Cronologicamente, è classificato come un compositore barocco, anche se la sua musica è stata di riferimento nello sviluppo del classicismo, e conosciuta e ammirata dai musicisti successivi, romantici compresi. La sua produzione più nota, realizzata dopo il suo trasferimento in Spagna, consiste nelle 555 sonate per clavicembalo, anche se ha scritto numerose opere, musica sacra, per ensemble da camera e organo.

Biografia Napoli: infanzia e adolescenza

Di famiglia originaria di Trapani, Domenico Scarlatti nacque a Napoli nel 1685. Il suo atto di battesimo, nella chiesa di Santa Maria della Carità o San Liborio, ci fa sapere che fu condotto al fonte da don Domenico Marzio Carafa duca di Maddaloni, che cinque anni prima aveva accolto nel suo palazzo il padre Alessandro Scarlatti, facendo rappresentare a questo la propria opera Gli equivoci del sembiante, apprezzata trionfalmente l'anno prima al teatro Capranica di RomaCarlo Raso, Napoli. Guida Musicale. Tutta la città in 34 itinerari, Sorrento, Di Mauro, 2004. Fu il sesto dei dieci figli di Antonia AnzaloneDiese und die meisten folgenden Angaben stammen aus dem Artikel von Stanley Sadie, Domenico Scarlatti, in: The New Grove Dictionary of Music and Musicians, Bd. 16, London, 1980, S. 568ff. Außerdem wurde verwendet die seinerzeit bahnbrechende Biographie von: Ralph Kirkpatrick, Domenico Scarlatti, 2 Bde., München, 1972 (Auch Sadies Artikel basiert in vielen Details auf Kirkpatrick!), studiò prima con suo padre Alessandro, celebre compositore, insegnante ed esponente di spicco della Scuola napoletana; dei suoi fratelli anche il maggiore, Pietro Filippo, fu un compositore e clavicembalista. La formazione del ragazzo, soprannominato Mimmo, verrà influenzata anche da altri membri della famiglia: le zie Anna Maria e Melchiorra e lo zio Tommaso erano cantanti, lo zio Francesco compositore.

Quindicenne, il viceré Medinaceli lo nominò organista e compositore della Cappella Reale di Napoli il 13 settembre 1701, con la funzione di suo "clavicembalista di camera". Risalirebbero a quest'epoca le prime composizioni: un mottetto a 5 voci, archi e basso continuo; le tre sonate K 287, K 288 e K 328, individuate come opere giovanili destinate all'organo; e, tra il 1699 e il 1703, le prime cantate da camera.

Firenze, Venezia e Roma

Nel 1702 il padre lo portò con sé in un breve viaggio a Firenze, alla corte del gran principe Ferdinando de' Medici non senza una sosta a Roma per offrire al marchese Francesco Maria Ruspoli una cantata composta dal figlio. Di ritorno a Napoli, tra il 1703 e il 1705, Scarlatti lavorò per il teatro di S. Bartolomeo, gestito dallo zio Nicola Barbapiccola: compose L'Ottavia restituita al trono e revisionò Il Giustino di Giovanni Legrenzi e lIrene di Carlo Francesco Pollarolo. Entusiasta delle esperienze professionali del figlio, nel 1705 Alessandro Scarlatti lo mandò a Venezia con il castrato Nicolò Grimaldi, con una tappa a Firenze nella speranza di un incarico presso il gran principe. In una famosa lettera così scrisse a Ferdinando:

«Io l'ho staccato a forza da Napoli, dove, benché avesse luogo il suo talento, non era talento per quel luogo. L'allontano anche da Roma, perché Roma non ha tetto per accoglier la musica, che ci vive mendica. Questo figlio ch'è un'aquila cui son cresciute l'ali non deve star oziosa nel nido, ed io non devo impedirle il volo»Pagano, 2015, p. 253..

Ma il gran principe Medici si limitò a lodarne il talento. Giunto a Venezia, non trovò impiego e poco si sa dei suoi successivi quattro anni, così, nel 1708, si stabilì a Roma, dove il padre Alessandro era ritornato nel 1703 con la famiglia.

