Il Calcio Padova, meglio noto come Padova, è una società calcistica italiana con sede nella città di Padova. Milita in Serie B, la seconda divisione del campionato italiano.
Il sodalizio attuale è nato il 24 luglio 2014 come Biancoscudati Padova dopo la non iscrizione ai campionati della precedente Associazione Calcio Padova fondata nel 1910, della cui tradizione calcistica cittadina si fa portatore.
Fra i migliori risultati della formazione veneta figurano il terzo posto nel campionato di Serie A 1957-1958, la finale di Coppa Italia 1966-1967, la vittoria della Coppa Italia Semiprofessionisti 1979-1980 e della Coppa Italia Serie C 2021-2022 oltreché le finali di Coppa Rappan 1962-1963 e della Coppa Anglo-Italiana 1983; in ambito giovanile, il successo nel Campionato Primavera 1965-1966 riservato ai cadetti. Occupa il 22º posto nella tradizione sportiva dei club che hanno giocato in A e il 29º posto nella classifica perpetua, vantando 16 presenze nella massima serie italiana da quando esiste il girone unico, l'ultima nel 1996.
La classica maglia della squadra padovana è bianca con dettagli rossi; sul petto reca lo scudo cittadino, una croce rossa su sfondo bianco, da cui il soprannome di biancoscudati dei suoi giocatori.
Storia Dagli albori al secondo dopoguerra
LAssociazione Calcio Padova viene fondata il 29 gennaio 1910 nella sede della Rari Nantes Patavium, nell'odierna Piazzetta della Garzeria, scegliendo subito il bianco e il rosso come propri colori sociali, nonché colori della città di Padova come detto nell'articolo 4 dell'atto costitutivo. Dopo l'approvazione dello Statuto, i cinquanta soci eleggono il direttivo: presidente fu nominato il barone Giorgio Treves de' Bonfili e come vicepresidente il marchese Giuseppe Corradi. Il 20 febbraio successivo, a nemmeno un mese dalla nascita, la formazione biancoscudata fece il suo esordio in amichevole contro l' con un pareggio a reti bianche sul campo "Giovan Battista Belzoni", l'odierno Walter Petron. La prima rete fu segnata nell'incontro contro il il 6 marzo seguente, con l'autorete di Vallesella nella sconfitta per 3-1. La prima vittoria arrivò il 22 maggio, battendo per 2-1 i cugini berici nell'ambito della Coppa Esposizione, manifestazione organizzata nell'ambito della fiera di Pontevigodarzere.
Nella stagione successiva, la società rimane inattiva a causa dell'antagonismo del del padre gesuita Giulio Roi che riesce ad accasarsi molti giocatori biancoscudati a seguito delle difficoltà iniziali del Calcio Padova, che riprende la sua attività il 25 novembre 1912. La stagione seguente vede l'arrivo di trena nuovi soci che rifondano la società nominando Gastone Rossi nuovo presidente e Mario Malagoli come vicepresidente. Partecipa al campionato di Promozione insieme al e all' raccogliendo un solo punto. Nella stagione 1913-1914 viene eletto come nuovo presidente Giuseppe Valenzini gettando le basi per il passaggio nei campionati Nazionali vincendo prima il Girone Veneto del campionato di Promozione contro l' per un totale di 4-3 e poi ha la meglio nella finale Veneto-Emiliana contro l' per un totale di 10-1. La stagione successiva vede la nomina di nuovo presidente ad Eugenio Vianello e per la prima volta il Padova in Prima Categoria venendo inserito nel Girone F che si conclude conclude con un dignitoso quarto posto alle spalle del Vicenza, e . Il Padova si appresta anche ad inaugurare il nuovo il nuovo Campo Comunale, poi intitolato all'ex giocatore Giovanni Monti ma lo scoppio della Prima Guerra Mondiale sospende tutti i campionati. Il 20 ottobre 1915 perde la vita sul Carso il giovane volontario ed attaccante biancoscudato Silvio Appiani, autore di 18 reti in 14 partite nel campionato appena concluso. Negli anni successivi, complice la guerra, i biancoscudati si limiteranno a gare amichevole e nel 1916 partecipano alla Coppa Federale Veneta che vede le vittorie su Treviso e Petrarca nella fase a gironi qualificandosi per la doppia finale contro l' che viene sconfitto per un totale di 8-4 diventando campioni regionali.
