Insieme ai fratelli minori Acerrito e Tommaso, alla morte del padre Folco (1431) venne accolto in casa di Cosimo de' Medici; iniziò la sua carriera nel 1434 a Firenze come garzone di bottega dei Medici, nel cui banco aveva già lavorato in compartecipazione societaria il padre.

Nel 1435 venne inviato quattordicenne a Venezia, e nel 1452 a Milano per aprire la nuova filiale del Banco Mediceo voluta da Francesco Sforza in accordo con Cosimo il Vecchio; poco dopo il suo arrivo a Milano Portinari stabilì la sede della filiale del banco e la propria abitazione in un palazzo dallo Sforza a Cosimo de’ Medici il 20 agosto 1455, poi noto come Palazzo del Banco Mediceo, in Via dei Bossi.

Nel 1456 acquisì la cittadinanza milanese; ciononostante non vennero mai meno i legami di Portinari con la sua città natale: nel 1459 ottenne il priorato nel rione di San Giovanni.

Al contrario, malgrado fosse consigliere e amico di Francesco Sforza e rivestisse un ruolo di primo piano nel mondo economico, politico e artistico (fu committente della cappella di San Pietro Martire presso Sant'Eustorgio, più nota come cappella Portinari) milanese, non risulta che abbia mai rivestito cariche pubbliche nel ducato; ciononostante, fu il fulcro dei rapporti diplomatici non solo tra Firenze e Milano, ma anche con gli altri potentati della penisolaIsabella Lazzerini, Carteggio degli oratori mantovani alla corte sforzesca (1450-1500): 1464-1465, 1999, p. 65..

Morì nel 1468, dopo una lunga malattia, probabilmente per le febbri della malaria che lo avevano perseguitato per tutta la vita.

Matrimonio e discendenza Nel maggio 1459 sposò Costanza (Tancina) di Antonio Serristori (1444-?), dalla quale ebbe otto figli: Ludovico (1461Viene definito infante nel testamento redatto da Pigello il 7 ottobre 1461.-?) Folco (1462-1527) Caterina (?-22 gennaio 1531), destinataria di un'Exortatione dell'umanista Vespasiano da Bisticci; sposò il 3 dicembre 1479 Agnolo di Pandolfo Pandolfini (1449-1509) Antonio Bernardo Benedetto (25 febbraio 1467-1551), sposò Ginevra di Maso degli Alessandri Angela Giovanni

Note

Bibliografia Maria Paola Zanoboni, «Et che … el dicto Pigello sia più prompto ad servire»: Pigello Portinari nella vita economica (e politica) milanese quattrocentesca, in Storia economica, Anno XII (2009), n. 1-2, pp. 27–108.

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