Per limes renano si intendeva il sistema di fortificazioni lungo un fiume (ripa) a difesa dei territori della Gallia (di fronte alla Germania Magna, popolata dalle popolazioni germaniche), che poteva essere suddiviso in due-tre differenti tratti e collegava la foce del fiume Reno con quella del Danubio.
Divisione interna del limes
Due (o forse tre) erano i principali settori del limes romano Germanicus: Il limes romano del basso-medio Reno creato a partire dalle campagne di Druso maggiore in Germania Magna nel 12 a.C. e durato fino al V secolo con l'occupazione dei foederati franchi; Il limes romano dell'alto Reno creato dopo la disfatta in Germania di Varo del 9; poi sostituito dai Flavi con quello germanico-retico dal 74 al 260; riattivato con l'abbandono degli Agri decumates. Quest'ultimo tratto di limes era poi strettamente connesso con quello "artificiale" compreso tra Reno e Danubio, il cosiddetto limes Germanicus-Raeticus creato a partire dalla dinastia Flavia e durato, nella sua parte "oltre il Reno" (Agri decumates) fino al 260 (vedi Invasioni barbariche del III secolo). Il terzo ed ultimo settore era quello creato in Germania Magna durante il ventennio di Occupazione romana della Germania sotto Augusto (12 a.C.-9 d.C.) fino alla disfatta di Varo nella foresta di Teutoburgo, nei territori compresi tra Reno ed Elba.
Storia del limes renano dell'Impero romano
Province/diocesi gallo-germaniche
Qui sotto andremo ad analizzare questo settore settentrionale di limes, che difendeva le province che si affacciavano sul fiume Reno e per un breve periodo l'Elba. Sarà, pertanto, opportuno, prima di effettuare un'accurata analisi della permanenza militare nell'area (con l'elencazione delle campagne militari, delle unità militari che soggiornarono nell'area e delle relative fortificazioni), cominciare con una breve sintesi della storia/formazione delle province sopra elencate.
EVOLUZIONE DELLE PROVINCE GERMANICHE prima dellaconquista romana Gallia transalpina (Galli) Germania Magna (Germani) dal 50 a.C. Gallia Belgica Gallia Celtica Germania Magna (Germani) dal 16 a.C. Gallia Belgica(ampliata) Germania Magna (Germani) dal 9 a.C.al 5 d.C. Gallia Belgica(di cui facevano parte) Germania inf.(distr.militare) Germania sup.(distr.militare) Germania(distr.militare fino al Weser) dal 5al 9 d.C. Gallia Belgica(di cui facevano parte) Germania inf.(distr.militare) Germania sup.(distr.militare) provincia di Germania(fino all'Elba) dal 17 d.C. Gallia Belgica(di cui facevano parte) Germania inf.(distr.militare) Germania sup.(distr.militare) Germania Magna(andata perduta) dall'83 Gallia Belgica Germania inferiore(scorporata) Germania superiore(scorporata) Germania Magna(Germani) con la riformadi Diocleziano Belgica I Belgica II Germania I Germania II Germania Magna(Germani) da Costantino I (324)a Teodosio I (395) Belgica I Belgica II Germania I Germania II Germania Magna(Germani)
Basso-medio corso del fiume Reno e Germania Magna
La conquista della Gallia da parte di Gaio Giulio Cesare (negli anni 58-51 a.C.), aveva decretato un nuovo confine dei territori della Repubblica romana: il fiume Reno, al di là del quale si estendevano i territori dei Germani.
Da Augusto a Tiberio (16 a.C.-37 d.C.)
Con l'avvento di Augusto, i progetti del primo imperatore romano mutarono. Egli voleva portare il Limes più ad est, oltre il Reno fino al fiume Elba. Una volta sottomesse le popolazioni in Spagna e nelle Alpi della cosiddette "Aree interne", si provvedette a partire dal 16-13 a.C., a disporre le legioni lungo il Reno in punti strategici come Castra Vetera e Mogontiacum, di fronte a vie di penetrazione strategiche per la prossima conquista della Germania.
