Luni (Luni in ligure) è un comune italiano sparso di abitanti della provincia della Spezia in Liguria. La sede comunale è situata nella frazione di Casano. Fino al 20 aprile 2017 il comune era denominato Ortonovo (Ortoneuvo in ligure, Ortnò nel dialetto della LunigianaI toponimi dialettali sono citati nel libro-dizionario del ). Ha il titolo di città.

Confinante con la provincia di Massa-Carrara (comune di Carrara), in Toscana, è il comune ligure più orientale.

Geografia fisica Il territorio comunale è posto ai piedi delle Alpi Apuane, nell'estrema propaggine della Riviera di Levante, in prossimità del confine con la regione Toscana.

Il centro storico di Ortonovo sorge su una delle colline che diradano verso la piana del fiume Magra, e gran parte del territorio lunense, disabitata se si escludono i borghi di Nicola e Annunziata, si sviluppa nelle zone collinari. A sud-ovest si trova una valle che si insinua tra le colline, in cui si trova la località di Casano (sede comunale). La sommità della collina a sud-est di questa piccola valle ospita il borgo-frazione di Nicola, mentre sull'altro lato si trova la zona collinare detta Monticelli, quasi disabitata ma coltivata.

Tutto il resto del comune, che costituisce ormai un unico centro abitato di quasi settemila abitanti che raggruppa le frazioni di Casano, Dogana e Isola, si sviluppa nella zona pianeggiante, che si apre a sud-ovest della valle di Casano e fa parte della val di Magra. Il comune non ha sbocco sul mare in quanto, a sud, insiste la località di Marinella, frazione di Sarzana.

L’insediamento è situato lungo il tratto del cosiddetto Sentiero dei Ducati che collega la Liguria con la pianura Padana attraverso l'Appennino tosco-emiliano e il passo del Lagastrello. L'antico sentiero ripercorre un itinerario, la Via Francigena, percorso da mercanti e da pellegrini alcuni dei quali lo descrissero nei loro diari quali l'itinerario dell'inglese arcivescovo di Canterbury (X secolo) e la relazione del monaco benedettino islandese Nikulás Bergsson da Munkaþverá (XII secolo).

La località di Luni Scavi, detta anche Luni Antica, ospita le rovine dell'antica colonia di Luna e il Museo archeologico nazionale.

Origini del nome Il nome della città romana di Luna deriva da quello della dea Luna, divinità eponima della colonia dedotta nel 177 a.C., alla quale era dedicato il principale tempio urbano, il cosiddetto Grande Tempio, costruito forse per iniziativa di Marco Emilio Lepido, uno dei triumviri che presiedettero alla fondazione.Sull'origine del nome: ; . Sul tempio della dea Luna e sull'ipotesi di Lepido committente: . Il toponimo è però più antico della colonia: un Portus Lunae compare già in Ennio, in un verso conservato da Persio, e Livio lo ricorda a proposito degli eventi del 195 a.C.Persio, Saturae, VI, 9; Livio, Ab Urbe condita libri, XXXIV, 8, 4. Una tradizione di studi fa risalire ai naviganti greci la prima consacrazione del porto alla dea Selene, la Luna dei Greci: si tratta di un'ipotesi, sostenuta fra gli altri da Maria Pia Rossignani.

Dal nome della colonia deriva quello di Lunigiana, comprensorio racchiuso fra le province della Spezia e di Massa-Carrara e attraversato dal fiume Magra e dalla strada statale 62 della Cisa, potenziata da Napoleone Bonaparte,La realizzazione del tracciato durante il periodo di annessione di parte della Lunigiana alla Francia, è attestato anche dalla lapide in marmo scritta in francese esistente nel municipio di Pontremoli. sul vecchio tracciato della via Francigena.

