Scrittore di romanzi e racconti, autore di film e sceneggiature, dedicò la sua vita soprattutto all'arte teatrale: autore di commedie di successo e "metteur en scene" di spettacoli (lirica e prosa) complessi e raffinati, sempre improntati su un'eleganza e una bellezza mai prive di autorevole ingegno. Da ricordare la proficua collaborazione artistica con il gruppo cosiddetto dei Giovani (De Lullo-Falk-Guarnieri-Valli) di cui divenne "commediografo di compagnia". A tal proposito racconta Giorgio De Lullo: «Sapevo che, quando Peppino avesse scritto la sua prima commedia, quella commedia fantomatica di cui ogni tanto si tornava a parlare, se fosse riuscito a vincere la sua pigrizia e la sua perplessità, non sarebbe stata certamente una "prima commedia", un esordio, ma un frutto già maturo, con un sacco di esperienza teatrale dentro».da Tullio Kezich, De Lullo o il teatro empirico, Marsilio, Venezia, 1996, pag. 17, ISBN 9788831764421

Nel 1978 lo stesso De Lullo gli affidò la direzione artistica del neonato Piccolo Eliseo di Roma, spazio che Patroni Griffi riuscì a sfruttare al meglio portando in scena la nuova drammaturgia internazionale dell'epoca; mantenne l'incarico fino al 1981. Successivamente fu direttore artistico del Teatro Eliseo di Roma (2002-2005).

Morì il 15 dicembre 2005, e nel Teatro Eliseo fu allestita, due giorni dopo, alle 9, la camera ardente; il funerale fu celebrato nello stesso giorno, alle 16, nella basilica di Santa Maria in Montesanto in piazza del Popolo a Roma. Riposa nel cimitero Flaminio della capitale.

Biografia Il periodo napoletano: 1921-1945

Malgrado i nobili natali ebbe un'infanzia economicamente tormentata a causa della precoce scomparsa del padre: Felice Patroni Griffi (di Giuseppe e Veneranda Gioia), Barone di Faivano, nato il 19 giugno 1866 e morto il 27 marzo 1925. Nel 1902 questi aveva sposato la baronessa Laura de Gemmis (1874-1908), scomparsa prematuramente senza eredi; in seconde nozze sposò Zenobia Priante (13 maggio 1890-2 dicembre 1967), detta Bina, napoletana, ma per motivi prevalentemente professionali (la famiglia paterna gestiva una importante azienda agricola a Corato in Puglia) e poi anche di salute, le visite alla nuova moglie furono sporadiche; tuttavia ebbe due figli, Veneranda (1920-2005), detta Vanda, e Giuseppe, detto Peppino. «Ho saputo da mia madre che mio padre è morto [...] Piangeva davanti allo specchio dell'armadio... La mente non corse neppure al mio ultimo incontro con lui. Parecchi anni dopo me ne ricordai. Restammo ancora qualche tempo nella nostra grande casa. Ricordo l'arazzo in seta del salone... Poi non lo vidi più, da quando andammo ad abitare in un'altra casa di poche stanze. Mia madre si aggirava senza sorrisi e senza parole... Se il campanello squillava, udivo sempre lo stesso sommesso parlare di avvocati. Molte cose sono dovute accadere, molte cose sono mutate».Articolo di Giuseppe Patroni Griffi, da «Sud, quindicinale di letteratura ed arte», anno I, n. 1, 15 novembre 1945

Fu quindi la madre, donna di forte carattere, a lasciare per prima nel figlio l'impronta della sua passione cinematografica, portandolo con sé a vedere praticamente tutte le pellicole che da Hollywood giungevano a Napoli, al cinema Corona: Rodolfo Valentino, Ramón Novarro, Charlie Chaplin, ma soprattutto Gary Cooper, Marlene Dietrich e Greta Garbo, diventarono per Patroni Griffi icone con le quali confrontare, in futuro, la sua raffinatezza artistica.

Sin dall'adolescenza Patroni Griffi manifestò una grande predilezione per la letteratura, alimentata dall'interesse comune delle sue amicizie scolastiche: un gruppo culturalmente molto affiatato «di giovani "illuminati", soprannominati poi "i ragazzi di via Chiaja"», cui facevano parte Raffaele La Capria, Antonio Ghirelli, Francesco Rosi, Francesco Compagna, Maurizio Barendson, Tommaso Giglio, Achille Millo, Pasquale Prunas e, il più giovane, Giorgio Napolitano. Ricorda La Capria: «…la cosa stupefacente di allora era che, mentre adesso noi i libri che vogliamo leggere ce li andiamo a cercare, allora i libri venivano a noi».

