Biografia Nacque a Lugdunum o, più probabilmente, a Colonia Iulia Viennensis, dove risiedette lungamente e dove esercitò il sacerdozio; morì tra il 473 e il 475.
Fu fratello di Mamerto di Vienne, vescovo della città, che lo ordinò sacerdote, e amico di Sidonio Apollinare, con cui ebbe dispute filosofiche.Sidonio Apollinare lo descrive come «...il più abile fra i filosofi cristiani». Sidoinio Apollinare, Lettere, V, 2
De statu animae È autore di un celebre trattato, dedicato a Sidonio Apollinare e articolato in tre libri, dal titolo di De statu animae in cui si avverte la chiara influenza di Agostino d'Ippona, che egli considerò sempre suo padre spirituale e modello insuperato di saggezza. Scritto sul finire degli anni sessanta del V secolo il testo fu molto studiato in età medievale e lo stesso Abelardo lo cita ripetutamente nelle proprie opere.
Il trattato è una descrizione dell'anima umana, la cui essenza, secondo l'autore, è incorporeaClaudiano Mamerto, De statu animae, III, 14 e si struttura in componenti altrettanto incorporei quali la ragione, la memoria e la volontà. L'anima, pur essendo immateriale, è presente nella propria totalità in ogni minima parte del corpo, come Dio lo è, nella sua interezza, in ogni remoto angolo del mondo. L'anima umana, pertanto, ha la stessa natura incorporea dell'Entità che l'ha creata: Dio.
Note
Bibliografia Michele di Marco, La polemica sull'anima tra Fausto di Riez e Claudiano Mamerto, Roma, Istituto Patristico Augustinianum, 1995 Sidonio Apollinare, Epistulae, (IV, 11 e V, 2)
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