Un passaporto è un documento di riconoscimento formale o certificazione emesso dal governo di uno Stato, che identifica il portatore come cittadino di quel determinato Paese e richiede il permesso, nel nome della sovranità dello Stato emittente, di poter entrare in un altro Paese.
Il termine sarebbe nato non dai porti di mare, ma dai documenti medievali richiesti per attraversare le porte delle mura cittadine; secondo altri invece detiene proprio un valore portuale perché fu largamente utilizzato nel medioevo dalle repubbliche marinare, quali Genova, Venezia e Pisa, sia come lasciapassare per le colonie marittime sia come accertamento e descrizione dell'identità del latore nei porti commerciali; i porti d'attracco erano zona franca, ma per sbarcare persone e merci si necessitava, e tuttora si necessita, di superare controlli e verificare permessi: appunto dei permessi di passare i porti.
Storia
Prima del X secolo si incontrano le prime forme di documento riconducibili al moderno passaporto; fu probabilmente un sigillum previsto dal diritto Longobardo, il più simile per funzione. Si trattava di un documento arrotolato a tubo, racchiuso da un anello recante il sigillo della signoria che lo aveva emesso, nel quale si descriveva il portatore e lo si autorizzava ad entrare in un territorio controllato.
Nel medioevo si diffusero il salvacondotto e il lasciapassare, utilizzati solo per un periodo di tempo molto limitato e, generalmente per un singolo viaggio. Nel XII secolo la Repubblica di Genova emetteva un documento denominato Bulletta, rilasciato per i nazionali della Repubblica in viaggio verso i porti degli empori ed i porti delle colonie genovesi d'oltremare, ma anche per i forestieri che vi entravano.
Nell'Europa medievale questi documenti potevano essere emessi per qualunque viaggiatore dalle autorità locali e generalmente contenevano una lista di città e paesi attraverso i quali il portatore poteva passare.
Questo sistema è proseguito, per esempio, in Francia fino agli anni 1860. In questi periodi spesso i passaporti non erano richiesti per entrare nei porti di mare, che erano considerati punti di commercio liberi, ma erano richiesti per spostarsi oltre di essi e fino alle città dell'interno, un po' come oggigiorno si passa la dogana, oltre il porto che è zona franca. Spesso, ma non sempre, contenevano una descrizione fisica del portatore, le fotografie furono aggiunte solo nei primi decenni del XX secolo.
In seguito alle guerre mondiali, prima la Società delle Nazioni (International Conference on Passports, Customs Formalities and Through Tickets – Conferenza Internazionale sui Passaporti, Formalità Doganali e biglietti combinati, 1920), e più tardi le Nazioni Unite e l'ICAO emisero linee guida standardizzate sulle caratteristiche e l'aspetto che dettero forma ai passaporti odierni (ISO/IEC 7810 ID-03).
Il concetto moderno di un passaporto multi-viaggio e multi-destinazione emesso solo dalla nazione a cui appartiene il portatore risale solo alla metà del XX secolo; a partire dagli anni 2000 ci sono state spinte per l'introduzione di informazioni biometriche nei passaporti per aiutare a migliorare l'accertamento dell'identità. Non è al momento certo se questa tecnologia sia sufficientemente sviluppata e precisa per questo compito. Per esempio gli Stati Uniti hanno per due volte ritardato l'introduzione di questa tecnica a causa di risultati scarsamente affidabili.
Nel 2025 l'Unione Europea introdurrà l'European Travel Information and Authorisation System, che prevede una scansione del volto e delle impronte digitali per coloro che entrano nel territorio europeo privi di visto.
Descrizione I passaporti sono connessi al diritto di protezione legale all'estero e al diritto di rientrare nello stato della propria cittadinanza. Contengono la fotografia del titolare, i suoi dati anagrafici, la sua firma, la cittadinanza e alle volte altri mezzi di identificazione individuale. Molti stati stanno sviluppando proprietà biometriche per i loro passaporti per poter confermare con maggior certezza che la persona che presenta il passaporto ne sia il legittimo titolare.
Il passaporto è il documento d'identità richiesto per viaggiare all'estero, ed è esibito al confine, qualora con la nazione visitata non esistano accordi per cui i cittadini possano utilizzare anche altri documenti di identità. Ad esempio, i cittadini degli Stati membri dell'Unione europea, grazie al Trattato di Schengen, possono viaggiare verso altri Paesi UE utilizzando, in alternativa al passaporto, la sola carta d'identità (valida per l’espatrio) in corso di validità.
Alcuni governi cercano di controllare il movimento dei loro cittadini emettendo così passaporti detti passaporti interni (in un certo senso – analogo della carta d'identità italiana, contenente i principali dati anagrafici del cittadino); per esempio nell'Unione Sovietica venivano emessi propiska (residenza) a tutti i cittadini per controllare il loro movimento nel paese, informazioni sullo stato civile ed eventuali figli. Questo sistema è stato parzialmente mantenuto nella Federazione Russa.
Come documento di identificazione i passaporti sono frequentemente soggetti a furto e falsificazione. Per poter entrare in alcuni stati non è sufficiente che il passaporto non sia scaduto, ma deve avere una validità residua di almeno 3 o 6 mesi oppure è richiesta l'apposizione di un'autorizzazione temporanea all'ingresso nello stato in cui si chiede di entrare, denominata visto d'ingresso e rilasciata da ambasciate o anche, talvolta, alla frontiera di ingresso. L'ingresso e l'uscita dal paese vengono annotate sul documento con timbri datari apposti dalle guardie di frontiera.
Tipologie
Oltre ai documenti di viaggio rilasciati dalle autorità delle singole nazioni ai loro cittadini per l'espatrio, esistono particolari tipologie di passaporti speciali.