Storia

La storia del territorio lunense è legata indubbiamente alla celebre città di Luna, colonia romana fondata nel 177 a.C., in seguito alle guerre di Roma contro i Liguri Apuani narrate da Livio,Livio, Ab Urbe condita libri, XL, 38 e 41 (le deportazioni degli Apuani); XLI, 13, 4-5 (la deduzione della colonia). e importante porto-scalo commerciale sul mar Ligure. Tuttavia, l'odierno territorio di Luni, comprensivo dei castrum di Nicola, Volpiglione e Ortonovo, venne citato per la prima volta nel 963, quando l'imperatore Ottone I confermò al vescovo di Luni il possesso della corte di Ilaulo (Iliolo), identificata in via di ipotesi con l'area della chiesa di San Martino presso Casano.MGH, Diplomatum regum et imperatorum Germaniae, I, n. 363 (19 maggio 963); .

Nel 1016 la città di Luni subì l'ultimo grande attacco saraceno, ricordato dal cronista Tietmaro di Merseburgo e collegato dalla tradizione alla guerra condotta dalle flotte di Pisa e Genova contro Mujahid al-'Amiri, signore della taifa di Denia; il saccheggio era ricordato già dagli eruditi del Seicento, come Francesco Maria Fiorentini.Tietmaro di Merseburgo, Chronicon, VII; . Per l'erudizione seicentesca: .

Al diminuire dell'importanza di Luni, il cui declino definitivo maturò fra il XII e gli inizi del XIII secolo, quando la malaria, le incursioni dei pirati e il progressivo impaludamento del porto ne causarono l'abbandono e il trasferimento della sede vescovile a Sarzana (1204),; . si riscontrò, per contro, un maggior peso "politico" dei due principali borghi di Ortonovo e Nicola. Il primo, il cui toponimo risalirebbe a Hortus Novus ("Orto Nuovo") e riferito con probabilità alla lavorazione e alla coltivazione delle nuove terre collinari sopra Luni, venne fondato tra l'XI e il XII secolo; Nicola, disposto più a sud rispetto al borgo ortonovese, fu edificato in un periodo paragonabile.

Entrambi, dopo la divisione in due rispettivi territori, furono assoggettati al potere vescovile della diocesi lunense (quest'ultima già tenutaria della zona, come testimonia un diploma dell'imperatore Barbarossa, in favore del vescovo lunense Pietro) e regolamentati da autonomi statuti dal 1237; il 24 agosto 1300, con verbale redatto dal vescovo Antonio Nuvolone da Camilla, furono definiti i confini geografici-giurisdizionali tra i borghi di Ortonovo, Nicola e Castelnuovo Magra.

A partire dal XIV secolo, Ortonovo passò nelle mani di diversi signori: nel 1333 giurò fedeltà al Comune di Sarzana, nel 1373 Bernabò Visconti prese possesso delle terre circostanti e del borgo e, nel 1397, passò a Gian Galeazzo Malaspina. Nel 1404 fu comprato dal signore di Lucca, Paolo Guinigi, insieme ai possedimenti di Carrara, Avenza e Moneta, mentre nel 1467, il borgo si sottopose alla signoria fiorentina dei Medici.

Così come altri borghi vicini anche Ortonovo fu alle dipendenze, dal 1495, del Banco di San Giorgio e poi direttamente sotto la Repubblica di Genova, sottoponendo il territorio alla giurisdizione del capitaneato di Sarzana, fino alla dominazione napoleonica di fine XVIII secolo.

Con la caduta della Repubblica di Genova (1796), sull'onda della rivoluzione francese e a seguito della prima campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, il territorio ortonovese rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, rientrò nel I cantone, capoluogo Sarzana, della Giurisdizione di Lunigiana e dal 1803 centro principale del I cantone della Lunigiana nella Giurisdizione del Golfo di Venere.

Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814, venne inserito nel Dipartimento degli Appennini. Nel 1806 alla municipalità di Ortonovo fu formalmente annessa la municipalità di Nicola, da sempre distinta e autonoma rispetto al borgo ortonovese, diventandone, di fatto, una sua frazione.

Nel 1815 fu inglobato nella provincia di Levante del Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel V mandamento di Sarzana del circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi.

Tra gli eventi luttuosi legati alla seconda guerra mondiale è memorabile il rastrellamento compiuto nel territorio tra Castelnuovo Magra e Ortonovo dalla forze tedesche il 29 novembre del 1944; tale avvenimento costò la vita a diversi civili e partigiani.

