La Sinfonia n. 1 in do maggiore Op. 21 fu composta da Ludwig van Beethoven fra il 1799 e 1800. Fu eseguita per la prima volta il 2 aprile 1800 al Burgtheater di Vienna.
Storia
Beethoven si avventurò relativamente tardi nel mondo sinfonico: all'età in cui finì di licenziare la sua prima, Wolfgang Amadeus Mozart ne aveva già composte trentasei, e Joseph Haydn quasi venti. Era perciò ben lontano da una maturazione stilistica paragonabile a quella dei suoi predecessori. Questa sinfonia è un'opera dall'identità incerta, divisa tra i riferimenti al passato e l'incombenza di un futuro che si lasciava intuire solo a tratti.
Nel tempo che trascorse tra gli abbozzi, subito interrotti, di una prima composizione sinfonica (risalenti agli anni 1794-1795) e il completamento della prima sinfonia, la principale preoccupazione di Beethoven fu di elaborare, più che una tecnica di scrittura, una strategia compositiva che permettesse di contenere tutta la ricchezza delle sue idee all'interno dell'architettura classica. Il compositore procedette infatti con uno sdoppiamento di piani che si sarebbe rivelato decisivo lungo tutta l'evoluzione del suo linguaggio orchestrale: la grammatica profonda della sinfonia rispetta i canoni del linguaggio classico, mentre in superficie l'accumulo incessante dei materiali produce la sensazione di un fluire ininterrotto, irregolare, tale da aprire l'organismo chiuso della sinfonia a ogni sorta di invenzione e di improvvisazione.
Analisi dei movimenti
L'introduzione lenta di dodici battute al primo movimento — una serie di cadenze perfette di accordi di settima di dominante con risoluzione nella tonica, a partire da quella "fasulla" della sottodominante — dovette certamente stupire i primi ascoltatori, non avvezzi a simile audacia armonica. L'Adagio sfocia senza soluzione di continuità nell'Allegro con brio, una classica forma sonata che presenta due temi principali.
Il secondo movimento, anch'esso in forma sonata con due temi principali, vede la contrapposizione della semplice cantabilità dei temi all'incessante ritmo puntato, ripreso anche da trombe e timpani.
Il movimento più atipico e innovativo è indubbiamente il terzo, un trascinante scherzo (ancorché segnato come minuetto) basato sul materiale dei due precedenti movimenti.
Il quarto e ultimo movimento è quello che deve di più alla musica di Joseph Haydn, e non presenta particolari elementi innovativi.
Analisi del Primo movimento Il Primo movimento della sinfonia ha come metro quattro quarti per l'introduzione e due mezzi per il resto del movimento nella tonalità di base di do maggiore. L'indicazione agogica (o tempo) indicata è “Adagio molto” per l'introduzione e "Allegro con brio" per la parte centrale del movimento. La struttura formale è quella di una forma-sonata. con le tre classiche parti: Esposizione - Sviluppo - Ripresa. L'Esposizione è preparata da una Introduzione e la Ripresa si conclude con una Coda finale.
Introduzione (Adagio molto) L'Introduzione presenta una certa novità: in lavori di autori precedenti l'introduzione aveva lo scopo di preparare brevemente la tonalità d'impianto; qui la cosa cambia in quanto la tonalità non si dichiara che alla fine di una lunga introduzione iniziata da alcune modulazioni indecise che hanno lo scopo di "condurre l'uditore da un campo indefinito ad uno più ristretto e determinato".. Quindi a sconcertare i primi ascoltatori non è tanto la lunghezza di questa introduzione "più breve delle introduzioni premesse da Haydn con regolarità alle sue ultime sinfonie, quanto il partire dalla sponda non remota ma imprevedibile del fa maggiore"..
