Il Partito Comunista della Birmania (in birmano ဗမာပြည်ကွန်မြူနစ်ပါတီ) è il partito politico più antico esistente in Birmania. Nel 1953 il partito è stato messo fuorilegge dal governo birmano e quindi agisce in clandestinità da allora.

Storia

Fondazione Il 15 agosto 1939, a Rangoon, qualche decina di uomini fondò il Partito Comunista della Birmania, affiliato al Comintern. Il PCB fu uno dei primi partiti comunisti dell'area ad essere ufficialmente fondato, in quanto, per esempio, il Partito Comunista della Thailandia non fu fondato prima degli anni quaranta.

Lotta per la libertà Il PCB svolse un ruolo significativo nella lotta contro il dominio del Regno Unito in Birmania. Fra il 1942 e il 1945, inoltre, il Partito guidò la lotta contro il Giappone.

Nel luglio 1941, in prigione a Insein, Thakin Soe e Than Tun scrissero il Manifesto di Isen, nel quale indicavano l'imperialismo giapponese come il principale nemico da combattere, mettendo momentaneamente da parte la lotta anti-britannica per l'indipendenza della Birmania in quanto, a loro detta, occorreva prima sconfiggere il nuovo invasore, anche con l'aiuto degli inglesi. Questo Manifesto abbracciava la linea del fronte popolare, lanciato dal Comintern nel 1935 tramite il leader bulgaro Georgi Dimitrov. Le posizioni espresse nel Manifesto andavano contro il pensiero dominante di allora, presente anche all'interno del Partito (specialmente nella fazione nazionalista di Aung San), secondo cui i giapponesi erano alleati nella lotta contro l'oppressore britannico.

Il Giappone pose un governo fantoccio a capo della Birmania il 1º agosto 1943, che bandì i comunisti. Thakin Soe fu costretto alla clandestinità e riuscì a nascondersi presso il delta dell'Irrawaddy, dove organizzò un esercito di resistenza; il PCB aveva già preso contatto con il governo in esilio nel luglio 1942 e Than Tun venne nominato ministro della Terra e dell'Agricoltura, mentre il governo accettava di collaborare con i comunisti.

Nel gennaio 1944, in un luogo segreto a Dedaye, sull'Irrawaddy, il PCB tenne il suo primo Congresso Nazionale, presieduto da Thakin Soe, che divenne segretario generale del Partito. In agosto, a Pegu, il PCB, il Partito Rivoluzionario Popolare e l'Esercito Nazionale Birmano, guidato dal generale Aung San (ex segretario generale del Partito stesso), si unirono nell'Organizzazione anti-fascista.

Il 27 marzo 1945, il PCB prese parte ad una grande insurrezione armata lanciata dall'Esercito Nazionale Birmano. Già l'8 marzo, da Mandalay, il comandante comunista Bohmu Ba Htoo lanciò delle prime azioni armate. L'insurrezione fu vittoriosa e il Giappone fu costretto a ritirarsi; poco dopo, l'Organizzazione fu trasformata nella Lega della Libertà Popolare Anti-Fascista, per continuare la lotta per la libertà e l'indipendenza della Birmania anche contro il Regno Unito.

Il PCB, finalmente legalizzato per il ruolo che aveva svolto nella guerra contro il Giappone, era passato da poche decine di membri ad essere il maggiore partito politico birmano. Nel luglio dello stesso anno, il PCB tenne il suo secondo Congresso (il primo nella legalità) a Rangoon, dove Thein Pe fu eletto segretario generale.

Bandiera rossa e bandiera bianca

Nel febbraio 1946, Thakin Soe criticò alcuni dirigenti del PCB accusandoli di essere influenzati dal browderismo. Questa era una corrente, definita revisionista dalla maggior parte dei partiti comunisti, esposta da Earl Browder (Partito Comunista degli Stati Uniti d'America), il quale riteneva che la vittoria della seconda guerra mondiale avesse gettato le fondamenta per una maggiore collaborazione fra socialismo e capitalismo e che non vi fosse più bisogno della lotta armata per cambiare la società.

