La Clio è stata una torpediniera della Regia Marina e successivamente una corvetta della Marina Militare.

Storia Varata il 3 aprile 1938. Madrina della cerimonia, fu la contessa Giuseppina Rizzo di Grado, moglie della medaglia d'oro Luigi Rizzo.

Dopo i collaudi ed un periodo di addestramento nel 1938 in Tirreno settentrionale a La Spezia, la nave venne destinata alla Divisione Scuola Comando di Augusta ed operò lungo le coste siciliane in frequente attività di addestramento.

La torpediniera ricevette a Genova insieme alle consorelle della XIII squadriglia, nella domenica 18 giugno 1939, la Bandiera di combattimento.

Tra i suoi primi comandanti vi fu il tenente di vascello Costantino Borsini, che mantenne il comando dell'unità sino al gennaio 1940.

1940 All'ingresso dell'Italia nella seconda guerra mondiale la nave faceva parte della XIII Squadriglia Torpediniere di base a Messina, che formava insieme alle gemelle Calipso, Circe e Calliope. Fu impiegata principalmente in attività di scorta costiera in Nord Africa (sino a dopo la metà del 1942), poi anche lungo le coste della Grecia, oltre che della Cirenaica. Svolse in tutto 118 missioni di scorta.

Alle sette di sera del 16 giugno 1940 l'unità faceva parte di un rastrello antisom insieme alle gemelle Calliope, Polluce e Circe, quando quest'ultima avvistò il periscopio di un sommergibile, dal quale poi partirono alcuni siluri: la Circe, la Polluce e la Clio, evitate le armi, iniziarono a gettare bombe di profondità sul punto dell'avvistamento finché, al nono passaggio, emerse una grossa quantità di rottami. L'unità affondata era il sommergibile britannico Grampus, che s'inabissò nel punto 37°05' N e 17°30' E (105 miglia a levante di Siracusa), senza superstiti tra i 59 membri dell'equipaggio.

Dal 29 al 31 luglio la Clio e le gemelle Centauro, Circe e Climene scortarono da Napoli a Messina e quindi (con il rinforzo delle torpediniere Airone, Alcione, Ariel ed Aretusa) a Bengasi, nell'ambito dell'operazione «Trasporto Veloce Lento», un convoglio formato dal trasporto truppe Marco Polo e dagli incrociatori ausiliari Città di Palermo e Città di Napoli.

Un'azione antisommergibile effettuata dalla Clio nel canale d'Otranto il 18 dicembre 1940 potrebbe essere la causa della scomparsa del sommergibile britannico Triton, che tuttavia potrebbe anche essere saltato su mine o rimasto vittima di altre azioni antisom.

Il 21 dicembre 1940 il convoglio che la Clio stava scortando nel canale di Sicilia, formato dai piroscafi Aquitania e Bainsizza e dalle motonavi Assiria e Rialto, venne attaccato da aerosiluranti della Royal Air Force: insieme a quello che si scatenò pressoché contemporaneamente contro il convoglio «Vega», si trattò di uno dei primi attacchi di aerosiluranti ai danni dei convogli italianiGiorgio Giorgerini, La guerra italiana sul mare. La Marina tra vittoria e sconfitta 1940-1943, pp. 456-531-532-541-544 e ss.-550.. La reazione dell'unica unità di scorta, comunque, abbatté un aereo e costrinse gli altri a ritirarsi senza provocare danni.

1941 Alle sei di sera del 7 gennaio 1941 la Clio e la gemella Castore lasciarono Tobruch per scortare a Bengasi i mercantili Edda, Assiria e Fianona. Alle 22:08 dello stesso giorno il sommergibile britannico Rover lanciò quattro siluri contro l’Edda in posizione 32°13' N e 23°40' E: la nave non fu colpita e nel contrattacco Clio e Castore danneggiarono con bombe di profondità l'unità nemica, che rimase poi fuori uso per 13 mesi per riparazioni a Malta. Il convoglio giunse a Bengasi alle undici di mattina del 9 gennaio.

