Il Massiccio del Grappa è un gruppo montuoso delle Prealpi Venete, posto in Veneto tra le provincie di Vicenza, Belluno e Treviso, la cui cima principale è il Monte Grappa.
Classificazione e suddivisione Secondo la SOIUSA il Massiccio del Grappa è un supergruppo alpino con la seguente classificazione: Grande parte = Alpi Orientali Grande settore = Alpi Sud-orientali Sezione = Prealpi Venete Sottosezione = Prealpi Bellunesi Supergruppo = Massiccio del Grappa Codice = II/C-32.II-A
Inoltre, sempre secondo la SOIUSA, è suddiviso in un gruppo e tre sottogruppi Tra parentesi sono indicati i codici SOIUSA del gruppo e dei tre sottogruppi: Gruppo del Grappa (1) Dorsale Pertica-Roncone (1.a) Dorsale Principale del Grappa (1.b) Dorsale Solarolo-Tomatico-Meatte (1.c)
Geografia Massiccio del Grappa Il Massiccio del Grappa si colloca sulla catena delle Prealpi Venete tra la pianura veneta a sud ed i territori centro-alpini a nord. Il fiume Brenta lo divide ad ovest dall'altopiano di Asiago, mentre ad est è il fiume Piave a tracciarne il confine e a separarlo dal gruppo Cesen-Visentin. A nord troviamo il Lago del Corlo e la Conca di Feltre.
Il Massiccio, un tempo noto come Alpe Madre, è suddiviso fra tre province: Vicenza ad ovest, Treviso a sud e Belluno a nord-est. La sua vetta, in località Cima Grappa, misura s.l.m. ma il suo territorio è caratterizzato dalla presenza di molte altre cime, tra le principali:
Monti Solaroli () Monte Fontana Secca () Monte Meatte () Monte Tomatico () Monte Valderoa () Monte Pertica () Monte Santo () Monte Asolone () Monte Prassolan () Col della Beretta () Monte Peurna () Monte Palon () Col Caprile () Col del Cuc () Col Moschin () Monte Tomba ()
Il versante meridionale Il versante meridionale del Massiccio del Grappa si estende dal fiume Brenta ad ovest al fiume Piave ad est e comprende piccoli centri distribuiti sul pedemonte ed un territorio che scende, smorzato da colline, verso la pianura veneta.
Ritroviamo in questa cintura i comuni di Pieve del Grappa, Borso del Grappa, Pederobba, Possagno, Cavaso del Tomba, Romano d'Ezzelino e Pove del Grappa. Importanti centri limitrofi, soprattutto per l'interesse turistico, sono Bassano del Grappa, Castelfranco Veneto, Valdobbiadene, Marostica, Asolo e Maser.
Geologia La sua origine è da attribuire all'orogenesi alpina, lo scontro - tuttora in atto - fra la zolla del continente africano e quella europea. Le rocce che compongono il Massiccio sono infatti di origine marina. Questi sedimenti hanno subito nei tempi geologici, attraverso la diagenesi, una notevole cementificazione e successivamente vennero sollevati a causa di queste spinte che determinarono l'innalzamento della catena alpina. Sul massiccio sono presenti calcari oolitici di età giurassica, calcari nodulari e selciferi e nelle parti più alte calcari età giurassico-cretacica (“Biancone”).
