Ex numero uno della classifica WTA nel 2002 e di doppio nel 2010, è stata la prima donna afroamericana dell'Era Open a occupare la prima posizione del ranking mondiale, che ha mantenuto per un totale di undici settimane non consecutive.

Ha vinto quarantanove titoli WTA e vanta nel suo palmarès sette vittorie nel circuito di singolare del Grande Slam su sedici finali. Ha al suo attivo anche quattordici vittorie nel doppio del Grande Slam ottenute con la sorella minore Serena e due nel doppio misto. Nel decennio 2000-2010 è stata la giocatrice ad aver vinto di più a Wimbledon, con cinque vittorie su otto finali (di cui quattro consecutive, dal 2000 al 2003) ed è una delle cinque tenniste (dopo Martina Navrátilová, Steffi Graf, Serena Williams e Billie Jean King, la quale, tuttavia, ha ottenuto due dei suoi sei successi a Wimbledon prima del 1968) ad averne vinte cinque o più nell'Era Open. Ha compiuto il Grande Slam virtuale (detto anche Piccolo Slam) in doppio, che consiste nella vittoria di quattro Slam consecutivi non durante lo stesso anno solare, nel biennio 2009-2010 insieme alla sorella Serena.

Considerata una delle tenniste più forti della storia, eccelle nelle superfici in cemento (ha ottenuto più della metà dei suoi successi in singolare proprio sul veloce) e in erba. Inoltre è una delle tre tenniste della storia, oltre a Helen Wills e alla sorella Serena, ad avere vinto le Olimpiadi in entrambe le specialità (singolare e doppio) nella stessa edizione, quella del 2000. Nel 2012, con la vittoria ai Giochi olimpici di Londra nel doppio, Venus è diventata la tennista con più ori nella storia, insieme a Serena, grazie alle sue quattro medaglie. Nel 2016 si è aggiudicata anche la medaglia d'argento in doppio misto in coppia con il connazionale Rajeev Ram, risultando la tennista con più medaglie olimpiche della storia (cinque), uomini compresi.

Biografia Nasce il 17 giugno del 1980 a Lynwood, California, Stati Uniti da Richard Williams e Oracene Price, ha una sorella minore Serena Williams e tre sorellastre: Yetunde, assassinata nel 2003 all'età di 31 anni, Lyndrea, Isha. Allenata dal padre Richard Williams e da Oracene Price; insieme alle sorelle e alla madre frequenta i testimoni di Geova. Oltre alla carriera tennistica si è messa in risalto nel campo della moda: nel 2007 Venus ha cominciato a collaborare con i dettaglianti della Steve & Barry's per lanciare una propria linea di moda, EleVen. A proposito di ciò la stessa giocatrice dice «Amo la moda e l'idea che sto usando le mie conoscenze di design per creare personalmente abbigliamento e calzature che porterò dentro e fuori dal campo, è un sogno che si avvera per me. L'intenzione è di creare una collezione che consenta alle donne di godere di uno stile di vita attivo, pur rimanendo alla moda. Sono entusiasta di tutto quello che abbiamo creato per lanciare EleVen».

Nel 2010 le viene diagnosticata la sindrome di Sjögren, una malattia che atrofizza le ghiandole e che provoca secchezza agli occhi e alle labbra. Risiede a Palm Beach Gardens, in Florida, insieme alla famiglia.

Carriera Inizi Williams è diventata professionista il 31 ottobre 1994, all'età di quattordici anni.

Nel primo torneo professionistico, il Bank of the West Classic a Oakland, Venus, al primo turno, ha affrontato l'ex campione NCAA di singolare Shaun Stafford, che all'inizio di quell'anno aveva raggiunto il quarto round degli Open di Francia. La Williams ha battuto la sua collega americana 6–3, 6–4.

Nel secondo round dello stesso torneo, la Williams ha vinto un set e un break di servizio contro la numero 2 del mondo Arantxa Sánchez Vicario prima di perdere la partita. Vicario vincerà poi il torneo sconfiggendo Martina Navratilova. Quello è stato l'unico torneo giocato dalla Williams nel 1994.

Debuttante nel circuito professionistico alla fine del 1994 (nel 1995 ottiene un importante quarto di finale nel torneo di Auckland, sconfitta da Magdalena Maleeva), nel 1997 raggiunge una sorprendente finale agli US Open: a Flushing Meadows supera al terzo turno Anke Huber (finalista in Australia l'anno precedente) e in semifinale la rumena Irina Spîrlea, per poi affrontare in finale l'allora n.1 Martina Hingis, che batte Venus con un netto 6-0, 6-4. Conclude l'anno con un ottimo 22º posto nel ranking.