L'Introduzione può essere divisa in due parti: battute 1 - 4 (sezione accordale) e battute 4 - 12 (sezione melodica).. La sezione accordale si presenta con tutta l'orchestra con tre accordi di settima: (1) do maggiore settima che risolve sul fa maggiore, ossia la settima di dominante di fa che risolve sul fa maggiore (sopradominante); (2) sol maggiore settima che risolve sul la minore, ossia la settima di dominante della tonalità di base che risolve sulla relativa minore (cadenza d'inganno); (3) re maggiore settima che risolve sul sol maggiore, ossia la settima di dominante della dominante della tonalità di base che risolve sulla dominante.. I legni e i corni propongono gli accordi con note tenute in sforzando, mentre gli archi supportano con note pizzicate (l'accordo di settima è in forte, la risoluzione in piano).[batt. 1-4 Trascr. Singer]
La sezione melodica seguente (misure 4 - 12) ha lo scopo di collegare gli accordi iniziali al primo tema e di preparare la tonalità di base (do maggiore) con modulazioni che però non si allontanano molto dal do maggiore (sol maggiore, dominante; la minore, relativa minore; fa maggiore, sottodominante; re minore, dominante della dominante). Dall'ultimo accordo di dominante (sol maggiore) per tre misure si sviluppa una linea melodica degli archi I e II in ottava (misure 5 - 7); i legni si fanno appena sentire nei momenti di "riposo" di questa linea melodica. L'armonia oscilla tra il sol maggiore settima e il do maggiore. [batt. 5-7 Trascr. Singer]
Le ultime 5 battute dell'Introduzione vedono un dialogo accordale tra archi e fiati con modulazioni che arrivano fino al fa maggiore e il re minore (quest'ultima è "sentita" come la dominante della dominante). L'ultimo accordo di sol maggiore settima prepara l'entrata della tonalità (do maggiore) e del Tema Principale. [batt. 8-12 Trascr. Singer]
La novità di questa Introduzione consiste nell'essere utilizzata come un mezzo per ampliare il più possibile l'entrata del Tema Principale e per dargli il maggiore peso possibile.
Tema principale (Allegro con brio) Il Primo tema (o Tema Principale) consiste in una ritmica melodia di 5 irregolari misure (misure 13 - 17) dal carattere spiccatamente ascendente. Questo tema viene definito "svelto e marziale", oppure pieno di "slancio eroico delle note ribattute e degli sforzando" oppure "uno spirito nuovo, una volontà indomita di azione".
In questa melodia si possono individuare tre elementi (o incisi) significativi: inciso "I1" (ascendente) formato da una croma con punto (nota sol = dominante) seguita da una semicroma (nota si = sensibile) che si conclude sulla nota do (tonica); questo inciso compare nelle prime due battute del tema in posizione di anacrusi e caratterizza il tema con slancio; inciso "I2" (piano) formato da due quartine di crome in parte ribattute e tutte in "staccato comune"; questo "ritmo marcato" è posizionato nella parte centrale del tema; inciso "I3" (ascendente) composto da 4 semiminime (sempre in staccato) che insieme formano le note dell'accordo di settima aumentata o settima maggiore sul do maggiore e si conclude sulla nota do (tonica). Questi tre incisi avranno una parte molto importante nella sezione di Sviluppo del movimento. [batt. 13-17 Trascr. Singer]
La presentazione completa di questo tema occupa 21 misure e si sviluppa in tre fasi: prima fase (misure 13 - 19): Tema sulla tonica - modulazione do maggiore => la maggiore settima; seconda fase (misure 19 - 25): Tema sulla sopratonica (= re minore, preparato dall'accordo precedente di la maggiore settima - dominante di re) - modulazione re minore => sol maggiore settima; terza fase (misure 25 - 33): Tema alla dominante (sol) - caduta di crome puntate (accordo di sol maggiore settima) - serie di accordi in fortissimo verso la tonica (do maggiore => fa maggiore => do maggiore => sol maggiore settima => do maggiore). La strumentazione segue questo schema: il tema è sempre presentato dai primi violini; gli accordi finali di ogni fase sono costruiti con una strumentazione sempre più corposa: legni la prima fase, legni e corni la seconda fase, legni, corni e trombe con timpani la terza e conclusiva fase. [batt. 27-33 Trascr. Singer]
