Il Monte Pisano, noto anche con la forma plurale Monti Pisani (da non confondere con la denominazione similare delle Colline pisane), è un sistema montuoso di modeste dimensioni facente parte del Subappennino Toscano, situato nella parte centro-nord della Toscana, e separa Pisa e Lucca.

Il nome corretto è al singolare, ma la forma plurale è più diffusa, e in questa molti comprendono anche i Monti d'Oltreserchio. In realtà i monti sono tutti di altezza inferiore ai 1000 m, ed alcuni poco più che colline. La catena del Monte Pisano forma un prolungamento delle Alpi Apuane tra il Serchio e l'Arno. La vetta più alta è il Monte Serra (917 m), che ospita sulla sommità dei ripetitori radio-televisivi. Si estendono principalmente da nord-ovest verso sud-est, in forma ovale.

Territorio Il territorio dei Monti pisani comprende i comuni di Capannori, Lucca, Buti, Calci, San Giuliano Terme, Vicopisano e Vecchiano.

In questo territorio sono presenti numerosi insediamenti medioevali e resti di fortificazioni. Nel versante settentrionale i principali centri di interesse sono costituiti dagli antichi borghi del Compitese, il paese di Vorno, le ville di Coselli, le località di Vicopelago e Gattaiola, il borgo fortificato di Nozzano, nonché l'affascinante Acquedotto Nottolini. Luoghi suggestivi per quanto riguarda il versante meridionale sono il borgo di Vicopisano, la Rocca della Verruca, la Certosa di Pisa nota anche come Certosa di Calci, il borgo di Ripafratta con la sua Rocca medievale, l'abbazia di S. Maria di Mirteto ad Asciano, il santuario di Santa Maria in Castello a Vecchiano, l'acquedotto mediceo da Asciano a Pisa, i resti dell'Acquedotto romano di Caldaccoli, il Borgo di Corliano.

Questa catena montuosa segna il confine Piana di Lucca e Piana di Pisa, nonché il varco oltre il quale inizia la catena delle Alpi Apuane e il Sasso della Dolorosa.

Attività estrattive

I Monti Pisani sono stati sfruttati per l'estrazione di pietra sin da tempi antichi (una buona parte delle pietre usate per il Duomo di Pisa è stata estratta a San Giuliano Terme), ma molto più intensamente in tempi moderni; le cave hanno infatti pesantemente modificato l'aspetto dei monti per chi li osserva da sud. Le cave più grandi che insistono nella catena sono quella di San Giuliano Terme (la più antica), del Monte Castellare, di Agnano, di Caprona, di Uliveto (per cui era stato costruito un raccordo della tranvia Pisa-Pontedera/Calci) e dei Monti d'Oltreserchio.

Geografia fisica Idrografia I corsi d'acqua del Monte Pisano sono generalmente corti e con una portata minima. La causa è derivata dalla minuta estensione del massiccio, circondato da entrambe le parti dalle valli dell'Arno e del Serchio, che in quel punto non superano i 10 metri d'altezza. Per la maggior parte vengono quindi racchiusi in canali.

Corsi d'acqua maggiori per lunghezza I canali che ricevono acqua dal Monte pisano sono, per importanza: Bacino del Serchio Canale Ozzeri Rio Guappero, 10 km, con il suo affluente, Rio di Vorno, 10 km; Fosso della Mandria, 4 km. Fosso del Mulino, 13 km Fosso Fioccorso, 3 km

Bacino dell'Arno Fosso del monte Fosso a monte, 3 km; Rio Foce Pennecchio, 4 km; Fosso della Serezza (affluente del Canale emissario) Rio Grande, 4 km; Rio Grifone, 3 km; Rio Magno, 10 km.

L'unico torrente che non si immette in un canale, ma direttamente nell'Arno, è il Fosso di Calci (11 km) con il suo affluente torrente Zambra di Montemagno (8 km).

