La strage degli innocenti è un episodio raccontato nel Vangelo secondo Matteo (), in cui Erode il Grande, re della Giudea, ordinò un massacro di bambini allo scopo di uccidere il neonato "re dei giudei", della cui nascita era stato informato dai Magi giunti a Gerusalemme da oriente per aver visto sorgere la sua stella e chiedere notizie sul luogo in cui era avvenuta. A Erode, interrogati sacerdoti e scribi sul luogo in cui sarebbe dovuto nascere il Messia, fu detto che nelle Scritture ne veniva preannunciata la provenienza da Betlemme di Giudea, luogo di nascita sia di Davide che di Gesù. Egli chiese pertanto ai Magi di recarvisi, di informarsi sul bambino e di portargli sue accurate notizie, ma essi - trovatolo e adoratolo - furono poi avvertiti in sogno di non avvisare Erode e tornarono per un'altra strada. Quando il re lo venne a sapere si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù. Secondo la narrazione evangelica, Gesù scampò alla strage in quanto un angelo avvisò in sogno Giuseppe, ordinandogli di fuggire in Egitto; solo dopo la morte di Erode Giuseppe tornò indietro, stabilendosi in Galilea, a Nazareth.

La maggior parte degli studiosi moderni nega la storicità dell'episodio, presente solo nel racconto di Matteo e non trovandosi menzionato nelle opere di Giuseppe Flavio, fonte principale della storia giudaica del I secolo«La maggioranza delle recenti biografie di Erode il Grande lo rifiuta interamente», e, «probabilmente una maggioranza dei biblisti ha seguito questa opinione» Paul L. Maier, "Herod and the Infants of Bethlehem", in Chronos, Kairos, Christos II, Mercer University Press (1998), pp. 170-171. Maier peraltro sostiene che l'evidenza sarebbe a favore della storicità: l'episodio avrebbe secondo l'autore maggiore credibilità di quanta non ne venga riconosciuta (p. 189)Per esempio, Géza Vermes, The Nativity: History and Legend, London, Penguin, 2006, p. 22; E.P. Sanders, The Historical Figure of Jesus, Penguin, 1993, p. 85.Cfr anche: Raymond E. Brown, The Birth of the Messiah, Doubleday, 1993, pp. 31-32, 36, 49, 111, 179, 191, 205, 216-217, 226-228, 598, 615-616, ISBN 0-385-47202-1; Rudolf Bultmann, Storia dei vangeli sinottici, EDB, 2016, p. 293, ISBN 978-88-10-55850-8; Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, p. 2439, ISBN 978-88-10-82031-5; Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 154-155,ISBN 978-88-430-7821-9; Bart D. Ehrman, Jesus, Interrupted - Revealing the Hidden Contradictions in the Bible, Harper Collins Publishers, 2009, pp. 29-35, ISBN 978-0-06-186327-1.. Una parte minoritaria degli studiosi ne accredita invece la storicità, presumendolo sulla base di un accostamento col carattere e la modalità di governare che ebbe Erode, la cui biografia ne traccia un ritratto di un uomo assetato di potere che non esitò, per assicurarselo e mantenerlo, a compiere vari misfatti e assassinii tra i quali quelli di vari parenti e di alcune centinaia di oppositori.Ricciotti, Vita di Gesù, par. 9; pp. 256-257. Si confronti anche la voce di wikipedia su Erode e le fonti ivi citate.Si veda in proposito Joseph Ratzinger, L'infanzia di Gesù, Rizzoli 2012, p.126sRudolf Pesch, Die matthäischen Weihnachtsgeschichten: die Magier aus dem Osten, König Herodes und der bethlehemitsche Kindermord, Bonifatius, 2009, p. 72Tra gli studiosi che sostengono la storicità dell'episodio è possibile ricordare inoltre, insieme a Paul Maier, anche Stewart Perowne, The Life and Times of Herod the Great, Abingdon, 1956; Richard T. France, Herod and the Children of Bethelem, in "Novum Testamentum", 1979; Jack Finegan, The Archaeology of the New Testament, Princeton University Press, 1992. Secondo Macrobio, Augusto, ricevuta la notizia della morte dei figli di Erode, Alessandro e Aristobulo, da lui ben conosciuti, ebbero a dire: «È meglio essere il maiale di Erode piuttosto che uno dei suoi figli»; infatti Erode, essendo giudaizzato, non mangiava carne di maiale, anche se non esitò ad uccidere i suoi stessi figli.Giuseppe Ricciotti, Vita di Gesù Cristo, p. 23

Nella tradizione occidentale e cristiana il racconto è divenuto un topos culturale che ha dato luogo nei secoli a moltissime rappresentazioni artistiche: i bambini innocenti che muoiono violentemente, uccisi dalla sete di potere, vittime inconsapevoli di un odio spietato contro chi può ostacolare i piani di potenza e di dominio.