Scarlatti era già un clavicembalista eminente: celebre una sua prova di abilità con il suo coetaneo Georg Friedrich Händel al palazzo del cardinale Ottoboni a Roma, dove fu giudicato superiore a Händel al clavicembalo, anche se inferiore all'organo. Il padre Alessandro, allora alla testa della cappella Liberiana in S. Maria Maggiore, chiamò presso di sé il figlio come direttore del secondo coro nella messa di Spagna per sant'Ildefonso del 23 gennaio 1708, e come organista in quella del settembre successivo. Alcune sue composizioni vi vennero eseguite, come la Missa La stella, conservata con alcuni mottetti nell'archivio di S. Maria Maggiore.

A Roma Scarlatti, nel 1709, incontrò il compositore inglese Thomas Roseingrave, suo estimatore; a lui si deve l'accoglienza entusiasta delle opere del compositore a Londra. Nel 1719 Scarlatti fu a Londra per dirigere la sua opera Narciso al King's Theatre. Sempre a Londra, nel 1738, fu pubblicata una raccolta, dal titolo Essercizi per gravicembalo, contenente 30 delle sue 555 sonate che sono giunte ai giorni nostri. Si tratta delle sole opere tastieristiche di Scarlatti che furono pubblicate durante la sua vita.

Apprezzato dalla nobiltà romana, Scarlatti ebbe un posto di spicco come maestro di cappella della regina polacca in esilio Maria Casimira, vedova di Giovanni III Sobieski, che, nel 1699, si era stabilita a Roma ed emulava il mecenatismo artistico espresso da Cristina di Svezia nel secolo precedente.

Per la regina Scarlatti compose l'oratorio La conversione di Clodoveo (settembre 1709) e sette opere recitate per Carnevale nel teatrino del Palazzetto Zuccari, architettura e scene del messinese Filippo Juvarra: il dramma pastorale La Silvia (1710) e i drammi per musica Tolomeo et Alessandro overo La corona disprezzata e L'Orlando overo La gelosa follia (1711), Tetide in Sciro (1712), Ifigenia in Aulide e Ifigenia in Tauri (1713) e Amor d'un'ombra e gelosia d'un'aura (1714). Oratorio e drammi ebbero libretti di squisito gusto classicistico, autore il segretario della regina, Carlo Sigismondo Capece, arcade come lei (e come Alessandro Scarlatti). Due sole di queste opere, Tolomeo e Tetide, sono pervenute in partiture più o meno complete; di una terza, Amor d'un'ombra, fu poi stampata una versione rimaneggiata sotto il titolo Narciso (Londra, 1720). La recente riscoperta della partitura di Tolomeoedita in Domenico Scarlatti’s «Tolomeo et Alessandro»: an investigation and edition, a cura di K. De La Matter, Ph.D. diss., City University of London, 2011. ha consentito di rivalutare appieno la musica teatrale di Scarlatti, spavalda ed elegante nel focalizzare sulla patetica rappresentazione degli affetti e dei conflitti ogni risorsa armonica, melodica e ritmica. Per la regina, Scarlatti compose inoltre cantate, serenate e oratori.

Infine nel 1714, sommersa dai debiti, Maria Casimira riparò in Francia, ove morì poco tempo dopo. Tuttavia Scarlatti proseguì una brillante carriera a Roma anche in assenza della sua protettrice. A detta del diario di David Nairne, che in qualità di segretario del pretendente cattolico al trono inglese, Giacomo III Stuart, soggiornò a Roma dal 22 maggio al 17 luglio 1717, Scarlatti si esibiva come cantante in palazzi privati, a conferma della formazione polivalente dei musicisti dell'epoca.«M. Scarlatti le jeune, grand musicien, joua du clavessin et chanta» (Pagano, 2015, p. 365). Tra il 1708 e il 1719 svariate sue cantate e serenate furono eseguite in spazi nobiliari o pubblici, inclusi palazzo Mignanelli (del principe Guido Vaini), il palazzo Apostolico e il Campidoglio, dove nel 1711 fu data La virtù in trionfo, per commissione dell'Accademia di S. Luca. A Roma, Scarlatti scrisse sia cantate da cameraalmeno 18, Fabris - Veneziano, 2010, p. 106., sia partiture operistiche per il teatro Capranica: nel 1715 Ambleto (libretto di Apostolo Zeno e Pietro Pariati) e gli intermezzi La Dirindina (Girolamo Gigli; edizione a cura di F. Degrada, Milano 1985), una salace satira del sottobosco operistico, che però non andò in scena (fu allestita solo nel 1729, al Valle, tra gli atti di una tragedia in prosa) e nel 1718, in collaborazione con Nicola Porpora, Berenice regina di Egitto.

