Anāgāmi è un concetto buddista. La sua origine è sanscrita. È composto da "an" per negare ed āgāmin; in devanagari गच्छति { गम् } gacchati, āgāmin è già coniugato in sanscrito ibrido buddista agāmi è in Pāli. Gacchati significa "ritornare" con la parola "आगामिन्" (aagaamin). Nel Buddismo si usa per parlare di persone che sono mezzo-bodhi e )., persone che già hanno rotto le prime cinque "saṃyojana"; "catene che fanno che le mente comune soffra". Anāgāmi è qualcuno che, dopo la sua vita attuale "non ritorna nel mondo degli umani". Dopo la morte, rinasce nei mondi Śuddhāvāsa, un paradiso dove solamente anāgāmin vivono e raggiungono un vero bodhi.

I concetti in Pāli per tutte le saṃyojana (dal Pāli: catene) da cui un anāgāmin è libero sono: Sakkāya-diṭṭhi - credere in ātman (Sanscrito: आत्मन्, in Pāli: atta); non capire anatta Sīlabbata-parāmāsa - attaccamento a riti e rituali come una strada per essere liberi di dukkha Vicikicchā - scetticismo e dubbi (nella strada scelta) Kāma-rāga - anelo dei sensi Byāpāda - odio e rabbia Le catene (Pāli: saṃyojana) da cui un anāgāmin non è libero sono: Rūpa-rāga - brama di una ottima vita materiale (le prime 4 dhyāna) Arūpa-rāga - brama di una vita immateriale (le ultime 4 dhyāna) Māna - presunzione Uddhacca - ansia, insoddisfazione Avijjā - ignoranza "Anāgāmin" è il terzo di quattro stadi del Nirvana. "Anagami" si colloca a livello intermedio fra Sakadagami e Arahant.

Note

Bibliografia Rhys Davids & William Stede (eds.) (1921-5). The Pali Text Society’s Pali–English Dictionary. Chipstead: Pali Text Society. A general on-line search engine for the PED is available at http://dsal.uchicago.edu/dictionaries/pali/.

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