La notte dei lunghi coltelli,Traduzione dal tedesco Nacht der langen Messer. L'espressione "lunghi coltelli" in tedesco indica genericamente un atto di vendetta. ricordata in Germania come "Röhm-Putsch" ("il colpo di Stato di Röhm", secondo l'espressione coniata dalla propaganda del regime nazista) o anche come "operazione colibrì", fu un'epurazione avvenuta la notte fra il 30 giugno e il 1º luglio 1934 in cui le SS e la Gestapo assassinarono per ordine di Adolf Hitler almeno un centinaio di persone tra cui diversi esponenti di spicco del partito nazista, in particolare: Ernst Röhm, i vertici delle SA - le squadre d'assalto naziste - riuniti nella cittadina di Bad Wiessee, nemici personali o ex compagni politici di Hitler, militari della Reichswehr e anche alcune persone estranee alla vita politica o militare tedesca.

La stima totale del numero di vittime dell'epurazione risultò complessa poiché nel corso di tale evento avvenne per la prima volta un largo utilizzo dei forni crematori da parte dei nazisti al fine di far perdere le tracce degli omicidi. Secondo i dati forniti il 13 luglio dallo stesso Cancelliere del Reich, furono assassinate 71 persone"La punizione è stata severa: 19 capi superiori e 31 capi e membri delle SA sono stati fucilati; sono stati fucilati anche 3 capi delle SS che avevano partecipato al complotto; 13 capi delle SA o civili hanno perso la vita tentando di resistere all'arresto e altri 2 si sono suicidati; 5 membri del partito, non appartenenti alle SA, sono stati fucilati per la loro partecipazione al complotto; sono state infine fucilate 3 SS, colpevoli di vessazioni nei confronti dei prigionieri". Adolf Hitler, dal discorso pronunciato alla Krolloper il 13 luglio 1934. , ma il totale delle vittime fu stimato tra 150 e 200; di 85 di esse si conosce il nomeIan Kershaw, Hitler. 1889-1936, Bompiani, Milano 1999, p. 775. Le vittime furono all'incirca 150 secondo Joachim Fest, Hitler. Il Führer e il nazismo, Rizzoli, Milano 1991 (prima ed. italiana, 1974), p. 593, nota 173. Secondo Fest (ivi), il numero di 400 o 1000 vittime da alcuni fatto è "indubbiamente esagerato". La prima cifra deriva da un libro pubblicato a Parigi da emigranti tedeschi, la seconda fu fornita durante il processo di Monaco ai responsabili degli eccidi, svoltosi nel 1957. Entrambi i dati con la spiegazione della loro nascita in William Shirer, Storia del Terzo Reich, Einaudi, Torino 1990 (prima ed. italiana, 1962), vol. I, p. 348..

L'ascesa al potere La collaborazione tra Hitler, Strasser e Röhm

La situazione politica ed economica della Germania durante la Repubblica di Weimar fu una delle cause della nascita del nazionalsocialismo e dell'ascesa al potere di Adolf Hitler. Terminata la prima guerra mondiale, il 21 novembre 1918 Hitler venne assegnato alla 7ª compagnia del I battaglione riservisti del 2º Reggimento fanteria, di stanza a Monaco di Baviera, e dal giugno del 1919 partecipò a una serie di corsi politici, ai comandi del capitano Karl Mayr. Su ordine dei suoi superiori, Hitler iniziò a frequentare gli incontri di alcuni dei movimenti e dei partiti dell'estrema destra bavareseIan Kershaw,op. cit., pp. 165 ss.. In quel periodo a Monaco era presente e operava circa un migliaio di gruppi ultranazionalisti, tra cui il Freier Arbeiter Ausschuss ("Comitato dei lavoratori indipendenti"), fondato da Anton Drexler, di cui Hitler iniziò a frequentare alcuni raduni che si tenevano nella birreria HofbräukellerIan Kershaw, Hitler: A Biography, New York, W. W. Norton & Company, 2008, p. 82. Lentamente, prese in mano quello che sarebbe diventato il primo nucleo del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori..

