Ronco è una frazione di Forlì che costituisce il quartiere omonimo.
La zona conta 5.849 abitanti ed è lambita dall'omonimo fiume. Il nome deriva dal termine runcare, lavorare con la roncola, che indica la zona dove il terreno, un tempo selvaggio, è stato recuperato mediante il lavoro delle roncole.
La frazione inizia all'ingresso orientale della città, lungo la via Emilia, con il suo territorio fondamentale coincidente con un lungo rettilineo, viale Roma, che conduce al centro storico di Forlì.
Storia Secondo la tradizione in questa zona si trovava la tana del drago sconfitto da San Mercuriale. All'epoca di Traiano di qui passava l'acquedotto romano, poi scomparso.
La più antica attestazione di cui si abbia conoscenza della zona del Ronco è del 1209 quando il paese, definito Castrum Ronchi (probabilmente per la presenza di un castello, o forse più semplicemente per la presenza di modeste fortificazioni), venne concesso alla chiesa cesenate da Ottone III. Tale lascito fu poi riconfermato da Federico II nel 1220 ed ancora nel 1228 da Gregorio IX. Passato, in un periodo non ben conosciuto, sotto il dominio di Forlì, rimase soggetto alla città fino al 1282 quando le truppe dello Stato Pontificio riuscirono ad espugnarlo. I cronisti locali ci informano che Guido da Montefeltro fece erigere dei bastioni, a testimonianza del fatto che le preesistenti fortificazioni già non dovevano più esistere o, se ancora esistenti, di modesta entità. Fu infatti Guido da Montefeltro a far erigere una bastia sopra il fiume Ronco e dotrala di munizioni, vettovaglie e soldati.
La bastia fu demolita nel 1332 dalle truppe pontificie, riedificata ancora per una seconda volta nel 1337. Ma anche questa seconda fortezza deve essere stata abbattuta, in un periodo indeterminato perché, come racconta un anonimo cronista forlivese, mentre i fiorentini nel 1423 si preparavano ad assediare il castello di Zagonara, si fermarono a villa Ronchi, ubi prius castramentati erant (al villaggio del Ronco, dove precedentemente erano presenti delle fortificazioni).
Il castello e le fortificazioni, di cui abbiamo memoria ma non tracce, erano situate con tutta probabilità sul poggio che sovrasta la riva sinistra del fiume Ronco, nello stesso punto dove oggi sorge la chiesa di Ronco.
Nel 1815 durante la guerra austro-napoletana a Ronco fu combattuta l'omonima battaglia nella quale le truppe napoletane di Gioacchino Murat furono sconfitte dagli austriaci di Adam Albert von Neipperg.
A fine ottocento la zona è molto degradata, tanto che in un rapporto della situazione si legge "le peggiori abitazioni del Comune sono quelle del Ronco vecchio. Le 164 persone ivi dimoranti, vivono mescolate agli animali, la più parte suini, in mezzo a pozzanghere di materie organiche in putrefazione, e di più le loro case, costruite con pessimo materiale, minacciano di rovinare".
Le cose migliorano poi a inizio Novecento. Fino alla prima guerra mondiale, infatti, grazie al passaggio della linea del Tramway, diviene il lido di Forlì. Sulle rive del fiume i villeggianti potevano fare il bagno contando su veri e propri stabilimenti balneari.
Durante la seconda guerra mondiale, nel settembre del 1944 la zona dell'Aeroporto fu teatro di esecuzioni da parte dei nazifascisti ai danni di persone di origine ebraica, partigiani, antifascisti. I crateri provocati dalle bombe venivano utilizzati come fosse comuni dopo le esecuzioni. In via Seganti è eretto un cippo alla memoria di molti dei caduti, non tutte le salme infatti poterono essere identificate con precisione.
Il progressivo espandersi delle urbanizzazioni ha reso quella che era la frazione del Ronco una propaggine della città senza interruzioni.
Luoghi d'interesse
Edifici di culto Conta due parrocchie, San Giovanni Battista in Ronco e Santa Rita in Ronco. La prima è più antica e situata in zona strategica, su un rialzo naturale. La seconda invece è di recente edificazione, realizzata in occasione dell'espansione urbanistica degli anni Sessante del Novecento. Scomparso è invece un oratorio, sempre dedicato a Santa Rita, che si trovava lungo la via Emilia, di fronte alla caserma.
