Il pesce pietra (Synanceia verrucosa ) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Synanceiidae.
È uno dei pesci più velenosi al mondo e può risultare letale per l'uomo.
Distribuzione e habitat
Questa specie è diffusa nelle acque tropicali poco profonde del Mar Rosso e dell'Indo-Pacifico (dall'Africa orientale alla Polinesia francese, dal Giappone meridionale all'Australia nord-orientale). Abita le acque poco profonde, fino ad un massimo di 30 metri di profondità, con fondale sabbioso o misto, dove ama seppellirsi lasciando fuoriuscire solo la parte del capo che gli consente di cacciare. Il pesce pietra è particolarmente comune nei pressi delle barriere coralline tropicali.
Nelle zone costiere con forti escursioni di marea è possibile trovarlo anche fuori dall'acqua, infossato nella sabbia dove, se l'ambiente è umido, riesce a sopravvivere fino a 24 ore.
Descrizione Il pesce pietra presenta un corpo tozzo, con testa e bocca molto grandi, peduncolo caudale più stretto. Visto da sopra, con le pinne pettorali allargate, presenta una forma tondeggiante, dovuta a testa e pinne, da cui si diparte un corpo molto sottodimensionato rispetto al capo.Gli occhi non sempre sono individuabili in questa figura verrucosa e poco definita, che può sembrare, ad una prima occhiata, una roccia coperta di alghe e concrezioni.
Il corpo è completamente ricoperto di escrescenze carnose e callose e altre simili a piccole alghe, dando a questa specie l'aspetto di una roccia incrostata di alghe e coralli.
La livrea varia dal rosso-rosa al bruno scuro, talvolta anche al bluastro, la colorazione varia in sintonia con l'ambiente che lo circonda, mentre la taglia può raggiungere i 40 cm di lunghezza.
Il pesce pietra sfrutta il suo perfetto mimetismo per predare ogni pesce e crostaceo che capiti a portata della sua grande bocca.
Sul corpo sono spesso appoggiati detriti del fondale e sabbia, che con la loro presenza danno il tocco finale ad una perfetta mimetizzazione.
Le pinne sono grosse, tozze e arrotondate, rette da raggi spessi. Sul dorso la prima pinna è armata di 13 spine acuminate, poco distinguibili perché nascoste dalla pelle verrucosa; ognuna di esse è collegata ad una ghiandola velenifera. Gli aculei che reggono la pinna dorsale sono collegati a ghiandole velenifere che secernono un potente veleno, mortale anche per l'uomo. Si tratta del pesce più velenoso conosciuto. Sono ugualmente velenose una spina per ogni pinna pelvica e altre tre dislocate sulle pinne anali. Alcuni esemplari hanno anche i raggi delle pinne pettorali velenosi.
Le punte giacciono abitualmente stese sul corpo e si rizzano solo quando il pesce si sente in pericolo: se penetrano un aggressore, la sottile membrana che avvolge l'apparato velenifero, premuta e rotta, inietta il liquido velenoso nella ferita. Sebbene tutte le spine siano velenose, le più nocive sono le prime tre dorsali.
Alimentazione Il pesce pietra è un predatore, sfrutta il suo perfetto mimetismo per predare ogni pesce e crostaceo che capiti a portata della sua grande bocca. Quando, dopo una lunga attesa, una preda ignara della sua presenza gli capita alla bocca, la spalanca con velocità impressionante e con il risucchio ingoia la preda.
Riproduzione Sessualmente maturo alla lunghezza di 24 cm circa.
Veleno
Quello di cui il pesce pietra dispone è il veleno ittico più potente tra quelli noti; il pesce pietra secerne un veleno lattiginoso che viene usato solamente a scopo difensivo: gli aculei infatti fanno fuoriuscire il veleno soltanto per pressione diretta, che avviene nel caso in cui un malaugurato predatore decida di cibarsi del pesce o un bagnante o un sub tocchino direttamente il pesce. Il veleno è una cardiotossina che produce un forte dolore e gonfiore alla zona d'iniezione, che si estende in tutto il corpo e provoca in seguito tachicardia. All'atto della puntura il dolore è così intenso che potrebbe portare alla perdita dei sensi e si estende fino ad interessare l'intero arto. La zona ferita si intorpidisce, ma intorno il dolore è penoso e spesso l'arto gradualmente si paralizza. La puntura procura gonfiore, vesciche e necrosi della parte colpita, sudorazione, spossatezza, angoscia, problemi respiratori e circolatori, convulsioni, difficoltà a inghiottire, nausea, vomito, diarrea e può portare all'arresto cardiaco. Se non curata, la puntura è letale. Nei casi più estremi la morte sopravviene in poche ore. Il veleno è termolabile, quindi in caso di puntura la prima cosa da fare è immergere la parte colpita in acqua molto calda, in attesa che un medico somministri l'antidoto al veleno. Purtroppo il contravveleno non sempre è disponibile dappertutto ed è utilizzabile solo da un medico.
Prevenzione Poiché la stragrande maggioranza di infortuni capita per avere calpestato il pesce in acque basse, per evitare o minimizzare questa eventualità converrebbe prestare molta attenzione camminando nelle zone dove la presenza del pesce è possibile. Indossare calzari robusti e scarpette da scoglio protegge i piedi, ma le aguzze spine del pesce pietra sono in grado di perforare anche molte suole di scarpe da jogging. Conviene pertanto, anche con calzature, trascinare i piedi sul fondo facendo così allontanare il pesce avvertendolo della propria presenza. Si eviterà inoltre di appoggiarsi con l'intero peso sul corpo dell'animale, fatto che provocherebbe ferite più profonde. Sott'acqua, una buona norma è quella di non appoggiarsi mai sul fondo.
Pesca Viene consumato in alcuni ristoranti in Giappone (facile vederlo nei mercati ittici o semplicemente da pescivendoli), e come specialità in un ristorante di Hong Kong.
Acquariofilia
A causa del suo potente veleno è molto conosciuto dalla popolazione, pertanto è spesso ospite in acquari pubblici. Non sembra esistere un commercio per acquari privati, se non in rarissimi casi di allevatori appassionati. Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Scorpaenidae Categoria:Taxa descritti nel 1801