Nel XII secolo, a Parigi, il nome degli Innocenti fu dato ad una chiesa e al cimitero adiacente ad essa, entrambi poi rasi al suolo verso la fine del XVIII secolo.

Culto La Chiesa cattolica venera i bambini uccisi nella strage come martiri, con il nome di "Santi Innocenti"., fissandone la memoria liturgica al 28 dicembre. Martirologio Romano:

La Solennità del Die sanctorum Ignoscentum risale a prima dell'età agostiniana. In tale occasione era d'obbligo il colore nero dei paramenti liturgici. Esistono luoghi di culto cattolici consacrati ai Santi Innocenti Martiri e, in onore loro e dei martiri innocenti dei secoli successivi, si celebrano Messe di suffragio.Esempi: Santa Messa dei Santi innocenti martiri e Messa in suffragio delle vittime dell’eccidio nazista del 1944

Episodio evangelico

L'episodio è narrato nel Vangelo secondo Matteo, , senza paralleli negli altri vangeli canonici. Il racconto comincia dopo la nascita di Gesù, al tempo di Erode il Grande (73-4 a.C.). Alcuni magi giunsero a Gerusalemme chiedendo dove si trovasse il re dei Giudei, appena nato. Erode si turbò alla notizia e chiese ai sommi sacerdoti e agli scribi del popolo il luogo dove sarebbe dovuto nascere il messia e, avuta risposta che le profezie indicavano Betlemme, disse ai magi, convocati in segreto, di recarsi nella cittadina giudea e di tornare a riferirgli, affinché potesse adorarlo anche lui. Avvertiti in sogno da un angelo i magi decisero di non tornare a Gerusalemme. Avvertito a sua volta da un angelo dopo la partenza dei magi, Giuseppe portò la sua famiglia in Egitto (fuga in Egitto); Erode, sentendo minacciato il proprio trono, ordinò l'uccisione di tutti i neonati maschi dai due anni in giù del territorio di Betlemme.Vangelo secondo Matteo, L'episodio termina ricordando come la strage degli innocenti avesse verificato una profezia biblica, narrata nel Libro di Geremia.Vangelo secondo Matteo,

Storicità del racconto La storicità dell'evento è fortemente dibattuta tra storici, teologi e biblisti, in quanto nessuna fonte, evangelica o non evangelica, riporta questo evento al di fuori del Vangelo di Matteo. Il Vangelo di Luca, pur raccontando l'infanzia di Gesù, afferma che Maria e Giuseppe fecero pacificamente ritorno a Nazareth dopo la presentazione del loro figlio al tempio di Gerusalemme. In alcuni vangeli apocrifi del II e VII secolo d.C. (il Vangelo dell'infanzia di Tommaso, il Protovangelo di Giacomo ed il Vangelo dello pseudo-Matteo) vi è una più esplicita menzione del momento in cui i magi fossero arrivati quando Gesù aveva già due anni, quindi dopo la presentazione di Gesù al tempio, coerentemente del resto con l'indicazione temporale già presente in Matteo: "Allora Erode, vedendosi beffato dai magi, si adirò gravemente e mandò a uccidere tutti i maschi che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio dall'età di due anni in giù, secondo il tempo del quale si era esattamente informato dai magi" (2,16). Ciò sanerebbe la contraddizione con il testo di Luca.

La storicità dell'episodio è messa in dubbio, in particolare, dalla mancanza di cenni alla strage nelle opere di Flavio Giuseppe, lo storiografo ebraico fortemente ostile ad Erode e principale fonte non evangelica sul periodo. È tuttavia possibile che tale mancata citazione possa significare anche una scarsa considerazione dell'evento in sé, considerando i tempi estremamente duri e la probabile esiguità nel numero delle vittime, considerando che Betlemme era poco più di un piccolo borgo.