Nell'immediato primo dopoguerra venne nominato Raimondo Flores nuovo presidente e con l'elvetico Ernesto Peyer alla guida, nella stagione 1919-1920 i biancoscudati vincono la Sezione Veneta qualificandosi alle Semifinali Nazionali dove arriva ultima nel Gruppo B. In questa stagione disputa una gara come difensore anche il capitano dei bersaglieri Rino Corso Fougier che volava nella 87ª Squadriglia Aeroplani. Nella stagione successiva il copione resta uguale arrivando prima seconda nel Girone B della Sezione Veneta e poi vincendo il Girone Finale accedendo alle Semifinali Nazionali dove conclude terza nel Girone C. Il Padova diventò così una delle migliori e temibili squadre della regione. Nel 1921-22 fu tra le secessioniste che si staccarono dalla FIGC fondando una federazione e un campionato indipendenti (CCI): il Padova concluse al 5º posto nel girone B di Prima Divisione CCI, qualificandosi senza problemi al torneo successivo di massima serie nonostante la riconciliazione tra FIGC e secessioniste e conseguente riduzione dei quadri. Nella stagione 1922-23 arrivò sulla panchina biancoscudata l'inglese Herbert Burgess che riuscì a portare la vittoria del Girone C della Lega Nord di Prima Divisione con 32 punti a pari merito con l' e qualificandosi per le Finali di Lega dove arrivò ultimo alle spalle di e , vincitrici degli altri due girone della Lega Nord, mentre Feliciano Monti esordì nel marzo 1923 con la Nazionale Italiana diventando il primo giocatore del Padova a vestire la maglia azzurra. Nella stagione 1923-24, il Padova conferma le ottime annate precedenti chiudendo il Girone A di Lega Nord al secondo posto alle spalle del solo , successivamente campione d'Italia. La stagione successiva si apre con il debutto sul nuovo Stadio Silvio Appiani, intitolato all'ex attaccante biancoscudato, il 12 ottobre 1924 con la vittoria per 6-1 sull', con il campionato che si concluse con un quarto posto nel Girone B, con le affermazioni degli attaccanti Antonio Busini e Giovanni Vecchina con quindici gol a testa per quelli che sono ancora oggi rispettivamente il terzo ed il primo marcatore della storia del Padova. Le stagioni seguenti si confermarono su un buon livello riuscendo sempre a rimanere nella massima serie così come nella stagione 1928-1929 conquistando l'ottavo posto, l'ultimo valido per partecipare al primo campionato di Serie A a girone unico. La prima stagione in Serie A, l'unica sotto la presidenza di Federico Bevilacqua, si rivelò però infausta chiudendo il campionato in penultima posizione, retrocedendo nonostante le diciassette reti di Vecchina prossimo alla cessione alla . Al termine della prima stagione in Serie B, che vide diventare presidente l'ingegner Ferruccio Hellmann, perse la vita l'ex centravanti Giovanni Monti, secondo attaccante più prolifico nella storia della squadra con 58 reti, precipitando con un idrovolante nel Lago di Garda il 2 agosto 1931, solo un anno dopo il ritiro dal calcio giocato.
