Il Real Betis Balompié, meglio noto come Real Betis o Betis e, in italiano, Real Betis Siviglia o Betis Siviglia, è una società calcistica spagnola con sede nella città di Siviglia. Milita nella Primera División, la massima divisione del campionato spagnolo.

Fondato nel 1907 con il nome di Sevilla Balompié, nel 1914 assunse la denominazione di Betis, il nome latino del fiume Guadalquivir, che attraversa l'Andalusia. I colori sociali sono il bianco e il verde, mentre lo stemma sovrappone due “B” (di Betis e Balompié) ed è sormontato da una corona, simbolo di cui si fregiano le società sportive alle quali re Alfonso XIII di Spagna lo permise, da cui l'appellativo Real.

Nel suo palmarès conta un campionato spagnolo (1934-1935) e tre Coppe del Re (1976-1977, 2004-2005 e 2021-2022). A livello internazionale il massimo risultato è una finale di Conference League, raggiunta nell'edizione 2024-2025.

Storia Origini e primi anni: 1907-1929

Nel 1907 un gruppo di studenti della Escuela Politécnica (situata nella calle Cervantes) che tenevano corsi preparatori in vista della carriera militare e per medicina, fondarono il Sevilla Balompié, che dal 1904 giocava a calcio. Si trattava della seconda squadra di calcio di Siviglia, dato che fonti della stampa attestano l'esistenza di partite del . Tra questi studenti c'erano diversi gruppi di fratelli, gli Hermosa, Wesolousky, Castillo, Cascales e Gutierrez. Le prime magliette erano biancoazzurre.Il primo presidente fu Juan del Castillo Ochoa, il primo allenatore, che era anche il capitano della squadra fu nel 1914 Manuel Ramos Asencio.

La sede sociale tra il 1907 e il 1909 fu nella calle Alfonso XII, nel 1910 fu spostata nella calle Federico de Castro e nel 1912 nella calle Jeronimo Hernandez, dove rimase fino al 1914.

Quel gruppo di giovani scelse un nome che evitasse l'espressione inglese foot ball, perciò coniarono la parola balompié che è diventata la carta d'identità del club.Il 1º febbraio 1909 il club fu iscritto nel registro del Governo Civile.

Nel 1910 il Balompié vinse la prima edizione della Coppa di Siviglia, vinse questo torneo anche negli anni successivi fino al 1913. In quegli anni partecipò anche alla Coppa di Andalusia e fu invitato alla Coppa del Re, ma per motivi economici rinunciò a partecipare. La competizione fu poi vinta dall'"La Historia jamás contada del Real Betis Balompié" (2001), Manuel Carmona Rodríguez.

Nel 1909 in seguito a una scissione del Sevilla Football Club nacque la squadra del Betis Football Club. Eladio García de la Borbolla membro della giunta direttiva del Sevilla Football Club decise di dimettersi e fondare una propria squadra. Nel 1914 il Sevilla Balompié dopo aver vinto di nuovo la Coppa di Siviglia si fuse con questa nuova squadra assumendo il nome di Real Betis Balompié, nome che la squadra ha ancora oggi. Il titolo di Real era già posseduto dal Betis fin dal 1909, nel 1913 tuttavia la società era stata sciolta e ricreata l'anno seguente dalla famiglia Borbolla, che riuscì comunque ad ottenere il titolo onorifico dal re Alfonso XIII di Spagna.

La fusione dei 2 club fu approvata il 6 dicembre 1914 dalla giunta direttiva del Sevilla Balompié e due giorni dopo da quella del Betis Football Club.

Nel mese di agosto del 1915, il governatore civile di Siviglia, Severo Nuñez, approvò gli statuti della nuova società e il cambio di nome del club assorbente. In questo modo, l'autorità civile stabilì che la fusione era nella forma dell'assorbimento mantenendo a tutti gli effetti la continuità giuridica della prima società.

Il Sevilla Balompié apportò alla nuova società la maggior parte dei giocatori, il palmarès, i tifosi e il campo di gioco, che dal 1913 era il Campo de las tablas verdes, mentre il Betis FC apportò principalmente il titolo di Real.Il nuovo club continuò a essere conosciuto come il Balompiè e i suoi tifosi come balompedistas fino agli anni trenta quando iniziarono a farsi strada le denominazioni di Betis per la squadra e di beticos per i suoi tifosi.