Una volta presa la guida del partito, al quale dal 1923 fu iscritto anche Heinrich Himmler, futuro capo delle SS, e adottata come simbolo la svastica, venne creata una rivista che presto assunse la cadenza di quotidiano, il Völkischer Beobachter («Osservatore popolare»), Paul Hoser (2006). Völkischer Beobachter dal sito web «Historisches Lexikon Bayerns». Riportato il 15 novembre 2006. e si sviluppò una formazione paramilitare, le Sturmabteilungen (SA o "camicie brune"), guidate da Ernst Röhm. Proprio Röhm, nel novembre del 1923, insieme a Hitler e al generale Erich Ludendorff, organizzò il cosiddetto putsch di Monaco, ossia il fallito colpo di Stato che costrinse Hitler a una condanna a cinque anni di reclusione (ma scontò poco più di nove mesi della condanna originale e, durante la detenzione, dettò a Rudolf Hess gran parte della sua opera Mein Kampf)Claudia Koonz, The Nazi Conscience (ISBN 0-674-01172-4), p. 22 e allo scioglimento delle SA e del partito nazista. Al contrario, Röhm, dopo essere stato arrestato, fu presto rilasciato e proseguì costantemente sia nell'attività organizzativa delle camicie brune, ufficialmente ricostituite nel 1925., sia in quella politica nel partito, retto in assenza di Hitler da Gregor StrasserPeter Stachura, Gregor Strasser and the Rise of Nazism, Routledge Publishing, 2014, pp. 64-65. Alle elezioni politiche del 1924, entrambi furono eletti al Reichstag.

I primi contrasti e l'esilio di Röhm

Nel 1925, dopo che nel dicembre del 1924 il partito nazista aveva guadagnato la revoca dell'interdizione da parte del primo ministro bavarese Heinrich Held, iniziarono i primi contrasti interni. Il primo fu in merito alla strategia politica da adottare per la prosecuzione delle attività: Strasser, infatti, per arrivare al governo, non scartò l'idea di una coalizione con altre forze politiche, mentre Hitler era assolutamente convinto, da un lato, che il partito avrebbe dovuto obbedire solo e esclusivamente a lui e, dall'altro, che questo doveva correre da solo, guadagnando lentamente voti ma rigettando in ogni caso l'idea di una nuova azione armataHitler si espresse con queste parole: "dobbiamo tapparci il naso e sederci al Reichstag di fronte ai deputati cattolici e marxisti; batterli ai voti richiederà più tempo ma i risultati saranno garantiti dalla loro stessa costituzione". .. Un altro motivo di disaccordo era quello inerente alla "direzione" che il partito avrebbe dovuto prendere in materia di politica economica, poiché, mentre Strasser volgeva lo sguardo ai socialisti, Hitler era più interessato alle classi imprenditoriali e industriali, dalle quali avrebbe potuto con facilità ottenere finanziamenti. Il contrasto tra i due era inoltre acuito dalla manifesta intenzione di Strasser di guidare il partito, se non personalmente, quanto meno "insieme" a Hitler. Lo stallo fu risolto dallo stesso Hitler, che gli offrì l'organizzazione e la gestione del partito nel nord del paese, con una sorta di indipendenza; così, allo stesso tempo, lo allontanò da Monaco, nominandolo inoltre, nel 1926, capo della propaganda.

Di diversa natura erano i contrasti che il futuro Führer ebbe con Röhm: questi infatti pretendeva che le "sue" SA non divenissero subalterne al partito, rifiutando che i comandanti dei reparti eseguissero ordini non provenienti direttamente da lui, atteggiamento questo che, unito alla sua omosessualità, che nel 1925 lo vide coinvolto in uno scandalo, lo indusse a rassegnare le dimissioni e ad espatriare in Bolivia.. Inoltre, mentre il capo di stato maggiore della SA si trovava all'estero, Hitler, desideroso di possedere una guardia di sicurezza personale, iniziò a costituire un'unità di élite di cui avrebbero potuto far parte solo uomini di sicura stirpe ariana e di incondizionata fedeltà nei suoi confronti, ossia le SS, a capeggiare i quali pose il 6 gennaio 1929 Heinrich Himmler.

