LOffensiva del lago Balaton (; ) fu l'ultima operazione offensiva della Wehrmacht durante la seconda guerra mondialeG. Boffa, Storia dell'Unione Sovietica, vol. II, p. 246.; è conosciuta anche con il nome in codice assegnato dall'Alto comando tedesco di Operazione Frühlingserwachen ("operazione Risveglio di primavera").

L'operazione, che si svolse dal 6 al 16 marzo 1945 in Ungheria, nel territorio compreso tra il lago di Velence, il lago Balaton e il fiume Drava, vide contrapposte le forze tedesche del Gruppo d'armate Sud, comandato dal generale Otto Wöhler, contro le truppe sovietiche del 3º Fronte ucraino, comandato dal maresciallo Fëdor Tolbuchin. Adolf Hitler e l'Alto comando tedesco concentrarono per l'offensiva un grande numero di Panzer-Division delle Waffen-SS, in parte ritirate dal campo di battaglia delle Ardenne, con l'obiettivo di raggiungere una vittoria strategica, rientrare a Budapest, occupata dai sovietici il mese precedente dopo un lungo assedio e addirittura, secondo i grandiosi piani di Hitler, riconquistare i campi petroliferi di Ploiești in RomaniaE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. 7, p. 222..

Dopo alcuni successi iniziali, l'operazione si concluse con un completo fallimento; le Panzer-Division subirono forti perdite e, intralciate anche dal terreno quasi impraticabile per il disgelo primaverile, non riuscirono ad avanzare di fronte alle potenti difese anticarro sovietiche; l'Armata Rossa fece intervenire le riserve meccanizzate e passò rapidamente al contrattacco. Le forze tedesche, fortemente indebolite dopo la sconfitta, non furono più in grado di contrastare le armate sovietiche, che in aprile entrarono a Vienna.

Situazione strategica

I piani di Hitler

Il 16 gennaio 1945 Adolf Hitler, di fronte all'ormai evidente fallimento della offensiva delle Ardenne, al peggioramento della situazione dell'assedio di Budapest e al crollo improvviso delle difese tedesche sulla Vistola a partire dal 12 gennaio, aveva preso la decisione di ritirare dal Fronte occidentale la 6. SS-Panzerarmee del SS-Oberst-Gruppenführer Josef Dietrich e trasferirla, con quattro Panzer-Division delle Waffen-SS, sul Fronte orientaleE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. 7, pp. 100-102.. Il generale Heinz Guderian, capo di stato maggiore del OKH, aveva appreso con soddisfazione questa notizia ma era subito rimasto sconcertato e irritato dalla decisione di Hitler di trasferire queste potenti forze corazzate di riserva non sul fronte polacco-tedesco per fermare l'irruzione delle armate corazzate dell'Armata Rossa che puntavano sull'Oder, ma invece sul fronte d'Ungheria dove continuava la sanguinosa battaglia a Budapest; il Führer aveva replicato polemicamente alle osservazioni del generale Guderian evidenziando l'importanza di passare all'offensiva sul fronte ungherese per proteggere le ultime aree industriali e petrolifere, in Austria, Germania meridionale ed Ungheria, ancora a disposizione del Terzo Reich e della sua industria degli armamentiE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. 7, pp. 102-103..

Il generale Guderian non riuscì assolutamente a convincere Hitler a trasferire le riserve corazzate delle Waffen-SS sul fronte dell'Oder nonostante il drammatico aggravamento dopo il 20 gennaio delle situazione in quel settore che faceva temere una imminente invasione della Germania orientaleE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. 7, pp. 111-113., e quindi, a partire dal 25 gennaio 1945, la 6. SS-Panzerarmee del generale Dietrich venne ritirata dal fronte delle Ardenne e iniziò un rapido programma di riorganizzazione e riequipaggiamento prima di iniziare il movimento in direzione del fronte d'Ungheria. Il trasferimento delle divisioni corazzate venne effettuato con rigide misure di sicurezza per mantenere il segreto sulla manovra e poter cogliere di sorpresa l'alto comando sovietico; tutte le unità coinvolte dal movimento ricevettero nomi fittizi di copertura, vennero rimossi tutti i simboli identificativi sui veicoli e gli armamenti e le truppe ricevettero l'ordine di rimuovere dalle divise le insegne dei singoli repartiM. Afiero, Storia militare delle SS, p. 760..