La stagione 1931-1932 si apre con l'addio di Gastone Prendato per la , ma Hellmann riesce a disposizione dell'ungherese Lajos Kovács i giovani friulani Annibale Frossi ed Alfredo Foni, entrambi campioni olimpici nel 1936 con Foni capitano, mentre per l'attacco viene comprato Mario Perazzolo, con quest'ultimo che diventeranno Campioni del mondo 1938 insieme a Foni. Questi tre nuovi innesti, con le diciassette reti di Perazzolo contribuirono al raggiungimento del secondo posto in Serie B, alle spalle del solo , che valse la promozione, tornando nella categoria massima dopo due anni di assenza. Nella stagione successiva la panchina viene affidata ad un altro ungherese, János Vanicsek, che grazie soprattutto ad un ottimo rendimento casalingo conquista la salvezza chiudendo il campionato in quattordicesima posizione. Nella stagione 1933-1934 le retrocessioni dirette salgono a tre con la squadra di Vanicsek, indebolita dalle cessioni di Frossi e Perazzolo, che chiude il proprio campionato in terz'ultima posizione che condanna i biancoscudati alla retrocessione. Anche la Serie B vive un momento di modifica tanto che nella stagione 1934-1935 il campionato venne diviso in due gironi con otto retrocessioni ciascuno con il Padova che, nonostante continui a mantenere un grande rendimento davanti al proprio pubblico, chiude al decimo posto nel girone B retrocedendo in Serie C. La prima stagione nella terza serie si conclude con un quarto posto, mentre nella stagione successiva arriva sulla panchina biancoscudata Wilmas Wilhelm riuscendo a conquistare la promozione in solitaria con sette punti di vantaggio sul , secondo.
Alla presidenza del Padova arriva Bruno Pollazzi con la stagione del ritorno nella serie cadetta che si conclude con un ottimo quarto posto, a soli tre punti dalla vetta, ed in questo biennio si mette in mostra con le sure reti l'attaccante Walter Petron che, tuttavia, morirà nel 1945 a causa di una scheggia durante un bombardamento e al quale verrà intitolato il campo "Giovan Battista Belzoni", prima sede delle partite del Padova alla sua nascita. Nelle stagioni successive il Padova occupa stabilmente le posizioni di centro classifica ma soprattutto nell'estate del 1938 giunge alla corte di Pollazzi il diciottenne Gino Cappello che si mette subito in luce con dieci reti nella sua prima stagione mentre nella stagione successiva andrà a segno per ben ventinove volte in ventotto presenze, prima di venire ceduto al . La stagione seguente arriva in biancoscudato anche la mezzala Nereo Rocco, reduce dall'esperienza al , che diventerà in futuro allenatore nell'epoca d'oro dei biancoscudati.
Nel settembre del 1943 i tedeschi occupano Padova mentre l'attività calcistica della squadra della città si reduce alla disputa della Divisione Nazionale dove viene inserito nel girone A che termina al terzo posto, a pari con il secondo, mentre nella stagione successiva non si svolge nessuna attività di tipo sportivo.
L'attività sportiva riprende, se pur lentamente, nella stagione 1945-1946 con Giovanni Mazzucato come presidente ed il Padova che disputa il campionato di Serie B-C Alta Italia, dove vengono accorpate squadra di Serie B e Serie C, venendo inserito nel girone C, concluso al primo posto a pari merito con la mentre il girone finale si chiuse con il sesto ed ultimo posto. Nella stagione successiva i biancoscudati sfiorano la promozione chiudendo il campionato di Serie B al secondo posto dietro solo alla . La vittoria del campionato viene rimandata di solo un anno, arrivando nella stagione 1947-1948 che vede Valentino Cesarin nuovo presidente con la squadra di Pietro Serantoni, arrivato a metà campionato dopo aver già allenato il Padova nella passata stagione, che viene trascinata verso la vittoria del girone B dalle reti di Charles Adcock e Giancarlo Vitali.
La stagione del ritorno in Serie A si conclude con un buon dodicesimo posto finale ed una salvezza tranquilla, mentre è da segnalare il pareggio all'Appiani del 20 febbraio 1949 contro il Grande Torino, campione d'Italia, nella gara giocata due mesi prima della tragedia di Superga. La stagione successiva si apre con Béla Guttmann come nuovo allenatore, allenerà poi anche il con cui vincerà due Coppe dei campioni, seguendo lo stesso copione della precedente migliorando il risultato finale, decimo posto, ed il 20 novembre 1949 gioca il derby in casa del Venezia che termina per 0-8 in quella che è ancora oggi la vittoria in trasferta più larga nella storia della Serie A.
Anni 1950