Geologia

Sui Monti Pisani affiorano alcune tra le formazioni geologiche più antiche della Toscana, appartenenti ad un allineamento geologico noto come “Dorsale medio Toscana” (assieme alle Alpi Apuane, la Montagnola Senese ed i Monti di Monticiano-Roccastrada), costituente la parte più profonda dell'edificio strutturale dell'Appennino Settentrionale (formatosi durante l'Orogenesi Alpina), in cui è osservabile il basamento delle Toscanidi metamorfiche, costituito da relitti dell'antica catena ercinica europea.

Litologie affioranti I litotipi affioranti in questa zona appartengono alle successioni stratigrafiche delle unità metamorfiche di Monte Serra e di S.Maria del Giudice (Unità Toscane Metamorfiche). Le formazioni appartenenti alla Falda Toscana affiorano estesamente sui Monti d'Oltreserchio e localmente sui Monti Pisani come klippen di estensione limitata. È infine osservabile la presenza della formazione del Macigno sulle colline nei pressi di S.Ginese di Compito.

La successione toscana metamorfica è rappresentata da depositi silicoclastici di età dal Paleozoico al Carnico, e da depositi carbonatici di età Trias-Cenozoico, sviluppati principalmente nell'Unità di S.Maria del Giudice. Nell'unità di M.Serra le successioni post-carniche sono limitate a piccoli affioramenti di calcari selciferi e diaspri.

Filladi e quarziti listate di Buti Presente esclusivamente all'interno dell'Unità di M.Serra, è l'unica formazione paleozoica appartenente al Basamento Ercinico, caratterizzata dalla presenza di almeno un sistema di foliazione chiaramente imputabile a fasi deformative pre-alpine. Affiora esclusivamente all'interno di nuclei di anticlinali (Buti, M.Verruca, Montemagno, M.Cascetto, Castelmaggiore, M.della Conserva, M.del Carrara) Si presentano come un complesso scistoso a grana variabile di colore grigio verdastro, fino a grigio-bianco nelle porzioni più quarzitiche, con aspetto listato. Nel complesso si tratta di una formazione fortemente tettonizzata, che presenta relitti della precedente scistosità di origine ercinica, trasposti dalla principale scistosità di prima fase alpina.

Scisti di S.Lorenzo È una formazione presente solo nell'Unità di S.Maria del Giudice, affiorante in modo esteso sui versanti a E della Valle del Rio Guappero, tra S.Maria del Giudice e S.Lorenzo a Vaccoli. Si tratta di depositi terrigeni di ambiente continentale a grana variabile, con prevalenza di metapeliti ricche di sostanza organica, di colore scuro, e meno frequentemente metarenarie e metaconglomerati. Sono frequenti all'interno di questi livelli scistosi resti fossili di vegetali età compresa tra Carbonifero superiore e Permiano inferiore. Questo litotipo è frequentemente alterato in patine e macchie ocracee, derivate dall'alterazione in pirite.

Formazione delle Brecce e Conglomerati di Asciano Si osservano estesi affioramenti di questa formazione sui rilievi a ovest di Vorno, appartenenti alle successioni sedimentarie dell'Unità di S.Maria del Giudice. Si presentano come depositi terrigeni in prevalenza filladici di colore violaceo, con clasti in quantità variabile, di forma subangolosa.

Formazione della Verruca

Questa formazione di depositi terrigeni di ambiente continentale di età Anisico-Ladinico, è classicamente suddivisa in tre membri.:

Membro delle Anageniti Grossolane: affiora generalmente al nucleo di anticlinali. Si tratta di conglomerati di origine fluviale contenenti clasti arrotondati in prevalenza quarzosi, spesso di colore rosato. Membro degli Scisti violetti: in netto contatto stratigrafico con il precedente membro, affiora estesamente. Appare costituito quasi esclusivamente da filladi e filladi quarzitiche a grana fine, di colore violetto, talvolta con plaghette cloritiche che si presentano macroscopicamente come macchie verdastre. La stratificazione è difficilmente distinguibile. Membro delle Anageniti minute: il passaggio graduale dal precedente membro rende difficile stabilire il limite con gli scisti violetti. Si tratta di alternanze, in proporzioni variabili di metarenarie e quarziti biancastre, con filladi violette del tutto identiche a quelle precedentemente descritte. I litotipi più grossolani sono frequentemente foliati, ma sono talvolta osservabili anche strutture sedimentarie come stratificazioni incrociate e superfici di canalizzazione.

