Biografia Benincasa da Laterina fu ucciso e decapitato a Roma, dove si era trasferito per esercitare la funzione di giudice, da Ghino di Tacco, il brigante nativo de La Fratta, facente parte del castello di Torrita (attualmente Torrita di Siena), che vendicò in tal modo la condanna capitale sentenziata dal giudice, ed eseguita a Siena, contro il padre e lo zio.

È citato da Dante nel Purgatorio - Canto VI, v. 13-14:

Quiv'era l'Aretin che da le braccia Fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte

Bibliografia Renato Piattoli, Benincasa da Laterina, in Enciclopedia Dantesca (1970)

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Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Purgatorio)