Il movimento di trasferimento delle divisioni corazzate della 6. SS-Panzerarmee ebbe pieno successo e venne completato entro la metà del mese di febbraio riuscendo a mantenere il segreto sull'operazione; le Panzer-Division SS erano state riequipaggiate dopo le forti perdite nell'offensiva delle Ardenne e disponevano di un numero notevole di mezzi corazzati moderni. La SS "Leibstandarte Adolf Hitler" aveva 68 Panzer IV e Panzer V Panther e inoltre le era stato assegnato di rinforzo il battaglione corazzato pesante 101 del tenente colonnello Heinz von Westernhagen con 32 carri pesanti Panzer VI Tiger II; la SS "Hitlerjugend" disponeva di 84 Panzer IV e Panzer V Panther ed era stata rinforzata con il battaglione cacciacarri pesante 560 con 47 Jagdpanther e Jagdpanzer IV/70; queste due divisioni erano raggruppate nel I SS-Panzerkorps del generale Hermann Priess. Le altre due divisioni SS della 6. SS-Panzerarmee, raggruppate nel II SS-Panzerkorps del generale Wilhelm Bittrich, erano la SS "Das Reich" con 81 Panzer IV, Panzer V Panther e cannoni d'assalto StuG III, e la SS "Hohenstaufen" con 82 Panzer IV, Panzer V Panther e cannoni d'assalto StuG III. Si trattava di formazioni molto esperte e combattive, ancora fanaticamente legate al regime nazista, nonostante le precedenti sconfitte e le continue perdite.

Al momento dell'arrivo della 6. SS-Panzerarmee nel teatro d'operazione meridionale del Fronte orientale, la situazione strategica era ulteriomente peggiorata per la Wehrmacht; la battaglia di Budapest era finalmente terminata il 13 febbraio 1945 con la completa sconfitta tedesco-ungherese e la conquista della città in rovina da parte delle forze del 2º Fronte ucraino del maresciallo Rodion Malinovskij. Più a sud era schierato il 3º Fronte ucraino del maresciallo Fëdor Tolbuchin che, dopo aver respinto in gennaio i ripetuti contrattacchi dell'operazione Konrad, manteneva le sue posizioni esposte a sud e a ovest del DanubioJ. Erickson, The road to Berlin, pp. 440-446.. Hitler e l'alto comando tedesco decisero di sfruttare la debolezza della posizione del 3° Fronte ucraino che si trovava schierato in un saliente proteso verso ovest con i fianchi scoperti e il Danubio alle spalle, per organizzare una offensiva strategica combinata da tre direzioni; le armate del maresciallo Tolbuchin sarebbero state attaccate e distrutte a ovest del fiume e i tedeschi avrebbero di nuovo raggiunto il Danubio da dove sarebbe stata possibile una nuova manovra verso nord in direzione di Budapest. Hitler apparentemente aveva obiettivi molto più ambiziosi e credeva in un successo quasi miracoloso che avrebbe aperto, con l'annientamento del 3° Fronte ucraino, un grande varco nel fronte meridionale sovietico e permesso ai tedeschi di avanzare verso est; addirittura il Führer ipotizzava la possibilità di riconquistare i preziosi pozzi di petrolio di Ploiești in Romania.

