Fu basileus dei romei dal 17 febbraio 1391 fino alla sua morte. È ricordato anche per i suoi scritti teologici.

Il primo incarico di Manuele II fu quello di despota di Tessalonica (1369-1387). Fu coimperatore dal 1376, dopo che il fratello maggiore Andronico IV Paleologo si era ribellato al padre Giovanni V Paleologo, fino al 1380, anno in cui Andronico fu perdonato, nonostante avesse tenuto prigionieri il padre ed il fratello dal 1376 al 1379. Dal 1385 tornò ad essere coimperatore, a seguito del decesso di Andronico. Nel 1390 aiutò il padre a sventare il tentativo di usurpazione del trono da parte del nipote Giovanni VII Paleologo. Nel 1391 l'anziano genitore morì e Manuele II divenne imperatore. Quando nel 1394 il sultano ottomano Bajazet I aprì le ostilità contro i bizantini, isolando Costantinopoli in modo da impedirle l'approvvigionamento alimentare, Manuele invocò l'aiuto dell'Occidente e fu ascoltato. Fu infatti indetta la crociata di Nicopoli (1396), che tuttavia si risolse in un disastro e non riuscì a risollevare le sorti dell'impero. Nel 1399 Manuele partì personalmente per l'Occidente in cerca di aiuto e vi rimase fino al 1403.

Quando ormai la fine sembrava imminente, i Timuridi invasero l'Anatolia e nella battaglia di Ancyra del 1402 Bajazet fu fatto prigioniero. In seguito a questi avvenimenti, nell'Impero ottomano scoppiò la guerra civile, della quale Manuele, grazie al suo genio diplomatico, riuscì ad approfittare per riacquisire alcuni territori dell'impero, tra cui Tessalonica. Fu capace di mantenere la pace con gli ottomani fino al 1422, ma le ostilità ricominciarono perché il figlio di Manuele, Giovanni VIII Paleologo, si era intromesso nella successione ottomana. Da ciò derivarono gli assedi di Costantinopoli e di Tessalonica. Nel 1423 quest'ultima città fu ceduta ai veneziani, poiché l'impero non era più in grado di difenderla. Manuele morì nel 1425. Gli viene riconosciuto il merito di essere riuscito, durante i 34 anni del suo impero, a rallentare la caduta dell'Impero bizantino.

Biografia

Manuele II Paleologo era figlio secondogenito dell'imperatore bizantino Giovanni V Paleologo (1341-1391). e di sua moglie Elena Cantacuzena..

Viaggio in Occidente

Nei primi mesi del 1366 Giovanni V si recò in Ungheria per chiedere aiuti contro i turchi ottomani, che si facevano sempre più minacciosi.. Giovanni lasciò momentaneamente il governo dell'impero al figlio Andronico IV Paleologo (1376-1379), futuro erede al trono, e portò con sé i figli Manuele e Michele.. Le sue richieste d'aiuto però non furono ascoltate da Luigi I il Grande (1342-1382) che impose come condizione la conversione dell'imperatore al cattolicesimo. Così Giovanni V decise di fare ritorno in patria, ma passando per il regno di Bulgaria fu fatto prigioniero insieme ai suoi figli. I tre furono liberati nella primavera del 1367, grazie all'intervento di Amedeo VI di Savoia (1343-1383), giunto in soccorso del cugino Giovanni..

Manuele despota di Tessalonica

Successivamente, tra il 1367 ed il 1370, Manuele fu nominato dal padre despota di Tessalonica, la seconda città più importante dell'impero..

Nell'agosto del 1369 Giovanni V si recò nuovamente in Occidente e nell'ottobre dello stesso anno solennemente abiurò la fede ortodossa e si convertì al cattolicesimo. Sperava, in questo modo, di ricevere l'aiuto promesso da Roma, ma anche questa volta le sue richieste di soccorso rimasero inascoltate.Nel maggio dell'anno seguente, Giovanni fu a Venezia, dove doveva riscattare i gioielli della corona, consegnati ai Veneziani nel 1343 dalla madre, Anna di Savoia, in cambio di 30.000 ducati. Non avendo però il corrispettivo per riscattare i gioielli, Giovanni fece una generosa proposta alla repubblica di Venezia: avrebbe ceduto l'isola di Tenedo, che controllava l'ingresso allo stretto dell'Ellesponto, in cambio dei gioielli, di 25.000 ducati e di 6 navi da guerra.. Il doge Andrea Contarini (1368-1382) accettò la proposta, ma Andronico IV, che nel frattempo governava l'impero al posto del padre con l'appoggio dei Genovesi, si rifiutò di consegnare l'isola ai Veneziani. Questi ultimi non dettero quindi alcun ducato a Giovanni che, non avendo neppure il denaro necessario per pagarsi il viaggio di ritorno a Costantinopoli, si trovò di fatto loro prigioniero.

