È diventato presidente del PNL nel 2014, dopo essere stato leader del Forum Democratico dei Tedeschi in Romania dal 2002 al 2013.
Prima di entrare in politica Iohannis era un insegnante di fisica e ispettore scolastico. Fu eletto per la prima volta sindaco della città di Sibiu nel 2000, in rappresentanza del Forum democratico dei tedeschi in Romania (FDGR). Malgrado la condizione di minoranza dei cittadini di etnia tedesca della città, Iohannis ottenne una vittoria a sorpresa e fu rieletto anche per i successivi mandati nel 2004, nel 2008 e nel 2012. È considerato colui che ha trasformato la sua città in una delle destinazioni turistiche più popolari della Romania, avendo merito della proclamazione di Sibiu a Capitale europea della cultura nel 2007.
Nel febbraio 2013, Iohannis divenne membro del Partito Liberale Nazionale (PNL), accettando l'invito del leader liberale Crin Antonescu, diventando immediatamente primo vice presidente del partito e, nell'anno successivo, presidente del PNL.
All'indomani del primo turno del voto per le presidenziali del 2009, quando era ormai chiaro che sarebbe stato celebrato il ballottaggio tra Mircea Geoană (Partito Social Democratico) e Traian Băsescu (Partito Democratico Liberale), Crin Antonescu garantì l'appoggio del suo partito al candidato del PSD in cambio dell'eventuale formazione di un governo di coalizione presieduto da Iohannis. La vittoria di Băsescu, tuttavia, vanificò la proposta.
In seguito al successo delle elezioni presidenziali romene del 16 novembre 2014, Iohannis si è insediato come quinto Presidente della Romania a partire dal 21 dicembre 2014 al 12 febbraio 2025. . È stato riconfermato per un secondo mandato dopo aver vinto le elezioni presidenziali del novembre 2019.
Iohannis è il primo presidente rumeno appartenente ad una minoranza etnica, nello specifico quella dei sassoni di Transilvania, che si stabilirono nella regione nel XII secolo. È il quarto presidente di origine tedesca dei paesi dell'Europa orientale nel periodo post-comunista, dopo Rudolf Schuster (Slovacchia), Ferenc Mádl e Pál Schmitt (Ungheria). È anche il primo presidente della Romania successiva alla rivoluzione del 1989 a non aver avuto legami con le strutture politiche dell'era comunista.
Famiglia e studi I suoi genitori, Susanne e Gustav Heinz Johannis, entrambi sassoni di Transilvania, emigrarono nel 1992 come pensionati da Sibiu in Germania, dove si stabilirono a Würzburg, in Baviera.Die Lokomotive von Hermannstadt, interviu cu Gustav Heinz Johannis, în: Monatsgruß (revistă lunară a Decanatului Evanghelic-Luteran din Würzburg), ottobre 2007, pag. 5. Klaus Iohannis ha dichiarato in un'intervista che la presenza della famiglia Iohannis è attestata a Cisnădie già dal XVI secolo.Rădăcinile străine ale candidaților la Președinție, Adevărul, 6 august 2014. Ha anche affermato che quando suo padre si presentò in comune per registrarne la nascita, l'ufficiale dell'anagrafe si rifiutò di trascrivere il nome con la iniziale "J", come da tradizione di famiglia da cinquecento anni.
Klaus Iohannis si laureò nel 1983 in fisica presso l'Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca. Dopo gli studi universitari, fu prima professore di fisica ad Agnita e, poi, in alcune scuole di Sibiu. Nel 1989 iniziò ad insegnare al Colegiul Național Samuel von Brukenthal della città natale. Nel 1997 divenne ispettore scolastico dell'istituto, mentre dal 1999 al 2000 fu ispettore scolastico generale del distretto di Sibiu.
È sposato dal 1989 con Carmen Iohannis (nata il 2 novembre 1960 con il cognome Lăzurcă), insegnante di inglese al Colegiul Național Gheorghe Lazar di Sibiu.Carmen Iohannis rămâne profesoară, Sibiul.ro, 22 ianuarie 2009. La moglie è discendente da una famiglia greco-cattolica del villaggio di Sântu, vicino Reghin.Acasă la Sântu, la verișorii doamnei Iohannis , Zi de Zi Mureș, 28 agosto 2014. Durante il periodo di interdizione della Chiesa greco-cattolica rumena da parte delle autorità comuniste, Carmen partecipava alle messe clandestine officiate da Pompei Onofreiu nella sua casa da via Șelarii, alle quali prendeva parte anche Klaus.Cine este Klaus Iohannis, Adevărul, 17 noiembrie 2014.
