Portopalo di Capo Passero (Puortupalu in ) è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Siracusa in Sicilia.
Geografia fisica
Territorio Portopalo di Capo Passero è situato all'estremità meridionale della Sicilia, nel settore sud-orientale del Libero consorzio comunale di Siracusa, a circa 58 km dal capoluogo provinciale. Costituisce il comune più meridionale dell'isola siciliana; il suo territorio si trova inoltre a una latitudine inferiore rispetto a quella di Tunisi, pur non rappresentando il punto più meridionale del territorio italiano, primato spettante al comune di Lampedusa e Linosa.
Il territorio comunale comprende l'isola di Capo Passero, separata dalla terraferma da un breve tratto di mare, e l'isola delle Correnti, situata nel punto d'incontro tra il Mar Ionio e il Mare di Sicilia. Quest'ultima, durante particolari condizioni di bassa marea, può risultare temporaneamente collegata alla costa.
L'assetto costiero è caratterizzato da promontori rocciosi alternati a spiagge sabbiose e da numerose insenature naturali. Sull'isola di Capo Passero sorgono il Forte di Capo Passero e il faro che segnala l'estremità sud-orientale della Sicilia.
Nel territorio comunale è inoltre ubicata la stazione meteorologica di Cozzo Spadaro, istituita nel 1929 presso il locale faro della Marina Militare e riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale. La stazione è gestita dal servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare.
Clima Il clima è di tipo mediterraneo, con estati calde e asciutte e inverni miti e relativamente piovosi. La vicinanza del mare contribuisce a mitigare le escursioni termiche annuali e favorisce una costante ventilazione, particolarmente intensa nei mesi estivi.
Geologia Il territorio comunale ricade nell'area dei Monti Iblei e presenta affioramenti vulcanici tra i più antichi della Sicilia. Nella zona sono presenti estese successioni di vulcaniti e antiche colate laviche riferibili alle prime fasi del vulcanismo ibleo, sviluppatosi nel Miocene superiore e nel Pliocene inferiore.
Secondo gli studi geologici, l'area di Capo Passero rappresenta uno dei settori più antichi dell'evoluzione vulcanica della Sicilia sud-orientale e costituisce una testimonianza delle prime manifestazioni eruttive che interessarono il plateau ibleo prima dello sviluppo dei grandi apparati vulcanici siciliani successivi.
Storia Dalle origini all'età moderna Il territorio dell'attuale Portopalo di Capo Passero risulta frequentato sin dall'antichità, come attestano i resti archeologici rinvenuti nell'area di Scalo Mandrie e nelle zone costiere circostanti. La posizione geografica, all'estremità meridionale della Sicilia e in prossimità delle principali rotte del Mediterraneo orientale, favorì fin dall'età greca e romana lo sviluppo di attività legate alla pesca e alla lavorazione del pesce.
L'area di Capo Passero assunse nel corso dei secoli una rilevante funzione strategica e commerciale, favorita dalla presenza di approdi naturali e dall'abbondanza di risorse ittiche, in particolare del tonno rosso. Lo sfruttamento sistematico di tali risorse contribuì alla formazione di un'economia marittima che avrebbe caratterizzato il territorio fino all'età contemporanea.
Fondazione del borgo L'origine dell'attuale centro abitato è legata all'iniziativa di don Gaetano Deodato Moncada, appartenente all'omonima famiglia aristocratica siciliana. Già dal 1778 egli promosse un programma di valorizzazione dell'area e, nel 1792, fece costruire a proprie spese circa un centinaio di abitazioni nei pressi della tonnara locale, favorendo la nascita di un nucleo stabile di popolazione.
Il primo insediamento, composto da circa 300 abitanti tra contadini, pastori e pescatori, venne indicato nel tempo con diverse denominazioni, tra cui Capo Pachino, Terra Nobile e successivamente Porto Palo.
Dal feudalesimo all'età contemporanea Fino all'abolizione della feudalità nel 1816, Portopalo costituì un villaggio dipendente da Noto. Successivamente passò sotto l'amministrazione di Pachino, della quale rimase frazione per oltre un secolo e mezzo.
