Biografia Noto anche come Asclepiade di Prusa (o di Chio), nacque nella città di Prusa, in Bitinia, studiò ad Atene e ad AlessandriaE. Rawson, The Life and Death of Asclepiades of Bithynia, in "Classical Quarterly", n. 32 (1982), pp. 358 ss..

Fondò la scuola medica detta "metodica" e fu il primo a classificare le malattie in acute e croniche. Il suo allievo Celio Aureliano gli attribuì l'adozione della tracheotomiaC. G. Gumpert (ed.), Asclepiadis Bithyniae Fragmenta, Vinariae, Sumptibus novi bibliopolii vulgo Industrie-Comptoir dicti, 1794, pp. 133–84. come terapia d'urgenza nella difterite.Celio Aureliano, De morbo acuto, I,14 e III,4. È citato anche da Celso, De Medicina, I.

Nel 91 a.C. era a Roma. Dopo aver esercitato come retorePlinio il Vecchio, XXVI, 7., continuò la sua attività di medico e furono suoi pazienti anche Cicerone, Crasso e Marco Antonio.

Morì in tarda etàPlinio il Vecchio, VII, 37. a Roma nel I secolo a.C. Pensiero Medico autodidatta, fu un seguace della teoria atomistica di Democrito e in medicina si oppose alla teoria ippocratica dell'origine delle malattie causate da squilibri degli "umori". Ritenendo il corpo composto di atomi separati da spazi vuoti ("pori") dove si sarebbero mossi altri atomi, teorizzò che la malattia fosse causata dallo squilibrio tra atomi e pori: se questi ultimi erano troppo larghi causavano pallore e mancanza di forze, se erano troppo stretti rossore e caloriCelio Aureliano, De Morbis Chronicis, III 8, p. 469..

I rimedi terapeutici si basavano su massaggi, bagni termali, passeggiate e musica, con il ricorso a farmaci o salassi solo in casi estremi. Note

Bibliografia E. Rawson, The Life and Death of Asclepiades of Bithynia, in "Classical Quarterly", n. 32 (1982), pp. 358–70. J. T. Vallance, The Lost Theory of Asclepiades of Bithynia, Oxford, Clarendon Press, 1990. Collegamenti esterni