Segue la "codetta del primo tema" oppure anche la "transizione" o "ponte modulante" verso il Secondo Gruppo Tematico (misure 33 - 52) basata su semplici schemi di domanda-risposta tra le varie sezioni dell'orchestra. Si tratta di un crescendo ritmico dove gli incisi musicali diventano sempre più brevi e ritmici e il dialogo tra domanda e risposta sempre più serrato: misure 33-34: domanda (inciso "A") di due battute degli archi; misure 35-36: risposta (inciso "A") di due battute dei legni; misure 37-38: domanda (inciso "B") di due battute degli archi; misure 39-40: risposta (inciso "B") di due battute dei legni; misure 41-44: crescendo di quattro battute sull'inciso "I2" degli archi prima e legni poi; misure 45-48: rapide domande e risposte (con incisi di una battuta - inciso "C") in fortissimo tra viole, violoncelli e contrabassi da un lato e flauti, oboi e fagotti dall'altro; misure 49-52: dialogo di semiminime accordali tra archi (tempo forte della battuta) e fiati (tempo debole della battuta); il timpano rinforza gli archi. Le ultime due misure tutti insieme. L'armonia si sposta dalla tonica alla dominante. [incisi]
Secondo tema e Coda dell'Esposizione Il Secondo tema (misure 53 - 60) è una frase regolare (o quadrata) di 8 battute formata da due "membri di frase" di 4 battute ciascuno.. Il primo membro consiste in un dialogo tra oboe e flauto accompagnato dalle semiminime puntate in arpeggio degli archi; il secondo membro chiude il Tema con una delicata linea melodica appena sincopata con il rinforzo del clarinetto e fagotto. L'armonia è quella della dominante (sol maggiore) arpeggiata dagli archi; nella parte centrale l'armonia modula al re maggiore (dominante della dominante), armonia di chiusura del tema. Questo Tema appare chiaramente derivato dal primo: l'accompagnamento degli archi ripetono esattamente le ultime cinque note ascendenti del Primo Tema. Questa prassi, di derivare il secondo tema dal primo, è tipicamente haydniana.. [batt. 53-61 Trascr. Singer]
A misura 60 si ritorna alla dominante (sol maggiore) e il secondo tema viene ripresentato con una diversa strumentazione: il dialogo ora avviene tra i violini primi e secondi e i legni (misure 60 - 68) e termina (codetta del secondo tema da misura 69 a 77) inizialmente con 4 battute a tutta orchestra su figurazioni di note ribattute degli archi con le semiminime dei fiati sui tempi forti delle battute. L'armonia si sposta alternativamente dalla dominante (sol maggiore) alla settima di dominante di dominante (re maggiore settima). Questa fase si chiude con una discesa e quindi una salita degli archi e dei legni e con una dinamica che passa, in una battuta (77), dal fortissimo al pianissimo dopo una cadenza (misura 76) di tutta l'orchestra in fortissimo. Sono 5 accordi di semiminime: sol maggiore in primo rivolto - do maggiore - sol maggiore in secondo rivolto - re maggiore settima - sol maggiore.
Quello che segue (misure 77 - 87) può essere considerato un Terzo Tema appena abbozzato., oppure un'ulteriore presentazione variata del Secondo Tema o in definitiva la codetta conclusiva del Secondo Gruppo Tematico. Ma forse più semplicemente è Beethoven che si annuncia nel sorprenderci continuamente. La dinamica, come s'è detto, passa repentinamente al pianissimo e così pure l'armonia modula dal modo maggiore a quello minore (sol minore). In questa nuova atmosfera prima l'oboe, poi il fagotto contrappuntano con una melanconica melodia i bassi (violoncelli e contrabassi) ai quali è affidato il Secondo Tema. [batt. 76-83]
Questa oasi sonora dura solamente poche battute: già nella linea melodica del Secondo Tema s'insinua (misure 81 e 84) una cellula ritmica derivata dal Primo Tema e il crescendo delle misure 85 - 87 porta direttamente alla perorazione finale dell'Esposizione (misure 88 - 109) nel tono della dominante (sol maggiore) sugli incisi "I1" e "I2" del Primo Tema.
Sviluppo