Operazione Barbarossa (L'operazione deve il nome ad una decisione personale di Hitler, che intese onorare la memoria dell'imperatore Federico I di Svevia (1122-1190), detto "il Barbarossa". Vedi: , ) era il nome in codice dell'invasione dell'Unione Sovietica da parte della Germania nazista e di alcune altre potenze dell'Asse, iniziata domenica 22 giugno 1941, durante la seconda guerra mondiale. L'operazione mise in atto l'obiettivo ideologico della Germania nazista di conquistare l'Unione Sovietica occidentale per ripopolarla di tedeschi. Il Generalplan Ost mirava a utilizzare parte del popolo conquistato come forza lavoro a beneficio dell'impegno bellico dell'Asse, mentre quest'ultimo acquisiva le riserve di petrolio del Caucaso e le risorse agricole dei vari territori sovietici. L'obiettivo finale includeva l'eventuale sterminio, la schiavitù, la germanizzazione e deportazione di massa in Siberia dei popoli slavi e l'espansione del Lebensraum (spazio vitale) della Germania., p. 416.

Nei due anni precedenti l'invasione, la Germania e l'Unione Sovietica firmarono patti politici (Patto Molotov-Ribbentrop) ed economici a fini strategici. Dopo l'occupazione sovietica della Bessarabia e della Bucovina settentrionale, l'Alto Comando tedesco iniziò a pianificare un'invasione dell'Unione Sovietica nel luglio 1940 (sotto il nome in codice "Operazione Otto"), che Adolf Hitler autorizzò il 18 dicembre 1940. Nel corso dell'operazione, circa tre milioni di uomini appartenenti alle potenze dell'Asse—la più grande forza di invasione nella storia militare—invasero l'Unione Sovietica occidentale lungo un fronte di chilometri, con veicoli a motore e oltre cavalli per operazioni esterne al combattimento. L'offensiva segnò una massiccia escalation della seconda guerra mondiale, sia geograficamente che nella formazione della coalizione Alleata, inclusa l'Unione Sovietica.

L'operazione ha causato l'apertura del fronte orientale, in cui sono state impegnate più forze che in qualsiasi altro teatro di guerra nella storia. Il teatro ha visto alcune delle più grandi battaglie mai combattute, le più orribili atrocità e il numero più alto di vittime (sia per le forze sovietiche che per quelle dell'Asse), fattori che hanno influenzato il corso della seconda guerra mondiale e la successiva storia del XX secolo. L'esercito tedesco catturò circa cinque milioni di soldati dell'Armata Rossa sovietica. I nazisti lasciarono morire di fame, o uccisero in altro modo, oltre tre milioni di prigionieri di guerra sovietici e un vasto numero di civili, mentre lo Hungerplan venne attuato per risolvere la carenza di cibo tedesca e sterminare la popolazione slava attraverso la fame., pp. 175-186. Fucilazioni di massa e uccisioni tramite gassazione, eseguite dai nazisti o da collaboratori volontari, portarono alla morte di oltre un milione di ebrei sovietici come parte dell'Olocausto.

Operativamente, le forze tedesche ottennero vittorie significative e conseguirono successi tattici uno dopo l'altro, occupando alcune delle aree economiche più importanti dell'Unione Sovietica (principalmente in Ucraina) e infliggendo pesanti perdite. In meno di sei mesi le truppe tedesche avanzarono di quasi chilometri fino all'area della capitale sovietica. Nonostante questi primi successi, l'offensiva tedesca si fermò nella battaglia di Mosca alla fine del 1941 e la successiva controffensiva invernale sovietica respinse le truppe tedesche, impedendo alla Germania di raggiungere l'obiettivo strategico della linea A-A. I tedeschi erano fiduciosi di un rapido crollo delle forze nemiche come nella campagna di Polonia, speranza alimentata ulteriormente dai loro iniziali successi, ma l'Armata Rossa assorbì i colpi più forti della Wehrmacht e la condusse in una guerra di logoramento per la quale i tedeschi erano impreparati.

