Cesena (AFi: , Čiṣéna in romagnolo) è un comune italiano di abitanti, capoluogo della provincia di Forlì-Cesena insieme a Forlì, in Emilia-Romagna.
Fondata intorno al V secolo a.C. dagli Umbri, fiorì in epoca romana come centro sulla via Emilia e di quell'epoca conserva oggi quasi intatta una vasta centuriazione nella pianura circostante. Tra gli altri monumenti, ospita la Biblioteca Malatestiana, risalente al XV secolo, prima biblioteca civica europea e unico esempio di biblioteca monastica umanistica perfettamente conservata nell'edificio, negli arredi e nella dotazione libraria, inserita dall'UNESCO nel registro della Memoria del mondo.
Centro di attività agricole, commerciali e industriali prevalentemente nei campi ortofrutticolo, alimentare e meccanico, dal 1989 ospita anche una sede distaccata dell'Università di Bologna.
È sede vescovile della diocesi di Cesena-Sarsina.
Geografia fisica Territorio Cesena è posta quasi al centro della Romagna, a metà strada tra il mare, da cui dista appena , e le colline, nel punto in cui si incrociano le antiche vie Emilia e Romea. Il territorio comunale, la cui superficie è di , confina a nord con i comuni di Cervia e Ravenna, a est con i comuni di Cesenatico, Gambettola, Longiano e Montiano, a sud con i comuni di Roncofreddo, Mercato Saraceno e Sarsina, e ad ovest con i comuni di Civitella di Romagna, Meldola e Bertinoro..
L'altitudine ufficiale, corrispondente al punto sul quale sorge il Palazzo Comunale, è di 44 metri sul livello del mare. La media delle altitudini dell'intero territorio comunale è di .: si passa dai 5 metri del fosso della Valle ai 480 metri di Monte Cavallo. Il territorio è pianeggiante verso l'ultimo lembo di Pianura padana a nord-est, collinare con le prime propaggini dell'Appennino tosco-romagnolo a sud-ovest.
Morfologicamente sono il fiume Savio e la sua valle a comporre l'alveo principale del territorio comunale cesenate, andando poi a sfociare a nord-ovest fino al bacino del fiume Ronco e del torrente Bevano, a sud-est fino al versante sinistro del torrente Pisciatello.
Clima
Cesena ha un clima temperato, (subcontinentale secondo Mario Pinna), moderatamente mitigato dalla vicinanza del mare.. In estate raramente le temperature massime superano i ; possono avvicinarsi ai (con tempi di ritorno di 18-20 anni) in casi di intenso foehn appenninico associato a forti avvezioni calde.. L'inverno è mediamente rigido sui comparti appenninico e pedeappenninico, per il vento freddo che «esce» dall'inversione termica padana verso l'Adriatico, mentre il comparto costiero risente maggiormente dei flussi di calore provenienti dall'Adriatico.; le temperature medie nel corso dell'inverno risultano sulle aree costiere e pericostiere mediamente più alte di circa rispetto alla fascia pedecollinare posta circa più ad ovest. Le giornate di nebbia, nella media trentennale, variano da circa 30 giorni sulla bassa pianura cesenate prossima alla costa, dalle 18-20 delle aree a ridosso dell'Appennino fino alle 12-15 giornate all'interno delle valli..
Origini del nome Il lemma Cesena (in latino Caesena o Curva Caesena) si fa generalmente risalire all'etrusco Keizna., antroponimo.
Storia
La Valle del Savio e i dintorni dei colli, a cui si appoggia Cesena, furono abitati fin dall'età neolitica, come dimostrano i materiali rinvenuti nella zona della basilica del Monte e, più su, a Borello.. Il primo nucleo abitativo sorge con ogni probabilità per opera degli Umbri intorno al VI-V secolo a.C... Insieme a Forlì, Cesena è epicentro dell'insediamento dei Galli Senoni, uno dei principali popoli celtici della Gallia Cisalpina. Con l'arrivo dei Romani il piccolo nucleo assume forma di villaggio; decade con l'Impero romano e subisce le incursioni dei barbari..
