Lirlandese, detto talvolta anche gaelico irlandese (nome nativo Gaeilge, ), è una lingua indoeuropea appartenente al ceppo delle lingue celtiche insulari, parlata in Irlanda.
È la lingua nazionale della Repubblica d'Irlanda, dove è co-ufficiale assieme alla lingua inglese (seconda lingua nazionale).
Il nome della lingua Il nome ufficiale della lingua irlandese è Gaeilge (nome nativo) oppure Irish (in inglese), entrambe denominazioni presenti nell'articolo 8 della Costituzione irlandese.
All'estero la lingua viene spesso chiamata "gaelico irlandese" o semplicemente "gaelico", ma in Irlanda quest'ultimo termine è generalmente evitato, preferendo Irish per ragioni linguistiche, storiche e identitarie.
Il nome della lingua nella storiografia anglofona è attestato come Irish sin dal quattordicesimo secolo."State of Ireland & Plan for its Reformation" in State Papers Ireland, Henry VIII, ii, 8.
Sotto il profilo linguistico, l'uso di "irlandese" riflette una precisa continuità etimologica interna alla lingua stessa. Aggettivi e sostantivi che condividono la stessa radice di Gaeilge (come Gaelach e Gael) vengono resi nei principali dizionari bilingui, come l'autorevole Irish-English Dictionary di Niall Ó Dónaill, con il termine inglese Irish. Inoltre, l'endonimo del popolo irlandese è tradizionalmente na Gaeil; di conseguenza, la traduzione di Gaeilge come Irish permette di mantenere il legame diretto tra la lingua e l'identità indigena.
Questa corrispondenza è evidente anche nella toponomastica e nel patrimonio culturale. Un esempio storico significativo è rappresentato dal quartiere di Dublino noto come Irishtown, il cui nome ufficiale in lingua irlandese è An Baile Gaelach (traducibile come "il villaggio irlandese"). Allo stesso modo, espressioni della tradizione nazionale come ceol Gaelach e damhsa Gaelach vengono tradotte rispettivamente come "musica irlandese" (Irish music) e "danza irlandese" (Irish dance).
L'uso dell'aggettivo "gaelico" in luogo di "irlandese" è appropriato quando si desidera porre l'accento sul lignaggio e sull'appartenenza alla famiglia etnolinguistica gaelica di specifici aspetti culturali.
Il nome "gaelico" è inoltre storicamente corretto per riferirsi alla lingua nel periodo in cui era l'idioma comune sia del popolo irlandese sia dei Gaeli di Scozia, terminato con la sua evoluzione separata in irlandese moderno e gaelico scozzese, oltre che per riferirsi alla famiglia linguistica nella sua totalità.
In Irlanda, l'irlandese moderno quasi mai è chiamato Gaelic, in quanto lingua nazionale e prima lingua ufficiale dello Stato, oltre che per le sopracitate ragioni etimologiche e storiche.
Il termine Éireannach, anch'esso traducibile come "irlandese" e derivato etimologicamente da Éire (nome nativo per l'isola d'Irlanda), si inserisce in questo sistema terminologico come sviluppo relativamente tardo. In Irlanda assume funzione di denominatore politico primario solo a partire dal XVII secolo, in un contesto in cui la nozione di ciò che è "irlandese" viene progressivamente riformulata in chiave politica, territoriale e statale, senza sovrapporsi integralmente alla più antica continuità etnolinguistica espressa da Gael e Gaelach. Éireannach è il termine ufficialmente utilizzato in irlandese per designare i cittadini dell'attuale Repubblica d'Irlanda.
Distribuzione geografica Le aree d'Irlanda in cui la lingua irlandese è tuttora usata attivamente e quotidianamente sono ufficialmente riconosciute dallo Stato irlandese con il nome di Gaeltacht (al plurale Gaeltachtaí). In queste regioni l’irlandese è lingua vernacolare: nelle Gaeltachtaí di zona A rappresenta la lingua dominante ed è la lingua madre della maggioranza della popolazione, superando quindi l’inglese; nelle Gaeltachtaí di zona B, invece, è parlato attivamente da una consistente parte della popolazione pur non essendo la lingua prevalente.