Cresciuto culturalmente durante il periodo di maggior conformismo, grazie alle frequentazioni scolastiche e alle preziose letture soprattutto dei grandi scrittori russi e dei nuovi americani, sempre più innamorato della democrazia e della libertà, soprattutto della libertà di scrivere, maturò idee e ideologie opposte a quelle coltivate dal regime. Contribuì alla realizzazione di alcuni spettacoli teatrali come autore, come regista e come scenografo e costumista. Insieme con Antonio Ghirelli, infatti, scrisse almeno tre commedie (mai date alle stampe).Cfr. archivio Patroni Griffi Nel 1940, appena iscritto alla Università, il "giovane fascista" Giuseppe Patroni Griffi presentò al concorso di teatro, organizzato dai Prelittoriali dello Spettacolo, la commedia (scritta con Ghirelli) La barriera, raggiungendo la fase finale. Da ricordare, inoltre, l'allestimento (aprile 1943) de La casa sull'acqua di Ugo Betti, per la regia di Giorgio Napolitano, spettacolo organizzato dal GUF e di cui è stata recuperata la locandina dove si legge «bozzetti di Giuseppe Patroni Griffi».

La carriera universitaria (iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza nel 1940, presso la Regia Università di Napoli) fu tormentata da gravi attacchi di ulcera duodenale, malattia che però gli procurò, dopo vari intervalli di convalescenza, il congedo illimitato dal servizio militare (12 ottobre 1942). Tuttavia, dal 28 febbraio 1941, fu per brevi periodi di stanza a Verona, 8º Reggimento artiglieria, div. «Pasubio», e lì capì di essere omosessuale.Alcune lettere (datate novembre 1942, quindi successive al periodo di leva), rinvenute nell'archivio, confermano che l'incontro con Gaetano B. turbò il sentimento del giovane Peppino nei confronti di una ragazza di nome Sara: «Se Sara ti comprendesse un po' di più, credo che riuscirebbe ad amarti con passione…», scrive il soldato Gaetano. «Credo di essere stato il primo al quale Peppino ha confidato la sua omosessualità… avevamo circa vent'anni, stavamo a casa mia leggendo [...] Voleva sapere da me se la cosa mi turbava... così gli risposi "Peppi', ma cosa vuoi che m'importi, che cambia?"; e lui, "Niente". E così proseguimmo la lettura».

Durante l'occupazione tedesca, per far fronte alle difficoltà economiche (morto il padre, gli zii da Corato tentarono di sospendere ogni rapporto con i parenti napoletani), Patroni Griffi fu impiegato al Consorzio agrario, e successivamente, con l'arrivo degli americani, riuscì a conquistare, insieme con l'amico Antonio Ghirelli, l'ambito posto di "commentator" a Radio Napoli Pwb (Psychological Warfare Branch), sotto la direzione di Elvio H. Sadun, capo della sezione spettacolo. Una prestazione lavorativa durata pochi mesi, durante i quali, però, il loro programma di prosa e musica fu molto apprezzato, al punto che, appena il contratto fu disdetto per la riduzione delle attività alleate, sia Ghirelli che Patroni Griffi furono immediatamente assunti in Rai: il primo chiamato a dirigere Radio Bologna Libera, l'altro in forza alla sede centrale di via delle Botteghe Oscure a Roma.

Dal dopoguerra in poi

Allievo di Luchino Visconti e di Ettore Giannini, al cinema diresse, tra gli altri, gli attori Charlotte Rampling, Elizabeth Taylor, Marcello Mastroianni, Florinda Bolkan, Terence Stamp e Laura Antonelli.

Patroni Griffi ha diretto per Rai Uno un'edizione televisiva di Tosca di Giacomo Puccini (Tosca, nei luoghi e nelle ore di Tosca, 11-12 luglio 1992, in diretta mondovisione da Roma, con Plácido Domingo (Cavaradossi), Catherine Malfitano (Tosca), Ruggero Raimondi (Scarpia), Giacomo Prestia (Angelotti), Giorgio Gatti (Sacrestano) e l'orchestra sinfonica di Roma della Rai, diretta da Zubin Mehta), con la quale vinse il premio Emmy Award, poi, il 3-4 giugno 2000, La traviata di Giuseppe Verdi (La traviata a Paris), sempre in diretta mondovisione da Parigi. Anche la Traviata vinse il premio Emmy Award come miglior film e migliore regia televisiva, nonché il Prix Italia 2001.

