Italia 1 è un canale televisivo italiano privato di tipo generalista con target giovanile, diffuso a livello nazionale ed edito da Mediaset, società che ha acquistato il canale nel dicembre del 1982 dalla Rusconi, che lo aveva lanciato il 3 gennaio dello stesso anno.

Storia Gestione Rusconi

Tra le emittenti locali interconnesse con Italia 1 vi erano Antenna Nord (Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia e Emilia-Romagna, anche Liguria dal 1983), Tivuesse Telesecolo fino al 1982 (Liguria), Televenezia e Antenna 3 Veneto (Veneto e Friuli-Venezia Giulia), Tele Bolzano (Trentino-Alto Adige), Canale 48 e TeleAmiata (Toscana e Umbria), TVA - Telecentro (Marche), TeleMare Abruzzo (Abruzzo), Quinta Rete e Telelazio (Lazio), Telecapri fino al 1984 e Teleposillipo (Campania, Molise e Basilicata), Antenna Sud fino al 1983 e Teleazzurro (Puglia), Video Calabria (Calabria), Telecolor e Telesicilia (Sicilia), Tele Costa Smeralda (Sardegna).

Il nascente network nazionale rusconiano iniziava la sua programmazione a mezzogiorno, con uno spazio dedicato ai ragazzi che proponeva alcuni telefilm di successo come la serie originale di Star Trek. Nel primo pomeriggio la linea passava alle emittenti regionali per poi ripartire su scala nazionale con telefilm e, in pieno pomeriggio, con il contenitore di cartoni animati Bim Bum Bam. Nel tardo pomeriggio la linea tornava alle emittenti locali e dopo un'ora veniva proposto un telefilm (come la serie Paper Moon). In prima serata andavano in onda generalmente due film e un telefilm. La rete offriva inoltre molto spazio allo sport con programmi incentrati su calcio, boxe, basket e automobilismo, tra cui Grand Prix di Andrea de Adamich e Giulio Palumbo.

Tra le serie trasmesse in prima serata c'erano Falcon Crest, Kojak, La grande vallata, Project UFO, Mork & Mindy. Il 23 aprile 1982 viene reso ufficiale l'accordo tra il Gruppo Rusconi e il network statunitense CBS per l'assistenza tecnica e lo scambio di programmi.

Tuttavia a pochi mesi dalla sua accensione su scala nazionale, i conti della rete iniziano ad arrancare soprattutto a causa degli esosi costi di gestione degli impianti di trasmissione a cui un editore di carta stampata come Rusconi probabilmente non era abituato, ma anche a causa dell'aggressiva politica pubblicitaria attuata dal principale network concorrente, Canale 5. In effetti la rete di Rusconi si appoggiava a una concessionaria esterna per la gestione degli spazi pubblicitari, la Publikompass del Gruppo Fiat, mentre il canale di Silvio Berlusconi poteva contare su una concessionaria propria, Publitalia '80, che personalizzava in modo più flessibile i pacchetti pubblicitari in base ai clienti al limite del dumping.

Il 3 settembre 1982 Rusconi firma un accordo di collaborazione con Silvio Berlusconi, proprietario di Canale 5, incentrato soprattutto su una politica comune nella gestione dei tetti pubblicitari ma anche sull'utilizzo comune della rete di alta frequenza e lo scambio di alcuni programmi.

A novembre, tuttavia, Rusconi cede per circa 29 miliardi di lire il suo network alla Fininvest che lo fonde con la neo-formata società "Rete 10", di cui il Giornale era azionista di maggioranza, per rilanciare Italia 1 come rete rivolta a un pubblico prevalentemente giovane. La cessione diventa effettiva il 1º gennaio 1983.

Gestione Fininvest/Mediaset Nei primi anni della gestione Fininvest, la rete propone un misto di intrattenimento leggero, film, telefilm e sport. Tra i primi grandi show trasmessi in prima serata Beauty Center Show, in onda la domenica con la coppia Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, coadiuvata da Barbara Bouchet e Ric e Gian folies, in onda il lunedì con i comici Ric e Gian, coadiuvati da Edwige Fenech.