Nel resto della Repubblica, l'irlandese è studiato obbligatoriamente sin dalle scuole primarie, ma il suo utilizzo è largamente minoritario e prettamente cerimoniale. La legge prevede l'utilizzo della lingua in tutti i documenti ufficiali e nella segnaletica stradale su tutto il territorio nazionale.
La lingua è parlata e conosciuta da alcuni emigrati e i loro discendenti negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, in Nuova Zelanda e nel Regno Unito.
Riconoscimenti ufficiali Secondo l'articolo 8 della costituzione della Repubblica d'Irlanda, l'irlandese è, in quanto lingua nazionale, la "prima lingua ufficiale della Repubblica", mentre la seconda lingua è l'inglese. Tuttavia quasi tutta l'attività governativa e i dibattiti sono condotti in inglese, vista la prevalenza dei suoi locutori.
Dal 1º gennaio 2007 l'irlandese è anche una delle lingue ufficiali dell'Unione europea, l'unica fra le lingue celtiche. Dal 1º gennaio 2022 la lingua irlandese è sullo stesso livello delle altre lingue.
Classificazione L'irlandese è membro del ramo goidelico (o gaelico) delle lingue celtiche insulari, assieme al gaelico scozzese, parlato nell'ovest della Scozia, e al mannese, lingua dell'isola di Man.
Dialetti An Caighdeán Oifigiúil ("Lo standard ufficiale") è una convenzione per la lingua scritta pubblicata per la prima volta nel 1958, che pone delle norme sulla lingua insegnata nelle scuole e preferita nei documenti ufficiali. Tuttavia, nello standard non viene trattata la pronuncia: nel parlato vengono infatti utilizzati i vari dialetti, che hanno spesso marcate differenze in tutti i livelli di analisi della lingua (fonologia, morfosintassi, lessico), sebbene siano mutuamente intelligibili.
Esistono molti dialetti, di solito raggruppati in tre aree: l'irlandese del Connacht (o dell'ovest, in irlandese Gaeilge Chonnacht), del Munster (o del sud, in irlandese Gaeilge Mumhan) e dell'Ulster (o del nord, in irlandese Gaeilge Uladh). La Gaeltacht na Mí si trova nella provincia di Leinster, ma è classificato come dialetto dell'ovest.
Storia Gli esordi dell'irlandese sono per la maggior parte oscuri. Fuor di dubbio è che l'irlandese sia una lingua celtica, ma il modo e l'epoca in cui esso sia giunto in Irlanda è oggetto di accese discussioni. L'unica cosa certa è che al tempo delle iscrizioni in alfabeto ogamico (quindi prima del IV secolo) in Irlanda si parlava già irlandese. Questo periodo linguistico molto antico viene definito "irlandese primitivo", "gaelico comune" o "goidelico". I processi linguistici che hanno influenzato l'irlandese, come l'apocope, la sincope e la palatalizzazione si sono sviluppati in questo periodo.
Generalmente si ammette che l'irlandese avesse un po' alla volta soppiantato le lingue parlate precedentemente in Irlanda (di cui non si ha alcuna attestazione diretta, ma che hanno lasciato tracce come sostrato linguistico dell'irlandese), rimanendo l'unica lingua parlata nell'isola all'epoca dell'arrivo del Cristianesimo nel IV e V secolo. Si hanno le prove di contatti con la Gran Bretagna romanizzata. A questo periodo risalgono alcuni prestiti latini dell'irlandese, in cui si rispecchia la pronuncia regionale del latino nelle Isole britanniche. Altre parole sono giunte in Irlanda nel periodo dell'antico irlandese (600-900 d.C.) con il ritorno in Irlanda dei peregrini. Si trattava di monaci irlandesi e scozzesi, che perlopiù si recavano in missione sul continente dove esercitavano attività monastiche. Questo antico irlandese, ricco di flessioni, mostra nella sua forma scritta un alto livello di standardizzazione e assenza di frazionamento dialettale.