Andronico non intervenne e fu dunque Manuele che recuperò i fondi richiesti per liberare il padre. Nonostante le difficoltà causate dalla neve, Manuele riuscì ad attraversare velocemente la via Egnazia per arrivare finalmente a Venezia nel marzo del 1371 e Giovanni fu così di nuovo libero..

La ribellione di Andronico IV

Il 26 settembre 1371 i Serbi guidati dai fratelli Jovan Uglješa, despota di Serres e Vukašin Mrnjavčević, re di Serbia, furono sconfitti dagli Ottomani nella battaglia della Marizza.. Approfittando della debolezza serba, nel novembre dello stesso anno, Manuele attaccò i possedimenti di Uglješa e li conquistò quasi totalmente, anche Serres tornò a essere bizantina.. Ma verso la fine dell'anno e l'inizio del 1372 l'impero bizantino, sebbene non avesse preso parte alla battaglia della Marizza, fu obbligato a pagare un tributo al sultano Murad I (1359-1389) e ad offrire il servizio di guerra.. Due anni dopo, nel maggio del 1373 Giovanni V fu chiamato a combattere insieme al sultano in Asia Minore. Andronico, contrario alla sottomissione del padre a Murad, si ribellò ad entrambi, ma la sua rivolta fu soffocata ed egli fu incarcerato nella torre Anema, diseredato e semi accecato insieme al figlio Giovanni VII, che era ancora bambino.. Giovanni fece chiamare Manuele da Tessalonica che, arrivato a Costantinopoli il 25 settembre, fu incoronato coimperatore..

Nel 1376 i Genovesi fecero evadere di prigione Andronico, che si presentò a Murad chiedendo truppe per prendere Costantinopoli, in cambio egli avrebbe ceduto Gallipoli al sultano. Murad accettò e subito Andronico assaltò la capitale, difesa da Giovanni e Manuele, che dopo un assedio durato trentadue giorni furono catturati. Andronico li fece rinchiudere, insieme a tutta la famiglia imperiale, nella torre Anema.

Nel 1379 la famiglia imperiale riuscì a liberarsi e si rifugiò presso Murad, accampato a Crisopoli. Manuele ed il sultano si accordarono che se li avesse aiutati a riconquistare il potere, i Bizantini avrebbero aumentato il tributo agli Ottomani, oltre a consegnare loro la città di Filadelfia, ultima città bizantina in Asia Minore. Murad accettò il patto e consegnò un esercito a Manuele e Giovanni. Costoro furono anche appoggiati dai Veneziani, che volevano togliere il potere ad Andronico, perché era filo-genovese, e quindi fornirono all'Imperatore e al coimperatore una piccola flotta.. Il 1º luglio 1379 Manuele e Giovanni poterono entrare da vincitori a Costantinopoli, mentre Andronico scappava nella colonia genvoese di Galata. La guerra civile si protrasse fino all'aprile 1380, fin quando cioè le due parti contendenti giunsero a un accordo in base al quale Andronico sarebbe tornato ad essere l'erede al trono. Questo trattato toglieva però a Manuele il diritto di ereditare l'Impero e, questi ne fu contrariato, nonostante fosse sempre stato fedele al padre, riteneva che non fosse più in grado di governare convenientemente l'Impero. Egli si rifiutò quindi di riconoscere il dominio balcanico degli Ottomani, cosa che il padre aveva invece consentito..