Polo aeronautico
Tra le infrastrutture presenti sul territorio va ricordato l'Aeroporto Civile di Forlì "L. Ridolfi". Presso l'aeroporto, sorge il polo aeronautico, composto dall'istituto tecnico aeronautico (ITAER), le facoltà di ingegneria aerospaziale ed ingegneria meccanica dell'Università di Bologna e la scuola per controllore di volo dell'ENAV (Academy). I nomi delle strade ricordano personaggi o fatti legati alla storia del volo, come Francesco Baracca, Icaro, Fratelli Montgolfier, gli Avieri, il 30º Stormo e i Fratelli Zannetti.
Il ponte Il ponte sul fiume Ronco è documentato come costruzione in muratura già dal 1263. Viene più volte ricostruito e si ha notizia di una sua versione del 1619, crollata e poi ricostruita in legno nel 1750 e poi di nuovo in pietra nel 1882 su progetto dell'ingegnere Maurizio Brighenti. Il ponte viene distrutto nel Secondo conflitto mondiale, il 24 ottobre 1944 e ricostruito nel 1945.
Il Ronco Lido
La riva del fiume è stata nel tempo utilizzata sia dai birocciai che prendevano la ghiaia per poi portarla nei vari cantieri della città, sia dalle lavandaie che lavavano i panni poi stendendoli negli arbusti vicini. A fine ottocento, però, si inaugura un nuovo uso, costruendo un lido su cui era possibile villeggiare e fare il bagno nel fiume. Questo è stato favorito anche dalla inaugurazione, il 19 novembre 1881, della linea del Tramway che portava a Meldola e aveva una fermata al Ronco. Per accedere al lido si percorre quella che anche nell'ultimo aggiornamento della odonomastica è rimasta via Lido. La zona viene chiamata Ronco Lido.
A metà degli anni 50 del Novecento, in occasione della ricostruzione degli argini, si inizia a pensare all'elaborazione di un complesso sportivo che sorge nel corso degli anni, fino agli anni 70, arrivando ad avere un campo da calcio, due campi da tennis e una zona per la pallavolo. Nasce anche un ristorante che si dota di caratteristiche reti elastiche. Chiuso il ristorante a fine Novecento, la zona diventa luogo di feste universitarie fino al 2007, quando cade in totale abbandono e preda del degrado.
Nel 2025 viene avviato un intervento di ripristino dell'intera zona che prevede lavori per circa due anni e la costruzione di un polo sportivo polifunzionale e un percorso di passeggiata.
La ex scuola elementare e il monumento ai caduti
Nel 1866 viene edificata una scuola elementare, un edificio all'incrocio fra la via Emilia e la Bidentina. Il primo anno ci sono trentacinque iscritti alla scuola diurna e trentuno alla serale. Nel 1923 viene aggiunta una biblioteca scolastica e nel 1924 una biblioteca popolare con più di trecento volumi. Nel 1929 viene aperto il primo asilo infantile delle scuole rurali, collocato vicino alla scuola elementare. Lo stesso anno, il 3 novembre, viene inaugurato il monumento ai caduti. La cerimonia si inserisce nella celebrazione dell'undecennale della vittoria della prima guerra mondiale. Il monumento viene pagato grazie all'iniziativa di Guerino Fabbri, segretario del fascio. Il monumento è collocato di fronte alla scuola elementare, in mezzo a un parco della rimembranza che comprende ventuno alberelli, in ricordo dei caduti della frazione nella Grande Guerra. Si tratta di una colonna alta otto metri con in cima una figura femminile armata di scudo e spada con sotto il motto ALERE FLAMMAM. Con la chiusura della scuola elementare e la scomparsa del cortile di fronte a essa, il monumento è stato spostato.
Note
Bibliografia
Voci correlate Ronco (fiume) Valle del Bidente
Altri progetti
Categoria:Frazioni di Forlì Categoria:Quartieri di Forlì