Mordano (Murdè(n) in romagnolo) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Bologna, in Emilia-Romagna, appartenente alla regione storica della Romagna. Il comune è composto da due paesi: Mordano ( abitanti) e Bubano (Bubè(n) in romagnolo; abitanti), fa parte del territorio anche la piccola borgata di Chiavica (119 abitanti).

Storia Fondazione di Bubano Nell'Italia bizantina il territorio ravennate era organizzato in "fondi" (dal latino fundus, podere = appezzamento di circa 60 ettari) e "masse" (un insieme di fondi con almeno una chiesa parrocchiale).

Nell'Alto Medioevo esisteva il fundus Bibani, un terreno boscoso in larga parte incolto e semi-paludoso (l'etimologia di Bibani è infatti "fango", "fangoso")Andrea Ferri, Imola nella storia. Note di vita cittadina, 1992, Edizioni Il Nuovo Diario Messaggero, Imola.. Nei secoli XI e XII, le bonifiche promosse dall'abbazia benedettina imolese di Santa Maria in Regola originarono la massa Bibani. Le nuove terre coltivabili attirarono flussi di popolazione dalle zone circostanti; l'esito di questo processo fu la nascita del paese. Successivamente fu edificata la rocca.

Nel 1802 il Comune di Bubano è stato aggregato a quello di Mordano.

Storia di Mordano

Per tutto l'alto Medioevo il feudo di Mordano fu oggetto di aspre contese tra Bologna e Imola (che dista solo 11 chilometri). Alla fine del Duecento Maghinardo Pagani si impossessò del feudo, che poi lasciò all'amico Matteo Ragnolo. Fu poi la volta, verso la metà del Trecento, dei Della Bordella di Imola. In seguito Mordano seguì la sorte di Imola, passando prima sotto i milanesi, poi i veneziani, i faentini e il nipote di Papa Sisto IV, Girolamo Riario. Alla morte di quest'ultimo (1488), Mordano passò alla di lui vedova Caterina Sforza (cui passarono le signorie di Imola e di Forlì), che però non lo tenne a lungo.

Dopo solo sei anni il castello venne distrutto dai francesi. Nel 1494 re Carlo VIII scese la penisola diretto a Napoli. Giunto in Romagna con duemila soldati, si diresse a Bubano per fare pressioni su Caterina Sforza affinché si unisse alla sua parte. Fu tentato l'assedio alla rocca, pensando di espugnarla in pochi giorni. Ma la resistenza, approntata con ogni mezzo, fece capire ai francesi che l'avrebbero presa con molto spargimento di sangue. Allora si volsero verso la rocca di Mordano, la presero ed, entrati in paese lo misero a ferro e fuoco saccheggiandolo e massacrando la popolazione.Lorenzo Raspanti, Imola nella storia. Note di vita cittadina, Imola, Edizioni Il Nuovo Diario Messaggero, 1991, p. 157.

Dal punto di vista giuridico, nel XV secolo Bubano e Mordano avevano lo status di «castelli» del distretto di Imola: rientravano nella giurisdizione della città. Entrambi erano governati da un giusdicente eletto dal Consiglio generale di Imola, che rimaneva in carica un anno. I castelli di Bubano e Mordano dovevano versare a Imola una quota (prestabilita) di imposte camerali, tuttavia amministravano liberamente le proprie entrate ed erano autonome nella redazione dei bilanci.

Nei secoli successivi Mordano e Bubano rimasero a lungo sotto il governo della Chiesa, ma dovettero ritornare in mano straniera nel 1796, quando arrivarono in Romagna le truppe napoleoniche.Con la restaurazione del dominio pontificio, Mordano divenne sede di Podesteria soggetta al governo di Imola, nella Legazione di Ravenna.Dopo la fine dello Stato della Chiesa, il Governatore delle «Provincie provvisorie»Entità provvisoria con capoluogo Bologna istituita dopo la fine del dominio pontificio, la cui breve esistenza va dal 9 novembre al 31 dicembre 1859. Il 1º gennaio 1860 fu inglobata nelle «Regie Provincie dell'Emilia». Luigi Carlo Farini, il 27 dicembre 1859, ridefinì le circoscrizioni territoriali aggregando il Comune di Mordano alla Provincia di Bologna.

