Dedicò gran parte della sua carriera alla Columbia University, dove gli è stata dedicata una sala in suo onore. È stato a lungo direttore del Journal of Philosophy.
Il pensiero Egli stesso si considerava una realista, profondamente influenzato da George Santayana.
Le sue tematiche più ricorrenti sono state i modi e gli oggetti della conoscenza, l'unità e la dualità della natura, la morale e il soprannaturale.
Per quanto riguarda l'ambito della conoscenza, Woodbridge, sostenne l'appartenenza alla natura sia dell'ingegno sia delle opere umane, ritenendo impossibile l'esistenza di realtà diverse o indipendenti dalla natura.
Occupandosi di morale, il filosofo, evidenziò il dualismo tra l'ideale e il reale, e tra il naturale e il soprannaturale, causato dalla collocazione dell'ideale nella sfera trascendente la natura."La storia della filosofia", di Nicola Abbagnano, UTET, Torino, 1995 (alle pp. 288-289 - voce «Woodbridge»)
Il pensiero di Woodbridge viene spesso accostato a quello di Dewey, soprattutto in relazione alle loro considerazioni, in comune, sulla metafisica.
Opere principali The Purpose of History (1916) (Lo scopo della storia) The Realm of Mind (1926) (Il regno dello spirito) Natura e spirito (1937) Saggio sulla natura (1940)
Note
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