, i ragazzi di don Giussani iniziarono a recarsi settimanalmente nella «Bassa», una zona rurale e disagiata a sud del capoluogo lombardo dove, d'intesa con i parroci della zona, facevano compagnia ai bambini alternando momenti di gioco a momenti di alfabetizzazione e di catechismo... Dal 1962 diversi "giessini" appena diplomati si recarono in Brasile, in particolare a Belo Horizonte, dando il via all'attività missionaria del movimento.. Nel 1957 coinvolse tutta GS nella Grande Missione (nota anche come Missione di Milano) voluta e promossa dall'arcivescovo Montini..

Nel 1964 Giussani iniziò a insegnare all'Università Cattolica del Sacro Cuore e chiese all'arcivescovo di Milano Giovanni Colombo, succeduto nel 1963 a Giovanni Battista Montini eletto papa, di poter seguire gli studenti universitari per aiutarli a proseguire l'esperienza cominciata alle superiori in GS. Nello stesso anno, anche in seguito a problemi di salute, interruppe l'insegnamento al liceo Berchet, prima temporaneamente e poi in via definitiva dal febbraio del 1967. Data la possibilità di intraprendere la carriera universitaria, a partire dal 1965 Giussani riprese gli studi sul protestantesimo statunitense in vista del possibile ottenimento della libera docenza, il titolo abilitativo all'insegnamento universitario allora richiesto.. A tale scopo, lo stesso anno, fu inviato negli Stati Uniti per un viaggio di aggiornamento di cinque mesi; da quell'esperienza nacquero alcune opere accademiche.. Nel 1969 pubblicò il testo accademico Teologia protestante americana, l'esito del suo lavoro di ricerca durato anni, e il saggio Reinhold Niebuhr sul teologo protestante statunitense a cui aveva dedicato la tesi di dottorato nel 1954.

Giussani guidò Gioventù Studentesca fino all'autunno 1965 quando fu rimosso dall'incarico nell'ambito di una riorganizzazione dell'attività delle varie sigle giovanili dell'Azione Cattolica ambrosiana. Il suo posto fu preso da don Vanni Padovani e GS fu inserita, come esperienza di apostolato nell'ambiente studentesco, nel novero delle realtà riconosciute e approvate dall'arcidiocesi milanese. Gli studenti universitari di GS sarebbero dovuti confluire organicamente nella FUCI... La diatriba tra Giussani e l'arcivescovo Colombo, che portò infine al suo allontanamento, riguardava il fatto che – secondo il sacerdote brianzolo – l'esperienza di GS, iniziata alle scuole superiori, doveva e poteva continuare anche all'università e nella vita adulta, mentre secondo Colombo e la gerarchia diocesana la funzione del movimento doveva limitarsi al solo ambito scolastico per preparare i giovani al loro ingresso nella FUCI, l'associazione degli universitari cattolici....