1998 - 2002: dominio Williams 1998: primo titolo WTA

L'anno si apre molto positivamente per la tennista americana, che raggiunge la finale a Sydney, torneo nel quale riesce a prendersi una rivincita su Martina Hingis, battendola al secondo turno in tre set (7-5 al terzo), e perde la finale contro Arantxa Sánchez Vicario. Continua su ottimi livelli, conquistando i quarti di finale agli Australian Open, battendo tra le altre Serena, ma sconfitta in tre set dalla connazionale Lindsay Davenport per 1-6 7-5 6-3; riesce tuttavia ad aggiudicarsi il titolo nel doppio misto insieme a Justin Gimelstob.

A febbraio vince il suo primo titolo WTA, vincendo la finale dell'IGA U.S. Indoor Championships a Oklahoma City contro la sudafricana Joannette Kruger (netto parziale di 6-3 6-2); inoltre conquista il titolo anche in doppio insieme alla sorella. Dopo la semifinale di Indian Wells, persa contro Martina Hingis, si aggiudica la 14ª edizione del Torneo di Miami battendo proprio la Hingis in semifinale e Anna Kurnikova in finale (2-6 6-4 6-1). L'anno prosegue magnificamente per Venus, che arriva in finale a Roma, battendo tra le altre Serena nei quarti e Arantxa Sánchez Vicario in semifinale: si è però dovuta arrendere nuovamente alla Hingis per 6-3 2-6 6-3.

È ancora la tennista svizzera a fermarla ai quarti di finale del Roland Garros; nonostante ciò riesce ad aggiudicarsi il torneo francese nel doppio misto, nuovamente insieme a Justin Gimelstob, battendo in finale proprio Serena Williams e Luis Lobo.

Altri quarti di finale a Wimbledon, persi questa volta contro l'allora n.3 Jana Novotná 7-5 7–6(2). Nei due mesi successivi, durante gli US Open Series, raggiunge la finale a Stanford, persa a vantaggio di Lindsay Davenport, e i quarti a San Diego, stavolta battuta da Mary Pierce. Riesce a riconfermarsi parzialmente agli US Open (presentatasi come n.5 del ranking): battute la francese Pierce al quarto turno (6-1 7–6(4)) e la spagnola Arantxa Sánchez ai quarti (2-6 6-1 6-1) si arrende alla connazionale Lindsay Davenport in semifinale, con il punteggio di 6-4 6-4.

Conclude il suo anno memorabile vincendo il Grand Slam Cup di Monaco e sfiorando la vittoria (battuta in finale dalla Davenport) a Zurigo e a Mosca (sconfitta in semifinale dalla futura vincitrice del torneo Mary Pierce). Inoltre proprio a Zurigo ha trionfato in doppio con Serena.

Pur essendo appena una diciottenne Venus ha già raggiunto almeno i quarti di finale in tutti gli Slam, arrivando addirittura a giocare una finale a Flushing Meadows.In quest'anno ha stabilito il record femminile di velocità nella battuta di servizio (oltre 170 km/h, migliorato successivamente sino a raggiungere i 205 km/h proprio al torneo di Zurigo).

1999 L'anno si apre nuovamente con i quarti di finale agli Australian Open, battuta nuovamente da Lindsay Davenport per 6-4 6-0.

Allo slam australiano seguono cinque finali quasi consecutive (a parte l'eliminazione nel secondo turno al Bausch & Lomb Championships). La prima la gioca in Germania, ai Faber Grand Prix, dove batte anche Steffi Graf in semifinale, ma perde la finale con la Novotnà; tuttavia vince il torneo in doppio con la sorella.

Nello stesso mese arriva un'altra finale, a Oklahoma City, questa volta vinta (per il secondo anno consecutivo) in due set contro Amanda Coetzer.

Altra vittoria, come l'annata precedente, a Miami: dopo avere battuto in ordine Anke Huber, Jana Novotná e Steffi Graf riesce a imporsi su Serena. È la prima finale nella storia dei tornei del tennis professionistico che vede contrapposte due sorelle; Venus vince in tre set 6-1 4-6 6-4. Da questa vittoria Venus entra tra le prime tre tenniste al mondo, posizionandosi in terza posizione. La terra rossa è la protagonista delle altre due vittorie della statunitense: ad Amburgo si aggiudica la finale a discapito della francese Mary Pierce (6-0 6-3). Nuovamente la Pierce è l'avversaria di Venus alla finale degli Internazionali d'Italia, vinta in due set (6-4 6-2), dopo avere battuto in semifinale Martina Hingis.