Il processo di assorbimento e non di fusione tra le due società provocò che alcuni dei soci del Real Betis Football Club guidati da Antonio Gutiérrez e Rafael García de la Borbolla, in disaccordo con la nuova società fondarono una nuova società con il nome di Betis Football Club, nel 1915. Questa nuova società sparì poco tempo dopoGuida Gómez Zarzuela, edizione del 1916 relativa al 1915 (Emeroteca Municipale di Siviglia).

Dopo essersi proclamati Campioni di Siviglia nel 1915, il Betis iniziò una lenta decadenza che lo portò quasi a scomparire, era il periodo del professionismo mascherato e la squadra non aveva la possibilità di pagare i calciatori che volevano stipendi sempre maggiori. Più di una decina dei suoi migliori giocatori, in poco tempo, se ne andò.

Nel 1924 il Betis, grazie a vari fondatori che tornarono dopo alcuni anni al club (Castillo, Wesolousky, Hermosa, Fernández Zúñiga, Cascales e altri), migliorò nei risultati, vincendo la Coppa Spencer nel 1926 e la Coppa di Andalusia nel 1928.

Quando venne costituita la Liga, il Real Betis Balompié era un club consolidato sotto vari profili però il primo anno fu iscritto al campionato di Segunda División con inizio il 17 febbraio del 1929, era comunque tra le squadre più accreditate ad essere promosse in Primera División.

1930-1947: Età d'oro e declino All'inizio degli anni 30 i tifosi iniziarono a sostituire i termini Balompié e balompedista con Betis e betico per indicare la squadra e i suoi giocatori. La squadra in questo periodo scrisse alcune delle pagine più belle della sua storia. In meno di 10 mesi il Betis arrivò ad essere la prima squadra del sud a raggiungere la finale della Coppa del Re e il 3 aprile del 1932, a 25 anni dalla nascita vinse il titolo di seconda divisione.Per questo il Betis, senza la dicitura Real durante la Seconda repubblica spagnola, fu la prima squadra dell'Andalusia a essere promossa in prima divisione.

Una volta promosso, fece una squadra che nel campionato 1934-1935 riuscì a vincere il titolo. L'allenatore era Patrick O'Connell, la formazione era la seguenteI numeri sono puramente indicativi, in quanto all'epoca ancora non comparivano i numeri sulle maglie dei calciatori: Urquiaga, Areso, Aedo, Peral, Gómez, Larrinoa, Adolfo, Lecue, Unamuno, Timimi, Saro. Della rosa facevano parte anche Caballero, Rancel, Valera ed Espinosa.

Il 28 aprile 1935, durante la festa principale di Siviglia, la Feria de Abril, il Betis, vincendo a Santander contro il Racing de Santander per 5-0 ottenne il titolo di campione di Spagna; la festa negli stand della fiera fu indimenticabile.

L'anno successivo, fedele alla sua storia fatta di alti e bassi, il Betis passò dalla cima all'abisso; la squadra campione fu smantellata: 3 dei migliori calciatori furono venduti per far fronte alla difficile situazione economica, altri 4 furono lasciati liberi. Il colpo peggiore venne dalla guerra civile che lasciò il club senza calciatori: tra quelli che restarono nella zona nord della Spagna e quelli che andarono al fronte, soltanto Peral e Saro restarono di quelli che solo 15 mesi prima avevano conquistato la vittoria nel campionato.

Le conseguenze della guerra civile furono disastrose per il Betis, che, inoltre non sfruttò una norma che permetteva di ritardare il ritorno alle competizioni per i club che avevano avuto gli stadi utilizzati per necessità belliche, e tornò alle competizioni già dalla stagione 1939-1940.In conseguenza di questo il 28 aprile 1940, esattamente 5 anni dopo la vittoria del campionato, la squadra retrocesse. Due anni dopo riuscì ad essere promosso per poi retrocedere nel 1943. Il ritorno in prima divisione avverrà soltanto 15 anni dopo. Il punto più basso della storia del club fu raggiunto il 13 aprile 1947 proprio nel luogo dove aveva raggiunto il punto più alto, quando dopo essere stato sconfitto 4-1 a Santander retrocesse in terza divisione.