Presa dai Goti di Teodorico, viene riconquistata dai Bizantini e, a metà del VI secolo, entra a far parte dell'Esarcato.. Dopo le campagne di Pipino il Breve (VIII secolo), Cesena rientra infine nei territori sotto il controllo pontificio, primo nucleo di quello che sarà lo Stato della Chiesa.. Il Duecento vede la città oscillare tra libertà comunali e sottomissione alla Chiesa o a signori locali. Nel 1333 Cesena è divenuta dominio della famiglia forlivese degli Ordelaffi., ma la loro signoria viene interrotta nel 1357 dall'intervento del legato pontificio, cardinale Albornoz, che riesce a sottomettere la città nonostante la strenua azione di difesa di Cia degli Ubaldini..
Nel febbraio del 1377 Cesena viene coinvolta nella guerra promossa dalla Repubblica fiorentina contro lo Stato Pontificio., ma il cardinale Roberto di Ginevra (futuro antipapa Clemente VII) scatena un violento massacro in città, per impedire che Cesena passi dalla parte dei fiorentini: la strage viene eseguita dalle milizie mercenarie bretoni, guidate dal condottiero inglese Giovanni Acuto, che la radono al suolo., causando la morte di più di abitanti.
Durante la signoria dei Malatesta la città rifiorì, come testimoniano gli importanti monumenti quali la Rocca Malatestiana, voluta da Galeotto., e la Biblioteca Malatestiana, opera del mecenate Domenico Malatesta Novello.. Per un breve periodo, intorno al 1500, sotto il dominio di Cesare Borgia, Cesena divenne la "capitale" del ducato di Romagna. e nel 1502 giunse in città Leonardo da Vinci, al quale Borgia aveva conferito l'incarico di rilevare ed aggiornare le fortificazioni delle città di Romagna conquistate.. Poi tornò sotto il dominio dello Stato Pontificio, che perdurò fino all'Unità d'Italia..
Nel 1775, il cesenate Giovan Angelo Braschi diviene Papa col nome di Pio VI, e nuovamente nel 1800, un altro cesenate diviene Papa, Barnaba Niccolò Maria Luigi Chiaramonti col nome di Pio VII. L'esperienza napoleonica (1797-1814), che vede Pio VI e Pio VII tentare invano di opporsi a Napoleone Bonaparte, priva Cesena di un gran numero di monasteri, conventi e chiese che precedentemente la ornavano e dell'Università.. Nel gennaio 1832 la città viene saccheggiata e 17 suoi cittadini uccisi durante le Stragi di Cesena e Forlì ad opera delle truppe pontificie durante la repressione finale dei moti romagnoli.
Successivamente, prima e dopo l'Unità d'Italia, la città conobbe un periodo di espansione.. Dopo il 1861, i liberali governarono l'Amministrazione Comunale fino agli inizi del Novecento; successivamente i repubblicani gestirono il potere fino all'avvento del fascismo e la rivolta dei Comandini. Durante questo periodo la città di Cesena visse una storia molto ricca e sanguinosa allo stesso tempo..
Durante la Resistenza Cesena dette un grande contributo di uomini, e per tale motivo le è stata assegnata la Medaglia d'argento al Valor Militare. Nel dopoguerra la città assiste ad un notevole sviluppo urbano e parallelamente si verifica una notevole crescita economica, che ne fa un polo di livello internazionale nel comparto agroalimentare, soprattutto in materia di ricerca e biotecnologie.
Nel 1992, con il distacco del comprensorio di Rimini in nuova provincia, la precedente provincia di Forlì cambia nome in provincia di Forlì-Cesena (pur rimanendo Forlì capoluogo), essendo le due città di importanza pressoché identica. Dal 29 gennaio 2024 la città di Cesena diventa co-capoluogo della provincia di Forlì-Cesena.
