I Jethro Tull sono un gruppo rock progressivo britannico originario di Blackpool, fondato nel 1967 dallo scozzese Ian Anderson (flauto traverso e polistrumentista). La formazione prende il nome dal pioniere della moderna agricoltura, l'agronomo Jethro Tull (1674-1741).

La loro musica è contraddistinta dalla presenza dominante del flauto traverso, suonato dal virtuoso leader Ian Anderson. Dopo un esordio all'insegna del richiamo al blues, i Jethro Tull hanno attraversato la storia del rock, sperimentando vari generi: dal folk rock all'hard rock, dal progressive rock alla musica classica. Hanno venduto più di 60 milioni di album in tutto il mondo.

Nell’aprile 2014 Anderson aveva dichiarato che i Jethro Tull come band non esistevano più e che era sua intenzione abbandonarne il nome per continuare la propria carriera solista.

Nel 2017 i Jethro Tull sono ritornati in attività.

Storia Gli inizi Nelle sue fasi iniziali la band, capitanata sia da Ian Anderson che dal chitarrista Mick Abrahams, era sostanzialmente orientata verso il blues. Dopo essersi esibiti in alcuni club londinesi con svariati nomi, decisero di adottare "Jethro Tull" in riferimento all'omonimo agronomo britannico vissuto nel diciottesimo secolo. Tuttavia il loro singolo di debutto Sunshine Day venne erroneamente distribuito a nome "Jethro Toe".

This Was (1968)

Il loro primo album, This Was (1968), mise in fila una serie di brani rock-blues tra cui spicca Song for Jeffrey in quanto, molto probabilmente, la più vicina allo stile che la band avrebbe preso negli anni successivi.

Nel gruppo si aprì subito una discussione sulla direzione da prendere: prevalse Ian Anderson e Mick Abrahams uscì dalla formazione andando a fondare i Blodwyn Pig con cui continuò la propria strada nel British blues.I Jethro Tull, da qui in poi, si incamminarono lungo un percorso che flirta contemporaneamente con quattro stilemi che, con equilibri diversi nelle varie fasi della loro lunga vita, si possono individuare nella musica folk, nella musica jazz, nella musica classica, e ancora il blues, che resta comunque negli ingredienti della loro produzione. In quel periodo militò nella formazione per un breve periodo anche Tony Iommi, chitarrista dei Black Sabbath, prima dell'arrivo del futuro compagno di lungo tempo dei Jethro Tull, il chitarrista Martin Lancelot Barre.

Stand Up (1969)

Stand Up (1969) è il primo vero successo della formazione. Passò alla storia soprattutto per la rivisitazione di una Bourée di J.S. Bach (dalla Suite per liuto nº 1 BWV 996). Ma nel disco si ritrovavano anche brani che ripresero le altre matrici blues (A New Day Yesterday), folk (Jeffrey Goes to Leicester Square), e le ballate We Used to Know, ripresa nella progressione armonica anni dopo dagli Eagles per Hotel California, e Reasons for Waiting.

Ma la chiave del successo fu principalmente nel suono del flauto e nella personalità di Ian Anderson.L'ingresso a pieno titolo del flauto nel rock è appunto merito soprattutto dei Jethro Tull, anche se è da ricordare qualche sprazzo dei Focus e di altri gruppi dell'epoca, fra cui i Beach Boys, i Moody Blues e i Genesis.Nei concerti dal vivo il flauto di Anderson, oltre che strumento musicale, divenne una vera appendice del corpo del leader.

