Vanta nove titoli nel circuito maggiore, tra i quali due Tennis Masters Series, e la finale al Roland Garros 2004, anno in cui ha raggiunto la terza posizione della classifica mondiale. Nel 2005 inizia a sentirsi meno competitivo e perde concentrazione, fattori che assieme a vari infortuni lo portano a un rapido declino e ad annunciare il ritiro nel 2009 a soli 27 anni.
Biografia È figlio di Gabriela, casalinga, e di Oscar, un allenatore di tennis dal quale impara a giocare già nell'infanzia. Anche il fratello minore Federico Coria è diventato un quotato tennista professionista. Gli viene dato il nome di battesimo in onore del grande tennista argentino Guillermo Vilas. Da ragazzo i suoi giocatori preferiti sono Andre Agassi e Marcelo Ríos. Appassionato di calcio, disciplina che ha praticato a livello amatoriale, è tifoso del River Plate. Il 27 dicembre 2003 sposa la croata Carla Francovigh, con la quale ha avuto i figli Thiago e Delfina. Considera la città in cui vive, Venado Tuerto, la miglior del mondo, e nel 2004 ha inaugurato al Jockey Club cittadino l'Academia Guillermo Coria.
Carriera da giocatore Juniores Nel 1996 vince il prestigioso Orange Bowl, categoria Under 16, e l'anno dopo viene battuto in finale da Roger Federer nell'Orange Bowl Under 18. Nel 1999 vince il singolare juniores al Roland Garros, superando in finale David Nalbandian, e il doppio juniores a Wimbledon in coppia con lo stesso Nalbandian, mentre nel singolare a Wimbledon viene eliminato in semifinale. Quell'anno raggiunge il 2º posto in singolare e il 5º in doppio nella classifica mondiale juniores. Vanta inoltre altri titoli internazionali di categoria vinti in Argentina, Paraguay e Canada.
1997-1999: gli inizi tra i professionisti Debutta tra i professionisti nel novembre 1997 perdendo al primo turno nel torneo di doppio del Challenger di Buenos Aires. L'esordio in singolare avviene nell'ottobre del 1998 con una sconfitta al primo turno del Futures Argentina F3 e la settimana dopo arriva in finale all'F4, persa in due set da Roberto Alvarez. In novembre debutta nel circuito Challenger a Buenos Aires e al primo turno viene sconfitto in due set da Marcelo Filippini. L'anno dopo gioca in singolare 7 tornei e i migliori risultati sono i quarti all'Italy F12 di Torino in giugno, al suo primo torneo fuori dall'Argentina, e a novembre la semifinale all'Argentina F5 e i quarti all'Argentina F4 . In doppio vince il suo primo titolo Futures in aprile in coppia con Nalbandian all'F2 di Cordoba, dopo che la settimana prima avevano perso la finale dell'F1. La coppia vince anche l'Italy F12 di Torino e l'Argentina F4 in novembre.
2000: Top 100, 4 titoli Challenger e 2 Futures Nel 2000 scala rapidamente la classifica, il 5 marzo vince il suo primo trofeo senza perdere alcun set al Futures Chile F2 di Iquique, concedendo solo 5 giochi al connazionale Mariano Delfino, che si prende la rivincita 3 settimane dopo nella finale dell'Argentina F2. La settimana successiva Coria vince il suo secondo trofeo all'Argentina F3, anche questa volta senza perdere set. In aprile vince il suo primo incontro in un Challenger a San Luis Potosí, al secondo turno sconfigge per la prima volta un top 100 superando in tre set il nº 89 ATP André Sá. Si spinge poi fino in semifinale e viene battuto da Agustín Calleri, che si aggiudicherà il torneo. In maggio debutta con una vittoria nel circuito ATP, sconfiggendo in due set il top 100 Christophe Rochus nel primo turno del Majorca Open 2000 prima di arrendersi al nº 28 e padrone di casa Carlos Moyá.