Nel campo dell'opera lirica ha messo in scena Così fan tutte al Teatro alla Scala di Milano, Il trovatore all'Arena di Verona e La bohème al Teatro Regio di Torino, nel centenario della prima rappresentazione. Su un suo testo, intitolato Il mio cuore è nel sud, Bruno Maderna compose una radioballata.

Omaggi Nel 2001, la terza edizione del Lodi Città Film Festival gli ha dedicato la prima retrospettiva integrale dei film di regia e di sceneggiatura. Nel 2005 viene pubblicamente celebrato dalla Fondazione Premio Napoli, premio che aveva già vinto nel 1970.

Alla sua memoria è stata intitolata la sala del Piccolo Eliseo.

Patroni Griffi è il soggetto del documentario In memoria di un signore amico, diretto da Rocco Talucci, prodotto del 2009.

Filmografia Regista e sceneggiatore Il mare (1962) Metti, una sera a cena (1969) Addio fratello crudele (1971) Identikit (1974) Divina creatura (1975) La gabbia (1985) La romana – miniserie TV (1988) Tosca, nei luoghi e nelle ore di Tosca –film TV (1992) - trasmesso in diretta mondovisione La traviata a Paris – film TV (2000) - trasmesso in diretta mondovisione

Sceneggiatore Canzoni di mezzo secolo, regia di Domenico Paolella (1952) Canzoni, canzoni, canzoni, regia di Domenico Paolella (1953) I magliari, regia di Francesco Rosi (1959) Lettere di una novizia, regia di Alberto Lattuada (1960) La ragazza con la valigia regia di Valerio Zurlini (1961) La manina di Fatma, episodio di I cuori infranti, regia di Vittorio Caprioli (1963) La strega bruciata viva, episodio di Le streghe, regia di Luchino Visconti (1967) C'era una volta..., regia di Francesco Rosi (1967) La maestrina degli operai, regia di Guglielmo Morandi – film TV (1970) D'amore si muore, regia di Carlo Carunchio (1972) Femmina, regia di Giuseppe Ferlito (1998)

Opere

Produzione teatrale Il mio cuore è nel Sud, ballata in versi e prosa con musiche di Bruno Maderna, trasmessa l'11 marzo 1950. Lina e il cavaliere, commedia musicale scritta con Franca Valeri, Vittorio Caprioli, Enrico Medioli, regia di Vittorio Caprioli su musiche di Fiorenzo Carpi. Prima al Teatro Valle di Roma, 16 gennaio 1958. D'amore si muore (XVII Festival Internazionale della Prosa), regia di Giorgio De Lullo. Teatro La Fenice di Venezia, 25 giugno 1958. Anima nera, regia di Giorgio De Lullo. Prima al Teatro Donizetti di Bergamo, 9 aprile 1960. In memoria di una signora amica (XXII Festival Internazionale della Prosa), regia di Francesco Rosi. Prima al Teatro La Fenice di Venezia, 11 ottobre 1963. Metti, una sera a cena, regia di Giorgio De Lullo. Prima al Teatro Eliseo di Roma, 10 febbraio 1967. Hair (musical rock, scritto da James Rado e Gerome Ragni, con musiche di Galt MacDermot), autore della versione italiana (1969) Persone naturali e strafottenti, regia di Giuseppe Patroni Griffi. Prima al Teatro delle Arti di Roma, 11 gennaio 1974. Prima del silenzio, regia di Giorgio De Lullo. Prima al Teatro Eliseo di Roma, 28 dicembre 1979. Gli amanti dei miei amanti sono miei amanti, regia di Giuseppe Patroni Griffi. Prima al Teatro Quirino di Roma, 15 ottobre 1982. Cammurriata. Canti di malavita, regia di Giuseppe Patroni Griffi. Prima al Teatro romano di Benevento, 3 settembre 1983. Una tragedia reale, regia di Giuseppe Patroni Griffi. Prima al Teatro Massimo di Benevento, 9 settembre 1999.

Romanzi e racconti Ragazzo di Trastevere (1951, pubblicato da Vallecchi nel 1955) D'estate con la barca (1951, pubblicato da Vallecchi nel 1955) Un ospite di passaggio (1953, pubblicato da Vallecchi nel 1955) Scende giù per Toledo (Garzanti, 1975) Gli occhi giovani (Garzanti, 1977) – raccolta di racconti La morte della bellezza (Mondadori, 1987) Del metallo e della carne (Mondadori, 1992) Allium (Avagliano, 2001)

Regie di prosa e lirica La governante di Vitaliano Brancati. Prima al Teatro Duse di Genova, 23 gennaio 1965.