Nello stesso anno la grande depressione investì anche la Germania, producendo circa un milione di disoccupati, numero salito nel 1930 a tre milioni, per poi raddoppiare l'anno successivo. Dal partito nazista nel frattempo vi fu l'uscita di Otto Strasser, fratello di Gregor, che andò a formare il Fronte Nero per opporsi alla perdita del principio socialista di quest'ultimo. A causa anche di questi fattori, le SA, che in quel periodo avevano nelle loro file circa 80.000 uomini, non erano soddisfatte della situazione e iniziarono a richiedere finanziamenti e un aumento di influenza all'interno del partito e della vita politica, richieste che Hitler non era disposto a soddisfare. Tale insoddisfazione rischiò di sfociare in aperto scontro: significativa fu la rivolta di Stennes del 1930, in cui un reparto di SA fece irruzione nella sede del partito di Berlino, costringendo Hitler ad assumere personalmente il comando delle SA e, nel 1931, a richiamare in patria Röhm, al quale fu tuttavia immediatamente comunicata la decisione di rendere totalmente indipendenti le SS dalle SA., indipendenza evidenziata anche dalla nuova uniforme nera delle SS, in luogo di quella bruna delle SA.

Le dimissioni di Strasser e la conquista del potere

Le SA, tuttavia, anche in forza del loro numero, accresciuto fino a 400.000 membri a causa della disoccupazione, continuavano a costituire la maggiore forza d'urto nelle mani di Hitler. Durante la campagna elettorale per le elezioni del 1932 furono mandate all'assalto degli oppositori e i maggiori disordini si verificarono in Prussia dove, nel periodo in cui avvenne il cosiddetto Preußenschlag - il colpo di Stato prussiano (20 luglio 1932) - vi furono 82 morti e oltre 400 feriti.

Questi avvenimenti costrinsero il Reichspräsident Paul von Hindenburg a sciogliere il governo locale e a nominare Franz von Papen Reichskommissar; il risultato elettorale, tuttavia, nonostante l'accresciuto consenso, non consentì al partito nazista di prendere il potere autonomamente e il protrarsi dei disordini indusse Hindenburg a destituire von Papen e a sostituirlo con il generale Kurt von Schleicher. Al contempo, il persistente rifiuto di Hitler a partecipare a un governo di coalizione provocò le dimissioni di Strasser e l'espulsione dal partito degli uomini a lui rimasti fedeli.

La situazione di evidente ingovernabilità del paese favorì le richieste di Hitler nei confronti di von Schleicher per ricevere la nomina a Cancelliere. Schleicher tentò, non riuscendovi, di coinvolgere Strasser e la forza che ancora rappresentava nel suo governo per raggiungere una maggioranza stabile, quindi richiese, analogamente a quanto fatto in precedenza da von Papen, pieni poteri, ottenendo tuttavia il rifiuto da parte del presidente e contemporaneamente suscitando la rabbia di Hitler, che vedeva nella sua azione una sorta di tradimento; le sue dimissioni furono quindi inevitabili e avvennero il 28 gennaio 1933. Due giorni dopo, Hindenburg si vide costretto a offrire la nomina di Cancelliere a Hitler.

Il potere che questi era riuscito a ottenere non era tuttavia assoluto e, nel mese successivo, le SA furono ancora impiegate per reprimere violentemente qualsiasi forma di protesta, fino al 27 febbraio, quando l'incendio del Reichstag fornì il pretesto al nuovo Cancelliere per convincere Hindenburg a licenziare, dopo un solo giorno, il decreto dell'incendio del Reichstag, che ridusse drasticamente i diritti civili. Nonostante nelle elezioni del 5 marzo il partito Nazista non avesse superato il 44% delle preferenze, erano state poste le basi per la dittatura, che si concretizzò il 23 marzo, quando Hindenburg conferì pieni poteri a Hitler, ponendo di fatto fine alla democrazia in Germania; i sindacati furono soppressi il 1º maggio e il 14 luglio venne promulgata la legge secondo la quale "il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori è l'unico partito esistente in Germania"..

La ripresa economica e l'intento delle SA