A fine mese fa il suo esordio in una prova del grande Slam al Roland Garros, dopo aver superato le qualificazioni batte al primo turno in 4 set Michaël Llodra per poi perdere al secondo contro Wayne Ferreira. In luglio esce al primo turno a Kitzbuhel. In agosto inizia il suo primo tour negli Stati Uniti vincendo al primo turno del Legg Mason Tennis Classic di Washington e perde al secondo; non supera le qualificazioni alla sua prima esperienza agli US Open. Chiude trionfalmente la stagione aggiudicandosi quattro titoli consecutivi nel circuito Challenger a Lima, San Paolo, Montevideo e Buenos Aires, chiudendo l'anno nei top 100 (n. 88) dopo una scalata di quasi 650 posizioni.
2001: primo titolo ATP, top 30 e squalifica per doping La stagione 2001 si apre a inizio gennaio al Challenger di San Paolo, e Coria interrompe la striscia di 24 vittorie consecutive nella finale persa contro Flávio Saretta. Nel resto della stagione gioca solo tornei del circuito maggiore; alla sua prima esperienza agli Australian Open supera il primo turno e al secondo viene sconfitto dallo spagnolo Álex Calatrava. A Bogotà raggiunge per la prima volta i quarti di finale in un torneo ATP, persi contro Alexandre Simoni. Al suo quinto torneo ATP Tour disputato, a Viña del Mar, conquista il primo titolo di categoria sconfiggendo in sequenza Calleri, Calatrava, Feliciano López, Zabaleta e, in finale, Gaudio in tre set. Gaudio si prende la rivincita la settimana dopo nei quarti a Buenos Aires. In marzo Coria disputa il suo primo torneo Tennis Masters Series a Miami, supera il primo turno e al secondo batte per la prima volta un top 20, il nº 18 ATP Franco Squillari, per poi perdere al turno successivo da Fabrice Santoro.
In aprile, al suo secondo Masters Series, arriva in semifinale al Monte Carlo Masters e perde contro il futuro campione Gustavo Kuerten. Al successivo torneo di Barcellona di fine aprile, dove esce al secondo turno, viene trovato positivo al test per il nandrolone e ha inizio un procedimento a suo carico. Il 6 maggio disputa la sua seconda finale ATP in carriera al Majorca Open, ma viene sconfitto in tre set dallo spagnolo Alberto Martín. Al primo turno degli Internazionali d'Italia batte il nº 15 ATP Jan-Michael Gambill e al turno successivo esce per mano di Nicolás Lapentti. Al Roland Garros il sorteggio lo pone di fronte al primo turno al nº 1 del mondo Kuerten, che lo supera in tre set. A fine giugno partecipa per la prima volta al torneo di Wimbledon; accreditato della testa di serie nº 28, a sorpresa esce al primo turno per mano del nº 95 ATP Fernando Meligeni. Arrivano altre due sconfitte consecutive a Gstaad e Stoccarda e torna al successo a Kitzbuhel, torneo nel quale si spinge fino alla semifinale persa contro Albert Costa.
Al Cincinnati Masters di agosto si arrende al primo turno a Hicham Arazi, deve quindi fermarsi tre mesi per un infortunio al pollice sinistro. Arrivato ormai nella top 30, in dicembre arriva la sentenza di sospensione per la vicenda del nandrolone; la squalifica di due anni viene ridotta a sette mesi quando riesce a dimostrare di averlo ingerito in modo accidentale, ha effetto retroattivo e parte da agosto. In seguito citerà a giudizio la casa produttrice delle vitamine in cui era contenuto il nandrolone, che non era riportato sul foglio illustrativo. La stagione quindi si chiude in anticipo, ma a fine anno si attesta comunque alla 44ª posizione.
2002: 1 finale ATP, 2 titoli Challenger e risalita nel ranking Scontata la squalifica, rientra nel circuito in marzo, quando è 99º nel ranking ATP. Al Miami Masters viene eliminato al terzo turno da Thomas Johansson dopo aver superato nel turno precedente il nº 27 ATP Albert Costa. Esce al secondo turno all'Estoril e la sconfitta contro il nº 5 ATP Tim Henman al primo a Monte Carlo, dove era arrivato in semifinale un anno prima, lo fa precipitare al 198º posto nel ranking. Inizia la risalita tornando a disputare una semifinale ATP a Houston, nella quale strappa un set al nº 13 del mondo Andy Roddick. Al Roland Garros raggiunge per la prima volta il terzo turno vincendo in tre set i primi due incontri prima di inchinarsi a Juan Carlos Ferrero.