I principali tipi di rocce che ritroviamo oggi nel Grappa sono: i Calcari Grigi, la formazione più antica che costituisce la maggior parte del Massiccio ed affiora nei versanti dirupati e nelle incisioni vallive profonde. La costituzione calcarea ha generato un fenomeno carsico così diffuso, tale da portare alla scoperta in anni recenti di numerose grotte ricche di stalattiti, pozzi molto profondi e gallerie di notevole pregio; il Rosso Ammonitico, di natura calcarea, dà vita alle splendide "città di pietra" che si osservano ad esempio in Val Poise e Meda; il Biancone, sempre di natura calcarea, che ritroviamo a Cima Grappa e in tutte le cime arrotondate del Massiccio e al tempo stesso a monte degli abitati di Semonzo e Borso; la Scaglia rossa, un calcare argilloso. Inoltre il Massiccio del Monte Grappa è stato interessato, durante il corso dei secoli, da diversi agenti esogeni che hanno contribuito alla modifica della sua struttura morfologica: i ghiacciai, responsabili sia delle profonde incisioni vallive della Valle del Brenta e della Valle del Piave, sia, assieme all'azione delle acque selvagge, del modellamento delle valli secondarie. Sono inoltre responsabili dei circhi glaciali presenti presso Cima Grappa; i torrenti, data la natura carsica del Grappa, sono presenti solo in occasione di persistenti e abbondanti precipitazioni. Viste le forti pendenze degli alvei, la loro azione erosiva è stata ed è certamente efficace e tale da giustificare le selvagge asperità dei versanti vallivi. Laddove il bacino idrografico è ampio, questi temporanei corsi d'acqua hanno dato luogo a conoidi di deiezione, alcuni molto caratteristici, come quello della Val Cornosega tra Semonzo e Borso; il fenomeno carsico, come detto in precedenza, è molto sviluppato nel Massiccio. Lo dimostrano la presenza di grotte e pozzi, la diffusione di doline e inghiottitoi, l'assenza di corsi d'acqua e sorgenti in quota, il ritrovamento di "città di pietra" e l'osservazione di buche, fori o impronte di campi carreggiati sui massi affioranti.
Flora
La posizione geografica del monte Grappa e di tutto il versante meridionale del massiccio, a ridosso della pianura veneta fa di esso un'area particolarmente ricca, sia dal punto di vista floristico, sia da quello vegetazionale. Infatti, le condizioni climatiche derivanti dalla sua ubicazione hanno favorito l'integrazione della vegetazione di macchia arbustiva, tipica delle zone mediterranee, con le formazioni boreali montane che occupano spazi relativamente ristretti nei quali troviamo boschi a prevalenza di conifere e arbusteti subalpini, propri delle zone lungamente innevate. Alberi e arbusti tipici sono l'abete bianco, l'abete rosso, il faggio; i fiori tipici sono invece la soldanella, il botton d'oro, la clematide e il fior di stecco.
Fauna Anche dal punto di vista faunistico in Grappa si riscontra una certa ricchezza. Tra le specie animali presente troviamo il capriolo, il camoscio, il muflone ed il cervo; si possono osservare rapaci quali la poiana, il falco pellegrino, l'aquila reale ed il gufo reale; infine, tra gli altri, lo scoiattolo, la volpe, il tasso, il ramarro e molteplici specie di libellule. Inoltre, dopo 200 anni di assenza, è ritornata la presenza del lupo ed è presente anche il gatto selvatico, e l'istrice.
Clima Il monte Grappa si erge a ridosso della pianura veneta. Dai dati delle stazioni si evince che il clima del Grappa presenta spesso condizioni meteorologiche estremamente variabili, in quanto fortemente influenzato dalla provenienza dei venti. Il clima è in estate piuttosto secco e ventilato, mentre nelle rimanenti stagioni le precipitazioni sono abbondanti con picchi nel periodo autunnale e primaverile e con frequente presenza di nebbia. La media neve si aggira tra 60 e 70 centimetri annui.
I valori estremi di temperatura (dal 2011) sono stati misurati il 22 agosto 2011 e il 27 febbraio 2018 con rispettivamente e .
Storia
Teatro di scontri decisivi nel corso della prima guerra mondiale e alcuni avvenimenti della seconda guerra mondiale, è conosciuto a molti per il sacrario militare del monte Grappa che contiene resti di militari italiani e austroungarici assieme ad un museo della Grande Guerra. Famoso è anche il Sacello della Madonna Ausiliatrice inaugurato il 4 agosto 1901 dal cardinale Giuseppe Sarto (poi papa Pio X). La statua fu mutilata durante il primo conflitto mondiale, ma venne poi ricollocata nel 1921. Alla Madonnina del Grappa è dedicata l'Opera assistenziale fondata, subito dopo la Guerra, da don Giulio Facibeni, appunto col nome Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa.