Simboli Stemma
Lo stemma del comune è formato da uno scudo a "balzana": troncato di nero e d'argento, con una bordura cuneata d'oro. Capo d'Angiò. Lo scudo tradizionalmente indicherebbe la pacificazione tra le opposte fazioni cittadine dei Guelfi e dei Ghibellini; il bordo è preso dallo stemma dei Malatesta e si riferisce alla loro signoria sulla città nel corso del Quattrocento. Il capo è una concessione del re di Napoli Roberto d'Angiò. Lo scudo, in luogo della corona civica, potrebbe fregiarsi della corona nobiliare, essendo stata la città iscritta nellElenco ufficiale della nobiltà italiana. Stemma concesso da re Vittorio Emanuele III con decreto regio del 24 aprile 1927: «Troncato di nero e d'argento, alla bordura dentata di nero e d'oro, col capo d'Angiò».
Gonfalone Il gonfalone è formato dal drappo troncato di nero e di bianco con al centro lo stemma della città.
Onorificenze Cesena è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia d'argento per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:
L'ex comune di Sant'Andrea in Bagnolo è insignito di:
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiese
Abbazia di Santa Maria del Monte L'imponente millenario complesso sorge sul colle Spaziano, dove era solito andare in preghiera il vescovo Mauro, proclamato santo dall'XI secolo.; dopo la sua morte, intorno all'anno Mille fu eretta una chiesa, e tra il 1001 e il 1026 venne edificato un monastero. Nel corso degli anni la basilica si è arricchita di notevoli opere d'arte. Va ricordata la collezione di ex voto, la più grande d'Europa.. Cattedrale di San Giovanni Battista Di valore storico-artistico è anche il duomo cittadino dedicato a san Giovanni Battista, in stile gotico-romanico e risalente alla fine del Trecento, al cui interno sono racchiuse le spoglie di san Mauro. All'interno della cattedrale un piccolo e importante dipinto raffigurante il santo Battista eseguito su lastra di rame è stato recentemente attribuito dal ricercatore Alex Cavallucci al pittore manierista Livio Agresti.. Nella Cappella della Madonna del Popolo sono presenti affreschi di Corrado Giaquinto del 1750.. Convento di San Biagio Il complesso venne creato nel 1394, ma l'edificio venne completato nel 1424 e rifatto nel 1486; nel 1810 chiesa e convento furono soppressi e il complesso divenne sede della casa di ricovero delle Figlie del Povero. È sede della Pinacoteca Comunale.. Chiesa e convento dei frati Cappuccini Sorgono su un colle immediatamente a ridosso della città. Di costruzione relativamente più recente rispetto agli altri complessi cesenati, conserva la splendida tela del Guercino raffigurante lEstasi di San Francesco.. Chiesa e convento dei frati Minori Osservanti Il complesso, fondato per iniziativa di Malatesta Novello su consiglio della moglie Violante, venne edificato tra il 1459 e il 1464 su progetto del maestro Maso della Val Lugano. L'esterno, di puro geometrismo neoclassico, è caratterizzato dalla facciata rimasta incompiuta. Il portico presenta cappelle che una volta erano semplici arcate.. Chiesa di Sant'Agostino Si trova nel centro storico della città. Il convento, inizialmente dei frati Osservanti, fu ceduto alla fine del XV secolo ai monaci Agostiniani che intrapresero una vasta opera di ristrutturazione e di decorazione della chiesa e del convento, che terminò nel 1520. La forma attuale della Chiesa risale al 1748 su disegno di Luigi Vanvitelli.. Chiesa di Santa Cristina È situata in contrada Chiaramonti. Di origine medievale, fu riedificata più volte nel corso dei secoli, in particolare nel 1470, nel 1630 e nel 1740, quando fu risistemata da Francesco Zondini. Fu definitivamente terminata nel 1825 con poche varianti rispetto al progetto originale di Giuseppe Valadier.. Chiesa di San Domenico Edificata tra il 1706 e il 1772, sorge sui resti di una precedente chiesa quattrocentesca della quale restano i due chiostri. L'interno della chiesa è formato da una sola navata e ai lati troviamo tre cappelle per parte, nelle quali sono conservate testimonianze della pittura locale del XVII secolo.. Chiesa di Santa Maria dei Servi Un preesistente complesso religioso venne probabilmente ricostruito nel 1240, e nel 1367 vi si insediarono i Servi di Maria. Tra il 1756 e il 1765 la chiesa assunse le forme attuali su progetto di Pietro Carlo Borboni. Chiesa di Santa Maria del Suffragio