Il fallimento strategico dell'Operazione Barbarossa rovesciò le sorti della Germania nazista. Con una guerra aperta su più fronti, le forze della Wehrmacht non poterono più attaccare lungo l'intero fronte orientale e le successive operazioni per riprendere l'iniziativa e penetrare in profondità nel territorio sovietico—come l'Operazione Blu nel 1942 e la battaglia di Kursk nel 1943—alla fine fallirono, il che portò la Wehrmacht alla ritirata e al tracollo finale.

I rapporti tra Germania e Unione Sovietica

L'ostilità che animava non solo i regimi nazista e stalinista ma anche la cultura e i due popoli era stata da secoli sempre molto profonda: i Teutoni e gli Slavi erano da sempre nemici e in tempi moderni era già stata espressa la volontà da parte di Hitler di colonizzare una terra dagli spazi così immensiAdolf Hitler nel suo Mein Kampf sosteneva che «...se qualcuno in Europa ha bisogno di terre e spazio se lo può procurare solo a spese dell'Unione Sovietica»., ma egli non intendeva ripetere l'errore compiuto dalla Germania e dagli Imperi centrali durante la prima guerra mondiale, ossia la guerra su due fronti, e di conseguenza l'intento risiedeva nel combattere un solo nemico alla volta e, solo distruggendo definitivamente i nemici occidentali, la Germania avrebbe avuto la possibilità di volgere lo sguardo ad est e conquistare l'Unione SovieticaGli eventi che seguirono nel 1940, con la mancata sconfitta del Regno Unito, portarono Hitler a rovesciare questa prospettiva, sostenendo che solo dopo il crollo dell'Unione Sovietica l'Inghilterra avrebbe accettato la resa..

L'inimicizia dei due popoli e, in misura ancora maggiore, dei due regimi rendeva difficile ma non impossibile un'intesa diplomatica e la difficoltà era accresciuta dalla politica dichiaratamente espansionistica iniziata dalla Germania con l'annessione dei Sudeti. Tale annessione venne solennemente sancita il 30 settembre 1938 nella conferenza di Monaco, anche se la politica espansionistica tedesca proseguiva con il tentativo di rivendicazione del cosiddetto corridoio di Danzica nei confronti della Polonia; ma Hitler, sfruttando l'avversione di Stalin per "l'occidente capitalista"Uno dei timori di Stalin era quello del desiderio delle potenze occidentali di "abbattere la rivoluzione"; timore giustificato dall'invio, tra il 1918 ed il 1922, di forze di spedizione, inviate dall'occidente europeo e dagli Stati Uniti, allo scopo di distruggere il neonato Stato Bolscevico. Vedi ., avviò trattative segrete con l'Unione Sovietica che si conclusero positivamente il 23 agosto 1939 con il patto Molotov-Ribbentrop; in sostanza un patto di futura spartizione della Polonia e un patto di non aggressione che consentiva alla Germania non solo di non temere nessuna offensiva sovietica da est ma di continuare a usufruire delle forniture di petrolio, grano e acciaio provenienti proprio dallo stato sovieticoUno dei vantaggi di cui l'Unione Sovietica poté avvalersi fu quello della possibilità, offerta agli ufficiali dell'Armata Rossa, di visionare le industrie dove venivano prodotti i carri armati ed essi riscontrarono come i panzer tedeschi fossero potenzialmente molto al di sotto dei carri che si stavano costruendo in quel periodo in Unione Sovietica. Vedi ..

La prospettiva dell'imminente conflitto contro la Polonia favorì ulteriormente le relazioni tra i due paesi in quanto la possibile futura spartizione dell'Europa orientale era un obiettivo che da parte sovietica era positivamente considerato; Stalin tuttavia non trascurò la fondata possibilità che, presto o tardi, il conflitto tra i due popoli e le due ideologie sarebbe stato inevitabile e quindi, una volta sconfitta la Polonia, furono iniziati i lavori di approntamento della cosiddetta Linea Molotov, una linea di fortificazioni che, partendo dalla città di Memel, oggi Klaipėda, sul mar Baltico, si snodava lungo la nuova frontiera tedesco-sovietica, dalla Prussia Orientale fino alla Cecoslovacchia, a protezione dei confini dell'Unione SovieticaAlla data del 22 giugno 1941 i lavori di approntamento della linea Molotov erano decisamente in ritardo e ancora inadeguati per rappresentare un serio ostacolo a una invasione tedesca e infatti, salvo in alcuni punti nella parte sud, la "linea" fu superata dalla Wehrmacht in poche ore..