Nel 1983 la rete acquista grande notorietà grazie all'innovativo Drive In, trasmissione cult degli anni ottanta condotta da Gianfranco D'Angelo ed Ezio Greggio, insieme a tanti comici come Enrico Beruschi, Teo Teocoli, Massimo Boldi, Giorgio Faletti, i Trettré, Zuzzurro e Gaspare, Ric e Gian, Gigi e Andrea, Carlo Pistarino, Enzo Braschi, Margherita Fumero, Patrizio Roversi, Caterina Sylos Labini e Syusy Blady e soubrette tra cui Carmen Russo, Cristina Moffa, Lory Del Santo, Tinì Cansino, Antonia Dell'Atte, Ambra Orfei ed Eva Grimaldi. Lo show curato da Antonio Ricci registra subito un boom di ascolti con punte di oltre otto milioni di spettatori e lancia un linguaggio televisivo nuovo e moderno che ancora oggi identifica la cifra stilistica della televisione commerciale.

Nello stesso anno, al mercoledì sera arriva il format di un nuovo game-show intitolato Ok, il prezzo è giusto! e condotto da Gigi Sabani. Il pubblico del canale è costituito da uno zoccolo duro di bambini e ragazzi, cui la rete dedica il pomeriggio con lo storico contenitore Bim Bum Bam con Paolo Bonolis e Licia Colò (già in onda dai tempi di Antenna Nord) con la trasmissione dei cartoni animati e degli anime.

Intanto, il 16 ottobre 1984 in tre regioni italiane, i pretori di Roma, Torino e Pescara oscurano le frequenze della rete (insieme a quelle delle consorelle Fininvest, ovvero Canale 5 e Rete 4), misura in seguito annullata da un decreto legge emanato dal governo Craxi I e denominato Decreto Berlusconi consentendo nuovamente la trasmissione dei programmi delle TV commerciali.

Ai giovanissimi è dedicata anche la fascia dell'access prime time: infatti dal 1985 sull'onda dell'anime giapponese Kiss Me Licia, anche la fiction autoprodotta fa capolino sulla rete giovane del gruppo Fininvest. Nel 1986 era sulla scia del successo dell'anime precedente, quando viene trasmessa la serie di telefilm Love Me Licia, interpretata da Cristina D'Avena, inoltre in prima serata nella stessa stagione arrivano I ragazzi della 3ª C. Tra le fiction trasmesse anche College.

La rete dedica molto spazio anche alla musica; nel 1984 viene proposto Deejay Television di Claudio Cecchetto, inizialmente al sabato sera e successivamente ogni pomeriggio. Il programma nasce da una costola dell'omonima emittente radiofonica e nei sei anni di vita ospita volti popolarissimi come quelli di Linus, Fiorello e Jovanotti. Il palinsesto del canale è ricco di telefilm come L'uomo da sei milioni di dollari, Kung Fu, Cannon, Agenzia Rockford, Supercar, MacGyver, Simon & Simon, L'uomo di Atlantide, Happy Days, Genitori in blue jeans e Casa Keaton, e soprattutto di cartoni animati statunitensi ed europei a partire dalla metà degli anni '80 come I Puffi, Gli Snorky, Scuola di polizia, The Real Ghostbusters, Tartarughe Ninja alla riscossa, Denny, Vola mio mini pony, Jem, Ti voglio bene Denver, Siamo quelli di Beverly Hills, Alvin rock 'n' roll, Lady Lovely, Siamo fatti così, Conte Dacula, Pippo e Menelao e tanti altri.

La programmazione del canale segue anche un filone trasgressivo e non privo di polemiche, oltre al telefilm Valentina, interpretato da Demetra Hampton ed incentrato sull'omonima eroina dei fumetti disegnata da Guido Crepax, non lascia indifferenti critica e censura l'esperimento del programma Matrioska di Antonio Ricci (che vede tra i suoi protagonisti la pornostar Moana Pozzi), in corsa edulcorato e ribattezzato L'araba fenice. Da segnalare il successo dello show comico Lupo solitario.

In questa fucina di esperimenti televisivi, fa il suo esordio sulle frequenze del canale un programma destinato a una lunga carriera, ovvero il telegiornale satirico Striscia la notizia, in onda a partire dal 1988 con la coppia Ezio Greggio e Gianfranco D'Angelo. La comicità è un filone molto battuto dal network, dai brevi filmati delle comiche di Benny Hill e del programma Smile con Gerry Scotti, ai programmi del gruppo di Antonio Ricci, passando per Emilio, in onda la domenica sera dal 1989 e condotto da Gaspare & Zuzzurro e Athina Cenci, per finire al primo successo della Gialappa's Band, ovvero Mai dire Banzai.