Alcune fonti attribuiscono all'azione della Clio del 7 gennaio 1941, quando la torpediniera ritenne di aver speronato ed affondato, al largo di Tobruk un'unità subacquea, l'affondamento del sommergibile franco-gollista Narval. Il ritrovamento del relitto del Narval, avvenuto nel 1957 al largo delle isole Kerkenna, fa tuttavia ritenere che questa unità sia in realtà saltata su una mina il precedente 14 dicembre.

Dal 1° al 3 marzo la nave, insieme alle torpediniere Pegaso ed Orione, scortò da Napoli a Tripoli un convoglio (piroscafi Amsterdam, Castellon, Maritza e Ruhr) carico di rifornimenti per l'Afrika Korps. Il viaggio si svolse senza problemi.

Il 10 marzo la Clio e la gemella Centauro partirono da Tripoli e vennero incontro a due convogli (trasporti Ankara, Marburg, Kybfels e Reichenfels scortati dai cacciatorpediniere Vivaldi, da Noli, Malocello, Folgore e Lampo; motonavi Andrea Gritti e Sebastiano Venier scortate dalle torpediniere Alcione, Pallade e Polluce).

Il 9 aprile 1941 la nave salpò da Napoli per scortare a Tripoli, insieme al cacciatorpediniere Dardo ed alle vecchie torpediniere Papa e Cosenz, le motonavi Andrea Gritti, Sebastiano Venier, Rialto, Birmania e Barbarigo; il convoglio giunse a Tripoli senza problemi il giorno 11.

Nei giorni successivi al 16 aprile la torpediniera partecipò con numerose altre unità alle operazioni di soccorso dei naufraghi del convoglio Tarigo, distrutto da cacciatorpediniere inglesi dopo un violento combattimento: su circa 3000 persone a bordo delle navi affondate, i superstiti risultarono essere in tutto 1248.

Il 12 maggio la Clio partì da Tripoli di scorta, insieme ad Orione e Pegaso ed ai piroscafi Maddalena Odero e Nicolò Odero. Alle 20:30 dello stesso giorno, al largo della costa tripolina, la Pegaso bombardò con cariche di profondità un sommergibile, vedendo poi emergere una grossa chiazza di nafta: in tale attacco potrebbe essere stato affondato il sommergibile britannico Undaunted, che però potrebbe essere anche saltato su mine.

Il 25 maggio la torpediniera partecipò alle operazioni di salvataggio dei 1432 superstiti (su 2729 uomini a bordo) del trasporto truppe Conte Rosso, silurato ed affondato dal sommergibile britannico Upholder a 10 miglia per 85° da Capo Murro di Porco, mentre navigava in convoglio verso la Libia.

Il giorno seguente la nave, insieme alle gemelle Calliope, Circe e Perseo, effettuò una missione di posa di mine al largo di Malta.

Alle 5:30 del 26 agosto la torpediniera partì da Napoli per scortare – insieme cacciatorpediniere Euro ed Oriani e torpediniere Orsa, Procione e Pegaso, quest'ultima aggiuntasi l'indomani dopo essere partita da Trapani – di un convoglio formato dai piroscafi Ernesto ed Aquitania, dalla motonave Col di Lana e dalla nave cisterna Pozarica, in navigazione da Napoli a Tripoli; lo stesso giorno, intorno alle sette del mattino, circa 7 miglia a nord di Trapani, il convoglio fu attaccato due volte dal sommergibile HMS Urge, che mancò la Pozarica ma danneggiò l’Aquitania (che dovette rientrare a Trapani assistito dall’Orsa): la Clio reagì effettuando forti lanci di bombe di profondità, ma non riuscì a danneggiare l’Urge. Le altre navi giunsero a destinazione il 29.

Nel corso del 1941 la torpediniera venne modificata con l'eliminazione delle poco efficaci mitragliere da 13,2 mm e la loro sostituzione con 8 armi da 20/65 mm. Vennero inoltre imbarcati altri due lanciabombe di profondità.