Nel corso del XIX e della prima metà del XX secolo il centro abitato conobbe una lenta crescita demografica ed economica, fondata principalmente sulla pesca, sull'agricoltura e sulle attività connesse alla tonnara. Nel censimento del 1936 la popolazione risultava pari a abitanti.
Le condizioni di vita del borgo erano ancora caratterizzate da infrastrutture limitate. L'approvvigionamento idrico avveniva prevalentemente attraverso pozzi pubblici e privati, mentre gran parte della popolazione integrava il reddito agricolo con attività di pesca costiera e d'altura.Salvo Sorbello, La pesca del tonno nel capolinea del sud. Le tonnare di Vendicari, Marzamemi e Portopalo di Capo Passero, ISBN 978-88-7428-093-3.
Seconda guerra mondiale Nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943 il territorio di Portopalo di Capo Passero fu interessato dalle operazioni iniziali dello sbarco alleato in Sicilia (l'operazione Husky). Reparti britannici e canadesi raggiunsero le coste di Portopalo e della vicina Marzamemi, incontrando una limitata resistenza da parte delle postazioni difensive italiane presenti nell'area.Nome in codice Operazione Husky, di Salvo Sorbello, La Sicilia, 10 luglio 2018.
L'occupazione del centro abitato avvenne rapidamente e senza danni rilevanti per la popolazione civile.
Autonomia comunale Nel secondo dopoguerra si sviluppò un movimento volto all'ottenimento dell'autonomia amministrativa da Pachino. Tra i principali sostenitori dell'iniziativa vi fu il medico e politico Salvatore Gozzo.
L'autonomia comunale venne riconosciuta con la legge regionale siciliana n. 1 del 1º marzo 1975. L'8 marzo dello stesso anno Portopalo assunse ufficialmente lo status di comune autonomo con la denominazione di Portopalo di Capo Passero.
Strage di Natale del 1996
Nella notte tra il 25 e il 26 dicembre 1996, nelle acque prospicienti Portopalo di Capo Passero, affondò l'imbarcazione F174, impiegata per il trasporto clandestino di migranti provenienti dal subcontinente indiano. Il naufragio causò la morte di 283 persone e rappresentò una delle più gravi tragedie migratorie del Mediterraneo nel secondo dopoguerra.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con Decreto del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga n. 1830 del 25 aprile 1988.Decreto registrato alla Corte dei conti al registro n. 4, foglio 356 del 2 maggio 1988. Stemma Lo stemma è partito semitroncato: nel primo d'oro, al faro di rosso, costituito da due palchi e fondato su una campagna di azzurro; nel secondo d'argento, alla stella di azzurro, di otto raggi; il terzo di rosso, a tre spighe di grano d'oro, impugnate, legate di azzurro. Gonfalone Il gonfalone è un drappo partito di rosso e d'azzurro. Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare partito di rosso e d'azzurro, caricato al centro dello stemma comunale.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
La chiesa di San Gaetano, principale luogo di culto cattolico del comune e sede dell'omonima parrocchia, venne costruita tra il 1927 e il 1931 su progetto dell'ingegnere Corrado Costa; il prospetto fu invece progettato da Giuseppe Giardina. Inaugurata l'8 novembre 1931, presenta una pianta a navata unica con abside semicircolare e una facciata caratterizzata da elementi architettonici in pietra locale. Nel 2012 un incendio danneggiò gravemente parte della copertura, l'area absidale e alcuni ambienti annessi; l'edificio fu successivamente restaurato e riaperto al culto nel 2014.
La chiesa della Madonna Greca Eleusa Madre della Misericordia, costruita tra il 2013 e il 2015 in sostituzione della chiesa di San Gaetano, resa inagibile da un incendio nel 2012, è stata progettata dallo studio Stancanelli Russo Associati con forme architettoniche contemporanee ispirate all'ambiente marino circostante. L'edificio, a navata unica, sorge su un'altura prospiciente il mare e l'isola di Capo Passero; la sua realizzazione ha suscitato un dibattito riguardo all'impatto paesaggistico dell'opera. Nel 2020 la Regione Siciliana ha stanziato euro per il rifacimento della copertura danneggiata dal maltempo, finanziamento successivamente revocato per il mancato avvio dei lavori.