Ottavi di finale un po' deludenti al Roland Garros, dove si arrende all'austriaca Barbara Schwartz proveniente dalle qualificazioni. Il trionfo arriva nel doppio con Serena, in un match combattutissimo contro Martina Hingis e Anna Kurnikova.

Riconferma a Wimbledon i quarti di finale, sconfitta in tre set (6-2 3-6 6-4) dalla plurivincitrice Steffi Graf.

Per il secondo anno consecutivo arriva in finale a Stanford, battuta ancora da Lindsay Davenport 7–6(1) 6-2. Continua la preparazione agli US Open, arrivando in finale anche a San Diego, ma perdendo contro Martina Hingis; sconfitta in finale anche nel doppio. Conferma il suo stato di grazia con la vittoria a New Haven a discapito proprio della Davenport (6-2 7-5).

Altra semifinale a Flashing Meadows, dove cede a Martina Hingis (la quale perde la finale con Serena Williams) per 6-1 4-6 6-3; successo, tuttavia, nel doppio, battendo in tre set la coppia formata da Chanda Rubin e la francese Sandrine Testud.

Contribuisce inoltre alla vittoria della squadra statunitense in Fed Cup, con una vittoria su Elena Lichovceva per 6-3 6-4. Partecipa alla finale del WTA Champioship di Monaco, perdendo però contro la sorella 6-1 3-6 6-6. Ribadisce la conquista del titolo dell'anno precedente a Zurigo, riuscendo a sconfiggere nell'ordine Irina Spîrlea (6-3 6-2), Julie Halard-Decugis (6-2 6-3), Mary Pierce (6-4 6-4) e in finale Martina Hingis (6-3 6-4).

2000: doppietta Wimbledon-US Open, oro olimpico in singolare e in doppio Il nuovo millennio non si apre nel migliore dei modi: infatti Venus è costretta a saltare i primi quattro mesi della stagione (compresi gli Australian Open, vinti dalla rivale Lindsay Davenport) a causa di una tendinite a entrambi i polsi. Rientra a maggio, ottenendo un ottimo quarto di finale al Roland Garros, sconfitta da Arantxa Sánchez Vicario (6-0 1-6 6-2). Da questo momento la tennista statunitense vincerà una lunga serie di 35 incontri consecutivi, partendo da Wimbledon.

Ai Champioships ritorna a giocare il suo miglior tennis, sbaragliando le avversarie (tra le altre Martina Hingis e Serena) e imponendosi sull'eterna rivale Davenport per 6-3 7–6(3): è il suo primo titolo del Grande Slam ed è la seconda donna afroamericana ad aggiudicarsi il torneo dopo Althea Gibson che trionfò nel 1957 e 1958. Prima vittoria a Wimbledon anche nel doppio, sempre con la sorella, insieme alla quale ha ottenuto la vittoria su Julie Halard-Decugis e Ai Sugiyama. La striscia di vittorie continua con la conquista di Stanford (6-1 6-4 sulla Davenport), San Diego (6-0 6(3)–7 6-3 su Monica Seles) e New Haven (6-2 6-4 nuovamente sulla Seles).

Continua ad accumulare vittorie su vittorie, aggiudicandosi il primo US Open imponendosi su tenniste del calibro di Nathalie Tauziat (6-4 1-6 6-1 nei quarti) e Martina Hingis (4-6 6-3 7-5); in finale è Lindsay Davenport a soccombere con il punteggio di 6-4 7-5. L'anno sembra essere perfetto: arriva anche il trionfo olimpico a Sydney. Dopo avere battuto ai quarti Arantxa Sánchez Vicario 3-6 6-2 6-4 e in semifinale Monica Seles 6-1 4-6 6-3 ha la meglio in finale sulla diciannovenne Elena Dement'eva (6-2 6-4). La famiglia Williams trionfa anche nel doppio con l'oro olimpico delle due sorelle contro le olandesi Kristie Boogert e Miriam Oremans; Venus è la seconda tennista di sempre ad avere conquistato l'oro alle olimpiadi sia nel singolare sia nel doppio, solo dopo Helen Wills nel 1924. La fenomenale stagione termina con la finale di Linz, la sola partita persa dopo mesi dalla Williams, contro la Davenport (6-4 3-6 6-2).