A partire dall'arrivo dei Vichinghi, alla fine dell'VIII secolo, l'irlandese, già sviluppatosi all'inizio del VII secolo da irlandese primitivo in irlandese antico, deve spartire l'isola con altri idiomi, anche se dapprincipio in misura ridotta. Dopo le iniziali razzie e saccheggi, gli Scandinavi si assimilarono in una misura che è contestata (si insediarono soprattutto nelle città costiere come commercianti), lasciando tuttavia, esclusi alcuni prestiti lessicali, ben poche tracce nella lingua irlandese. Il numero di prestiti scandinavi ammonta a una sessantina.
I disordini sociali e politici di questo periodo vengono comunque visti come i maggiori responsabili del passaggio dall'irlandese antico, idioma altamente standardizzato, allirlandese medio (900-1200), molto diversificato nella grammatica. Questo si rifletté soprattutto sulla semplificazione delle forme flessive (per esempio, nei verbi), nella scomparsa del neutro, nella neutralizzazione delle vocali brevi non accentate e nell'ortografia assai eterogenea.
Più decisivo e duraturo è stato l'influsso dei Normanni dopo il 1169. Non a caso si parla, a partire dal 1200 fino al 1600 di "primo irlandese moderno", altrimenti detto irlandese classico. Nonostante i disordini all'inizio di questo periodo e la presenza prolungata dei Normanni nel paese, questa fase è caratterizzata da stabilità linguistica e ricchezza letteraria.
È vero che i nobili normanni si spartirono l'isola con alcuni signori locali, ma col tempo non riuscirono né a conquistare totalmente l'isola né ad assimilarla culturalmente. Soprattutto i territori ai margini occidentali e settentrionali erano perlopiù soggetti a tributi, ma dal punto di vista politico e culturale essi erano ampiamente indipendenti. L'inglese si era affermato solo nella zona di Dublino (chiamata in inglese "The Pale") e di Wexford. Persino con gli statuti di Kilkenny (1366), che vietavano ai coloni di origine inglese di usare l'irlandese, la situazione rimase a lungo tempo immutata. Il fatto stesso che si sentisse l'esigenza di emanarli è significativo della situazione linguistica. Molte delle famiglie di origine normanna o inglese assorbirono, del tutto o in parte, le caratteristiche culturali del paese.
La situazione non cambiò sostanzialmente nemmeno con gli insediamenti programmati di agricoltori inglesi e scozzesi in alcune parti dell'Irlanda durante il XVI e il XVII secolo. Il popolo parlava per la maggior parte l'irlandese, la nobiltà l'inglese o l'irlandese. In questo periodo iniziò verosimilmente il lento calo dei parlanti irlandesi nella popolazione. La cacciata degli ultimi nobili nativi irlandesi nel 1607 (Flight of the Earls) privò del tutto la lingua di ogni legame con le classi elevate. Dal punto di vista della storia della lingua inizia qui il neoirlandese o irlandese moderno.
Il fattore più decisivo dell'arretramento della lingua è stato tuttavia l'industrializzazione sviluppatasi a partire dal tardo XVIII secolo. La carestia che si era diffusa nelle campagne fu catastrofica, culminando nella Grande carestia irlandese del periodo 1845-1849. Chi infatti voleva ottenere qualcosa o in alcuni casi anche solo sopravvivere doveva emigrare nelle città e imparare l'inglese. L'irlandese divenne, almeno nell'immaginario collettivo, la lingua dei poveri, dei contadini, dei pescatori, dei vagabondi. Questa evoluzione prese piede un po' alla volta anche nei territori al di fuori delle città. A questo punto l'inglese cominciò sempre più a soppiantare l'irlandese.