Questa voce raccoglie le informazioni riguardanti la Juventus Football Club nelle competizioni ufficiali della stagione 1955-1956.

Stagione

Dopo la scialba annata precedente chiusa al settimo posto della Serie A – che aveva tradito profonde problematiche in seno alla squadra bianconera, sia sul lato tecnico sia all'interno dello spogliatoio –,. in vista della nuova stagione l'organico juventino venne profondamente rinnovato.

Durante l'estate il vecchio tecnico Olivieri lasciò la panchina a Sandro Puppo,. allenatore di ritorno in Italia dopo alcune esperienze in Turchia (nazionale e ) e Spagna (), mentre la rosa vide l'addio di alcuni degli ultimi protagonisti rimasti della vittoriosa formazione d'inizio decennio: fecero così le valigie Ferrario, Manente e Muccinelli, ceduti rispettivamente a , e ; arrivò a sostituirli una nidiata di giovani promesse cui vennero affiancati due sudamericani, l'ala brasiliana Colella dal e l'interno argentino Vairo dal , col compito, sulla carta, di fare da pigmalioni agli acerbi compagni di maglia.

Fin dalle prime giornate, il cammino dei bianconeri lasciò presagire «una delle annate più nere della storia bianconera», condotta generalmente a centro classifica nonché, per lunghi tratti, perfino poco sopra la zona retrocessione.. Puppo azzerò la formazione titolare dando fiducia a elementi come Aggradi, Caroli, Emoli, Stacchini e Vavassori,. giocatori destinati nella maggior parte dei casi a raccogliere in futuro successi maggiori, ma che in questa stagione si rivelarono tuttavia ancora troppo inesperti: il gruppo venne irriverentemente soprannominato dalla stampa, mutuando il cognome dell'allenatore, come «i puppanti» poiché incapaci d'inserirsi in un contesto corale e contribuire attivamente al gioco della squadra. A ciò si aggiunsero in negativo le prestazioni dei due neoacquisti stranieri, al di sotto delle aspettative e lontani dal far fare il salto di qualità al collettivo piemontese; esemplificativo di ciò fu il fatto che Colella poté issarsi a capocannoniere bianconero realizzando appena 7 reti nell'arco del torneo..

L'insufficiente avvio degli uomini di Puppo, che nei primi sette turni inanellarono lo scarno bottino di cinque pareggi e due sconfitte, portò di fatto a un pronto riavvicinamento della famiglia Agnelli alla Juventus – dopo che quattordici mesi prima Gianni Agnelli aveva ceduto ad interim la carica presidenziale a un triumvirato formato da Enrico Craveri, Luigi Cravetto e Marcello Giustiniani. L'8 novembre 1955 Umberto, fratello minore di Gianni, assunse così la reggenza della società: all'età di appena ventuno anni diventò il più giovane numero uno nella storia del club.. Il ritorno di un Agnelli ai posti di comando non servì tuttavia, nell'immediato, a dare una svolta all'anonimo campionato della formazione torinese, concluso a un mediocre nono posto – all'epoca, il suo peggior piazzamento nella storia del girone unico.

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Rosa

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