Argomenti a favore della storicità dell'episodio Il biblista ed archeologo cattolico Giuseppe Ricciotti afferma nel suo libro Vita di Gesù Cristo che il numero dei bambini nati a Betlemme in quel periodo, essendo circa 1000 gli abitanti adulti della piccola Betlemme, poteva aggirarsi intorno ai 60 individui (da due anni in giù), considerando un tasso di natalità simile a quello dei primi del Novecento; circa 30 nati l'anno. Volendo però Erode uccidere solo i bambini maschi il numero degli uccisi è dunque, approssimativamente, di circa 30 neonati e, considerando che la mortalità infantile nel Vicino Oriente era molto alta, il numero si restringe a circa 20. L'episodio, quindi, non avrebbe avuto rilevanza tale da interessare gli storici del tempo, sia per il numero limitato sia per l'appartenenza delle vittime alla popolazione rurale. Se poi la notizia fosse giunta a Roma, non avrebbe rappresentato motivo di reazione politica da parte dell'imperatore, che non esitava anche lui a soffocare nel sangue possibili rivolte. Svetonio, in un passo in cui utilizza il racconto di Giulio MaratoEra un liberto e segretario di Augusto, fu sicuramente utilizzato come fonte da Svetonio. Svetonio, Vita dei Cesari, Augusto, 79,2., scrive che pochi mesi prima della nascita di Augusto, avvenne a Roma un prodigio che fu interpretato come presagio di imminente nascita di un re per il Popolo Romano; i senatori, spaventati, ordinarono di esporre tutti i neonati che nacquero in quell'anno, comunque il decreto non venne depositato e la strage non fu eseguita.Svetonio, Vite dei Cesari, Augusto, 94,1. Si può comprendere quindi quanta scarsa rilevanza ebbe, secondo Ricciotti, la strage di Betlemme nella capitale dell'impero, considerando l'esiguità dei numeri e i tempi abbastanza crudeli e violenti.

Sempre secondo Ricciotti, il silenzio di Flavio Giuseppe è "spiegabilissimo: anche se il biografo (Giuseppe Flavio) ha trovato nei suoi documenti qualche notizia della strage di Bethlehem (cosa tutt'altro che certa), poteva egli forse intrattenersi presso un mucchio di oscure vittime, figli di poveri pastori, quando vedeva tutta la lunga vita del suo biografato disseminata di mucchi molto più alti e formati da vittime molto più illustri? In realtà Matteo e Flavio Giuseppe, se dal punto di vista psicologico concordano mirabilmente, nel campo aneddotico si integrano a vicenda [...] La bestialissima strage [...] è di un valore storico incontestabile accordandosi perfettamente col carattere morale di Erode» (G. Ricciotti, Vita di Gesù, par. 10;257).

Secondo gli esegeti della Bibbia TOB, «il racconto appare del tutto conforme al modo di agire di Erode» (Bibbia TOB, nota a Mt1, 16).

Il papa emerito Joseph Ratzinger (Benedetto XVI) scrive nel suo libro L'infanzia di Gesù che "la strage degli innocenti non ha nulla di impossibile, vista la storica brutalità di Erode". Opinioni simili sono espresse dal teologo e biblista tedesco Klaus Berger.

Anche lo storico Paul L. Maier, citato da Ray Summers nel suo libro Chronos, Kairos, Christos, sostiene la storicità dell'episodio, in quanto esso rientrerebbe perfettamente nel contesto del regno di terrore degli ultimi anni di Erode, sottolineando inoltre come il numero di bambini uccisi a Betlemme (non più di una dozzina) fosse troppo insignificante per essere riportato nelle fonti usate da Flavio Giuseppe. Maier sottolinea come il silenzio di Flavio Giuseppe non sia un argomento sufficientemente forte per negare la storicità dell'episodio.

Lo storico delle religioni Everett Ferguson ritiene che il massacro potrebbe essere storico, vista la brutalità degli ultimi anni del regno di Erode; inoltre, visto il basso numero di morti (non più di una dozzina), è probabile che Flavio Giuseppe non fosse neppure a conoscenza degli avvenimenti, avendo scritto le Antichità Giudaiche più di 90 anni dopo i fatti narrati.