La Sala Estense è una sala teatrale (un tempo cinematografica) di Ferrara. Si trova nel centro storico cittadino, in Piazza del Municipio, accanto lo Scalone d'Onore del Municipio.
Storia L'epoca estense e il Seicento La sua costruzione si deve a Ercole I d'Este che la fece erigere tra il 1476 e il 1480 come Cappella Ducale in onore alla Madonna e dedicandola alla moglie Eleonora d'Aragona, esponendovi al suo interno le salme degli Estensi prima della sepoltura.. Nel Cinquecento venne fatta ampliare da Alfonso II d'Este come chiesa ad aula con tre altari. Passando Ferrara sotto lo Stato Pontificio, venne concessa alla Confraternita dello Spirito Santo, officiata fino al 1616 ed in seguito sconsacrata.. Dovendo sostituire, a metà Seicento, la Gran Sala delle Commedie distrutta da un incendio avvenuto a ridosso del Carnevale, vennero incaricati gli architetti Carlo Pasetti e Alberto Gnoli di modificare l'assetto della Cappella, inaugurata poi come sala teatrale con la commedia "La casa con due porte dificilmente si guarda" (9 gennaio 1660). In successive modifiche venne riservata la platea interamente al pubblico, si costruirono più palchetti, la scena mutevole e un'adeguata attrezzatura di macchine teatrali; nota come Teatro in Cortile, venne decretata la fine dell'utilizzo come teatro e ripristinata come Chiesa Nuova nel 1693, rimodernata in stile Barocco e dedicata a San Maurelio,. grazie anche all'acquisto da parte dei marchesi Bentivoglio e al recente ripristino del culto da parte del Cardinal Legato Imperiali,. abbellita esternamente da un frontone triangolare e da un portone ornato da due colonne, costituiti da materiali di varia provenienza: dall'altare di San Benedetto e da un camino del Castello, che Sesto Boari, durante i lavori avviati nel secondo decennio del Novecento, «non volle toccare». Sovrastante al portone, vi fu collocata un'epigrafe, tuttora visibile.
Dal Settecento al Novecento Nel 1792 venne soppressa a causa dell'occupazione francese e riaperta nel 1802, poi nuovamente chiusa e restaurata nel 1850, quando fu dipinta la volta da Giuseppe Tamarozzi con l'intervento di Gregorio Boari per le figure.L'altare maggiore venne ridefinito nello stesso anno con le scagliole dello svizzero Agostino Canturio su disegno del prof. Antonio Neri. Sempre in scagliola, due statue di Gaetano Davia mentre la pala d'altare con la M. V. sulle nubi coi quattro santi protettori di Ferrara (Giorgio, Maurelio, Rocco e Filippo) fu dipinta da Girolamo Domenichini, con stucchi di Filippo Becci (detto Zambologna), quella che chi entrava vedeva alla sinistra dell'altare, dal bolognese Giuseppe Santi e a destra un San Carlo del bolognese Carlo Mazza..
Chiusa e sconsacrata nuovamente nel 1893, venne usata come magazzino per poi essere rimaneggiata nel 1915 quando il Comune la affittò al privato cittadino Ermanno Carletti, avente idea di «trasformare l’ampio spazio dell’ex chiesa in una sala per concerti, conferenze, feste di beneficenza e, soprattutto, proiezioni cinematografiche», ambizioso progetto avviato dall'ing. Sesto Boari, il cui assetto, realizzato in circa un anno, per la maggior parte è ancora visibile.. Lo stesso Boari istituì appositamente la Ditta ing. Sesto Boari & C. assieme a Gaetano Lattuga, Emilio Arlotti e Gaetano Carletti, affidando i calcoli a ditte esterne e progettando gli accorgimenti acustici e la cassa armonica sottoposta al piancito, ancora esistente, al quale si aggiunse il progetto di trasformazione del prospetto, inoltrato da Carlo Carini ma mai realizzato. Dal momento dell'inaugurazione, avvenuta la sera di sabato 17 febbraio 1917, si diede il nome di Sala Estense, rimasto sino ad oggi eccetto la parentesi degli anni Trenta in cui venne chiamata Cinematografo reale. Durante i lavori intrapresi negli anni Venti, si perdettero anche al di fuori le ultime tracce di assetto sacro, venendo demolito il frontone esterno.. Contemporaneamente in città cominciò una radicale opera di recupero e di ricostruzione, conosciuta come Addizione novecentista, voluta da Italo Balbo e dai suoi collaboratori più vicini, come il podestà Renzo Ravenna ed il giornalista Nello Quilici. In quegli stessi anni venne completamente rifatta in stile neo-medievale la facciata del vicino Palazzo Municipale con annessa la Torre della Vittoria.
Dagli anni Sessanta e nei decenni successivi, il Comune, ancora oggi propietario, ha effettuato diversi adeguamenti strutturali.
La Sala Estense e la piazzetta Municipale sono state utilizzate in varie produzioni cinematografiche, come ad esempio La lunga notte del '43 o il più recente Al di là delle nuvole.
Caratteristiche architettoniche Interno La sala a pianta rettangolare è costituita da una platea e da un’unica galleria: è caratterizzata da snelle colonne scanalate, ornate da elaborati capitelli in stucco bianco con teste leonine ed elementi fitomorfi, poste su plinti delimitanti lo spazio del pubblico mentre le pareti sono scandite da lesene anch’esse scanalate con capitelli aventi teste d’ariete ed elementi vegetali. Un parapetto a fascia continua, ornato da ghirlande in stucco e con andamento curvilineo, delimita la galleria che lungo le pareti, in corrispondenza delle colonne, forma una sorta di balconcini. Il soffitto è dato da elementi quadrangolari poggianti sopra colonne..
Esterno Ai lati della parte superiore del portale sono ancora presenti, oltre l'epigrafe, le statue dei patroni di Ferrara San Giorgio (a sinistra) e San Maurelio (a destra) realizzate tra il 1833 ed il 1835 durante un'ulteriore sessione di restauri dai fratelli Mansueto e Francesco Vidoni, opere in origine destinate alla facciata della Cattedrale...
Utilizzo attuale Attualmente la Sala Estense ospita varie manifestazioni culturali, concerti ed eventi, come ad esempio la rassegna annuale di teatro dialettale ferrarese organizzata dalla Compagnia Straferrara.
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Note
Bibliografia
Voci correlate Teatro comunale (Ferrara) Teatro Giuseppe Verdi (Ferrara) Teatro Nuovo (Ferrara)
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Collegamenti esterni
Categoria:Teatri di Ferrara Categoria:Teatri all'italiana Categoria:Palazzo Municipale (Ferrara)