Benefit (1970)

A un anno di distanza da Stand Up venne pubblicato Benefit (1970); l'album è incentrato sul rapporto fra Ian Anderson e la famiglia e specialmente con la sua prima moglie Jennie Franks. Il blues venne progressivamente abbandonato in favore di sonorità sempre più tendenti al folk, al jazz e al rock.All'indomani dell'uscita di Benefit i Jethro Tull andarono incontro a un allargamento della formazione con l'ingresso di John Evan alle tastiere, strumento che apportò un decisivo impulso verso sonorità classiche.La notorietà consolidata, l'esperienza e la bravura tecnica dei componenti consentirono ai Jethro Tull di sperimentare forme musicali dilatate spesso in forma di improvvisazioni a cavallo del jazz e della classica.Nell'agosto del 1970 parteciparono al festival dell'Isola di Wight, esibizione da cui è poi stato tratto il live Nothing Is Easy: Live at the Isle of Wight 1970. Al termine della serie di concerti legati al tour di Benefit il bassista Glenn Cornick venne sostituito nel gruppo da Jeffrey Hammond, compagno di scuola di Anderson ed Evan e già presente nella John Evans Band.

Aqualung (1971)

Avendo un po' deluso le attese con il precedente Benefit, l'uscita di Aqualung colse quasi di sorpresa pubblico e critica nel 1971.

L'album colpì il pubblico grazie alla celebre copertina raffigurante un barbone, molto somigliante al leader del gruppo Ian Anderson. L'immagine impressiona soprattutto per la crudezza dell'espressione e dello sguardo del volto di Aqualung, cui fa da contraltare un manifesto che reclamizza eleganti e dispendiose vacanze natalizie.

Pare che il titolo dell'album derivi dal rantolo roco del barbone simile – secondo Anderson – al rumore di un respiratore artificiale (l'Aqualung ne è un modello particolare).

Le liriche raccontarono in maniera aspra la vita di Aqualung, fallimentare a scuola come nelle relazioni interpersonali. Unico suo interlocutore possibile restò Dio al quale in punto di morte – in un ultimo rantolo rabbioso – Aqualung dedicò solo parole sprezzanti.

Aqualung e Locomotive Breath sono i brani che diventeranno dei classici del gruppo insieme a My God; quest'ultimo contiene un accordo dissonante molto efficace, e che sarebbe rimasta, anche dopo decenni, una delle canzoni più apprezzate del gruppo. Nel disco tornarono atmosfere blues e fortemente rock ad alternarsi con episodi acustici delicati. Inoltre, i testi, che composero un vero e proprio concept (nonostante Anderson stesso neghi questa caratteristica), furono una critica corrosiva alla società e alle istituzioni e diedero un ulteriore contributo a fare di Aqualung il disco più famoso dei Jethro Tull.

Thick as a Brick e Living in the Past (1972)

I Jethro Tull avevano raggiunto un alto indice di popolarità. Con il successivo Thick as a Brick (1972) ritentarono la carta del concept album. Qui addirittura tutta la musica è unita in una sola grande suite, separata solo dal necessario cambio di facciata del disco.

Thick as a Brick è generalmente considerato il primo album strettamente progressive dei Jethro Tull pur mantenendo, secondo lo stile del gruppo, forti connotazioni rock, blues e folk. La struttura delle tracce è inedita: il disco presentò un unico brano suddiviso in due parti (senza una reale soluzione di continuità) solo per le esigenze tecniche del vinile (e successivamente riunificato nell'edizione in CD). Lo stesso schema sarebbe stato adottato successivamente dai Jethro Tull per l'album A Passion Play. Il batterista Barriemore Barlow fece il suo ingresso nella formazione in sostituzione dell'uscente Clive Bunker, partecipando alla registrazione di Thick As a Brick ed al successivo tour promozionale.

I testi furono inizialmente presentati come opera di un bambino prodigio, il poeta Gerald Bostock, il quale è però in realtà un'invenzione dello stesso Anderson. Nell'edizione originale, la copertina fu caratterizzata da un packaging decisamente insolito: il fronte era un intero quotidiano ripiegato e sfogliabile, il St. Cleve Chronicle del 7 gennaio 1972. In prima pagina la notizia della premiazione di Gerald Bostock, poeta di solo otto anni soprannominato ironicamente il Little Milton e, all'interno, i testi dell'opera, confusi tra altri articoli.

Pare che l'idea di realizzare un concept album sia venuta a Ian Anderson in reazione ai critici che avevano etichettato come tale il precedente album del gruppo, Aqualung. Con Thick as a Brick Anderson volle prendere ironicamente le distanze dalla "moda" stessa dei concept album tipica del rock progressivo, portando l'idea al suo eccesso (un singolo, monolitico brano). I testi presentavano numerosi elementi di sarcasmo e di umorismo.