Thein Pe si rifiutò di accettare le critiche di Soe e anzi rimarcò l'importanza di una maggiore collaborazione fra i comunisti e le altre forze della società. Accusando Pe di sbandierare "bandiera bianca", quindi di arrendersi davanti agli imperialisti, Soe e i suoi sostenitori lasciarono il PCB e fondarono il Partito Comunista della Birmania - Bandiera Rossa. Il nuovo Partito ottenne l'appoggio del Partito Comunista d'India, che aveva già sconfitto la fazione browderista, ma che sarebbe poi tornato ad appoggiare la "Bandiera Bianca" dopo il suo rifiuto del browderismo.

Lotta armata o lotta legale Vista la continua presenza britannica in Birmania, nel 1946 da Rangoon si diffuse una serie di rivolte popolari e scioperi (sostenuti dal PCB) per l'indipendenza del paese. Sperando di spaccare la LLPAF, il governatore Sir Hubert Rance offrì ad Aung San e ai socialisti alcuni seggi nel Consiglio Esecutivo, l'istanza governativa birmana. In settembre, dopo un iniziale rifiuto, Aung San accettò.

Il PCB, frattanto, aveva abbandonato la linea browderista ed era tornato su posizioni rivoluzionarie. Il Partito criticò fortemente la scelta di Aung San di unirsi al governo, accusandolo di "inchinarsi all'imperialismo" e di sabotare le lotte popolari per l'indipendenza. Queste posizioni dei comunisti prima costrinsero Than Tun a dimettersi dalla carica di segretario generale della LLPAF (che aveva fin dalla sua fondazione) e portò all'espulsione del PCB il 2 novembre.

Nel febbraio 1947, delegati del PCB parteciparono alla Conferenza dei Partiti Comunisti dell'Impero Britannico a Londra; questa fu la prima volta che il Partito partecipò ad un incontro comunista internazionale. Da questa tribuna, il PCB denunciò le elezioni per l'Assemblea Costituente, considerandole "manovrate" dall'imperialismo. Il Partito vinse solo 7 seggi nell'Assemblea.

Il 19 luglio, Aung San e i suoi alleati nel governo vennero assassinati. Il PCB accusò subito l'imperialismo di essere responsabile dell'atto e tentò di riavvicinarsi alla LLPAF per proseguire la lotta anti-britannica. Specialmente visto che U Nu, leader del governo, concluse le trattative già avviate da Aung San con il primo ministro britannico Clement Attlee, permettendo alle truppe inglesi di restare in suolo birmano per tre anni e prospettando una possibile alleanza futura con la Gran Bretagna; questi accordi furono fortemente denunciati dai comunisti, i quali portarono le azioni di U Nu come prova della complicità britannica nell'assassinio di Aung San.

Verso il conflitto Alla prima seduta del Cominform in Polonia, il 22 settembre 1947, il delegato sovietico Andrej Ždanov denunciò la divisione del mondo in due blocchi: quello anti-democratico imperialista, con alla testa gli Stati Uniti, e quello democratico anti-imperialista, con alla testa l'Unione Sovietica. Nell'occasione, egli criticò le borghesie nazionali collaborazioniste, indicando la Birmania come esempio e dissuadendo i comunisti dal formare fronti uniti con la borghesia nazionale, come invece era avvenuto in altri paesi.

L'8 novembre 1947, U Nu propose un governo di coalizione composto dal Partito Socialista della Birmania, dal PCB e dall'Organizzazione Volontaria del Popolo (i veterani di Aung San), ma fallì e accusò i comunisti di stare preparando un'insurrezione armata. Tuttavia, anche se la Birmania accettò le condizioni delle trattative, la protesta popolare anti-britannica egemonizzata dal PCB le impedì di unirsi al Commonwealth, com'era invece intenzione di U Nu.

Per il PCB, tuttavia, questo non bastava. Nel documento Sulla situazione attuale e i nostri compiti, il Partito indicò le proprie rivendicazioni: una "insurrezione nazionale per strappare il trattato di schiavitù", la nazionalizzazione delle proprietà straniere, l'abolizione del feudalesimo, lo smantellamento della burocrazia di Stato e il suo rimpiazzo con un governo popolare, e maggiori relazioni di alleanza e commercio con la Cina, il Vietnam, l'Indonesia e le altre nazioni democratiche "in resistenza contro la dominazione imperialista anglo-statunitense". Il Partito progettava di combinare la lotta dei lavoratori alla conquista di zone liberate difese da guardie rosse armate.