Architetture civili
Castello Tafuri, situato in via Tonnara. Costruito nel 1935 in posizione panoramica all'estremità meridionale della Sicilia, l'edificio è stato restaurato e convertito a struttura ricettiva.
La Tonnara di Capo Passero è uno dei principali complessi produttivi legati alla pesca del tonno della Sicilia sud-orientale. Costruita nel XVII secolo, rimase in attività fino al 1969 e costituì per secoli una delle principali risorse economiche del territorio. Del complesso si conservano la loggia, la fornace, i magazzini e i resti dell'antica chiesa seicentesca. All'interno di un ex magazzino è stato realizzato un museo multimediale dedicato alla storia della pesca del tonno e alla vita dei tonnarotti. Nel volume Vino al vino, Mario Soldati descrisse la tonnara come «uno dei luoghi più meravigliosi» da lui visitati. Dal 2007 il complesso risulta chiuso al pubblico e versa in condizioni di degrado.
Architetture militari
Forte di Capo Passero, situato sull'isola omonima. Fu realizzato nel XVII secolo durante la dominazione spagnola con funzioni di controllo del tratto costiero e delle rotte marittime che attraversano il Canale di Sicilia.
Il faro di Capo Passero sorge sull'omonima isola, all'interno del Forte di Capo Passero. Attivato nel 1871, è gestito dalla Marina Militare e costituisce uno dei principali segnalamenti marittimi della Sicilia sud-orientale. La torre cilindrica in muratura, alta 11 metri e posta a 39 metri sul livello del mare, domina il tratto di mare compreso tra il Mar Ionio e il Mare di Sicilia, segnalando l'estremità meridionale della Sicilia orientale.
Siti archeologici Presso la località Scalo Mandrie, lungo il litorale prospiciente l'isola di Capo Passero, si conservano i resti di un impianto per la lavorazione del pesce risalente all'età greca e romana. Il complesso comprende una serie di vasche destinate alla lavorazione del tonno e alla produzione del garum, individuate nel corso degli anni ottanta del XX secolo. L'impianto, attivo tra il V secolo a.C. e il V secolo, è considerato uno dei più rilevanti esempi di archeologia della pesca dell'area mediterranea. Al sito erano probabilmente collegati un insediamento abitativo, una necropoli e una piccola catacomba cristiana scoperta negli anni cinquanta del XX secolo.
Aree naturali Isola di Capo Passero; Isola delle Correnti.
Società Evoluzione demografica
Cultura Tradizioni e folclore La festa di sant'Antonio abate, celebrata il 17 gennaio, era tradizionalmente accompagnata dalla preparazione della cuccìa, pietanza a base di grano cotto, oggi in gran parte caduta in disuso. Alla ricorrenza era inoltre associata la preparazione domestica dei cosiddetti panuzzi di sant'Antonio, piccoli pani rotondi segnati da una croce, che venivano portati in chiesa per la benedizione e poi distribuiti ai fedeli.
La festa di san Giuseppe, celebrata il 19 marzo, è caratterizzata dalla vampanigghia, un falò formato da una catasta di frasche accesa nelle ore serali o notturne, secondo una consuetudine attestata anche in altri centri della Sicilia sud-orientale.
La festa patronale di san Gaetano, celebrata il 7 agosto, prevede la processione della statua del santo per le vie principali del paese, con il rientro in chiesa accompagnato da fuochi d'artificio. Nei giorni successivi si svolgono manifestazioni popolari e gare tradizionali, tra cui regate con imbarcazioni locali nello specchio d'acqua di Scalo Mandrie e la cosiddetta rottura dei pignatelli in via Vittorio Emanuele.
Ricerca scientifica