Formazione delle Quarziti di Monte Serra È classicamente suddivisa in quattro membri:

Membro degli Scisti Verdi: è senza dubbio il livello più facilmente riconoscibile, costituito da alternanze di filladi di colore verdastro e arenarie quarzoso-micacee di colore biancastro. Più raramente la formazione appare di colore rossastro. La stratificazione è generalmente ben evidente, con frequente sviluppo di strutture sedimentarie tipo ripple marks, e occasionalmente presenza di fossili di lamellibranchi marini e di tracce di origine animale. A livello microscopico si presentano come filladi ricche di sericite e clorite, con quarzo e albite nei livelli grossolani; sono presenti come accessori spesso tormalina, ossidi, carbonati e pirite. Membro delle Quarziti Verdi: è anch'esso un livello ben riconoscibile, benché presenti uno sviluppo discontinuo, con spessore variabile, fino a risultare assente in alcune zone. Si tratta di rocce quarzitiche di colore da grigio verdastro a grigio violaceo, caratterizzate in genere da un'evidente stratificazione incrociata di tipo cuneiforme, e dalla caratteristica fratturazione a blocchi angolosi. Raramente all'interno di questo membro sono osservabili livelli conglomeratici. A livello microscopico queste rocce a composizione quasi esclusivamente quarzosa, presentano una tessitura granoblastica con relativa scarsità di fillosilicati che rende difficile il riconoscimento a livello microscopico delle foliazioni metamorfiche. Membro delle Quarziti Bianco-Rosa: è senza dubbio il membro più potente di questa formazione, affiorante in maniera estesa nell'intera sezione. È inoltre il membro dalle caratteristiche più eterogenee, presentandosi come una serie di quarziti biancastre ben stratificate in banchi centimetrici-decimetrici, o come metarenarie analoghe a quelle delle anageniti minute, fino a veri e propri livelli conglomeratici (M.Aspro, M.Pianello, presso S.Andrea di Compito). Nella parte superiore presenta sottili intercalazioni filladiche violacee che indicano il graduale passaggio al membro successivo. Membro delle Quarziti Viola Zonate: si tratta di un livello poco sviluppato, presente al nucleo di alcune sinclinali (M.Trabardatica, M.Zano, Campo di Croce) e alla sommità dell'Unità di Monte Serra, in corrispondenza del contatto tettonico con l'Unità di S. Maria del Giudice. Si presentano come sottili alternanze di quarziti di colore violaceo a grana molto fine e livelletti micacei. Presentano spesso impronte da corrente (ripple marks) e impronte animali di tetrapodi.

Grezzoni Il contatto con le precedenti successioni silicoclastiche è raramente osservabile come passaggio stratigrafico, tranne in pochi affioramenti nella parte SE dei Monti Pisani (Colle della Panieretta- San Giovanni alla Vena).

Si tratta di dolomie e dolomie ricristallizzate grigio-scure con limitate ricristallizzazioni metamorfiche. La parte inferiore è generalmente costituita da brecce a elementi dolomitici, la parte intermedia da dolomie grigio chiare e grigio-scure stratificate, la parte alta da dolomie con patina di alterazione giallastra con tracce di filladi lungo i giunti di strato. L'età è datata indirettamente, a causa dell'assenza di fossili significativi al Norico fino alla base del Retico (sono osservabili dei livelli “a lumachelle” di questa età nelle cave di S. Giovanni alla Vena).

Calcari ceroidi Affioranti in modo limitato all'interno dell'unità di Monte Serra, lungo una fascia a S. dei Monti Pisani tra Asciano e San Giovanni alla Vena, e in modo esteso nell'Unità di S. Maria del Giudice tra S.Giuliano e lungo tutto il versante E del M. Moriglion di Penna.