La caduta di Tessalonica

Il 2 novembre 1382 Manuele tornò a ricoprire la carica di despota di Tessalonica. Immediatamente egli attaccò gli ottomani che stavano assediando Serres e li sconfisse, contraddicendo pertanto la politica di sostanziale sottomissione adottata dal padre.. Il 19 settembre 1383 Serres cadde e il comandante ottomano, Khayr al-Din Barbarossa, inviò un ultimatum a Manuele in cui chiedeva la resa della città di Tessalonica. In caso contrario la città sarebbe stata assediata e, una volta conquistata, i suoi cittadini sarebbero stati massacrati. Manuele rifiutò di arrendersi. Convocò tutti i suoi sudditi nella piazza del mercato e incitò la popolazione a difendere la città dagli ottomani, ordinando che le mura fossero rinforzate. L'assedio di Tessalonica iniziò nell'ottobre del 1383.. La città resistette per tre anni e mezzo con la speranza di ricevere rinforzi dall'Occidente latino, che però non arrivarono mai, tanto da deprimere il morale dei difensori, che iniziarono a parlare di resa. Manuele si infuriò e il 6 aprile 1387 partì per Lesbo mentre Tessalonica si consegnava agli ottomani il 9 aprile, evitando il massacro dei suoi abitanti. Nel frattempo, nel giugno del 1385 era giunta a Manuele la notizia della morte del fratello Andronico e tornava quindi ad essere l'erede al trono dell'Impero bizantino..

La rivolta di Giovanni VII

Dopo la caduta di Tessalonica, aumentò la pressione ottomana su Costantinopoli. Nel 1389, inoltre, le forze del sultano Murad avevano spezzato la resistenza serba nella battaglia della Piana dei Merli e nonostante la morte in combattimento del sultano stesso, la vittoria riportata da suo figlio e successore, Bajazet I (1389-1402), portò alla sottomissione dei Balcani ai turchi ottomani.

Manuele dovette riconoscere di essersi sbagliato nei confronti del padre. Infatti la politica pacifista con i turchi si rivelò sensata e cercò quindi la riconciliazione con lui. Giovanni però lo obbligò, come penitenza, all'esilio nell'isola di Lemno, che si prolungò per quasi due anni.. Finalmente il 31 marzo 1390 Manuele poté tornare a Costantinopoli, in aiuto al padre che difendeva Costantinopoli da un assedio turco, che voleva porre al trono Giovanni VII Paleologo (1390; 1399-1403) figlio di Andronico IV.. Nella notte del 13 aprile Giovanni VII, a capo di alcune truppe ottomane fornite dal nuovo sultano Bajazet I, detronizzò Giovanni V.. L'imperatore non fuggì tuttavia da Costantinopoli ma, insieme al figlio Manuele ed a coloro che gli erano fedeli, si barricò nella torre della Porta Aurea, dove si preparò a resistere all'assedio del nipote.. Dopo un certo tempo Manuele fu incaricato dal padre di cercare aiuti. Si recò a Lemno, dove trovò l'aiuto di cinque galee, con le quali si presentò a Costantinopoli il 25 agosto. Il 17 settembre Giovanni V ordinò ai suoi uomini di uscire dalla torre silenziosamente per tendere un'imboscata agli uomini del nipote. Quest'ultimo fu preso alla sprovvista e fu costretto a fuggire dalla capitale..

La caduta di Filadelfia

Dopo la vittoria sul nipote, Giovanni V insieme a suo figlio Manuele e ai suoi uomini fidati, tornò trionfante verso il palazzo delle Blacherne, ma la vittoria di Giovanni V fece infuriare il sultano Bajazet, che ordinò a Manuele e a Giovanni VII di accompagnarlo nella sua nuova campagna militare.. I due furono ancora richiamati nell'autunno dello stesso anno a partecipare insieme all'assedio di Filadelfia.Gli storici non sanno spiegare se Giovanni V e Manuele II si fossero rimangiati la parola data a Murad I nel 1378, per la quale la città di Filadelfia sarebbe stata consegnata all'Impero ottomano in cambio dell'aiuto per rovesciare dal trono di Bisanzio l'usurpatore Andronico IV. L'altra possibilità è che i cittadini di Filadelfia si fossero rifiutati di consegnare la città agli Ottomani.. La città di Filadelfia fu conquistata dagli Ottomani e il paradosso è che i due imperatori bizantini furono direttamente coinvolti nella conquista dell'ultimo bastione dell'Impero bizantino in Asia minore. Fra tutte le umiliazioni che l'Impero Romano d'Oriente aveva subito nella sua storia, certamente questa era la più dolorosa pari solo a quelle subite 1000 anni prima dall'Impero d'Occidente nel V secolo alla sua caduta. La storia in forma diversa si ripeteva.

L'incoronazione