Nel febbraio 1948, il Congresso Sindacale di tutta la Birmania lanciò una serie di scioperi a Rangoon sostenuti dal PCB; in marzo, una manifestazione di massa promossa dall'Organizzazione dei Contadini di tutta la Birmania portò il PCB ad un passo dal conquistare Pyinmana (in quanto vaste zone della città erano de facto in mano ai lavoratori comunisti). U Nu, divenuto primo ministro in gennaio, emanò l'ordine di arresto per i comunisti temendo che stessero progettando una rivolta su vasta scala per il 27 marzo, giorno della resistenza; la polizia fece irruzione nelle sedi del Partito a Bagaya, ma li trovò vuoti. Quello che il governo non sapeva infatti era che il PCB aveva deciso di riparare in segreto nella più sicura Pyinmana.

Nonostante l'ordine di arresto, il PCB fu messo fuori legge solo nell'ottobre 1953.

Guerra civile Dopo solo otto mesi di indipendenza, la Birmania sprofondò nella guerra civile. Il PCB-Bandiera Rossa di Thakin Soe aveva già cominciato una ribellione minore, assieme ai nazionalisti rakhine e ai mujaheddin islamici. Infine, anche il PCB diede inizio a quella che considerava, nella sua visione maoista, una guerra popolare; ad esso si unì l'Organizzazione Volontaria del Popolo, anche se una fazione l'abbandonò per unirsi al governo di U Nu. L'Unione Nazionale Karen insorse a sua volta nel gennaio 1949 dopo che il generale Smith Dun, capo di Stato Maggiore di origine karen, venne sostituito dal generale Ne Win. A loro si unirono i Pa-O.

Il governo riuscì ad espugnare Pyay, Thayetmyo e Pyinmana già a metà del 1948, ma il PCB si era già ritirato nelle campagne organizzando una campagna che, partendo appunto dalle campagne, avrebbe dovuto portare alla conquista delle città; nel frattempo, sostenne i movimenti sindacali nell'organizzare scioperi e proteste nei centri urbani, in particolare grazie al Partito dei Contadini e degli Operai Birmani. In marzo, inoltre, il PCB, l'Esercito Rivoluzionario della Birmania e l'OVP fondarono il Fronte Unito Democratico Nazionale, che sarebbe poi divenuto il Patto d'Alleanza Tripartita firmato dai dirigenti dei tre gruppi il 1º ottobre 1952 per rafforzare la cooperazione in guerra.

In aprile, il Politburo tenne una seduta clandestina a Rangoon e successivamente il Comitato Centrale si riunì in seduta plenaria ad Hypu, a nord della capitale, il mese successivo. In queste occasioni, Thein Pe, arrestato a Pyinmana dalla polizia, venne rimpiazzato dal maoista ortodosso Than Tun, che divenne presidente del PCB.

Il PCB riuscì a stabilire basi di guerriglia lungo il fiume Sittang, nell'area di Pyinmana, a Yamethin e nel triangolo di Mandalay-Meiktila-Myingyan. In queste aree sotto il suo controllo, il Partito abolì il feudalesimo e fondò cooperative agricole per gettare le basi per una riforma agraria. Nel settembre 1950, fu fondato l'Esercito Popolare tramite l'unificazione dell'Esercito Popolare di Liberazione (comunista) e dell'Esercito Rivoluzionario della Birmania (nazionalista).

Inizialmente, il PCB appoggiò le lotte delle minoranze etniche, ma successivamente criticò le loro organizzazioni, specialmente l'Unione Nazionale Karen, per la loro "dirigenza feudale reazionaria"; secondo il PCB infatti, queste erano organizzazioni reazionarie che volevano sostituire il loro dominio feudale reazionario al potere. Ben presto, quindi, i contatti fra i comunisti e gli indipendentisti etnici sfumarono.

Proposte di pace