Negli stessi anni Scarlatti ebbe anche importanti incarichi in Vaticano; dal 1713 divenne assistente del maestro di cappella a San Pietro, e poi, dal 1714 fino al 1719, assunse l'incarico come titolareR. Kirkpatrick, Domenico Scarlatti, 1953, pag. 56.. Del considerevole incremento di composizioni ecclesiastiche che il servizio vaticano dovette comportare rimangono scarse tracce, in particolare due Miserere conservati nel fondo della cappella Giulia e forse il famoso Stabat Mater a 10 voci, documentato in numerose copie, del quale peraltro non è certo se sia stato scritto per Roma oppure per Lisbona (d'Alvarenga, 2008, p. 54). Un'idea dell'entità della produzione vaticana di Scarlatti la dà un inventario di manoscritti (perduti) dell'archivio della cappella Giulia, risalente al 1770: registra sette messe e una cinquantina di pezzi sacriRostirolla, 2014, pp. 497-500..

Nel 1719 Scarlatti, nonostante il successo che stava riscuotendo a Roma, prese una decisione che cambiò radicalmente la sua vita. Nel 1714 ottenne la protezione di Rodrigo Anes de Sá Almeida e Meneses, marchese de Fontes, ambasciatore straordinario del Portogallo a Roma. Secondo alcuni documenti dell'epoca lo assunse formalmente come proprio maestro di cappella. Questa forma di mecenatismo diplomatico e nobiliare non era solo un supporto economico, ma un preciso strumento politico: l'ambasciatore esibiva il talento di Scarlatti a Roma per dimostrare il prestigio e la potenza culturale della corte portoghese. Non si ha notizia di altre attività musicali per conto del marchese, ma il rapporto dovette avere un seguito, se cinque anni dopo, nel 1719, de Fontes gli spalancò una nuova carriera nella penisola iberica, dove Scarlatti fu assunto alla corte portoghese.

Nelle corti di Lisbona e Madrid

Scarlatti si trasferì a Lisbona, il 29 novembre 1719, «impazientemente atteso dal Re», come scrisse il nunzio Vincenzo BichiDoderer - Rosado Fernandes, 1993, pp. 92 s.; accolto a palazzo, cantò accompagnato dalla regina Maria Anna d'Austria. Assunto come compositore della cappella patriarcale e maestro di musica della famiglia reale, ebbe due alunni di talento: il fratello minore del re, António, che nel 1732 fu poi il dedicatario delle Sonate da cimbalo di piano e forte di Lodovico Giustini da Pistoia (la prima edizione musicale espressamente destinata al pianoforte), e Maria Magdalena Barbara che, ben presto divenuta un'egregia interprete di musica da tasto, stabilì con Domenico una relazione artistica e didattica destinata a durare una vita intera.

Nell'apparato musicale della monarchia portoghese, in aggiunta alle mansioni di «capo e direttore di tutta la sua musica della Patriarcale», di cui parla il nunzio apostolico21 novembre 1719; in Doderer - Rosado Fernandes, 1993, p. 93., Scarlatti doveva provvedere alle serenate e cantate per i genetliaci e gli onomastici della famiglia reale e per altre occasioni festive, secondo un uso che la regina aveva introdotto sull'esempio della corte di Vienna.

Il soggiorno portoghese fu interrotto a più riprese. Tra il 1723 e il 1725 Scarlatti fu variamente a Napoli, Parigi, Roma e di nuovo Parigi. Un soggiorno romano nella seconda metà del 1724 è testimoniato dall'autobiografia di Johann Joachim Quantz, una visita all'anziano genitore a Napoli è riferita da Johann Adolf Hasse. I carteggi dell'ambasciatore Luís da Cunha documentano la presenza di Domenico a Parigi nel maggio del 1724 e nell'agosto del 1725 e la concessione di cruzados portoghesi per spese di viaggio; a Parigi pare si fosse esibito anche in pubblico.