Thick as a Brick venne generalmente considerato uno dei momenti più alti della carriera dei Jethro Tull e un perfetto esempio del particolarissimo approccio del gruppo al rock progressivo. Una versione ridotta di questa lunghissima suite costituì uno degli appuntamenti fissi delle esibizioni dal vivo del gruppo (celebre in particolare la versione live sul doppio Bursting Out).

Della capacità strumentale e improvvisativa si ascolta riprova nella facciata live contenuta nel doppio (greatest hits con inediti) Living in the Past (1972), celebrazione antologica, di grande successo tra i fan, del primo periodo del gruppo. Nel disco sono contenuti infatti molti pezzi inediti composti negli anni precedenti, molti dei quali saranno poi inclusi nelle riedizioni degli album come bonus track.

A Passion Play (1973)

Dopo Thick as a Brick iniziò un periodo nero per i Jethro Tull. Il successivo A Passion Play (1973) venne accolto malissimo. L'opera si incentrava attorno alla storia di un certo Ronnie Pilgrim il quale, dopo morto, sperimenta il giudizio e l'aldilà, visitando paradiso e inferno, per poi rinascere. La storia nasconde in realtà una miriade di allegorie e allusioni che fanno di A Passion Play (in italiano Mistero Sacro) il disco, sia dal punto di vista musicale che concettuale, più complesso nella storia della formazione. L'album divise pubblico e critica: gli ammiratori della formazione lo ritennero un prodotto di livello altissimo, i critici ne misero in risalto il carattere ambizioso e monotono. Ciononostante, negli Stati Uniti le classifiche di Billboard lo videro raggiungere il primo posto.

War Child (1974)

Non fu un enorme successo nemmeno War Child (1974); inizialmente accolto positivamente dalla critica, fu poi accantonato dai più e tuttora è considerato, nonostante l'ottima qualità dei brani, un album inferiore rispetto ai classici. Nel progetto iniziale War Child doveva essere un doppio album come colonna sonora di un film, una commedia nera metafisica su una ragazza che nell'aldilà incontrava personaggi come Dio, San Pietro e Lucifero.

Il disco, ridotto a un singolo album con dieci tracce, mostrò un certo allontanamento dai canoni del rock progressivo (e del rock in generale), a favore di una più forte commistione con la musica folk e popolare; vi fu in particolare la rilevanza acquisita dallo strumento della fisarmonica e i riferimenti alla musica da ballo.

Minstrel in the Gallery (1975)

I Jethro Tull ebbero migliori esiti con il successivo Minstrel in the Gallery che ricevette delle recensioni prevalentemente positive. Dopo War Child, Minstrel in the Gallery confermò la scelta musicale dei Jethro Tull consistente nell'inserimento di elementi d'orchestra quali fiati e viole nella costruzione del sound di sfondo di ogni singolo brano. A seguito di Minstrel in the Gallery, il bassista Jeffrey Hammond abbandonò il gruppo (sostituito da John Glascock, proveniente dai Carmen) per dedicarsi alla pittura, attività che svolgeva prima del coinvolgimento musicale.

Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die! (1976)

Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die! fu un vero e proprio epitaffio; la storia di Ray Lomas, narrata nel bel fumetto della reinterpretazione e nei testi dell'album, propose una visione nostalgica e solo marginalmente ottimistica della vita di una generazione invecchiata fra musica e motociclette e ormai «troppo vecchia per il R&R ma troppo giovane per morire». L'album, noto anche semplicemente come Too Old to Rock 'n' Roll, partiva da un progetto molto ambizioso: così come War Child, era stato pensato come colonna sonora per un film mai realizzato o per un musical teatrale. Con questo obiettivo iniziale, Ian Anderson insieme a David Palmer cominciò nel 1975 a scrivere le canzoni che poi divennero i brani di Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die!.

Songs from the Wood (1977)