Successivamente alla fine della prima guerra mondiale, vari atti di violenza accompagnarono l'affermazione del fascismo anche a Mordano, luogo di nascita di Dino Grandi. Dopo l'istaurazione del regime, varie importanti azioni di antifascismo accompagnarono gli anni trenta e poi la resistenza durante la seconda guerra mondiale, fino all'arrivo degli alleati il 13 aprile 1945.

Simboli Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 ottobre 1952:

Il gonfalone, concesso con decreto del Presidente della Repubblica 12 settembre 1952, è un drappo troncato di verde e di bianco.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Mordano

Le «torri gemelle» Si possono osservare all'entrata dell'abitato due torri, costruite negli anni ottanta del XIX secolo su progetto dell'ingegnere Giovanni Brusi, che prendono a modello le torri dell'arsenale di Venezia.

Chiesa parrocchiale Chiesa settecentesca dedicata a sant'Eustachio, la sua costruzione terminò nel 1766. La chiesa è a navata unica, con tre cappelle su entrambi i lati. I sei altari sono tutti in scagliola, ciascuno diverso dall'altro. La chiesa conserva l'immagine della Madonna delle Grazie: si tratta di un affresco su un blocco di arenaria di quasi tre quintali, posto nell'abside dell'altare maggiore. Nella chiesa vi è anche una statua dell'Addolorata, di fattura locale, che viene portata in processione nella domenica delle Palme. Interessante il piccolo tabernacolo del Cristo morto (la “riserva dell'Eucaristia”), nella cappella maggiore, risalente al XV secolo, nonché la marmorea acquasantiera cinquecentesca. L'edificio è stato restaurato dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale. Dietro l'altare maggiore è stata aggiunta l'abside.

Convento di San Francesco Sotto l'edificio attuale esistono i resti di un antico convento, primo centro di culto cristiano della zona, costruito con tutta probabilità prima del Mille dai monaci benedettini. Il convento, intitolato a sant'Anastasio, fu menzionato per la prima volta in una bolla di papa Eugenio III nel 1145. Successivamente abbandonato dai benedettini, forse in seguito ad un'alluvione del vicino fiume Santerno, l'edificio cadde in disuso. Nel 1478 fu però recuperato dai francescani, i quali lo ristrutturarono senza farne un vero e proprio convento. Oggi il complesso è di proprietà della Curia di Imola.

Monumento ai Carabinieri caduti Il 29 maggio 2005, nel Parco donatori del sangue, ha avuto luogo l'inaugurazione di un monumento bronzeo il cui progetto è stato ideato e disegnato dall’allora Comandante della Stazione Carabinieri Maresciallo A.s.UPS Antonello Certini e realizzato dallo scultore lughese Valentino Argelli. È una fusione in bronzo policromo alta 2,70 m per un diametro di 1,10 m per un peso di 12,50 quintali. Poggia su un basamento in pietra delle dimensioni di 1,00 m di altezza e 1,30 m di larghezza, ha quindi un'altezza totale di 3,70 m ed un peso totale di 28,50 quintali.Il monumento raffigura alcune delle specialità dell'Arma dei Carabinieri pronte ad intervenire in ogni momento e luogo, inoltre rappresenta l'atto di sacrificio dei militari caduti, evidenziato dalla scritta, in rilievo su bronzo «Dove il senso del dovere si fonde con l'onore, l'orgoglio ed il sacrificio, lì c'è un Carabiniere!». Tutto è sormontato dalla Fiamma, simbolo dell'Arma.