Nella prima guerra mondiale, dopo la sconfitta italiana di Caporetto, la cima diventò il perno della difesa italiana, tanto che gli austroungarici tentarono inutilmente e più volte di conquistarlo, anche con l'ausilio di truppe tedesche (tra cui la presenza di Erwin Rommel) per poi avere accesso alla pianura veneta. A difesa del Monte Grappa vennero chiamati i resti della IV armata che aveva combattuto sulle Tofane e sul Col di Lana.
Organizzazioni coinvolte Prima guerra mondiale Reparti delle forze dell'Intesa Fanteria - 239º e 240º reggimento, brigata PesaroEsercito italiano Fanteria - 251º e 252º reggimento, brigata Massa CarraraEsercito italiano Fanteria - 33º e 34º reggimento, brigata LivornoEsercito italiano Fanteria - 41º e 42º reggimento, brigata ModenaEsercito italiano Fanteria - 93º e 94º reggimento, brigata MessinaEsercito italiano Truppe francesi sul fronte italianoEsercito francese B.E.F. Esercito britannico A metà del 1918 venne chiamato a comandare la difesa del monte Grappa il Generale Gaetano Giardino, oggi sepolto sul Sacrario Militare in cima Grappa.
Reparti austrotedeschi
Costruendo caverne nella roccia e postazioni fisse di artiglieria, dalla cima gli italiani dominavano e tenevano sotto controllo il fronte sino al Montello, lungo una linea che partiva dal monte Valderoa e andava fino a colle Caprile. Battaglie sanguinose si svolsero sui dossi e contrafforti che caratterizzano il massiccio, come il Monte Pertica, il Col della Beretta, il Monte Tomba. L'opera bellica più rilevante è la Galleria Vittorio Emanuele (visitabile), attrezzata con cisterne d'acqua, infermerie, alloggiamenti, che attraversa il sottosuolo di Cima Grappa affacciandosi sulle linee con innumerevoli cannoniere e osservatòri di tiro.
Seconda guerra mondiale Nel corso della Seconda Guerra mondiale il Grappa fu rifugio delle formazioni partigiane. Proprio sul Grappa venne effettuata una sanguinosa retata dai nazisti e dai fascisti fedeli alla Repubblica di Salò. I combattenti che non vennero uccisi sul posto, vennero impiccati pubblicamente nella vicina Bassano del Grappa. I nazifascisti impiegarono nell'operazione da 15000 a 20000 uomini, per scovare e affrontare i 1.500 partigiani celati nei borghi e nelle pendici della montagna.
NATO Nel secondo dopoguerra, a seguito della guerra fredda, venne costruita sul monte Grappa l'area controllo del 64º gruppo IT (intercettatori teleguidati) addetto alla gestione delle rampe di lancio per missili Nike Hercules (ubicate in località "Forcelletto") per la difesa antiaerea, la base venne smantellata alla fine degli anni settanta e passò in gestione all'ENAV negli anni ottanta. Dopo un lungo periodo di abbandono, l'area fu, infine, bonificata nel 2021.
Monumenti e luoghi di interesse Sacrario Militare del Grappa
Sulla cima più elevata sorge un sacrario militare, progettato dall'architetto Giovanni Greppi con la collaborazione dello scultore Giannino Castiglioni e inaugurato il 22 settembre 1935.
Nel corpo centrale del monumento sono custoditi i resti di 12.615 caduti, di cui 10.332 sono ignoti. Il monumento è composto da cinque gironi concentrici posizionati uno sopra all'altro in modo da formare una piramide. Nella sommità sorge il sacello della "Madonnina del Grappa".
Sport praticabili Attività a piedi La forte presenza di sentieri e tracciati, soprattutto ex mulattiere, permette che si possano praticare il nordic-walking ed il trekking in estate, come le passeggiate con racchette da neve (ciaspe) e lo sci di fondo in inverno. In particolare riguardo l'escursionismo ed il trekking è bene ricordare che il CAI di Bassano ha tracciato negli anni moltissimi sentieri che attraversano anche il territorio di Borso conducendo in vetta.
In bicicletta Il Monte Grappa è considerato una delle salite più belle d'Italia; la sua lunghezza ed il dislivello ne fanno una salita impegnativa, da qualsiasi versante si affronti.