Il 9 febbraio 2014 si è svolto nei due comuni di Ortonovo e Castelnuovo Magra un referendum consultivo tra la popolazione su un'ipotetica fusione tra i due enti e la conseguente nascita di un unico comune che avrebbe assunto la denominazione di Luni. A Ortonovo il quorum degli aventi diritto al voto ha raggiunto il 43% ( su ) con un 93,14% degli abitanti che si è espresso favorevole alla nascita del nuovo ente. A Castelnuovo Magra il quorum ha raggiunto il 55,81% ( su ), ma il 67,93% dei votanti si è dichiarato invece contrario alla costituzione del comune di Luni. Raggiunto pertanto il prefissato quorum del 30% degli aventi diritto al voto in ognuno dei due comuni per la validazione del referendum - come richiesto dalla legge regionale della Liguria - la proposta di unificazione dei due comuni è stata però respinta dalla popolazione castelnovese.

Il 5 febbraio 2017 in un secondo referendum regionale consultivo la popolazione ortonovese si è espressa favorevolmente (con il 93,20% dei consensi e un quorum pari al 31,67%) al cambio di denominazione dell'ente comunale da Ortonovo a Luni.

Con la legge regionale 30 marzo 2017 n.5 "Mutamento di denominazione del Comune di Ortonovo in Provincia della Spezia", pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Liguria del 5 marzo 2017, il cambio di denominazione diviene ufficiale con decorrenza dal 20 aprile 2017.

Simboli

Stemma

Gonfalone

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con il decreto del presidente della Repubblica del 9 maggio 2023 dopo l'approvazione del Consiglio comunale di Luni di una proposta - nel 2022 - di aggiungere nello stemma un grappolo d'uva come simbolo della storica tradizione vitivinicola del paese.

In precedenza lo stemma, concesso con il gonfalone con DPR del 3 marzo 1998, aveva la seguente blasonatura:

Bandiera

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

Il comune è noto per la presenza sul suo territorio dei resti dell'antica Luna, porto pre-romano, poi fiorentissimo centro commerciale da cui prende il nome il comprensorio storico della Lunigiana.

Architetture religiose Chiesa parrocchiale di San Lorenzo nel centro storico di Ortonovo. Risalente al XVII secolo, fu consacrata nel 1651. La torre campanaria è ciò che rimane della torre dell'antico castello di Ortonovo. Chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata, nella frazione dell'Annunziata. Edificata nel 1698, la struttura è a unica navata e consta, oltre l'altare maggiore, di due altari laterali. Tra le opere una Deposizione in ardesia e un Cristo deposto in gesso. Chiesa di San Martino, nella frazione di Casano, antico luogo di culto medievale situato nella zona del cimitero. L'impianto, in stile romanico, è stato identificato in via di ipotesi con il sito della corte di Ilaulo (Iliolo), citata nel diploma dell'imperatore Ottone I del 963: i saggi di scavo condotti nel 1981 attorno alla chiesa non hanno però restituito prove conclusive. Chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo nella frazione di Nicola, il cui impianto attuale risale al rifacimento del XV secolo sui resti di una preesistente cappella. Santuario di Nostra Signora del Mirteto, del XVI secolo, ubicato presso il monte Boscaccio a sud del borgo di Ortonovo. Antica cattedrale di Luni. La chiesa, intitolata a santa Maria Assunta, sorgeva nella città romana di Luna nei pressi del porto e dell'antico foro. Non più esistente dal XIII secolo circa, è stata individuata dalle campagne di scavo, ancora in corso: fu costruita tra la fine del IV e l'inizio del V secolo, cioè nel periodo in cui si ritiene venisse fondata la diocesi di Luni, sopra una domus romana di età tardorepubblicana.; . Citata per la prima volta in un documento dell'879 di Carlomanno (re d'Italia), fino al XII secolo subì vari restauri e rifacimenti prima di essere abbandonata assieme alla città all'inizio del Duecento.

Architetture civili