Il piano di operazioni di Hitler e dell'alto comando tedesco prevedeva una grande offensiva da tre direzioni differenti contro il 3° Fronte ucraino: il Gruppo d'armate Sud del generale Otto Wöhler avrebbe sferrato l'attacco principale nel settore tra il lago di Velence e il lago Balaton concentrando la 6. SS-Panzerarmee del generale Josef Dietrich, rafforzata fino a cinque Panzer-Division del I SS-Panzerkorps e del II SS-Panzerkorps, due divisioni di cavalleria e due divisioni di fanteriaJ. Erickson, The road to Berlin, p. 509.. Questo gruppo offensivo principale sarebbe stato supportato sul suo fianco sinistro dalla 6. Armee del generale Hermann Balck che avrebbe schierato altre cinque Panzer-Division e tre divisioni di fanteria; l'armata del generale Balck, rafforzata anche con truppe ungheresi, avrebbe contemporaneamente coperto il fianco sinistro e avrebbe partecipato all'offensiva principale con le tre divisioni corazzate del III. Panzerkorps del generale Hermann Breith che avrebbe attaccato a nord del I SS-Panzerkorps e del II SS-Panzerkorps. Le Panzer-Division delle Waffen-SS e della Wehrmacht, otto divisioni corazzate in totale, dopo aver completato lo sfondamento sarebbero avanzate rapidamente raggiungendo il Danubio nel settore di Dunapentele-Szekszárd frantumando in due parti il 3° Fronte ucraino; in un secondo momento, dalle posizioni raggiunte lungo il fiume, le truppe meccanizzate tedesche avrebbero proseguito sia verso nord che soprattutto verso sud dove si sarebbero dovute congiungere con gli altri gruppi d'assalto previsti dal piano dell'operazione "Risveglio di primavera"J. Erickson, The road to Berlin, p. 509-510. Nello stesso momento infatti avrebbe attaccato a sud del lago Balaton la 2. Panzerarmee del generale Maximilian de Angelis con quattro divisioni fanteria da Nagykanizsa in direzione di Kaposvár (operazione Eisbrecher); infine a sud, sulla Drava, il Gruppo d'armate E del generale della Luftwaffe Alexander Löhr avrebbe sferrato un terzo attacco (operazione Waldteufel) nel settore di Donji Miholjac con tre divisioni di fanteria, costituto una testa di ponte a nord della Drava e marciato verso nord per raggiungere il Danubio a Mohács e cercare il congiungimento con la 6 SS-Panzerarmee proveniente da nordJ. Erickson, The road to Berlin, p. 510.. Il 3° Fronte ucraino del maresciallo Tolbuchin avrebbe dovuto essere accerchiato e distrutto da questo attacco da tre direzioni. Nel complesso nell'offensiva del Balaton, sarebbero entrate in azione 22 divisioni tedesche, di cui otto Panzer-Division, mentre in totale, considerando anche le riserve e le truppe ungheresi sarebbero state disponibili 31 divisioni, di cui undici corazzate, con oltre 430.000 soldati, circa 900 mezzi corazzati e 850 aerei; il gruppo offensivo principale della 6. SS-Panzerarmee e del III. Panzerkorps sarebbe stato costituito da 150.000 soldati con 3000 cannoni e circa 800 carri armati.

Si trattava di un piano operativo teoricamente molto ben congegnato ma che non teneva conto delle difficoltà che sarebbero sorte, per una offensiva con mezzi corazzati, dalle caratteristiche del terreno nel periodo di inizio primavera; la piana ungherese compresa tra i laghi Velence e Balaton era caratterizzata dalla presenza di numerosi canali, fossati e piccoli corsi d'acqua che la rendevano, a causa anche del disgelo, fangosa, acquitrinosa e instabile, poco adatta a sostenere i pesanti carri armati tedeschi. Gli equipaggi delle Panzer-Division durante l'offensiva avrebbero incontrato grandi difficoltà a muovere rapidamente su questo tipo di terreno melmoso e si sarebbero lamentati con esasperato sarcasmo che loro erano "equipaggiati con panzer e non U-Boot". Hitler tenne in scarsa considerazione questi problemi; alla vigilia dell'offensiva del Balaton sembrò pienamente fiducioso mentre Joseph Goebbels sperava in un "successo veramente clamoroso" che avrebbe accresciuto le possibilità della Germania nella guerra; sarebbe stato secondo lui "un nuovo inizio"V. Ullrich, Hitler. La caduta, p. 511..