I motivi dell'attacco Le ragioni politiche

La politica estera teorizzata da Hitler poggiava sul concetto del Lebensraum, lo "spazio vitale" destinato al popolo tedesco; esso doveva essere ricavato dall'annessione di territori a est della Germania, abitati da coloro che erano definiti Untermenschen, sub-umani; queste popolazioni comprendevano gli slavi e i bolscevichi sovietici ma anche gli ebrei, gli zingari e qualunque razza o etnia differente da quella ariana, e il loro destino avrebbe dovuto essere quello contenuto nel Generalplan Ost, il progetto che mirava a dare attuazione alle teorie del Führer in materia del nuovo ordine delle relazioni etnografiche nei territori occupati quali il genocidio, l'espulsione, la riduzione in schiavitù e la germanizzazione.

Ecco quanto scriveva in proposito lo stesso Hitler prima ancora di salire al potere, nel famoso libro Mein Kampf:

Oltre alle teorie razziali vi erano tuttavia ragioni politiche e militari ben definite: nel 1939 l'Unione Sovietica contribuì alla sconfitta della Polonia con l'attacco da est avvenuto il 18 settembre e, con l'accordo stipulato il 29 settembre in materia di scambi commerciali con la Germania, ad alleggerire la pressione economica che derivava dal conflitto appena iniziato, ma allo stesso tempo la politica espansionista dello Stato sovietico cominciò a delinearsi. L'Unione Sovietica, approfittando del pesante impegno militare tedesco sul fronte occidentale, occupò gli Stati baltici tra il 14 e il 17 giugno 1940, data in cui Molotov, congratulandosi con l'ambasciatore tedesco a Mosca, von Schulenburg, per il successo ottenuto dalle armate tedesche in Francia (lo stesso giorno la Francia aveva chiesto alla Germania l'armistizio, con Parigi occupata dalle truppe germaniche tre giorni prima), annunciava l'avvenuta occupazione da parte sovietica di Lituania (unico paese baltico confinante allora con la Germania), Lettonia ed Estonia..

Il 30 novembre 1939 l'Unione Sovietica aveva attaccato la Finlandia e, diversamente da quanto previsto nel patto Molotov-Ribbentrop, a fine giugno-inizio luglio 1940 aveva imposto alla Romania di cedere non solo la regione della Bessarabia ma la parte settentrionale della Bucovina, occupando anche il territorio di Herța appartenuto sin dal XIX secolo al vecchio Regno di Romania e popolato quasi totalmente da popolazione rumena; questo aveva spinto Hitler, timoroso di perdere nel prossimo futuro il petrolio rumeno, a garantire i ridimensionati confini della Romania il 30 settembre 1940, dopo che altri territori di questo stato erano stati ceduti a seguito di accordi internazionali imposti dalla Germania: parte della Transilvania settentrionale all'Ungheria (secondo arbitrato di Vienna, 30 agosto 1940). e Dobrugia meridionale alla Bulgaria (trattato di Craiova, 7 settembre 1940).

Tutto questo si tradusse, nei rapporti fra Terzo Reich e Unione Sovietica, in uno scambio reciproco di accuse di violazione dell'articolo 3 del Trattato Molotov-Ribbentrop, che prevedeva la reciproca, anticipata consultazione prima di intraprendere iniziative di tipo politico-militare di un certo rilievo: la Germania accusava l'Unione Sovietica di averla informata della sua annessione degli Stati baltici solo a fatto compiuto, l'Unione Sovietica accusava della medesima violazione la Germania, per gli accordi imposti a Vienna a Romania e Ungheria..