1947-1958: Gli anni del "manquepierda" Difficilmente si può capire cos'è il Betis senza menzionare i 7 anni durante i quali giocò nella terza divisione, perché fu allora che il club e i suoi tifosi si formarono un'identità che li accompagna fino ai giorni nostri. Secondo molti autori, questa identità è la sua alma, che si trova in un'espressione che negli anni Cinquanta destò la simpatia di tutta Spagna: ¡Viva er Beti manque pierda! (Viva il Betis nonostante perda).

Il poeta Joaquín Romero Murube descrisse quei tempi e quell'espressione con le seguenti parole: "Il Betis si costruì un morale indistruttibile a prova di sconfitte... però invece di adottare questa inesplicabile rinuncia che abbiamo applicato, per nostra disgrazia, a tante avversità -quella di stringerci le spalle invece di stringerci il cuore-, il Betis, dopo l'ecatombe, combatteva ogni pomeriggio con maggiore entusiasmo per la conquista della sua gloria"Romero Murube, Joaquín. "Porqué soy bético", Speciale ABC dicembre 1958.

Dal 1958 al 1966 Il presidente Manuel Ruiz Rodríguez lasciò la guida del club non potendo assicurare un futuro economicamente forte e gli subentrò l'ex presidente Benito Villamarin. Durante la sua guida che fu di luci e ombre, il Betis risalì nella massima serie nella stagione 1958-59. Nel 1960 destò scalpore la vendita del giocatore più rappresentativo di allora, ossia Luis del Sol, al Real Madrid per circa 6.500.000 di pesetas. Tale cessione non arrestò l'ascesa in campo nazionale del Betis che culminò col raggiungimento, nella stagione 1963-64, del 3º posto (miglior piazzamento dal 1935) nella liga spagnola vinta quell'anno dallo stesso Real Madrid. Quell'annata il Betis disputò i propri incontri casalinghi all'Heliópolis Estadio, acquistato due anni prima. Dalla stagione successiva iniziò nuovamente un periodo di crisi per il Betis Siviglia: in Europa il cammino nella Coppa delle Fiere si concluse al primo turno contro i francesi del Rennes, il campionato finì con un dodicesimo posto, raggiungendo la salvezza solamente grazie alla differenza reti nei confronti del Real Murcia, l'annata fu contraddistinta dall'improvvisa morte dell'allora tecnico Andrés Aranda avvenuta durante prepartita dell'incontro con il Real Zaragoza. Il posto di allenatore dopo questa fu allora affidato a Ernesto Pons, che però al termine della stagione non venne confermato. La stagione 1964-1965 fu anche l'ultima annata di Benito Villamarín come presidente della squadra sivigliana che, ancora scosso per ciò che era successo ad Aranda, decise di lasciare la presidenza a suo fratello Avelino Villamarín Prieto col quale si aprì ufficialmente un periodo di crisi profondo per la squadra sivigliana. Il Betis chiuse infatti la stagione 1965-1966 all'ultimo posto della Liga collezionando in tutto solamente sette vittorie.

1966-1977: morte di Villamarín e nuova risalita La morte di Benito Villamarín il 15 agosto 1966, causò una crisi interna. Andrés Gaviño gli succedette alla presidenza, senza che alle elezioni ci fosse alcuno sfidante; come primo atto della propria presidenza cercò di acquistare dal Real Madrid il portiere Vicente, apparentemente senza darne notizia al Consiglio direttivo del club. Tale operazione aumentò il clima di tensione all'interno del club che culminò con Gaviño che rassegnò le proprie dimissioni il 6 settembre 1966. Al suo posto venne provvisoriamente scelto José María Doménech, che sarà poi sostituito da Julio de la Puerta.

L'inizio in campionato fu altalenante: il nuovo allenatore Luis Bello si trovò ben presto al centro di molte critiche a causa dei punti persi in casa. Alla sedicesima perse 0-3 contro il Castellón e presentò le sue dimissioni, lasciando il Betis al settimo posto in classifica.

Dopo poche partite il presidente Julio de la Puerta viaggiò a Madrid, e raggiunse un accordo con Antonio Barrios, stella della promozione nel 1958. Tuttavia, l'alternanza di risultati permise comunque alla squadra di ottenere un posto per contestare la promozione al CF Granada.