Carriera politica Forum Democratico dei Tedeschi in Romania Sindaco di Sibiu
Nel 1990 entrò a far parte del Forum Democratico dei Tedeschi in Romania (FDGR), di cui divenne presidente 12 anni dopo.
Venne eletto alla carica di sindaco della città di Sibiu il 18 giugno 2000 con il sostegno del FDGR, formazione portavoce dei diritti della minoranza tedesca. Nonostante a Sibiu (Hermannstadt in tedesco) questa rappresentasse solamente l'1,6%, Iohannis vinse con un netto 69,18% al ballottaggio contro Ioan Cindrea del Partito Social Democratico. Le sue riforme ebbero un tale successo che il 7 giugno 2004 venne rieletto con l'88,7% dei voti al primo turno e nominato una terza volta nel 2008, sempre al primo turno, con l'83,26% delle preferenze, in alleanza con il Partito Nazionale Liberale.
Iohannis è il primo sindaco rumeno di origine tedesca dopo Albert Dörr, che dal 1940 al 1945 fu primo cittadino di Sibiu. Durante gli anni di amministrazione di Iohannis, la città di Sibiu è stata nominata Capitale europea della cultura per il 2007, insieme a Lussemburgo. Ha avviato numerosi collaborazioni con investitori stranieri e ha ricevuto diverse sovvenzioni per i suoi progetti da parte dell'Unione europea. Il 28 dicembre 2007 il presidente Traian Băsescu ha decorato Iohannis con l'Ordine della Stella di Romania con il rango di cavaliere, il più alto riconoscimento conferito dallo stato romeno.
Candidato per la carica di Primo ministro Il 14 ottobre 2009, in seguito alla sfiducia del governo del primo ministro Emil Boc (PD-L), fu proposto dai gruppi di opposizione Partito Nazionale Liberale, Partito Social Democratico e Unione Democratica Magiara di Romania come nuovo primo ministro. L'invito, tuttavia, fu declinato dal presidente della repubblica. L'opposizione, quindi, criticò la decisione del presidente del paese di non procedere alla nomina. Il leader socialdemocratico Mircea Geoană, promuovendo la figura di Iohannis, accusò Băsescu di cercare di influenzare le elezioni presidenziali di quell'anno. Il leader liberale Crin Antonescu comunicò che il PNL non avrebbe accettato nessun altro primo ministro ad eccezione di Klaus Iohannis.
I due successivi primi ministri proposti al parlamento dal presidente della repubblica, Lucian Croitoru e Liviu Negoiță, non riuscirono ad ottenere l'investitura, mentre Boc mantenne l'incarico ad interim fino alla presidenziali. Prima del turno di ballottaggio, che vedeva affrontarsi il presidente uscente Traian Băsescu e Mircea Geoană, PNL e PSD firmarono un accordo politico a sostegno di Geoană, che prevedeva la nomina di Iohannis a primo ministro di un eventuale nuovo governo di coalizione. Le elezioni del 6 dicembre, tuttavia, furono vinte da Traian Băsescu. Il 7 dicembre Klaus Iohannis riconobbe ufficialmente che non esistevano più possibilità per la sua nomina. Successivamente Emil Boc riuscì a costruire una nuova maggioranza parlamentare che diede vita al governo Boc II, entrato in carica il 23 dicembre 2009.
Partito Nazionale Liberale Ingresso nel PNL Il 20 febbraio 2013 Klaus Iohannis entrò a far parte del PNL su invito di Crin Antonescu. Il giorno dopo il consiglio nazionale del PNL votò all'unanimità una mozione di deroga sugli anni di anzianità necessari per aspirare ad un ruolo nella direzione del partito, per permettergli di candidarsi ad una posizione in vista del congresso straordinario del 23 febbraio 2013. Iohannis, candidatosi nella lista collegata ad Antonescu, fu eletto primo vicepresidente del PNL.
Candidato per la carica di vice primo ministro Nel febbraio 2011 PNL, PSD e PC costituirono la coalizione dell'Unione Social-Liberale (USL) che, nel maggio 2012, dopo la caduta del governo Ungureanu, giunse a condurre il governo con a capo Victor Ponta, leader del PSD. Nell'agosto 2012 anche l'UNPR aderì all'USL.
