Il Monte Priaforà (1.659 ) è una delle cime delle Prealpi vicentine, situata nel comune di Velo d'Astico.

Nota in passato col nome di Pietra ForataSecondo Gaetano Maccà, Storia del territorio vicentino, 1815 la montagna prende il nome da un foro naturale nella roccia di diametro superiore ai 3 metri, situato in prossimità della vetta e visibile ad occhio nudo a chilometri di distanza.

Geologia Come le cime circostanti, il monte Priaforà è costituito di rocce di età triassica e giurassica.Liverio Carollo, Guida escursionistica delle valli di Posina, di Laghi e dell'Altopiano di Tonezza, II ed, 1996 Serenissima editrice, C.A.I. sezione Thiene, pp. 23-25. Al basamento di dolomia principale si sovrappongono, nella zona sommitale, i calcari grigi di cui è costituito anche l'arco naturale che dà nome al monte.Liverio Carollo, Sui sentieri della Val d'Astico, III ed, 2005 Zanetti, C.A.I. sezione Thiene, pp. 18-21.

Storia

La cima fu particolarmente contesa durante la cosiddetta Strafexpedition nella primavera del 1916. Fu conquistata dai Kaiserjäger del 1º Reggimento il 30 maggio 1916. In seguito l'avanzata austro-ungarica fu fermata dal Regio Esercito e con lo scatenarsi dell'offensiva Brusilov sul fronte orientale e il ripiegamento dell'esercito imperiale poche settimane dopo la cima fu di nuovo occupata da truppe italiane.

Per iniziativa della popolazione di Lago, frazione di Velo d'Astico, nel 1933 venne eretta sulla cima una grande croce in legno, in ricordo dei soldati che qui combatterono nel Primo conflitto mondiale. Questa, logorata e abbattuta da un fulmine nel 1950, fu ricostruita in ferro nel 1960, portata a spalle attraverso l'erto sentiero dai giovani di Lago. Abbattuta quasi subito dal vento, la croce alta 16 metri, fu ricostruita nel 1961.

Vi si celebra una festa la prima domenica di agosto di ogni anno, viene celebrata una messa a ricordo delle epiche battaglie che nel 1916 avevano insanguinato le montagne e le valli qui intorno. Successivamente la festa prosegue presso la malga Campedello, posta a 30 minuti dalla vetta, con appuntamento gastronomico e folcloristico.

La vetta si raggiunge a piedi partendo: da contrà Maso lungo il sentiero n. 466, o dal Colletto di Velo, o dal Monte Novegno; oppure con mezzi motorizzati fino a Malga NovegnoAntonio Brazzale, Tra Astico e Posina …, op. cit., pp. 98-99.

Note

Bibliografia

Antonio Brazzale Dei Paoli, Tra Astico e Posina: Arsiero, Laghi, Posina, Velo d'Astico, Vicenza, La Serenissima, 1989 Liverio Carollo, Guida escursionistica delle valli di Posina, di Laghi e dell'Altopiano di Tonezza, II ed, 1996 Serenissima editrice, C.A.I. sezione Thiene, pp. 23–25 Liverio Carollo, Sui sentieri della Val d'Astico, III ed, 2005 Zanetti, C.A.I. sezione Thiene, pp. 18–21 Angelo Guidetti, Monte Priaforà Pino Marchi, Bagliori di guerra dal Priaforà al Novegno: cronache di un'offensiva annunciata, maggio-giugno 1916, Schio, Ass. Ricerche Storiche "IV Novembre", 1991 Pino Marchi, Un occhio mai spento: il monte Priaforà nella grande guerra, Velo d'Astico, Gruppo amici del Priaforà, 1989 Mauro Passarin, Vittorio Corà, Novegno, Priaforà: l'ultimo monte, Vicenza, Ecomuseograndeguerra, 2014

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