Per il personale diplomatico degli Stati vengono emessi passaporti diplomatici che li identificano come rappresentanti diplomatici del loro Paese. Possedere un passaporto diplomatico solitamente conferisce immunità diplomatica, e quindi l'esenzione da certe formalità (per esempio i bagagli non vengono perquisiti) e altre immunità nei confronti delle leggi locali. I passaporti diplomatici sono rilasciati ai funzionari di rango delle ambasciate, dei consolati e dei consolati onorari e in particolari circostanze possono essere rilasciati anche a privati cittadini.
I passaporti di servizio sono versioni leggere o ridotte dei passaporti diplomatici rilasciati, per esempio, al personale di pubbliche amministrazioni che presta servizio all'estero senza ricoprire un incarico che giustifichi il rilascio di un passaporto diplomatico.
Alcuni stati emettono passaporti ufficiali per alcuni dei loro dipendenti statali quando viaggiano per scopi ufficiali. I portatori di questi passaporti possono in certi casi necessitare di un visto d'ingresso, mentre i portatori di passaporti normali non ne hanno bisogno. Caso esemplare è quello della Francia, dove i passaporti ufficiali necessitano di visto per i viaggi d'affari brevi.
I funzionari internazionali delle Nazioni Unite sono dotati di lasciapassare (laissez-passer) emessi dall'ONU che conferiscono ai portatori una serie di immunità diplomatiche secondo la Convenzione di New York sui privilegi e le immunità delle Nazioni Unite del 1946. Il Lasciapassare delle Nazioni Unite è di colore blu per i funzionari e di colore rosso per gli ufficiali di alto livello. Simile al lasciapassare ONU, anche il lasciapassare dell'Unione europea conferisce ai portatori status diplomatico per le proprie missioni ufficiali.
L'acquisto di passaporti è formalmente vietato ovunque, tuttavia diverse nazioni concedono legalmente passaporti a persone facoltose in seguito a loro cospicui investimenti nel Paese, da qui la locuzione di "passaporto d'oro".Atossa Araxia Abrahamian, Cittadinanza in vendita, trad. Angela Ricci, La Nuova Frontiera, 2017
Caratteristiche tecniche I passaporti hanno un formato standardizzato. Possiedono una copertina che identifica la nazione emittente, quindi una prima pagina che ripete i dati della nazione emittente, seguite da altre che forniscono informazioni sul portatore e sull'autorità specifica che lo ha rilasciato. Quindi diverse pagine bianche per permettere alle nazioni straniere di applicare (o stampare) sul passaporto visti o timbri d'entrata o d'uscita. I passaporti sono numerati univocamente.
La copertina è in cartoncino o carta telata e il fondo e i caratteri possono essere dei colori più variegati. Le copertine dei passaporti dei Paesi membri dell'Unione europea sono tutti di cartoncino color bordeaux (rosso vinaccia), ad eccezione della Croazia, con i caratteri in oro o in bianco. Lo stile e le dimensioni dei caratteri e dello stemma di ciascuno Stato membro variano da paese a paese.
Negli Stati che utilizzano scritture da destra verso sinistra (paesi di lingua araba, Israele) la cucitura del dorsino del documento è a destra.
In precedenza i passaporti riportavano le informazioni basilari del portatore (cognome, nome proprio, data di nascita, luogo di nascita, ecc.) solo in formato testuale, oltre alla fotografia. In epoca recente essi sono diventati più complessi.
I passaporti leggibili dalle macchine hanno una presentazione standardizzata, avendo una zona dove alcune delle informazioni, riportate in formato testuale in altri punti, sono scritte come stringhe di caratteri alfanumerici, stampati in modo adatto al riconoscimento ottico dei caratteri; cioè possono essere letti da una macchina. Questo permette, per esempio, agli agenti doganali e altre forze di polizia di esaminare questi passaporti rapidamente, senza dover introdurre manualmente le informazioni in un computer, al fine di poter controllare in un database se il passaporto è stato rubato, se il portatore non è ricercato o per registrare il movimento degli stranieri.
I passaporti biometrici portano ulteriori e nuove informazioni riguardanti il portatore in un formato digitalizzato. A partire dall'anno 2005 numerosi paesi membri dell'Unione Europea si sono dotati di passaporti biometrici. I passaporti biometrici riportano in copertina un simbolo che li identifica come tali.
Lingue nei passaporti
Di fatto non esiste una regola unitaria in ordine alle lingue nei passaporti.
Nel 1920 la Conferenza Internazionale sui Passaporti, Formalità Doganali e Lasciapassare decise che i passaporti erano da emettere in francese, considerata all'epoca la lingua della diplomazia, e in almeno un'altra lingua.
Nei giorni nostri numerosi paesi, particolarmente in Asia, emettono passaporti in inglese e nella lingua del paese di rilascio.
Il Belgio permette ai suoi cittadini di scegliere quale delle tre lingue ufficiali (olandese, francese o tedesco) debba apparire per prima sul proprio passaporto, il quale riporta obbligatoriamente le tre lingue ufficiali del regno: olandese, francese e tedesco.
I passaporti emessi da paesi membri dell'Unione europea riportano tutte le lingue ufficiali dell'Unione. Generalmente nei paesi membri UE ove le lingue ufficiali sono più d'una, le indicazioni sulla copertina del passaporto sono espresse in tutte le lingue ufficiali del paese. Le eccezioni sono il passaporto maltese (con la copertina solo in maltese) o il passaporto lussemburghese (con la copertina solo in francese).
A partire dalla seconda amministrazione Clinton i passaporti degli Stati Uniti, precedentemente emessi in inglese e francese, sono emessi in inglese, francese e spagnolo.
Restrizioni governative