A partire dal 12 a.C. furono lanciate in Germania tutta una serie di campagne, attraverso 3-4 differenti linee di penetrazione, da nord a sud: dal mare fino alle foci dei fiumi Amisia e Visurgi, con la costruzione di un canale artificiale: la Fossa Drusi, di alcuni forti lungo il Reno (a Fectio e Noviomagus Batavorum) e lungo le coste degli alleati Frisi (a Bentumersiel); da Castra Vetera lungo il fiume Lippe, con la costruzione di numerose fortezze legionarie e/o forti ausiliari ad Oberaden (di 54 ettari di dimensione), Haltern (la latina Aliso o Alisone), Holsterhausen, Beckinghausen, Anreppen (di 20 ettari) ed Hedemünden sulla Werra; da Bonna lungo il fiume Lahn fino a Waldgirmes ed a Kneblinghausen; da Mogontiacum lungo i monti del Taunus, proseguendo verso nord-est fino a Rödgen (base di approvvigionamento), oppure verso sud-est lungo il fiume Meno fino a Marktbreit.
L'occupazione da parte delle armate romane portò sotto il dominio di Roma, prima i territori germani tra Reno e Weser (anche con la costruzione di strade e di ponti, i cosiddetti pontes longi), dal 5 in poi anche quelli più ad est, tra Weser ed Elba.
È solo in seguito alla disfatta di Teutoburgo del 9 che i piani del Princeps, Augusto, mutarono e le armate romane furono ritirate definitivamente, riportando il Limes, ancora una volta, al fiume Reno.
La Germania era definitivamente perduta. Nessun altro imperatore successivo avrebbe avuto in futuro piani di conquista. Vi furono soprattutto spedizioni punitive nei confronti delle popolazioni germaniche per evitare i pericoli di possibili invasioni della Gallia, ma il Reno doveva rimanere per i successivi quattrocento anni la nuova linea di confine tra l'Impero romano ed i barbari.
Ancora oggi il fiume Reno sancisce la linea di demarcazione tra due differenti lingue europee: quella neo-latina e quella germanica.
Il Reno, dopo le campagne punitive di Tiberio del 10-11 e di Germanico del 14-16, fu costantemente fortificato per i successivi 200 anni, tanto che lungo le sue sponde, i contingenti legionari furono portati fino ad un totale di 8, così distribuiti: la XX Valeria Victrix a Novaesium, la V Alaudae e la XXI Rapax a Castra Vetera, la I Augusta Germanica a Bonna in Germania inferiore; la XIV Gemina e la XVI Gallica a Mogontiacum, la II Augusta ad Argentorate e la XIII Gemina a Vindonissa nella Germania superiore. E sempre a questo periodo è da attribuire la costituzione della Classis Germanica lungo il fiume Reno, con base principale a 3 km a sud di Colonia, oltre a numerose altre basi secondarie tra cui Neuss e Castra Vetera.
I forti ausiliari e le fortezze legionarie romane lungo il fiume Reno della futura provincia di Germania inferiore erano ora posizionate a Fectio, Noviomagus Batavorum, Castra Vetera, Bonna, Colonia Agrippina e Novaesium.
Da Claudio a Traiano (41-117)
La conquista della Britannia sotto Claudio del 43 richiese il ritiro di tre delle legioni renane: la legio II Augusta dalla fortezza legionaria di Argentoratae (l'odierna Strasburgo), la legio XIV Gemina da Mogontiacum e la legio XX Valeria Victrix da Novaesium. La partenza della legione II Augusta fu rimpiazzata da un contingente ausiliario fino all'epoca di Vespasiano, quando venne ripristinato l'antico castrum legionario, mentre quella della XIV fu rimpiazzata dalla legio IV Macedonica proveniente dalla Spagna Tarraconense. Il contingente renano era stato così ridotto da 8 a 6 legioni.
Nel 47 l'imperatore Claudio fermò una nuova avanzata in Germania, malgrado i successi iniziali su Frisoni e Cauci da parte di Gneo Domizio Corbulone, allora legato della Germania Inferiore, ed ordinò il ritiro definitivo e completo di tutte le truppe romane dalla riva destra del Reno definitivamenteCornelio Tacito, Annales, XI, 19.. Roma aveva così definitivamente rinunciato ad ogni possibile ingerenza sui territori germani. L'inizio della conquista della vicina Britannia, non permetteva la dispersione di forze su troppi fronti, tanto da dover ridurre il numero delle legioni lungo il Reno a 6-7 unità. Nuovi forti furono costruiti lungo la sua riva sinistra in successione lineare, ponendoli ad una distanza media di 7–8 km l'uno dall'altro, dalla costa del Mare del Nord fino alla confluenza tra il fiume Reno ed il Waal. Si calcola che nella sola Germania inferiore, all'epoca di Vespasiano vi fossero ben ventisette postazioni militari (compresi i tre campi legionari) dalla foce del Reno al forte di Remagen.Maureen Carroll, Romans, Celts & Germans: the german provinces of Rome, Gloucestershire & Charleston 2001, p.38.