Bubano Torrione sforzesco Risale ai tempi di Caterina Sforza la rocca di Bubano, che fu rinforzata alla fine del XV secolo. Dopo che ebbe persa la funzione difensiva, non fu mai oggetto di lavori di ristrutturazione ed andò progressivamente in rovina. Nel 1836 fu in gran parte demolita e i mattoni furono venduti a basso prezzo ai possidenti terrieri e riutilizzati come materiale edilizio per la ristrutturazione di vecchie case coloniche nelle campagne circostantiAlessio Panighi, Lettera di Gabriele Eynard ad Emilio Loup, 15 novembre 1836. e nei centri abitati vicini.Oggi rimane integro solamente uno dei torrioni delle scuderie e una parte del maschio. È stato oggetto di un piano di recupero, avviatosi nel dicembre 2011. L'inaugurazione del Torrione sforzesco restaurato si è tenuta il 29 marzo 2014. L'edificio è stato adibito in parte a museo. Chiesa parrocchiale La chiesa esisteva già attorno all'anno 1500, al tempo di Caterina Sforza: fu edificata nel luogo occupato dalle scuderie della rocca sforzesca (ecco perché non è in asse con la via principale del paese. A Bubano, inoltre, manca una piazza monumentale). L'edificio venne ampliato tra 1838 e il 1842, arrivando ad assumere le dimensioni attuali: 24 metri di lunghezza per 9 metri in larghezza, con un altare maggiore e due laterali. L'ultimo restauro è stato effettuato nel biennio del 1976-77. Al suo interno è conservato un organo Marelli (scuola lombarda) realizzato nel 1874 e restaurato negli anni 2010.

Aree naturali Lungo via Bazzino, nella parte più settentrionale del territorio comunale, è sita l'area umida "Valletta". Si tratta dell'ultimo relitto acquatico di un bacino artificiale realizzato nel XIX secolo per scolmare le acque del Canale dei molini di Imola, che scorre a fianco della vicina via Lume. Originariamente il bacino aveva una superficie di otto ettari. Negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale gran parte dell'area fu convertita a risaia. Negli anni 1980 l'area fu tagliata in due dal passaggio del Canale Emiliano Romagnolo. Si decise di bonificare i bacini a nord del nuovo canale. Una parte dei bacini a sud invece fu conservata al naturale. Le Vallette sono frequentate da aironi e garzette. Nelle opportune stagioni si possono avvistare diversi tipi di anatre, trampolieri, cavalieri d'Italia, gru e cicogne.

L'area è di proprietà di Con.Ami, il consorzio multiservizi intercomunale con sede a Imola.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 1º gennaio 2025 la popolazione straniera era di 531 persone, pari all'11,60% della popolazione.

Popolazione Variazione della popolazione residente a Mordano dal 2006 al 2010. Data Abitanti Variazione Italiani Variazione Stranieri Variazione 31-12-2006 266 (6,0%) 31-12-2010 + 7,3% + 1% 544 (11,5%) + 104,5% Fonte, Dati Istat al 31 dicembre 2010.

Religione Nel comune di Mordano sono presenti due parrocchie facenti parte della diocesi di Imola: Mordano (intitolata a Sant'Eustachio) e Bubano (intitolata alla Natività di Maria Vergine).

I fedeli sono particolarmente devoti all'immagine della Madonna delle Grazie, conservata nella chiesa parrocchiale di Mordano. L'immagine, nota sin dal XV secolo, è un affresco eseguito originariamente nell'oratorio di S. Bartolomeo che in quel secolo fu trasportato nella chiesa parrocchiale e collocato dietro a un altare laterale. Nel 1737 l'affresco fu staccato dalla parete e l'immagine venne collocata sopra l'altare maggiore. Le sue dimensioni sono di 180 x 100 cm e il suo peso è di 2,75 quintali. Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale la sacra immagine rimase miracolosamente intatta. Nel 1948 il vescovo Benigno Carrara la onorò di una corona d'oro«Il nuovo Diario-Messaggero», 19 maggio 2018, pag. 12..

Padre Leo Commissari, missionario molto noto in tutta la diocesi, nacque a Bubano il 19 aprile 1942. Al sacerdote è dedicata la scuola primaria del paeseEcco la scuola primaria Don Leo Commissari, ne «Il nuovo Diario-Messaggero», 18 luglio 2019, pag. 14..

Cultura Teatro

Mordano Il Teatro Stabile di Mordano ospita spettacoli di prosa e concerti; offre una rassegna di teatro in lingua romagnola.

Bubano Il Teatro parrocchiale di Bubano è gestito dalla compagnia "La quasi stabile", che organizza ogni anno una stagione di commedie in romagnolo.

Infrastrutture e trasporti Vie d'acqua Canale Zaniolo Alla fine del Cinquecento le acque del Canale dei molini, che attraversavano il territorio di Mordano da sud a nord,