In questa fase, Italia 1 si caratterizza come la rete giovane per eccellenza, con fasce di programmazione dedicate ai bambini e ai ragazzi, non senza punte di ironia e trasgressione.

Negli anni novanta, la rete continua a mantenere una spiccata vena sperimentale, testando format e trasmissioni che, in base al successo, venivano ricollocati sulla rete del gruppo pubblicitariamente più redditizia; Striscia la notizia e Paperissima, dati gli ascolti esorbitanti delle prime edizioni, traslocano su Canale 5.

Il 16 gennaio 1991 Emilio Fede annuncia lo scoppio della prima Guerra del Golfo, dando visibilità e credibilità al primo vero telegiornale delle reti Fininvest, Studio Aperto, allestito in sordina poche settimane prima nonostante la rete non disponesse ancora della diretta. Poco dopo al direttore fondatore viene affidato il TG4, mentre la direzione del telegiornale del canale passa a Vittorio Corona e successivamente a Paolo Liguori.

Grazie alle intuizioni del direttore di rete, Carlo Freccero, per la prima volta arrivano sul canale alcuni programmi di informazione, o meglio infotainment, come L'istruttoria di Giuliano Ferrara e il quotidiano Mezzogiorno italiano di Gianfranco Funari, transfuga dalla Rai nella stagione 1991-92. Alcuni di questi si rivelarono non proprio dei successi, ma contribuirono a dare alla rete maggiore credibilità sul fronte giornalistico. Intanto alcuni esperimenti si rivelano dei veri fallimenti, tra questi lo show preserale Primadonna del 1991, condotto da Eva Robin's e chiuso dopo circa due mesi dalla sua prima puntata.

In questa fase si consolida il successo di Mai dire Gol della Gialappa's Band, condotto da Teo Teocoli (sostituito successivamente e non senza polemiche da un redivivo Claudio Lippi) e Simona Ventura, ma soprattutto ottiene grandissima popolarità il Karaoke condotto da un esordiente Fiorello, in onda dal 1992. Tra i programmi diventati oramai cult, il discusso varietà Non è la Rai, trasferito da Canale 5 e che vede alla conduzione la giovanissima Ambra Angiolini. Questi programmi consolidano il target della rete, sempre più orientato verso i giovani nonostante la promozione dello storico Bim bum bam su Canale 5.

Sempre nei primi anni novanta riscuotono un ottimo successo anche i telefilm per ragazzi Beverly Hills 90210 e lo spin off di Melrose Place, con punte di oltre cinque milioni di spettatori. In effetti la rete riserva sempre ampio spazio alle serie statunitensi, e non solo a quelle di azione. Nel 1989 fa il suo debutto in Italia Baywatch con David Hasselhoff e Pamela Anderson, dapprima in onda in seconda serata e successivamente, considerato che i contenuti non erano così spinti, al pomeriggio.

Nella stagione 1994-96 arrivano alcune sit-com di grande presa sul pubblico giovane, come Willy, il principe di Bel-Air con Will Smith e Bayside School. Anche la fiction di fantascienza fa capolino sulla rete, come il telefilm X-Files, che va in onda in prima serata di domenica.

La seconda metà del decennio vede il ritorno del contenitore pomeridiano di cartoni animati e anime Bim bum bam, e nel 1996 l'inaspettato arrivo di Michele Santoro sulle frequenze del canale, che nel frattempo era diventato parte del gruppo Mediaset, società del gruppo Fininvest. Il giornalista campano condurrà ben tre edizioni di Moby Dick, unico programma di informazione di prima serata. Il canale punta ancora su musica (con Super e il Festivalbar, consolidato appuntamento musicale dell'estate per diversi anni affidato alle cure di Fiorello e Alessia Marcuzzi) e sport (viene arricchito il notiziario sportivo Studio Sport, inoltre continua ad essere proposto Pressing di Raimondo Vianello e Guida al campionato).

Nel 1997 si aggiunge al palinsesto la serie televisiva Walker Texas Ranger interpretata da Chuck Norris, in onda precedentemente su Canale 5, trasmessa in prima serata sino al 2003.