La vittoria in due set sul padrone di casa Jiri Novak nella finale del successivo Challenger di Prostějov lo riporta nella top 100. Due settimane dopo si aggiudica il Challenger di Lugano. Di rilievo nel periodo successivo vi sono i quarti di finale a Umago, nei quali perde in tre set da David Ferrer, la vittoria sul nº 25 ATP Juan Ignacio Chela al primo turno del Cincinnati Masters e i terzi turni raggiunti a Washington e soprattutto agli US Open, dove fa il suo esordio nel tabellone principale. A distanza di sedici mesi torna a disputare una finale ATP al Brasil Open di Costa do Sauípe, dove viene sconfitto al tie-break del set decisivo da Gustavo Kuerten. Non va oltre il secondo turno nei tornei di fine stagione, chiudendo al 45º posto del ranking.
2003: 5 titoli ATP, semifinale al Roland Garros e nº 5 del ranking Il 2003 comincia subito sotto un'altra luce, dopo il quarto di finale ad Auckland, Coria raggiunge il quarto turno agli Australian Open dove si ritirerà contro Andre Agassi. Un mese dopo raggiunge la finale a Buenos Aires dopo aver battuto nei quarti per la prima volta un top ten, il nº 9 David Nalbandian, ma viene sconfitto da Carlos Moyá in tre set. La trasferta sul cemento statunitense si conclude con due eliminazioni in tre set negli ottavi di finale, contro il nº 1 del mondo Lleyton Hewitt all'Indian Wells Masters e contro il nº 9 Albert Costa al Miami Masters. In aprile raggiunge la sua prima finale in un Master Series a Montecarlo, dove si prende la rivincita su Moyá in semifinale e viene battuto dal nº 3 del mondo Juan Carlos Ferrero. Eliminato al secondo turno a Barcellona e al terzo a Roma, in maggio raggiunge la finale al Masters di Amburgo, e questa volta si aggiudica il titolo sconfiggendo Agustín Calleri con il punteggio di 6-3, 6-4, 6-4. Questa sequenza di risultati proietta per la prima volta l'argentino nei top 10, alla 7ª posizione mondiale.
Arriva dunque al Roland Garros tra i favoriti e raggiunge la semifinale sconfiggendo il nº 2 del mondo Andre Agassi nei quarti, ma si deve arrendere all'outsider Martin Verkerk che lo esclude dal torneo in tre combattuti set, due dei quali conclusisi al tie break. Conferma di non sentirsi ancora a suo agio sull'erba con l'eliminazione in tre set al primo turno a Wimbledon per mano di Olivier Rochus. Tornato sulla terra rossa, vince tre titoli consecutivi a Stoccarda, lasciando solo 4 giochi in tre set a Tommy Robredo, a Kitzbühel, dominando Nicolás Massú per 6-1, 6-4, 6-2, e a Sopot superando David Ferrer.
La striscia di 15 vittorie si interrompe con il ritiro alla fine del primo set al primo turno del Masters canadese per un problema all'adduttore sinistro. Partecipa ugualmente ai successivi impegni, raggiungendo i quarti al Cincinnati Masters e agli US Open, nei quali viene sconfitto da Agassi. Il dolore all'adduttore persiste ed è costretto a uno stop di 5 settimane. Rientra in ottobre e il 26 del mese si aggiudica il quinto torneo stagionale, il primo fuori dalla terra rossa, al Swiss Indoors di Basilea, approfittando del forfait di Nalbandian prima dalla finale. Da numero quattro del mondo si presenta al suo primo Masters di fine anno dove viene eliminato al Round Robin in seguito alle sconfitte subite contro il nº 6 ATP Rainer Schüttler e il nº 1 Andy Roddick.
2004: 2 titoli ATP, finale al Roland Garros e nº 3 del ranking