Alle 17:40 del 13 dicembre la nave salpò da Taranto insieme alle corazzate Littorio e Vittorio Veneto, ai cacciatorpediniere Granatiere, Bersagliere, Fuciliere ed Alpino ed alla torpediniera Centauro (formazione poi rinforzata con l'invio dei cacciatorpediniere Vivaldi, Malocello, da Recco, Da Noli e Zeno) fungere da forza di copertura dell'operazione «M 41» (tre convogli per la Libia composti da 6 mercantili, 5 cacciatorpediniere ed una torpediniera), che però fu funestata dagli attacchi sottomarini, che affondarono due trasporti (il Fabio Filzi ed il Carlo del Greco) e danneggiarono seriamente – alle dieci di mattina del 14 dicembre, in posizione 37°52' N e 15°30' E – la corazzata Vittorio Veneto. Il giorno seguente la Clio diede infruttuosamente la caccia al sommergibile britannico Urge, autore del siluramento della Vittorio Veneto.

1942 Alle 16:40 del 27 settembre 1942 la motonave Francesco Barbaro, che la Clio stava scortando da Brindisi a Bengasi insieme al cacciatorpediniere Lampo ed alla torpediniera Partenope, venne silurata dal sommergibile britannico Umbra al largo di Cefalonia in posizione 37°15' N e 19°55' E (a 60 miglia per 275° da Navarino): nonostante un tentativo di rimorchio, la motonave, in fiamme, colpita da un altro siluro dell’Umbra alle 22:40, affondò in seguito ad un'esplosione alle 4:41 del 28, nel punto 37°15' N e 19°55' Ehttp://www.historisches-marinearchiv.de/projekte/asa/ausgabe.php?where_value=2414 e http://www.historisches-marinearchiv.de/projekte/asa/ausgabe.php?where_value=2413.Rolando Notarangelo, Gian Paolo Pagano, Navi mercantili perdute, pp. 107-108-193.. La Clio cercò senza risultato di affondare l’Umbra.

Alle otto di sera del 12 ottobre la nave salpò da Brindisi di scorta, insieme al cacciatorpediniere Folgore e da Recco ed alla moderna torpediniera di scorta Ardito, alla moderna motonave D'Annunzio. Il convoglio si congiunse poi con un altro proveniente da Corfù (torpediniera Partenope e cacciatorpediniere Lampo di scorta alla motonave Foscolo) e giunse indenne in porto il 14, nonostante continui attacchi aerei che vennero respinti con il fuoco delle armi di bordo. La Clio e le altre unità della scorta ripartirono in giornata e scortarono poi le motonavi Sestriere e Ruhr in rotta di rientro, senza venire attaccati.

Il 4 novembre l'unità partì da Napoli per fungere da scorta – insieme ai cacciatorpediniere Velite, Maestrale, Grecale, Oriani e Gioberti ed alla torpediniera di scorta Animoso – alle motonavi Giulia e Chisone ed al piroscafo Veloce, diretti a Tripoli: nonostante i diversi attacchi dal cielo, il convoglio fu uno degli ultimi a poter arrivare in Libia senza danni.

Alle quattro del 10 novembre la Clio e la gemella Calliope lasciarono Trapani e si diressero a Napoli dove giunsero alle 18 del giorno stesso, dopo alcune esercitazioni di tiro e scoperta antisom.

Alle otto e mezza del 15 novembre Clio e Calliope partirono da Palermo, con mare molto mosso, per scortare a Biserta il piroscafo tedesco Menes e la piccola nave cisterna Labor: durante tale navigazione, alle 9:07 ed alle 10:48 del 16 novembre, i due trasporti vennero infruttuosamente attaccati dapprima dal sommergibile britannico Saracen, con il lancio di tre siluri in posizione 37°40' N e 10°40' E (a nord del golfo di Tunisi) e poi dal sommergibile britannico Parthian con il lancio di tre siluri, in posizione 38°03' N e 11°51' E (a nordest di Marettimo), ma il problema maggiore rimase il mare tempestoso, che tra l'altro fece perdere alla Calliope il contatto con il convoglio riducendo la scorta alla sola Clio. Il convoglio giunse comunque a destinazione alle 15:30 del giorno successivo.

Alle 20 del 16 novembre la Clio ripartì da Biserta per scortare a Palermo l'incrociatore ausiliario Città di Napoli, dove le due navi giunsero alle 10:30 del giorno seguente dopo aver eluso, alle 7:30 del 17, un attacco da parte di un sommergibile sconosciuto.