Fino all'inizio del 2014 si verificarono molti scandali e incomprensioni tra i partner di governo, sia a livello locale che nazionale. Tra le accuse, i liberali sospettavano che i socialdemocratici avrebbero cercato di cooptare alcuni loro ministri nel PSD, al fine di costruire una maggioranza individuale senza il PNL. Antonescu, quindi, decise di operare un rimpasto dei propri ministri, oltre a proporre la nomina di Iohannis come ministro degli interni e vice primo ministro. Antonescu recriminò, inoltre, la scarsa attenzione rivolta dal primo ministro al PNL. Ponta, tuttavia, rifiutò la soluzione proposta dal partner di governo. La crisi portò ad un costante scambio di accuse e, alla fine, il 25 febbraio 2014 allo scioglimento dell'alleanza. Il PNL chiese persino le dimissioni del primo ministro, mentre Antonescu lasciò il proprio incarico alla presidenza del senato.
Presidente del Partito Nazionale Liberale Dopo la sconfitta alle elezioni per il Parlamento europeo del 25 maggio 2014 il PNL ottenne solo sei seggi, mentre Antonescu annunciò le sue dimissioni da capo del partito. A livello statutario, quindi, in qualità di primo vicepresidente Iohannis assunse l'incarico di presidente ad interim fino al nuovo congresso straordinario, celebratosi il 28 giugno 2014. In tale occasione Iohannis fu eletto ufficialmente presidente titolare del PNL con il 95% delle preferenze dei delegati (1.334 voti), contro gli appena 144 voti ottenuti dall'avversario Ioan Ghișe.
Iohannis, inoltre, fu indicato come candidato del PNL per le elezioni presidenziali del novembre 2014, posizione cui aspirava anche Crin Antonescu.
Alleanza Cristiano Liberale Fusione tra PNL e Partito Democratico Liberale Oltre al PNL, anche gli altri gruppi cristiano-democratici del Partito Democratico Liberale (PD-L) e di Forza Civica (FC) ottennero uno scarso risultato alle elezioni europee del 26 maggio 2014. Per costituire un più ampio fronte di centro-destra, quindi, Klaus Iohannis avviò delle trattative con il leader del PD-L Vasile Blaga per la formazione di un'alleanza politica e, in un secondo momento, la fusione tra i due partiti. Anche Mihai Răzvan Ungureanu, presidente di FC, prese parte ai negoziati. Come risultato delle trattative fu stabilito che FC sarebbe confluita nel PD-L, mentre PNL e PD-L avrebbero congiuntamente partecipato alle elezioni presidenziali del 2014 sotto l'insegna della coalizione Alleanza Cristiano Liberale (ACL), evento che avrebbe preceduto la fusione ufficiale tra le due formazioni del 2015.
Il candidato presidenziale dell'alleanza fu stabilito in un secondo momento. Mentre il PNL sosteneva Iohannis, il PD-L appoggiava Cătălin Predoiu. Basandosi sui sondaggi d'opinione condotti dall'ACL, alla fine, Iohannis fu ritenuto il candidato migliore. L'11 agosto, perciò, il congresso unificato di PNL e PD-L ufficializzò la sua candidatura alla presidenza della repubblica, mentre Cătălin Predoiu fu indicato come candidato premier per le elezioni parlamentari del 2016. A Vasile Blaga fu assegnato il coordinamento della campagna elettorale di Iohannis. In precedenza Blaga era stato anche capo della campagna elettorale di Traian Băsescu per le elezioni del 2004 e del 2009.
Elezione a presidente della Repubblica
Il 27 settembre 2014, Iohannis lanciò pubblicamente la propria candidatura per le elezioni presidenziali del 2 novembre. La presentazione avvenne nel corso di un evento organizzato a Bucarest di fronte al Palazzo Victoria, sede del governo, con lo slogan «La Romania delle cose ben fatte» (in rumeno: «România lucrului bine făcut»).
Al primo turno del 2 novembre, che vedeva concorrere 14 candidati totali, Klaus Iohannis ottenne 2.881.406 di voti, pari al 30,37% delle preferenze espresse, mentre l'affluenza fu del 53,17% (9.723.232 votanti). Con il secondo posto, quindi, si classificò per il ballottaggio contro il candidato del PSD Victor Ponta, giunto primo con 3.836.093 di voti (40,44%).