In seguito alla rivolta batava del 69, la doppia fortezza legionaria di Castra Vetera, distrutta dalla truppe batave ribelli, fu ricostruita per una singola legione, mentre la seconda legione fu inviata nel nuovo accampamento di Nimega.
Sotto Domiziano, a causa delle continue guerre contro i Daci di Decebalo, il Reno perdeva il primato di settore strategico più importante, a vantaggio del settore danubiano, a cui seguì la conquista della Dacia da parte di Traiano (101-106).
Da Adriano a Gallieno (117-268)
Pochi sono gli avvenimenti significativi di questo periodo, a parte la continua manutenzione di questo tratto di frontiera fluviale di Reno. Sappiamo che attorno al 170-172 vi furono degli attacchi da parte della tribù germanica dei Cauci, lungo le rive della Gallia Belgica nel periodo delle guerre marcomanniche.
Nel 256 assistiamo ai primi attacchi della coalizione di tribù dei Franchi, con una successiva loro occupazione, pur se provvisoria, della parte nord-est della provincia gallica. L'intervento dell'imperatore Gallieno riuscì a ripulire definitivamente l'area (meritandosi il titolo di restitutor Galliarum), ma lo costrinse ad abbandonare attorno al 260 il settore più settentrionale del limes della Germania inferiore. Ogni forte compreso tra la foce del Reno e l'affluente Waal fu abbandonato. L'errore strategico fu grande, poiché una volta che ai Germani si permise di penetrare al di qua del Reno, si dimostrò quanto la frontiera della Gallia fosse troppo vulnerabile per essere difesa dai ripetuti attacchi dei barbari.
Dalla fine del III al V secolo
In seguito alle devastanti invasioni dei Franchi del 275 e 276, si provvide alla costruzione di un nuovo limes fortificato, che congiungeva la costa gallica, via Bavai e Tongres, a Nimega sul Reno. Sappiamo, inoltre, che l'area fu difesa con la costruzione di tutta una serie di burgi fortificati e castella lungo la strada Colonia-Bavai-Boulogne (il cosiddetto limes Belgicus), a nord del quale i territori erano stati abbandonati a vantaggio dei foederati franchi, pur mantenendo di fatto solo pochi avamposti fortificati.Carroll, Romans, Celts & Germans: the german provinces of Rome, p.139.
La Gallia in seguito a questi ultimi eventi godette di un relativo periodo di pace, almeno fino all'usurpazione di Magnenzio del 350. Ancora una volta gli Alemanni penetrarono nella provincia, ma furono sconfitti nel 357 da Giuliano presso Argentoratum. E l'anno successivo, il futuro imperatore, stringeva accordi con i Franchi, che più a nord erano penetrati a sud del fiume Mosa.
Pochi anni più tardi lo stesso Valentiniano I risiedette in Gallia (tra il 365 ed il 375), dedicandosi alla razionalizzazione e potenziamento delle difese di questa regione, rappresentando l'ultima fase accertabile di costruzione, lungo la frontiera romana della Gallia. Il ritiro di buona parte delle truppe romane lungo il Reno da parte di Stilicone nel 401, al fine di respingere le orde dei Visigoti di Alarico dall'Italia, permisero nuove e devastanti invasioni barbariche da parte di Suebi, Vandali, Burgundi ed Alani, con la conseguente perdita di gran parte dei territori gallici (406 ). Ad alcuni invasori, infatti, fu permesso di rimanere all'interno dei confini imperiali con lo status di Foederati, come i Visigoti in Aquitania o i Burgundi in Borgogna, ecc.. L'integrità delle frontiere si era definitivamente spezzata ed il settore renano era ormai al collasso.
Alto corso del Reno e limes Germanicus-Raeticus
La conquista dell'arco alpino: da Augusto a Tiberio (16 a.C. - 37 d.C.)